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Full text of "Vita in campagna"

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9 2010 
SETTEMBRE 

by Me@Home 



Allegato a questo numero: 
) 1 lavori di settembre e ottobre 




Il proverbio 

"Settembre amico, 

apre mandorla 

e fico". 



www.vitaincampagna.it 




SETTEMBRE 2010 - N. 9 - ANNO XXVIII - ISSN 1120-3005 - MENSILE - VITA IN CAMPAGNA - CASELLA POSTALE 467 - 37100 VERONA - UNA COPIA € 4,00 



PROVE SUL CAMPO 

DI MOTOCOLTURA E GIARDINAGGIO 




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tecnologia esclusiva Husqvarna. Il nostro personale 
qualificato è a tua completa disposizione. 




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dal 10 al 12 settembre 2010. 




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puoi partecipare gratuitamente ai nostri 
corsi di formazione nel padiglione interno. 

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10.00 - 10.20 Rider: caratteristiche 

ed impiego. 

1 0.20 - 1 0.40 Aspetti tecnici dei motori 
2T di ultima generazione: X-TORQf , 
Autotune™, Air Injection™. 

1 0.40 - 1 1 .00 DPI, sicurezze attive e 
passive sulle motoseghe: TrioBrake™ ed 
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stiche, campi di utilizzo, funzionalità, 
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15.00 alle 16.20. 



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©2010 Husqvarna AB (pubi). 
Ali righes reserved. 



mtdi letttiei e lettoU, 



settembre, l'ultimo dei mesi estivi (il 22 inizia l'au- 
tunno), è ricco di fiere e manifestazioni in tutto il nostro 
Paese (vedi pag. 86). Ma qui vorremmo segnalarvi un even- 
to che supera i confini nazionali e continentali e che ha co- 
me tema la salvaguardia della Terra: si tratta di «Clean Up 
the World», il più grande appuntamento di volontariato am- 
bientale del mondo, che si tiene il 24, 25 e 26 settembre. 
L'edizione italiana porta il nome di «Puliamo il mondo» e 
. grazie all'azione di volontari (all'edizione del 2009 hanno 
aderito 1.700 Comuni e circa 700.000 volontari) vede or- 
ganizzate in tutta Italia iniziative per pulire piazze, boschi 
e spiagge da rifiuti di vario genere. Per informazioni visi- 
tate il sito Internet www.puliamoilmondo.it 

A metà giugno i governanti di 1 1 Paesi africani (Burkina 
Faso, Ciad, Gibuti, Eritrea, Etiopia, Mali, Mauritania, Ni- 
ger, Nigeria, Senegal e Sudan) si sono riuniti per dare se- 
guito al progetto della «Grande muraglia verde» contro 
l'avanzare del deserto (Sahara) che prevede la riforesta- 
zione di una zona lunga oltre 7.000 km, e larga 15 km, che 
va da Dakar- (Senegal), sull'Oceano Atlantico, a Gibuti, sul 
Golfo di Aden. 

Chianina, Romagnola, Marchigiana, Podolica e Ma- 
remmana sono i nomi di cinque razze «storiche» italiane 
di bovini che, dopo aver rischiato fino al 2000 l'estinzio- 




La «Grande muraglia verde» dell'Africa 

(indicata in verde) avrà lo scopo 

di fermare l'avanzata a sud del Sahara 



ne, hanno visto negli ultimi dieci anni un aumento del 
39% degli esemplari allevati. Attualmente sono 147.000 
gli animali delle razze citate iscritti nel libro genealogico: 
il gruppo più numeroso è quello della Chianina con 46.553 
capi. Un buon risultato evidenziato dalla Coldiretti nell'an- 
no internazionale della biodiversità. 

Ha compiuto un anno il sito Internet www.saperman 
giare.mobi realizzato per i consumatori dall'Iman, Istitu- 
to nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione. Es- 
so propone numerosi servizi per rispondere ai dubbi e alle 
curiosità sull'alimentazione, tabelle di composizione degli 
alimenti e tanto altro ancora. Consultatelo. 

L'11 o il 12 settembre vi consigliamo di visitare Demo- 
garden, una manifestazione che si tiene al Parco esposi- 
zioni Novegro a Linate (Milano), dove potete vedere da 
vicino e al lavoro le macchine e le attrezzature per il giar- 
dinaggio (vedi pag. 87). 

Giorgio Vincenzi 




II mensile di agricoltura part-time 
con la maggior diffusione pagata 
in Italia (certificazione ADS) 

Fondato da Alberto Rizzotti 

Direttore Responsabile: Giorgio Vincenzi 

Redazione: Giuseppe Cipriani, Silvio Caltran, Alberto Locatelli 

Via Bencivenga/Biondani, 16 - 37133 Verona - Tel. 045 8057511 

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Internet: www.vitaincampagna.it 

Editore: Edizioni L'Informatore Agrario srl 

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Registrazione Tribunale Verona n. 552 del 3-11-1982. Copyright © 2010 
Vita in Campagna di Edizioni L'Informatore Agrario srl. Vietata la ripro- 
duzione parziale o totale di testi e illustrazioni. ISSN 1 120-3005 - Poste 
Italiane s.p.a. - Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 
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circa iniziative di carattere editoriale e promozionale che riteniamo possano interes- 
sala. Lei potrà rivolgersi ai sottoscritti per far valere i diritti previsti dall'art. 7 
Dlgs 30/6/2003 n. 196. 

Titolare del trattamento: Edizioni L" Informatore Agrario srl 
Responsabile del trattamento: dott. Giuseppe Reali 



Vita in Campagna non è in edicola. Viene inviata solo su abbonamento 





(mmalm dd n. 9/2010 

in m unim atfmammb m gMnde mmlk 

ii' 1*1 

em cui wMiw i mjmìlilsiiQjiMkm^ 



Poto: Fattoria del Toce 



Passione conigli! Tutte 
le razze italiane in un 
allevamento sul Lago 
Maggiore (pag. 59). 



7 Le vostre lettere 

8 Le vostre idee 

1 1 II Festival delle Sagre di Asti di F.Zampicinini 

Politica agricola ed ambientale 

13 La frutta e gli ortaggi italiani sono i più sicuri 
d'Europa di A.Andrioli 




Mdm 



Articoli 

15 Dieci erbacee perenni a fioritura precoce da mettere 

a dimora in questi mesi di T.De Stefano, V.Povero 
19 Risposte ai lettori 

Falso gelsomino: con foglie rosse 

Compost: ottenuto con erba e foglie si usa tal quale 
86 Fiere: Demogarden, Fiera di Sant'Alessandro, 

Orticolario, Piante e animali perduti, Murabilia 
Vedi anche 

Supplemento lavori di settembre (9/2010) 



($tó 



Articoli 

21 Coltivate l'aglio di A.Locatelli 

23 E tempo di seminare il crescione comune di A.Locatelli 

26 Risposte ai lettori 

Patata: marciume secco e «cuore cavo» 
Pomodoro: cosa coltivare dopo questo ortaggio 
Cavolo: giovani piante affette da «ginocchiatura» 
Asparago: la pacciamatura va tolta a metà ottobre 

86 Fiere: Sagra del peperone, Fiera di Sant'Alessandro 
Vedi anche 
Supplemento lavori di settembre (9/2010) 

Articoli 

29 Ribes e uva spina: caratteristiche, esigenze e scelta 
delle varietà di G.Bassi 



35 Piccola guida all'uso degli antiparassitari: l'esecuzione 

dei trattamenti di A.Giacopini 
40 La determinazione del contenuto zuccherino delle uve 

e dei mosti di G.Carcereri de Prati 
44 Lubrificazione- del torchio: Non si fa così. Si fa così 
44 Risposte ai lettori 

Olivo: informazioni sub" «olivo bianco» 

Vite: precoce caduta degli acini 

Uva da tavola: la giusta dose di zolfo contro l'oidio 
86 Fiere: Piante e animali perduti 
Vedi anche 

Supplemento lavori di settembre nel frutteto (9/2010) 

Supplemento lavori di settembre nel vigneto (9/2010) 

Supplemento lavori di settembre nella cantina (9/2010) 



^amfw 




o$w 



Articoli 

46 II cinipide galligeno del castagno di N.Mapelli 
49 Risposte ai lettori 

Colture a uso familiare: problemi se sono vicine 
a un campo di mais 
Vedi anche 
Supplemento lavori di settembre nel campo (9/2010) 
Supplemento lavori di settembre nel bosco (9/2010) 



niommmm&Wt 



Articoli 

5 1 Altre utili indicazioni sulla manutenzione della batteria 

delle macchine agricole di M. Valer 
53 Valutazione del vecchio trattore: Ferrari FIO 
53 Risposte ai lettori 

Miniescavatore: abbinamento con una benna falciante 
86 Fiere: Demogarden, Fiera di Sant'Alessandro 




(srieeek allmamenti 



Articoli 

55 Capre: dall'arrivo degli animali in azienda al periodo 

degli accoppiamenti dì M. Volanti 
59 Tutte le 43 razze di conigli italiani in riva 

al Lago Maggiore di G. Cipriani 
62 Risposte ai lettori 

Api: vanno sempre privilegiate le popolazioni locali 

Becco: tempi di introduzione nel gregge di capre 
86 Fiere: Raduno nazionale elicicoltori, Fiera Millenaria, 

Piante e animali perduti, Settimana del miele, Mostra 

nazionale del cavallo 



Vedi anche 

Supplemento lavori di settembre allevamenti (9/2010) 
Supplemento lavori di settembre piccoli animali (9/2010) 
Supplemento lavori di settembre nell'apiario (9/2010) 



(^mkmk- (^j^ùM 



Articoli 

63 La candida garzetta, piccolo airone di M.Bonora 
67 L'astronomia per chi vive in campagna: 

la Luna, Andromeda e l'omonima galassia di S.Bartolini 
69 Risposte ai lettori 

Echium italicum: commestibili le foglie tenere 



Q^iuJìM/mMale 



Articoli 

70 I fagioli della Camia (Friuli- Venezia Giulia) di A. Del Fabro 

72 Risposte ai lettori 

Fattoria didattica: suggerimenti per proporsi alle scuole 

Articoli 

73 Come convincere i bambini a mangiare, 

senza fare capricci, frutta e verdura di P.Pigozzi 
76 Come realizzare squisiti liquori con menta piperita 
o con miele di R.Bacchella 

78 Risposte ai lettori 

Frutta e ortaggi: la cottura diminuisce significativamente 
il contenuto nutritivo 
86 Fiere: Sana 
Vedi anche 
Calendario murale 2010: settembre 

Leggi - Tributi - Finanziamenti 

Articoli 

79 Vorrei affittare la mia casa di campagna a dei turisti, 

quali sono le regole? di G.Lo Surdo 
82 Finanziamenti e opportunità dalle Regioni di P.F.Lisi 
82 Risposte ai lettori 

Partita Iva: l'apertura o meno dipende 

dal tipo di attività agricola 
Terreno: aspetti della divisione tra coeredi 
Prelazione: nel caso di un corso d'acqua 
lungo il confine 



86 Fiere e manifestazioni 
92 Annunci economici 



84 l£ rAqtfifè Ptt RADAZZI 



■Éi 

Carta Verde 



Servizi e vantaggi 
per gli abbonati 
con la «Carta Verde» 
ed i coupon 



Servizi proposti nel presente numero 

Piante erbacee da fiore. Sconto del 5-15% sull'acquisto di piantine 
(pag. 18). 

Aglio. Sconto del 5% sull'acquisto di bulbilli (pag. 22). 
Crescione comune. Sconto del 5% sull'acquisto di semi (pag. 25). 
Ribes e uva spina. Sconto del 5-10% sull'acquisto di piante (pag. 32). 
Fiere ad ingresso gratuito o scontato. «Demogarden» (Linate-Mila- 
no), «Fiera di Sant'Alessandro» (Bergamo), «Fiera Millenaria» 
(Gonzaga-Mantova), «Orticolario» (Cernobbio-Como), «Murabilia- 
Mura in fiore» (Lucca), «Mostra nazionale del cavallo» (Città di Ca- 
stello-Perugia) (pag. 86). 



Servizi proposti in altri numeri tuttora in vigore 

Cipollotto. Sconto 5% acquisto semi (n. 1/2010, pag. 28). 
Essiccatori. Sconto 10% sull'acquisto (n. 7-8/2010, pag. 62). 
Indivia riccia da taglio. Sconto 5% acquisto semi (n. 1/2010, pag. 26). 
Mirtillo. Sconto 5-10% acquisto piante (n. 5/2010, pag. 32). 
Molini. Sconto 10-15% acquisto modelli uso familiare(n. 2/2010, pag. 76). 
Rose botaniche. Sconto 5-10% acquisto piante (n. 5/2010, pag. 14). 
Rucola selvatica. Sconto 5% acquisto semi (n. 7-8/2010, pag. 24). 
Turismo rurale. Sconto del 10% in un'azienda agrituristica situata 
nella terra del Fiore Sardo (Nuoro) (n. 1/2010, pag. 66). Sconto del 
10% in un'azienda agrituristica situata nel Parco nazionale della Sila 
(Cosenza) (n. 4/2010, pag. 71). Sconto del 10% in due aziende agri- 
turistiche situate in Marmilla (Medio Campidano) (n. 5/2010, pag. 
66). Sconto del 10% in tre aziende agrituristiche situate nella zona del 
basilico genovese (n. 6/2010, pag. 65). 



Guida ai Servizi e Vantaggi per gli Abbonati - 2010 

Al n. 2/2010 di Vita in Campagna è stata allegata la «Guida Servizi 
e Vantaggi per gli Abbonati - 2010». Nella Guida, oltre ai consueti ser- 
vizi per una risposta gratuita ad un quesito, per un annuncio economi- 
co gratuito e ai coupon per l'ingresso gratuito o scontato alle principa- 
li fiere italiane, vi sono anche l'elenco dei vivai consigliati suddivisi 
per Regioni con indicati gli sconti che 96 di essi riservano ai possesso- 
ri della «Carta Verde» e l'elenco delle ditte sementiere per l'orto con 
gli sconti che queste riservano ai possessori della «Carta Verde». Vi so- 
no poi le consuete convenzioni da noi stipulate per l'acquisto di arti- 
coli per il giardinaggio, l'orto ed il frutteto familiare, di macchine agri- 
cole, ricoveri per animali, strumenti ed attrezzi per l'agricoltura, 
l'apicoltura e l'enologia, di impianti e attrezzature per la casa. 



Significato dei simboli riportati nei vari testi 

Agricoltura biologica. Bio Prodotti ammessi nel biologico. 
f\ Molta attenzione. / \ Attenzione. 

Cp Via libera. (É?J Guadagno, risparmio, perdita. 

*- Su Internet. ( f ) Curiosità, rarità. 



I Azioni di solidarietà. 



e RISI SII ! t ffiH MI ireffllìHRHS 



solo l'aspetto ... ma molto di più!" 




Issisi 1 



> JìL r 




I tratti di famiglia sono indubbiamente riconoscibili. Tutte 
le nostre macchine per la cura del verde portano avanti una 
tradizione di famiglia: l'impareggiabile qualità John Deere; 
come ad esempio il sistema TurboStar che, grazie alla migliore 
compattazione dei residui di taglio all'interno del raccoglitore, 
massimizza la capacità di raccolta e riduce le perdite di tempo 
per lo svuotamento. 

La nostra tradizione si riflette in ogni aspetto. Valutatelo di 
persona con una prova dimostrativa presso il concessionario 
John Deere. *^ 




John Deere 



www.JohnDeere.it 




PROSSIMAMENTE UNA 
GUIDA ILLUSTRATA 

DEDICATA ALLA 

LOTTA AI PARASSITI 

DELL'ORTO 

Sono un vecchio abbonato e 
come tale mi permetto di fare 
una richiesta che, a mio avvi- 
so, potrebbe essere utile a 
quelle persone come me, un 
po' avanti con gli anni, la cui 
memoria inizia a fare qual- 
che scherzetto. Capita di an- 
dare nell'orto e di notare che 
qualche coltura presenta dei 
problemi ma di non sapere 
cosa fare (anche se sembra di 
aver letto qualcosa su Vita in 
Campagna che indicava con 
quale prodotto intervenire). 
Ecco la mia richiesta: perché 
non fare una Guida fotogra- 
fica per la difesa dell'orto e 
del piccolo frutteto familiare 
da tenere nell'armadietto dei 



fitofarmaci? Nell'era digita- 
le penso che una piccola 
macchina fotografica l'ab- 
biamo tutti quindi noi lettori 
potremmo contribuire man- 
dando delle foto relative ai 
problemi riscontrati, lascian- 
do a voi il compito di selezio- 
nare quelle più opportune. 
Io la Guida la vedrei così: 
grande foto della pianta ma- 
lata con accanto i prodotti da 
usare (la guida dovrebbe 
trattare solamente gli ortaggi 
più comuni come pomodoro, 
peperone, melanzana, e pian- 
te da frutta come melo, pero, 
pesco, prugna e albicocco). 

Sergio Gìambruno 
Genova 

La ringraziamo dei suoi pre- 
ziosi suggerimenti che abbia- 
mo «girato» ai nostri colla- 
boratori del settore, i quali 
stanno approntando la nuova 
Guida illustrata alla difesa 
delle piante da orto che con- 
tiamo di pubblicare il prossi- 
mo anno. Ed anche le foto 
che ci saranno inviate dai let- 
tori godranno della nostra 
migliore attenzione 

INVIATE LE VOSTRE 

ESPERIENZE 

SULL'INFLUENZA 

DELLA LUNA 
SULLE COLTURE 

Ho riletto l'articolo sull'in- 
fluenza della luna (n. 12/2005, 




A 83 anni, la signora Giustina ha ancora una grande passione 
e amore per la campagna e per il suo orto. Ad aiutarla il nipo- 
te Giovanni, di 10 anni, che impara così da dove arrivano i 
prodotti che trova poi sulla tavola. Forse col tempo sarà in 
grado anche lui di amare la terra 




Trapiantatrice manuale per piante da orto 



pag. 47) e, pur non avendo in 
materia alcuna preparazione, 
ho imparato a mie spese 
quanto l'influenza della luna 
sia determinante per la buo- 
na riuscita di una coltura. Ad 
esempio se si semina il finoc- 
chio con luna crescente a fine 
giugno questo «va a seme», 
mentre se la semina avviene a 
luna calante si avrà a luglio 
un ottimo prodotto. 

Enrico Mattugini 
Forte dei Marmi (Lucca) 

Pubblichiamo sempre con 
molto piacere le lettere degli 
abbonati che raccontano le 
loro esperienze, positive e 
negative, di coltivazioni ef- 
fettuate seguendo le fasi lu- 
nari. È questo un argomento 
- che affascina i lettori - do- 
ve l'esperienza di ciascuno 
può tornare utile anche ad al- 
tri. Quindi non esitate a man- 
dare le vostre esperienze. 
Gli abbonati che volessero 
leggere l'articolo citato dal 
sig. Mattugini lo possono tro- 
vare e scaricare dal nostro si- 
to Internet: www.vitaincam 
pagna.it/RdVic/05 12047.asp 

ANCORA 

SULL'ATTREZZO 

MISTERIOSO 

Leggendo il numero di mag- 
gio ho visto l'annuncio con il 
quale si chiedeva cosa fosse 
l'attrezzo misterioso della fo- 
to (vedi n. 5/2010, pag'. 7, 
n.d.r.). Io so cos'è: è una tra- 
piantatrice manuale per pian- 
te da orto: ne posseggo una 
fatta in casa. Si usa in questo 
modo (vi invio per maggior 
chiarezza anche un disegno): 
si infila l'attrezzo chiuso nel 
terreno per fare un foro; si 
inette la piantina dentro il fo- 
ro; si solleva dal terréno l'at- 
trezzo aprendolo: così facen- 
do la terra ricopre le radici 
della pianta. 

Massimo Rettore 
Vigonza (Padova) 




A seguito del- 
la richiesta 
che abbiamo 
fatto ai lettori 
perché ci aiu- 
tassero a sco- 
prire a cosa 
serviva l'og- 
getto miste- 
rioso, la quasi 
totalità ha ri- 
tenuto trattar- 
si di una pinza in uso un tem- 
po presso gli idraulici per al- 
largare e svasare i tubi (come 
abbiamo pubblicato a pag. 
8 del n. 6/2010). Vista però 
la documentata argomenta- 
zione che ci ha fornito il sig. 
Rettore, abbiamo pensato di 
pubblicarla. 

DOVE AVETE 

APPLICATO 

L'ADESIVO DI 

VITA IN CAMPAGNA? 

Con il numero di maggio di 
quest'anno vi abbiamo invia- 
to un adesivo che riporta una 
scritta a nostro avviso mol- 
to importante: «La campa- 
gna e l'agricol- 
tura sono le 
mie passio- 
ni». Ci pia- 
cerebbe ve- 
dere, attra- 
verso le vo- 
stre fotogra- 
fie, dove l'ave- 
te applicato. Tra tutte le foto 
che ci arriveranno pubbliche- 
remo quelle più originali. 

CIAO EMANUELE 

A fine giugno ci ha lasciato 
Emanuele Piccali, storico di- 
rigente dell'Unione naziona- 
le consumatori, e amico della 
Redazione di Vita in Campa- 
gna. Quando c'era necessità 
di sapere qualcosa o di avere 
una informazione a difesa dei 
consumatori lui era lì, sem- 
pre pronto e disponibile: una 
vera e propria enciclopedia. 
Grazie di tutto Emanuele, ci 
mancherai. 




VITA IN CAMPAGNA 9/2010 



7 



Le vostre fotografie 




Ecco la meravigliosa fioritura delle rose coltivate da me e da mio 
marito Guido - Silvana Barberis, Tarantasca (Cuneo) 




Manolo con i pomodori 

dell'orto del nonno - Gino 

Zuccolotto, Lentiai (Belluno) 



La piccola Ilaria con le zucche 

di nonno Aldo - Ivano Canton, 

S. Antonio Tortai (Belluno) 




Passaggio di consegne da nonno II signor Olmo e le sue zucche 
Vittorio a Davide - Tienno giganti - Silvano Nocentini, 

Bertolini, Reggio Emilia Montignoso (Massa Carrara) 




Gloria mostra le enormi rape raccolte nell'orto del nonno 
- Bruno Sitta, Mei (Belluno) 




CONIGLI ALLEVATI 

IN GARENNA 

CON L'USO DI PASCOLI 

A ROTAZIONE 

Grazie anche ai consigli for- 
niti da Vita in Campagna ho 
realizzato una. garenna (recin- 
to per conigli allevati a ter- 
ra, n.d.r.) e da circa due an- 
ni riesco ad allevare un buon 
numero di conìgli. 
La mia idea è stata quella 
di realizzare quattro aree di 
pascolo (estese più o meno 
quanto la garenna) libere da 
attrezzature, accessibili a ro- 
tazione dalla garenna trami- 
te un passaggio nella rete. 
Nel mese di aprile apro l'ac- 
cesso al primo pascolo. I co- 
nigli si nutrono dell 'erba lìbe- 
ramente e dopo 20-30 giorni 
hanno mangiato tutto o quasi 
(sono poche le erbe che non 
gradiscono). 

A questo punto faccio tor- 
nare i conigli nella garenna, 
chiudo l'accesso al primo 
pascolo e apro l'accesso al 
secondo pascolo. In questo 
modo faccio sfruttare ai co- 
nigli un 'area a pascolo dopo 



l'altra, mentre nei recinti non 
utilizzati l'erba riscresce. Se 
la stagione è propìzia, riesco 
a far tornare i conigli una se- 
conda volta su ciascuna area 
prima dell 'autunno. 
Questa sistema comporta due 
grossi vantaggi: il primo è 
che risparmio molto tempo in 
estate; nel mio piccolo alleva- 
mento, infatti, l'unico impe- 
gno costante nel periodo esti- 
vo è il controllo dell'acqua, 
poiché ho optato per non dare 
mangimi (solo un poco d'or- 
zo soffiato d'inverno, che però 
sospendo con la bella stagio- 
ne e, naturalmente, fieno a vo- 
lontà); il secondo vantaggio è 
che allevando i conigli in que- 
sto modo ho ottenuto anche 
un calo di mortalità tra i coni- 
glietti appena svezzati. 

William Buratti 

Roncola S. Bernardo 

(Bergamo) 

Commenta Maurizio Ar- 
duin (zoonomo, esperto di 
piccoli allevamenti). Il siste- 
ma di allevamento adottato 
dal lettore è un'ottima solu- 
zione che permette non solo 
di utilizzare in modo più ra- 
zionale la produzione di fo- 
raggio della garenna, ma ga- 
rantisce anche il benessere 
degli animali. Ricordiamo, 
infatti, che nel coniglio le 
malattie parassitarie (cocci- 
diosi e vermi) si trasmettono 
attraverso le feci; il potere in- 
festante dei parassiti presenti 
nelle feci diminuisce però 
drasticamente dopo 6-7 setti- 
mane e quindi la rotazione 
del pascolo attuata dal lettore 
offre una ulteriore garanzia 
in questo senso. 



Pascolo 3 


Pascolo 2 




Garenna | 


Pascolo 1 


Pascolo 4 










Pagliaio 














Zona 
di cattura 



Pianta dell'allevamento di conigli in garenna, 
con i quattro pascoli usati a rotazione 



8 



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TRATTAMENTO DEI DATI - Fiere e Comunicazioni ari, titolare e re- 
sponsabile del trattamento, tratta i dati personali da Lei torniti con 
modalità anche automatizzate, per le Uà inerenti alla presta- 
zione dei servizi indicati e. previo suo consenso, per aggiornarla 
su iniziative e/o offerte della nostra società. Il conferimento dei 
dati è obbligatorio per consento l'esecuzione dei servizi richiesti, 
pertanto il mancato rilascio di tali dati non consentirà di eseguire 
I servizi indicai!. I soggetti che verranno a conoscenza di tali dati 
personali saranno oltre al titolare responsabile gli incaricati addetti 
ai seguenti settori aziendali: uffici commerciali, affici tecnici, uffici 
amminlstratM ed ufficio slampa. Inoltre i dati potranno essere co- 
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di elaborazione dati. Lei potrà esercitare i diritti di cui all'art. 7 
del Dlgs 1 96/2003 (aggiornamento, rettificazione, integrazio- 
ne, cancellazione, trasformazione, in forma anonima o il blocco 
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Sarebbe piaciuta a Ermanno Olmi, 
il registra del film «L'albero de- 
gli zoccoli», la festa che si tiene 
ad Asti ogni anno nella seconda dome- 
nica di settembre (quest'anno il 12 set- 
tembre) [1]. In migliaia dai paesi della 
provincia raggiungono la città per dare 
vita al Festival delle Sagre, un'eccezio- 
nale celebrazione della civiltà contadina 
che non ha eguali in Italia. 

Nella mattinata si snoda per le vie di 
Asti un lungo corteo composto da tremila 
figuranti e duecento carri trainati da tratto- 
ri d'epoca, in cui sono create rappresenta- 
zioni di vita quotidiana che spaziano dai 
lavori nei campi agli antichi mestieri, ai ri- 
tuali religiosi ambientati nel periodo stori- 
co che va da inizio 1 800 al secondo dopo- 
guerra (fine anni Quaranta del 1900). Non 
ci sono finzioni, tutto è rigorosamente ve- 
ro: i componenti della sfilata non sono at- 
tori, ma autentici contadini che portano in 
piazza la loro quotidianità, i loro abiti, i 
loro attrezzi, i loro animali. Nelle foto ri- 
portate in queste pagine si possono am- 
mirare alcune di queste ricostruzioni. 

Le origini del Festival 

Il Festival delle Sagre nasce nel 
1974, nell'ambito del concorso enolo- 
gico Douja d'Or, da un'idea che ven- 



Civiltà 

contadina: 

il Festival 

delle Sagre 

di Asti 



// prossimo 12 settembre avrà vita 
ad Asti una sorta di grande museo 

vivente della civiltà contadina. 

Nella mattinata si snoda per le vie 

della città un lungo corteo composto 

da tremila veri contadini e duecento 

carri trainati da trattori d'epoca, 

in cui sono ricreate scene di vita 

quotidiana legata al mondo 

agricolo e non solo 

Franco Zampicinini 



ne a Giovanni Borello, allora presiden- 
te della Camera di commercio di Asti, 
dopo aver assistito a due feste: la prima 
a Vevey, nel Canton Ticino (Svizzera), 



nella quale sfilavano molti rappresenta- 
ti di paesi in abiti tradizionali portando 
in piazza la loro quotidianità; la secon- 
da a Bolzano, chiamata «festa dei Por- 
tici» nella quale prevaleva l'aspetto cu- 
linario, con distribuzione ai visitatori di 
piatti tipici. 

Nel 1978 il Festival segna una prima 
svolta con la sfilata nelle vie di Asti, du- 
rante la quale ciascun paese deve ripro- 
porre fedelmente un momento di vita 
reale o un aspetto della civiltà rurale. 

Arricchito e perfezionato anno dopo 
anno, il Festival rappresenta oggi il più 
grande museo vivente della civiltà con- 
tadina: tutti i partecipanti indossano au- 
tentici abiti del passato, ci sono un'in- 
finità di strumenti e attrezzi da lavoro 
e tanti animali. Grande è l'accuratezza 
nella ricerca dei dettagli sia per la com- 
posizione dei carri che per l'abbiglia- 
mento delle persone. 

La manifestazione, oltre a creare una 
sorta di museo vivente del mondo con- 
tadino, ha avuto il grande merito di sal- 
vare dalla completa distruzione centi- 
naia di attrezzi e oggetti impiegati nei 
lavori agricoli e artigianali, tenuti in 
cantina o in casa, che ormai tutti stava- 
no abbandonando dopo l'avvento della 
plastica, con la quale erano stati creati 
utensili più comodi. 



Fedele 

ricostruzione 

del carro 

di San Marzanotto, 

vincitore 

delle feste 

vendemmiali 

di Asti del 1927: 

riproduce 

una cantina e, 

al piano superiore, 

un 'osteria 




La raccolta delle nocciole 



La sfogliatura del granoturco 



VITA IN CAMPAGNA 9/2010 



11 




Un aratro monovomere da scasso ^tmmeaSk 



Tra gastronomia e... contadinerie 

La manifestazione prende il via il sa- 
bato sera, quando apre il villaggio ga- 
stronomico, all'interno del quale sono 
allestite le casette che ospitano le varie 
Pro-loco, ognuna con la propria cucina 
tipica. Ciascuna costruzione, che richia- 
ma architettonicamente gli edifici rurali, 
è realizzata con materiali veri: pilastri in 
mattoni, pavimenti in mattonelle di cot- 
to, tetti fatti con coppi laterizi, antiche 
porte e finestre in legno, banconi di vec- 
chi negozi di paese. 

Il programma della giornata di dome- 
nica inizia attorno alle ore 9, quando dai 
quattro punti di accesso al centro cittadi- 
no fanno il loro ingresso le bande musi- 
cali ad annunciare l'inizio del Festival. 

Poco dopo prende il via la lunga sfi- 
lata che attraversa le vie centrali della 
città e che per circa tre ore cattura l'at- 
tenzione del pubblico assiepato lungo 
tutto il tragitto. 

«Un anno in un giorno» 

L'ordine di sfilata segue il ciclo del- 
le quattro stagioni che si sintetizza ef- 
ficacemente nel titolo «Un anno in un 
giorno». 

Nell'inverno vengono per esempio 
proposti la raccolta delle castagne, la 



veglia nelle stalle, il taglio del bosco, la 
storica fiera del bue grasso di Moncal- 
vo (Asti), la coltivazione del cardo gob- 
bo e dei ceci. 

Protagonisti della primavera sono 
l'acqua quale elemento essenziale di vi- 
ta e di lavoro a inizio '900, il battesi- 
mo d'un tempo, la panificazione, il la- 
vatoio, le attività lungo il fiume, le roga- 
zioni (processioni primaverili per la be- 
nedizione delle campagne). 

In estate figurano il ciclo della cana- 
pa, l'intervento dei pompieri contadini, 
la raccolta delle ciliegie, la coltivazione 
di peperoni e fiori, il ciclo del fagiolo. 

In autunno compaiono la vendem- 
mia, la vinificazione, il ciclo del grano- 
turco, l'esodo dalle compagne negli an- 
ni '50, le feste vendemmiali di Asti del 
1927, l'aratro nel tempo, la giornata del 
tartufaio. 

Una sfilata nella sfilata è rappresen- 
tata dai trattori d'epoca, che trainano 
gli imponenti carri: si tratta di una ve- 
ra e propria rassegna storica della mec- 
canizzazione agricola, dai trattori «te- 
stacalda» Orsi, Landini, Lanz degli an- 
ni Trenta, ai popolari Fiat, Fordson, Sa- 
nie, Ferguson del secondo dopoguerra. 
Non mancano mietilegatrici, trebbiatri- 
ci, sgranatrici, seminatrici e diverse al- 
tre macchine. Per gli appassionati è l'oc- 
casione per ammirare esemplali non co- 



Autocarro 

Fiat 614, 

molto 

popolare 

nelle 

campagne 

durante 

gli anni 

Trenta 

del secolo 

scorso 



muni di mezzi di trasporto, come il fa- 
moso autocarro Fiat 614, perfettamente 
restaurati o conservati. 

II significato del Festival 

Oggi che a lavorare la campagna so- 
no rimasti in pochi e lo si fa con macchi- 
ne e metodi più moderni, un Festival co- 
me quello di Asti permette di non per- 
dere le testimonianze dirette del mon- 
do contadino, di riti e gesti che si so- 
no ripetuti per secoli, tramandati da pa- 
dre in figlio. 

Per i bambini la festa rappresenta una 
lezione di storia all'aperto sicuramen- 
te più divertente ed efficace di ogni rac- 
conto scritto; per molti di loro costitui- 
sce l'unica occasione di vedere dal vivo 
come vivevano i loro nonni o bisnonni. 

Per le persone con qualche capello 
bianco è un'occasione per ritrovare, for- 
se con un po' di nostalgia, un ambien- 
te familiare. 

Non si tratta dunque di una sempli- 
ce giornata di folclore, ma di una vera e 
propria lezione di antropologia, per ri- 
scoprire un pezzo di vita del passato che 
per qualche ora ritorna. □ 

[1] Per informazioni si può telefonare al- 
lo 0141 535241 o visitare il sito Internet: 
www.festivaldellesagre.it 



12 



VITA IN CAMPAGNA 9/2010 



1 Politica agricola ed ambientale r 

La frutta e gli ortaggi italiani 
sono tra i più sicuri d'Europa 

Da alcuni anni Legambiente anticipa i risultati del Ministero della salute sui contenuti di antiparassitari 

nei prodotti ortofrutticoli italiani. I nuovi dati, riferiti al 2009, dicono che il 98,7% della frutta e 

della verdura è «regolare» cioè senza residui o con residui entro i livelli previsti dalla legge 



Da ormai molti anni il Ministero del- 
la salute coordina in Italia i programmi 
ufficiali di controllo sui prodotti alimen- 
tari, compresi quelli riguardanti i residui 
di prodotti chimici su frutta, verdura e 
derivati (olio, vino, marmellate e confet- 
ture, passata di pomodoro, ecc.) così co- 
me previsto dall'Unione europea. 

Le analisi vengono effettuate da la- 
boratori pubblici come quelli delle 
Agenzie regionali per l'ambiente, delle 
Asl, degli Istituti zooprofilattici speri- 
mentali, coordinati dall'Istituto superio- 
re di sanità. I risultati, poi, vengono uffi- 
cializzati dal Ministero della salute, ma 
da alcuni anni Legambiente ne anticipa 
i contenuti a inizio estate nel rapporto 
chiamato «Pesticidi nel piatto». In effet- 
ti il titolo è tutt' altro che rassicurante, 
visto che tende a dare l'idea che gli ita- 
liani si cibino di veleni, mentre è esatta- 
mente il contrario! Ma lasciamo che a 
parlare siano i numeri. 

IL 98,7% DEI CAMPIONI 

DI FRUTTA E ORTAGGI 

ESAMINATI È «REGOLARE» 

Se consideriamo tutte le categorie 
prese in esame (frutta, verdura, derivati 
e varie) i campioni irregolari, cioè che 
registrano la presenza di tracce di pro- 
dotti chimici superiori a quanto previsto 
dalla legge, sono 1' 1,5%. Se prendiamo, 
invece, in considerazione solo la frutta e 
la verdura la percentuale di irregolarità 
scende all' 1,29%. Di conseguenza si 
può dire che il 98,7% dell' ortofrutta ita- 
liana è «regolare». 

Occorre, però, specificare che il ter- 
mine «regolare» non significa «senza re- 
sidui» ma «senza residui o con residui 
entro i livelli previsti dalla legge». La 
normativa europea, infatti, prevede che 
nei prodotti agricoli possano, esserci 
tracce di antiparassitari purché a livelli 
bassissimi e non pericolosi per la salute 
umana. I limiti fissati per legge (chiama- 
ti LMR, cioè Limiti Massimi di Resi- 
duo) sono decine o centinaia di volte più 
bassi di quelli considerati dannosi dalle 
autorità sanitarie. 

Analizzando nel dettaglio i dati dif- 
fusi da Legambiente si legge che il 
76,4% della verdura non ha alcun resi- 



duo, mentre per la frutta i campioni del 
tutto «puliti» sono il 50,4%. Solo poco 
più di un campione su 100 è fuori legge, 
gli altri (poco più del 21% per la verdu- 
ra e del 46% per la frutta) contengono 
tracce di prodotti chimici, ma nei limiti 
ammessi dalle norme. 

LE PREOCCUPAZIONI 
DI LEGAMBIENTE 

Come spesso accade, uno stesso fatto 
può essere visto positivamente o negati- 
vamente, come il bicchiere mezzo pieno 
o mezzo vuoto. 

Se le organizzazioni agricole punta- 
no a evidenziare il fatto che la quasi to- 
talità dell' ortofrutta è regolare secondo 
la legge, Legambiente si preoccupa per- 
ché poco più del 21% della verdura e il 
46% della frutta contengono residui di 
prodotti chimici, sia pure a livelli bassis- 
simi. In particolare si punta il dito sul 
fatto che non sono ancora stati ben stu- 
diati gli effetti sulla salute umana della 
presenza dei residui di più prodotti chi- 
mici, anche se ciascuno presente sotto i 
limiti ammessi. 

C'è da dire che l'Efsa, l'Agenzia eu- 
ropea per la sicurezza alimentare, ha 




Irregolari (1,29%) 



/ risultati delle analisi sui campioni di 
frutta e verdura. Il grafico mostra che 
su 6. 979 campioni analizzati dì verdura 
e frutta solo 90 (l'I, 29%) sono risultati 
irregolari (presentano cioè residui di 
antiparassitari superiori ai limiti di leg- 
ge), mentre 4.388 (il 62,87%) sono rego- 
lari e senza residui e 2.501 (il 35,84%) 
sono regolari, ma con residui entro i li- 
miti previsti dalla legge 




Nel 2009 solo poco più di un campione 
su 100 di frutta e verdura è fuori legge, 
gli altri sono senza residui o contengo- 
no tracce di prodotti chimici, ma nei li- 
miti ammessi dalle norme 

pubblicato lo scorso anno uno studio 
piuttosto tranquillizzante su questo te- 
ma, ma si sa che le rassicurazioni non 
sono mai troppe. 

IL PRIMATO ITALIANO 
IN EUROPA 

Tornando ai numeri c'è un altro 
aspetto che vale la pena di sottolineare e 
cioè che la frutta e la verdura italiane 
sono le più sicure in Europa. In questo 
caso gli ultimi dati ufficiali disponibili 
sono relativi al 2007, ma sono comun- 
que molto interessanti. Infatti in quel- 
l'anno i campioni fuori legge di frutta e 
verdura erano l'l,l% in Italia, ma il 
4,82% in Spagna, il 4,85% in Germania 
e il 7,59% in Francia, tanto per restare ai 
più importanti produttori europei. 

Sono dati interessanti, che testimo- 
niano come gli agricoltori italiani siano 
molto attenti a questo aspetto, come di- 
mostra anche il miglioramento nel tem- 
po: negli ultimi 15 anni, in Italia, la per- 
centuale di irregolarità si è ridotta di 
quasi cinque volte. 

Alberto Andrioli 



VITA IN CAMPAGNA 9/2010 



13 



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Dieci erbacee perenni a fioritura precoce 
da mettere a dimora in questi mesi 

Le erbacee perenni sono piante robuste, longeve e di facile coltivazione, un po' trascurate nel nostro 

Paese, sebbene alcune fossero una presenza immancabile nei giardini delle nostre nonne. 

Ve ne presentiamo dieci da coltivare nel giardino di campagna; alcune riescono bene anche in vaso. 

Questo è il momento di metterle a dimora. Non richiedono di nonna trattamenti antiparassitari 



In grande maggioranza le erbacee pe- 
renni sono piante decidue: ciò significa 
che la loro vegetazione secca completa- 
mente con l'arrivo della stagione fredda 
e durante l'inverno sopravvive esclusi- 
vamente l'apparato radicale. Da questo 
letargo vegetativo si risvegliano solo a 
fine inverno-inizio primavera, e in molti 
casi lo sviluppo della nuova vegetazio- 
ne procede in misura molto rallentata fi- 
no a quando non si stabilizzano su valori 
abbastanza elevati anche le temperature 
notturne. Per tali caratteristiche questo 
tipo di piante offre il massimo del suo 
contributo al giardino a partire dalla se- 
conda parte della primavera e poi duran- 
te le stagioni estiva e autunnale. 

Esiste però un buon numero di spe- 
cie e/o varietà che fioriscono quasi nello 
stesso momento del risveglio vegetativo, 
in molti casi emettendo i boccioli fiora- 
li contemporaneamente alle prime fo- 
glie e talvolta addirittura prima. Queste 
preziose erbacee a fioritura precoce so- 
no quasi sempre piante di taglia piutto- 
sto piccola e, indubbiamente, non sono 
vistose e spettacolari come le grandi er- 
bacee a fioritura estiva e autunnale (ve- 
di a proposito l'articolo pubblicato sul n. 
9/2009 a pag. 16). Le loro infiorescenze, 
però, hanno colori brillanti e forme leg- 
gere e raffinate. La loro puntuale appa- 
rizione, subito dopo le bulbose più pre- 
coci e i pochi arbusti a fioritura tardo-in- 
vernale, è ogni anno una festa per chi ha 
la fortuna di ospitarne qualcuna in giar- 
dino o sul terrazzo. In questo articolo ve 
ne presentiamo dieci, tutte robuste, lon- 
geve e di facile coltivazione ma, soprat- 
tutto, dalle coloratissime fioriture. 

SONO PIANTE CHE SOPPORTANO 

EGREGIAMENTE IL FREDDO 

E AMANO I LUOGHI FRESCHI 

E UMIDI 

Le dieci erbacee perenni che qui 
prendiamo in esame (in alcuni casi scel- 
te a rappresentanza di un genere botani- 
co ricchissimo di specie e varietà a fio- 
ritura precoce) hanno esigenze coltura- 
li parzialmente diverse, che esponiamo 
caso per caso. Tutte, però, sono pian- 




Anemone sylvestris 

te molto rustiche, cioè in grado di sop- 
portare senza danni temperature inver- 
nali fino a circa -15 °C, e nessuna gra- 
disce condizioni troppo siccitose e po- 
sizioni in pieno sole nelle ore centrali 
della giornata durante l'estate. Per tut- 
te, quindi, è meglio scegliere un luogo 
di coltivazione tendenzialmente fresco e 
nel quale sia possibile garantire al terre- 
no un'umidità sufficientemente costante 
durante tutta l'estate. 

LE DIECI SPECIE E VARIETÀ 
CONSIGLIATE 

Anemone sylvestris (1). Questa 
specie nei nostri climi fiorisce copiosa- 
mente dalla seconda metà di marzo al- 
l'inizio di maggio e spesso rifiorisce an- 
che in autunno. 

Predilige luoghi di mezz'ombra lu- 
minosa, per esempio sotto alberi o arbu- 
sti a foglia caduca, in grado di protegger- 
la dalla calura estiva ma ancora spogli al- 
l'inizio della sua fioritura. Il suo foglia- 
me secca quasi completamente durante 
l'inverno e riappare in marzo, poco prima 
che compaiano gli steli sottili che sorreg- 
gono i boccioli penduli. I fiori, a coppa, 



del diametro, mediamente, di 4-5 cm, so- 
no di colore bianco puro con grandi stami 
(le parti riproduttive maschili) gialli. Rag- 
giunge un'altezza massima di 30-35 cm e 
si espande indefinitamente in larghezza se 
trova condizioni favorevoli (terreno molto 
ricco di sostanza organica, costantemente 
umido, ma senza ristagni d'acqua). 

Si presta egregiamente ad essere col- 
tivata in vaso, che deve presentare un 
diametro definitivo di 22-24 cm. 

Aquilegia x vulgaris «Wìnky Ro- 
se-Rose» (2). All'affascinante genere 
botanico delle Aquilegia, in grado di of- 
frire al giardino centinaia di spettacola- 
ri varietà, abbiamo dedicato un articolo 
sul n. 4/2008 a pag. 15. Sono piante ben 
note alla cultura popolare, quasi sem- 
pre presenti nei vecchi giardini di cam- 
pagna, dove spesso si sono naturalizzate 
e continuano ogni primavera a riappari- 
re in angoli diversi. Molte aquilegie fio- 
riscono in maggio, ma esistono numero- 
se specie e/o varietà precoci che sono in 
fiore da inizio aprile sino a fine mag- 
gio, come Aquilegia x vulgaris «Winky 
Rose-Rose». Si tratta di una recente va- 
rietà caratterizzata da un portamento 
compatto, che produce numerosi fiori. 
La foto ritrae una varietà a fiori sempli- 




Aquilegia x vulgaris «Winky Rose-Rose» 



VITA IN CAMPAGNA 9/2010 



15 



GIARDINO 



ci con petali e sepali dello stesso colore 
rosa carico, mentre altre varietà della se- 
rie «Winky» sono bicolori (bianco e blu, 
bianco e rosso) e hanno fiori sia sempli- 
ci che doppi. 

Nei giardini di pianura e di colli- 
na coltivatele preferibilmente in luoghi 
esposti a qualche ora di sole del matti- 
no, oppure con sole a chiazze sotto albe- 
ri radi, anche in terreni poveri o argillo- 
si, purché privi di ristagni d'acqua. Gli 
ibridi della serie «Winky» raggiungono 
in piena terra un'altezza di 45 cm e una 
larghezza di 30. 

Si presta egregiamente ad essere col- 
tivata in vaso, che deve presentare un 
diametro definitivo di 22-24 cm. 

Dicentra formosa «Luxuriant» (3). 
Più discreta della cugina Dicentra specta- 
bilis (vedi foto 4), questa varietà è un'in- 
cantevole perenne tappezzante per luoghi 
in ombra luminosa o esposti a qualche ora 
di sole del mattino. Ha foglie finemente 
divise, di colore glauco-grigio, altamen- 
te ornamentali per tutta la stagione vege- 
tativa, che compaiono a inizio marzo, po- 
co prima dei boccioli fiorali. I fiori, pen- 
duli, portati da steli che si alzano eretti o 
arcuati al di sopra del fogliame, sono cuo- 
riformi. «Luxuriant» ha fiori di colore ro- 
sa carico ed è caratterizzata da una straor- 
dinaria rifiorenza: la fioritura più copio- 
sa avviene tra marzo e metà maggio, ma 
la pianta tende poi a rifiorire quasi ininter- 
rottamente fino ad autunno inoltrato. Rag- 
giunge un'altezza massima in fioritura di 
35 cm, con larghezza indefinita. 

Non è adatta alla coltivazione in vaso. 

Dicentra spectabilìs (4). Comune- 
mente conosciuta con il nome di «Cuor di 
Maria», è una presenza tradizionale nelle 
zone ombrose dei giardini di campagna. 
È un'erbacea di media taglia (ha un'al- 
tezza media di 60 cm, ma cresce più alta 
e più rada se coltivata in piena ombra). H 
fogliame verde pallido finemente diviso 
emerge dal terreno a inizio marzo, con- 




Dicentra formosa «Luxuriant» 

temporaneamente ai boccioli fiorali. La 
pianta vegeta poi con sorprendente rapi- 
dità, continuando a produrre in profusio- 
ne sino a fine maggio i suoi caratteristi- 
ci fiori cuoriformi bicolori bianchi e ro- 
sa, penduli, portati da lunghi steli arcua- 
ti. La vegetazione ingiallisce con l'arri- 
vo dei primi caldi e secca completamente 
entro la prima metà dell'estate. 

Coltivatela in un luogo che a primave- 
ra sia raggiunto da qualche ora di sole, 
ma curate che il terreno non sia espo- 
/\ sto al sole diretto e non si asciughi 
^— ^ mai completamente durante il pe- 
riodo di riposo vegetativo estivo. 

Non è adatta alla coltivazione in va- 
so, ma dà eccellenti risultati in grandi 
fioriere. 

Dodecatheon puicheiium «Red 
Wings» (5). Questa piccola e colora- 
tissima perenne è imparentata con i ci- 
clamini, con i quali condivide l'apparte- 
nenza alla famiglia delle Primulacee, la 
predilezione per i luoghi freschi e umi- 
di e la caratteristica forma dei fiori. Pre- 
senta un cespo di foglie di forma ovata e 



di colore verde; a maturità in piena terra 
può raggiungere una larghezza di 25 cm. 
Si tratta di una pianta con un ciclo vege- 
tativo particolarmente breve, poiché ve- 
geta e fiorisce tra metà marzo e metà 
maggio, per poi ritirarsi in una fase di ri- 
poso vegetativo subito dopo la fioritura. 
Entro fine maggio-inizio giugno il cespo 
ingiallisce e secca completamente, dopo 
di che della pianta sopravvive solo l'ap- 
parato radicale fino alla primavera suc- 
cessiva, come accade per molte bulbo- 
se. Produce fiori di colore rosa magenta 
su steli eretti e robusti, alti fino a 35 cm. 
Coltivatela in un luogo che rimanga om- 
breggiato e umido durante l'estate. 

Si presta egregiamente ad essere col- 
tivata in vaso, che deve presentare un 
diametro definitivo di 20 cm. Durante il 
riposo vegetativo ponete i vasi in un luo- 
go riparato dalla pioggia e mantenete il 
terriccio appena umido. 

Geum coccineum «Borisii 
Strain» (6). Questa simpatica erbacea 
perenne forma una densa rosetta basale 
di foglie verdi a margine increspato, che 
a maturità in piena terra può raggiunge- 
re un diametro di 30 cm. Da metà marzo 
a inizio estate, su steli alti fino a 40 cm, 
produce una profusione di fiorì a forma 
di piattino di colore arancione brillante. 
Dopo il riposo vegetativo estivo la pian- 
ta tende a rifiorire in settembre. Coltiva- 
tela in un luogo esposto per mezza gior- 
nata al sole diretto, curando che l'umidi- 
tà del terreno rimanga costante anche du- 
rante la stagione estiva. 

Si presta egregiamente ad essere col- 
tivata in vaso, che deve presentare un 
diametro definitivo di 22-24 cm. 

Poiemonium yezoense «Purple 
Rain Strain» (7). Questa splendida pe- 
renne ha portamento eretto e mostra foglie 
parzialmente persistenti in inverno e belle 
dal punto di vista ornamentale per rutta la 
stagione vegetativa. I fiori, a forma di piat- 
tino, compaiono ininterrottamente da fine 




Dicentra spectabilìs 



Dodecatheon puicheiium «Red Wings» Geum coccineum «Borisii Strain» 



16 



VITA IN CAMPAGNA 9/2010 



GIARDINO 



marzo a inizio giugno, più abbondanti se 
si eliminano costantemente quelli appassi- 
ti. Presenta steli e fogliame primaverile di 
colore porpora-bronzeo, virante al verde 
scuro in estate e fiori di un intenso blu- vio- 
la. Coltivatela in gruppi, in luoghi esposti 
a qualche ora di sole del mattino, evitando 
che il terreno si asciughi troppo in estate. 
Raggiunge, in fioritura, un'altezza di circa 
60 cm ed una larghezza di 40 cm. 

Si presta egregiamente ad essere col- 
tivata in vaso, che deve presentare un 
diametro definitivo di 22-26 cm. 

Prìmula «Wanda» (8). È una vec- 
chia varietà assai vigorosa, particolar- 
mente compatta, che forma dense roset- 
te di foglie parzialmente persistenti in 
inverno. Presenta una fioritura preco- 
ce e molto prolungata, da fine febbraio 
a inizio maggio. I fiori, privi di stelo, più 
piccoli e discreti rispetto a quelli delle 
comuni varietà in vendita nei consueti 
circuiti commerciali, spuntano diretta- 
mente dalla rosetta di foglie. Il colore è 
un intenso porpora-viola. 

Si tratta di una pianta robusta e di fa- 
cile coltivazione, anche in terreni poveri 
o argillosi, purché al riparo dal sole estivo 
e con umidità sufficientemente costante. 
Raggiunge un'altezza massima di circa 
15 cm ed una larghezza di 20 cm. 

Si presta egregiamente ad essere col- 
tivata in vaso, che deve presentare un 
diametro definitivo di 20 cm. 

Vedi anche l'articolo pubblicato sul 
n. 4/2009 a pag. 14. 

Pulsatilla vulgaris (9). Conosciutis- 
sima in Inghilterra con il nome di «fio- 
re di Pasqua», forma una densa rosetta 
di foglie finemente divise, che compaio- 
no tra fine febbraio e inizio marzo, se- 
guite quasi immediatamente dai boccio- 
li fiorali. Le foglie giovani, lo stelo e i 
calici sono ricoperti da una densa pelu- 
ria. I fiori, molto grandi (fino a 5-6 cm 
di diametro e oltre), campanulati, sono 
sia eretti che penduli, di colore blu-vio- 
la più o meno carico (come quelli ritratti 
nella foto) oppure bianco puro. 

Raggiunge un'altezza massima di cir- 
ca cm 25 ed una larghezza pure di 25 cm. 
È una pianta ideale per il giardino roccio- 
so o per il primo piano di bordure erba- 
cee. Coltivatela in un luogo che sia espo- 
sto al sole diretto per mezza giornata. 

Si presta egregiamente ad essere col- 
tivata in vaso, che deve presentare un 
diametro definitivo di 24 cm. 

Viola sororia «Dark Freeck- 
les» (10). È una robusta e longeva pe- 
renne abbastanza simile nell'aspetto alla 
comune Viola odorata, con la quale con- 
divide le foglie verdi cuoriformi. Que- 
st'ultima, però, è sempreverde, mentre 




Viola sororia «Dark Freeckles» 



Viola sororia «Dark Freeckles» è deci- 
dua; inoltre i suoi fiori sono un po' più 
piccoli e non profumano. In compenso 
la sua stagione di fioritura dura mol- 
to più a lungo rispetto a quella di Vio- 
la odorata, poiché va da metà marzo a 
inizio giugno. La pianta è inoltre decisa- 
mente più vigorosa e si espande rapida- 
mente. I fiori sono di colore azzurro, con 
petali puntinati di blu, ma nei vivai spe- 
cializzati sono disponibili anche varietà 
a fiore bianco puro, bianco puntinato di 
blu e rosa porpora. Raggiunge un'altez- 
za massima di 15 cm. Coltivatela in un 
luogo che sia all'ombra di alberi o arbu- 
sti radi, anche in terreni poveri. 

Si presta egregiamente ad essere col- 
tivata in vaso, che deve presentare un 
diametro definitivo di 20 cm. 



COME PREPARARE IL TERRENO 

PER LA MESSA A DIMORA 

INGIARDINO... 

Sebbene quasi tutte siano poco esigen- 
ti e capaci di sopravvivere anche in terreni 
sfavorevoli, le specie e/o varietà che vi ab- 
biamo presentato prediligono suoli freschi 
e ricchi di sostanza organica, costante- 
mente umidi ma privi di ristagni d'acqua. 

Una volta effettuata la scelta del luo- 
go per la messa a dimora, lavorate il ter- 
reno sino ad una profondità di circa 20- 
25 cm, incorporando letame ben maturo 
oppure stallatico pellettato o in polvere 
(facilmente reperibili nei consorzi agrari 
e/o nei garden center), in dosi variabili in 
relazione alla fertilità naturale del vostro 
terreno. In media sono sufficienti 3-4 ba- 



V1TA IN CAMPAGNA 9/2010 






GIARDINO 



Il rinvaso delle perenni a fioritura primaverile precoce 





Come abbiamo visto, alcune erbacee peren- 
ni a fioritura primaverile precoce si presta- 
no egregiamente ad essere coltivate anche in , 
vaso. In questo caso, per averle sempre bel- 
le, occorre rinvasarle una volta all'anno 
nel mese di ottobre, aumentando il diametro 
del vaso di circa 4-5 cm. Ecco come opera- 
re: se le radici della pianta sono molto fitte 
e hanno compiuto diversi giri intorno al vec- 
chio vaso, tagliate con un coltello affilato il fondo del pane di .terra, in modo 
da eliminare un «disco» dello spessore di 1,5-2 centimetri (a). Predisponete sul 
fondo del nuovo vaso uno strato, spesso circa 3-4 cm, di materiale inerte a pic- 
cola pezzatura (tipo pomice o argilla espansa), per favorire il drenaggio, e un 
po' di concime granulare a lenta cessione (15% di azoto, 7% di fosforo e 15% 
di potassio) alle dosi minime indicate sulla confezione. A questo punto aggiun- 
gete senza pressare il terriccio (b), ottenuto mescolando in parti uguali buona 
terra da giardino e torba neutra. Posizionate la pianta al centro del vaso facen- 
do in modo che la parte superiore del pane di terra si trovi circa 2 cm sotto il 
bordo del vaso (e). Con una mano tenete ferma la pianta sollevando legger- 
mente le foglie e con l'altra inserite il terriccio intorno alla zolla (d). Pressa- 
te con le mani moderatamente, in modo che il terriccio rimanga soffice (e). Ir- 
rigate con un innaffiatoio munito di rosetta (cipolla) (f), lentamente, fino a 
quando l'acqua fuoriesce dai fori di drenaggio. Nei giorni successivi attende- 
te che il terriccio si sìa asciugato prima di innaffiare nuovamente. 



dilate per metro quadrato: tale dosaggio 
però deve essere aumentato in caso di 
suoli poveri e sabbiosi, dove un apporto 
più generoso di sostanza organica riduce 
l'eccessiva permeabilità del terreno. Se il 
terreno è argilloso e appare troppo com- 
patto incorporate, durante la preparazio- 
ne, anche un po' di sabbia di fiume gros- 
solana, oppure ghiaino, argilla espansa o 
lapillo vulcanico a piccola pezzatura, (in 
queste situazioni può essere consigliabi- 
le anche collocare uno strato di 2-3 cm di 
ghiaia o altro materiale drenante sul fon- 
do delle buche d'impianto). Così prepa- 
rato, il terreno garantirà alle piante nu- 
trimento sufficiente per tutta la stagione 
vegetativa. Dopo di che, ogni anno, a fi- 
ne autunno andrà ripetuta la concimazio- 
ne organica di base, spargendo intorno ai 
cespi 3-4 badilate per metro quadrato di 
stallatico e incorporandolo al terreno con 
una lavorazione superficiale. 

Messa a dimora. Queste piante ven- 
gono generalmente vendute dai vivai 
specializzati in vasi di diametro compre- 
so tra i 12 ed i 18 cm, per la cui messa a 
dimora è bene predisporre buche d'im- 
pianto larghe 30-40 cm. // periodo più 



favorevole per la messa a dimora in 
piena terra di queste perenni a fioritu- 
ra primaverile precoce è il bimestre au- 
tunnale settembre-ottobre. L'impianto 
in primavera può dare comunque buoni 
risultati, purché si tenga presente che più 
è avanzata la stagione ed elevate le tem- 
perature diurne, più lenta risulta la radi- 
cazione. Se acquistate un esemplare fio- 
rito aspettate che termini la fioritura nel 
vaso d'acquisto, e procedete alla messa a 
dimora in piena terra solo dopo aver reci- 
so alla base gli steli fiorali ormai secchi. 

... E COME COLTIVARLE IN VASO 

Alcune tra le specie e/o varietà che vi 
abbiamo presentato si prestano- egregia- 
mente ad essere coltivate anche in vaso, 
dove prosperano e fioriscono generosa- 
mente. E però indispensabile rinvasarle 
una volta all'anno nel mese di ottobre 
(vedi riquadro riportato qui a lato), in 
contenitori gradualmente più grandi, fi- 
no al diametro ultimo che vi abbiamo in- 
dicato nel testo. Ogni volta che effettua- 
te il rinvaso incorporate al nuovo terric- 
cio concime granulare a lenta cessione 
(per esempio Osmocote 12 mesi), a do- 



si intermedie tra quelle minime e quelle 
massime indicate sulle confezioni. 

Dalla comparsa dei boccioli fiorali, 
e poi ogni 1 giorni sino a fine fioritura, 
somministrate un normale concime li- 
quido per piante fiorite. Per favorire una 
rigogliosa vegetazione del fogliame do- 
po la fioritura (con l'eccezione di Dicen- 
tra spectabilis e Dodecatheon pulchel- 
lum che dopo la fioritura entrano rapida- 
mente in riposo vegetativo) potete inve- 
ce somministrare in tarda primavera e in 
settembre un po' di concime liquido per 
piante verdi. In entrambi i casi conviene 
mantenersi un po' al di sotto delle dosi 
minime indicate sulle confezioni. 
A. Sospendete ogni tipo di concima- 
*— * zione durante la fase più calda 
dell'estate. 

Le piante devono essere irrigate assi- 
duamente durante la stagione vegetativa 
e non più di quattro-cinque volte al me- 
se durante il riposo invernale (che devo- 
no trascorrere rigorosamente all'aperto, 
meglio se al riparo dalla pioggia). 

Le erbacee che vi abbiamo presenta- 
to si prestano egregiamente ad abbelli- 
re balconi e terrazzi riparati dal sole del- 
le ore più calde della giornata, coltiva- 
te sia singolarmente che, in grandi vasi 
o fioriere, con bulbose e/o piante peren- 
ni a fogliame ornamentale che hanno le 
stesse esigenze di coltivazione. 

Tullio Destefano, Valentina Povero 

Ecco gli indirizzi di alcuni vivai che 
dispongono delle specie e/o varietà 
presentate ed illustrate nell'articolo. 
Tra parentesi, in neretto, sono 
riportate quelle in catalogo: 

- Fratelli Ingegnoli - Via O. Salomone, 
65 - 20138 Milano - Tel. 02 580131 13 - 
Fax 02 58012362 (2-4-6-9), vende per 
corrispondenza. Sconto «Carta Verde» 
5% valido fino al 30 aprile 201 1. 

- L'Erbaio della Gorra - Strada Gianar- 
do, 11 - 10020 Casalborgone (Torino) - 
Tel. e fax 011 9174168 (1-2-3-4-5-6-7- 
8-9-10), vende per corrispondenza. 
Sconto «Carta Verde» 5% valido fino 
al 30 aprile 2011. 

- Priola Azienda Agricola Vivaio Pier 
Luigi - Via Acquette, 4 - 3 1 100 Treviso 

- Tel. 0422 304096 - Fax 0422 301859 
(1-4-6-7-9), vende per corrispondenza. 
Sconto «Carta Verde» 5% valido fino 
al 30 aprile 2011. 

- Vivai Degl'Innocenti Guido - Via Col- 
le Ramole, 7 - Loc.tà Bottai - 50029 Ta- 
varnuzze Impruneta (Firenze) - Tel. 055 
2374547 - Fax 055 2020676 (1-4-9-10), 
vende per corrispondenza. Sconto «Car- 
ta Verde» 15% valido fino al 30 aprile 
2011. 

: CONTROLLO INDIRIZZI AL 7-7-2010 : 



18 



VITA IN CAMPAGNA 9/2010 



GIARDINO 



Risposte ai lettori 

FALSO GELSOMINO 

CON FOGLIE ROSSE A CAUSA 

DI NUTRIMENTO INSUFFICIENTE 

Il falso gelsomino che coltivo in vaso 
sul terrazzo presenta in questo periodo 
foglie di colore rosso bruno (vedi foto al- 
legata). La pianta sicuramente è viva, in 
quanto i rametti al loro interno sono ver- 
di. Cosa devo fare? Devo sostituirla? 

Fabrizio Gannì 
Novara 

Il falso gelsomino (Trachelosper- 

mum jasminoides) dell'abbonato soffre 
per insufficienza di nutrimento. Prima 
di sostituire la pianta, consigliamo al- 
l'abbonato di rinnovare completamente, 
a settembre-ottobre, il terriccio del vaso, 
sostituendolo con terriccio di sacco di ti- 
po universale e di aggiungere un conci- 
me in tavolette, tipo Osmocote Plus, se- 
guendo le indicazioni riportate in eti- 
chetta. Ecco come bisogna operare. 





Ecco le foglie del falso gelsomino 
dell'abbonato completamente rosse 
a causa di nutrimento insufficiente 

Dopo aver 
slegato la pianta 
dai sostegni, la 
si estrae dal 
vecchio vaso, 
quindi si effettua 
una leggera potatura 
a livello delle radici (1). 
A questo punto si adagia la 
pianta nel nuovo contenitore e lo si riem- 
pie con il terriccio di sacco (2), cer- 
cando di non lasciare spa- 
zi vuoti tra il vaso e la 
zolla. Si aggiungo- 
no poi le tavolette 
di concime nel nu- 
mero indicato in eti- 
chetta (in base alle 
dimensioni del vaso) 

VITA IN CAMPAGNA 9/2010 




e poi si irriga abbondantemente. Volendo, 
si può predisporre uno strato di 5-6 centi- 
metri di pacciamatura. Occorre tenere 
sempre ben umido il terriccio nelle 3-4 
settimane successive al rinvaso, in modo 
da evitare sofferenze alle nuove radichet- 
te che si stanno sviluppando. 

Ricordiamo inoltre che la colorazio- 
ne rossa del fogliame, che nel falso gel- 
somino e in molte altre specie sempre- 
verdi ornamentali si può verificare du- 
rante l'inverno, è un fenomeno naturale, 
che si registra quando la vegetazione 
viene sottoposta all'azione del freddo e 
del gelo. Le foglie ritornano ad assume- 
re la tipica colorazione verde con l'arri- 
vo della primavera, sempre che non si 
verifichino insufficienze di nutrimento. 
(Francesca Moscatelli) 

GLI SFALCI D'ERBA 

E IL FOGLIAME DEL GIARDINO 

SI POSSONO USARE 

PER PRODURRE COMPOST 

O COME PACCIAMATURA 

Ho alcuni metri cubi di compost otte- 
nuto con erba sfalciata del giardino e 
fogliame. Lo posso utilizzare tal quale in 
giardino, nell'orto, nell'oliveto, ecc.? 
Inoltre, l'erba sfalciata fresca può esse- 
re utilizzata per pacciamare l'oliveto? 

Giuseppe D 'Aguanno 
Piedimonte San Germano (Frosinone) 

Il compost ottenuto da erba sfalcia- 
ta (lontano dal momento in cui si forma- 
no i semi, per evitare, nelle colture dove 
si impiega, il diffondersi di piante che ri- 
sulterebbero infestanti), asciutta, e fo- 
gliame è un buon compost da utilizza- 
re tal quale. L'erba deve essere asciutta, 
perché l'eccessiva umidità la farebbe 
marcire, nel qual caso non potrebbe esse- 
re utilizzata per migliorare la fertilità del 
terreno. Il materiale da compostare va 
predisposto in cumuli alti 80-100 cm, 
larghi 100-150 cm e lunghi a seconda 
delle necessità, che vanno rimescolati 
2-3 volte, la prima dopo 20-30 giorni 
dalla formazione dei cumuli stessi, le 
altre due alla distanza di 20-30 giorni 
l'una dall'altra, per favorire una corret- 
ta e uniforme decomposizione. Dopò 12 
mesi il compost è maturo e va setacciato 
(vagliato) per mezzo di una rete di metal- 
lo a maglie delle dimensioni di 1 cm x 1 
cm, al fine di separare le parti grossolane 
non ancora decomposte. 

L'erba sfalciata sempre lontano dalla 
produzione dei semi ma asciutta, può es- 
sere utilizzata per pacciamare l'oliveto. 

Per produrre ed impiegare corretta- 
mente il compost si rimanda alla «Guida 
illustrata al compostaggio domestico», 
allegata al n. 4/2009. (Alberto Locatelli) 



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L'aglio è un ortaggio conosciuto, usato e coltivato dall'uomo da millenni, non solo per il caratteristico 

aroma che conferisce ai cibi ai quali si aggiunge, ma anche per le sue molte proprietà curative. 

Resiste egregiamente al freddo intenso e si coltiva in qualsiasi tipo di terreno, purché non trattenga 

acqua in eccesso. Vi presentiamo i tre principali tipi da coltivare nell'orto familiare 



L'aglio ha un'origine ancora incerta, 
ma pare provenga dall'Asia centrale (at- 
tuale Iran ed Afghanistan). Largamente 
usato dagli antichi Egizi, dai Greci e dai 
Romani, il suo impiego si è protratto nei 
secoli fino ai giorni nostri non solo co- 
me pianta da condimento, ma anche co- 
me elemento indispensabile nella me- 
dicina popolare, tale da divenire 
per molti popoli fonte di tradizioni 
e leggende (si riteneva, tra l'altro, 
che scacciasse demoni, streghe e 
vampiri). 

È un ortaggio che non ha 
bisogno di essere impiega- 
to in grandi quantità, ma 
la sua presenza in cuci- 
na è spesso indispensa- 
bile per conferire ai ci- 
bi un aroma più grade- 
vole e caratteristico, tan- 
to da essere divenuto in- 
dispensabile, da tempi 
non precisabili, per realizza- 
re numerosi piatti e speciali- 
tà regionali. 

La coltivazione dell'aglio è 
diffusa un po' in tutta la pe- 
nisola, ma le regioni in cui 
l'ortaggio assume maggio- 
re importanza dal punto 
di vista commerciale so- 
no Campania, Sicilia e Pu- 
glia al Sud ed Emilia-Romagna e Vene- 
to al Nord. 

COME SI PRESENTA 
LA PIANTA 

La parte dell'aglio [1] che si 
consuma è il bulbo, che si svi- 
luppa sotto il livello del terreno. 
Il bulbo - popolarmente detto «te 
sta» - è suddiviso in bulbilli (spic- 
chi), il cui numero va da 6 a 20 (in al- 
cuni tipi locali ne sono stati contati fino 
a 40). Le dimensioni e la forma dei bul- 
billi variano a seconda della loro posi- 
zione nel bulbo: quelli esterni sono in 
genere di maggiori dimensioni ed han- 
no un aspetto arcuato, quelli interni so- 
no invece meno voluminosi e presenta- 
no una forma ovale-appuntita. I bulbil- 



Come si presenta la pianta 
di aglio 





a-infiorescenza, 

b-foglia, c-falso fusto, 

d-apparato radicale, 

c-tuniche esterne, 

i-disco, g-bulbo 

sezionato 

trasversalmente, 

h-bulbillo interno, 

i-bulbillo esterno, 

l-bulbillo (spicchio) 



li aderiscono gli uni agli altri, ed ognu- 
no è protetto da uno strato coriaceo (tu- 
nica interna) di colore bianco-bianco 
avorio, rosato o rosso violaceo a secon- 
da della varietà. 

Se si taglia un bulbillo al suo interno 
si trova una gemma, da cui si origine- 



rà la nuova pianta. Alla base dei bulbil- 
li vi è una parte ispessita detta di- 
sco, parte su cui poggiano i bul- 
billi stessi; dal disco si origina- 
no le radici. 

Tutto il bulbo è circondato da 
diversi strati protettivi - detti tu- 
niche esterne - che il più delle 
volte sono di colore bianco in di- 
verse gradazioni, a seconda del- 
le varietà. 
Sul bulbo sono inserite l'una 
nell'altra le foglie, quasi a forma- 
re nella parte più bassa una specie di 
fusto (falso fusto). Le foglie non 
hanno picciolo, sono appuntite 
e presentano una lunghezza di 
50-70 cm. La loro pagina su- 
periore e quella inferiore sono 
in pratica uguali e sono percor- 
se da nervature parallele. 
1 fiori, che sono presenti solo 
in alcune varietà senza che produ- 
cano di regola semi fertili, sono riuniti 
in un'infiorescenza, che in genere vie- 
ne eliminata appena si forma, perché la 
sua presenza ostacola l'ingrossamento 
del bulbo [2]. 

L'apparato radicale è formato da 
radici abbastanza sottili e riunite a fa- 
scio (fascicolate), che si sviluppano ne- 
gli strati più superficiali del suolo, soli- 
tamente nei primi 30 centimetri. 

L'altezza della pianta è compresa tra 
i 60 e gli 80 cm, o poco più. 

Il ciclo di coltivazione dell'aglio du- 
ra, avviando la coltura in autunno, 240- 
270 giorni, mentre partendo da fine feb- 
braio si riduce a 140-160 giorni. 

RESISTE EGREGIAMENTE 
AL FREDDO INTENSO 

L'aglio resiste fino a circa -15 °C, 

per cui può essere tranquillamente mes- 
so a dimora in autunno anche nelle zo- 
ne di pianura del Nord Italia, nonché in 
posizioni di collina medio-alta e talora 
nelle zone più riparate di montagna. 

Per la formazione dei bulbi sono ne- 
cessarie diverse ore di luce durante il 
giorno, per cui il loro ingrossamento 
inizia in primavera. 



VITA IN CAMPAGNA 9/2010 



21 




/ tre principali tipi coltivati negli orti familiari: aglio bianco (1), aglio rosa (2), aglio rosso (3) 



SI COLTIVA IN QUALSIASI 

TIPO DI TERRENO, PURCHÉ 

L'ACQUA SGRONDI FACILMENTE 

Nei piccoli orti l'aglio viene coltiva- 
to nei terreni più diversi, anche in quelli 
pesanti e compatti, purché l'acqua 
sgrondi nel modo più rapido possibile. 
Ciò è ancora più importante se si tiene 
conto che l'aglio spesso occupa le aiole 
per un arco di tempo piuttosto lungo, 
che comprende gran parte dell'autunno 
e dell'inverno, periodo nel quale di soli- 
to le precipitazioni possono risultare 
continue e/o abbondanti. 

Nei terreni dove ristagna l'acqua so- 
no facili gli attacchi di marciumi, che si 
possono verificare anche in seguito du- 
rante la conservazione dei bulbi. Solo 
facendo in modo che l'acqua sgrondi 
velocemente dalle aiole si potrà ottene- 
re un prodotto accettabile, anche se 
spesso in questi suoli le tuniche esterne 
dei bulbi rimangono grigiastre. Questo, 
però, è un aspetto che interessa assai 
poco nelle colture familiari, dove è mol- 
to più importante che il prodotto sia 
conservabile. 

Un inconveniente dei terreni pesanti, 
pur se ben drenati, è quello di rendere 
diffìcile e faticosa la raccolta, vista la re- 
sistenza che essi pongono alla penetra- 
zione degli attrezzi. 

Da ciò si comprende che i suoli mi- 
gliori per la coltivazione dell'aglio sono 
quelli sciolti e ben drenati. 

La reazione (pH) del terreno più adat- 
ta alla coltivazione dell'aglio è compre- 
sa tra 6 e 7 (suoli da leggermente acidi a 
neutri); questo ortaggio è invece abba- 
stanza sensibile alla salinità del suolo. 

I TRE PRINCIPALI TIPI 

Senza dubbio l'aglio più conosciuto, 
richiesto e coltivato è quello bianco, ma 
in commercio se ne possono trovare, più 
o meno facilmente, anche altri tipi, co- 
me l'aglio rosa e l'aglio rosso. 

Aglio bianco (1). Viene coltivato un 
po' in tutta Italia per il buon rendimento 



che fornisce, per l'ottimo sapore che con- 
ferisce ai cibi e l'altrettanto ottima con- 
servabilità. Vi sono selezioni locali che 
vaiiano tra loro per le dimensioni del bul- 
bo. È conosciuto anche come «bianco co- 
mune» ma, a seconda delle zone, viene 
detto Piacentino, Veneto o Veneziano, di 
Napoli o Napoletano, Piemontese, Sici- 
liano, Calabrese, ed in altri modi. 

Aglio rosa (2). Le tuniche esterne del 
bulbo di questo tipo presentano tonalità 
rosate. In genere viene coltivato in Italia 
meridionale e, avendo una buona preco- 
cità, viene consumato allo stato fresco. 
Non si presta però ad essere conservato 
ed il suo sapore è in genere meno inten- 
so rispetto a quello dell'aglio bianco. 

Aglio rosso (3). Abbastanza cono- 
sciuto e più diffuso che in passato è il 
Rosso di Sulmona, il cui bulbo si pre- 
senta bianco all'esterno, mentre all'in- 
terno le spesse tuniche che rivestono i 
bulbilli sono di colore rosso-violaceo. 
Possiede in media un sapore più accen- 
tuato e una migliore conservabilità ri- 
spetto all'aglio rosa. 

OCCORRE AVVIARE LA COLTURA 
IMPIEGANDO AGLIO «RISANATO» 

Di frequente i piccoli coltivatori con- 
servano di anno in anno il quantitativo di 
bulbi necessario per le successive coltu- 
re, ed altrettanto comune è la cessione e/ 
o lo scambio di qualche bulbo tra amici 
o conoscenti per avviare o rinnovare, le 
colture. In ogni caso, per effettuare nuo- 
ve coltivazioni ed ottenere quindi un 
prodotto sano, è opportuno impiegare 
ogni anno aglio «risanato» (certificato) 
- cioè aglio che presenta una maggiore 
resistenza nei confronti delle più temibi- 
li malattie e parassiti che colpiscono 
questo ortaggio - facilmente reperibile 
presso i produttori e/o rivenditori di se- 
menti orticole (vedi indirizzi in calce al- 
l'articolo). 

Nelle zone dove si coltiva il tipo rosa 
sarebbe opportuno destinare una parte 
della superficie ad aglio bianco che, es- 
sendo in genere ben conservabile, con- 



sente di avere a disposizione l'ortaggio 
anche dopo che è ultimato il consumo di 
quello rosa, più precoce e meno adatto 
alla conservazione. 

Chi non conosce l'aglio rosso può 
coltivarne per prova una piccola aiolà: 
potrà avere risultati lusinghieri e soprat- 
tutto potrà conoscere e consumare un ti- 
po di aglio poco consueto. 

Alberto Locate! li 

[1] L'aglio appartiene alla famiglia bota- 
nica delle Liliacee ed il nome scientifico 
della specie è Allium sativuni. 

[2] Sovente sull'infiorescenza, oltre ai fio- 
ri, si formano piccoli bulbilli che possono 
dare origine a nuove piante, fenomeno 
che i botanici chiamano «viviparia». 

Ditte che dispongono di varietà di 
aglio che si riferiscono ai tipi illustrati 
(tra parentesi, in neretto, sono ripor- 
tate quelle in catalogo): 

- Cooperativa Produttori Aglio Piacen- 
tino - Via Breda, 86 - 29010 Monticelli 
d'Ongina (Piacenza) - Tel 0523 829456 

- Fax 0523 820992 (1 certificato), se- 
gnala il rivenditore. 

- Crìvellaro Sementi - Via Rometta, 
24/26 - 35018 San Martino di Lupari 
(Padova) - Tel. e fax 049 5952540 (1), 
segnala il rivenditore. 

- F.lli Ingegnoli - Via O. Salomone, 65 - 
20138 Milano - Tel. 02 58013113 - Fax 
02 58012362 (1-3), vende per corrispon- 
denza. Sconto «Carta Verde» 5% vali- 
do fino al 31 marzo 2011. 

- Hortus Sementi - Via Emilia, 1 820 - 
47020 Longiano (Forlì Cesena) - Tel. 
0547 57569 - Fax 0547 57499 (1-2-3), 
segnala il rivenditore. 

Puntate pubblicate. 

• Coltivate l'aglio, buono in cucina e ric- 
co di proprietà curative (9/2010). 
Prossimamente. 

• La coltivazione. 

: CONTROLLO INDIRIZZI AL 7-7-2010 : 



22 



VITA IN CAMPAGNA 9/2010 



E tempo di seminare il crescione comune, 
ortaggio appetitoso e facile da coltivare 

È un ortaggio poco conosciuto, coltivato solo in alcune zone del Paese. Resiste discretamente al freddo 

e si adatta a qualsiasi tipo di terreno, anche se preferisce quelli ricchi di sostanza organica. 

Oltre che nell'orto, lo si può coltivare anche in vaso. Non richiede alcun intervento fitosanitario 



Alcuni ortaggi risultano poco cono- 
sciuti perché diffusi solo in aree piutto- 
sto piccole o perché poco coltivati. Tra 
questi vi è il crescione comune, coltiva- 
to solo dagli estimatori di questo prodot- 
to dell'orto, che meriterebbe invece 
maggiore considerazione nei piccoli or- 
ti familiari data la facilità di coltivazio- 
ne. Questo ortaggio si presta egregia- 
mente ad essere coltivato anche sotto 
tunnel di piccole dimensioni, cosa che 
consente di averlo disponibile per gli usi 
di cucina pure nel periodo più freddo 
dell'anno. 

COME SI PRESENTA LA PIANTA 
ADULTA DI CRESCIONE 
COMUNE 

Il crescione comune [1] - detto anche 
crescione inglese o agretto - è una pian- 
ta annuale [2] che porta, raggruppati in 
infiorescenze a grappolo, piccoli e 
modesti fiori bianchi. Presenta fo- 
glie con lamina frastagliata e, 
poco sotto il colletto, una radi- 
ce a fittone, dalla quale si di- 
partono radici laterali. 

Il suo ciclo di coltivazione va dai 
20 ai 40-50 giorni, anche più in caso di 
coltura attuata nella stagione fredda sot- 
to tunnel; per la brevità del ciclo vege- 
tativo il crescione viene comunemen- 
te coltivato come seconda coltura do- 
po ortaggi quali ad esempio fagioli e fa- 
giolini. 

RESISTE DISCRETAMENTE 

AL FREDDO E PREDILIGE 

UN CLIMA UMIDO 

Il crescione comune resiste discre- 
tamente al freddo: nelle zone più mi- 
ti del Centro-sud si coltiva duran- 
te l'inverno in pieno campo, mentre al 
Nord deve essere protetto da tunnel. 

Per vegetare ha bisogno di una tem- 
peratura media di circa 15 °C, il che ne 
permette la coltivazione per buona parte 
dell'anno, specialmente se si possiedono 
protezioni, anche di limitate dimensioni. 
A. In linea di massima se ne sconsi- 
*— ^ glia la coltivazione in piena esta- 
te nelle località più calde e asciutte, in 
quanto questo ortaggio predilige un cli- 
ma umido e non sopporta la luce inten- 
sa; in questa stagione, inoltre, vi è il ri- 



Come si presenta la pianta 
adulta di crescione comune 




a-infiorescenza a grappolo, b-foglia 
con lamina frastagliata, c-colletto, 
d-radice a fittone, e-radice laterale 



schio che le piante vadano precocemen- 
te a seme. Durante il periodo primaveri- 
le-estivo il crescione comune può riusci- 
re positivamente in ambienti di alta col- 
lina e di montagna, caratterizzati da con- 
dizioni climatiche fresco-umide. 

Il prodotto migliore dal punto di vista 
gustativo si raccoglie durante il periodo 
fresco (cioè da circa metà autunno alla 
prima parte della primavera). 



Volendo avere il crescione comune 
pure d'estate lo si può coltivare in vasi, 
da collocare nella parte più fresca del- 
l'orto o del giardino, tenendo il terriccio 
costantemente umido. 

Nelle regioni del Nord le colture sotto 
tunnel possono essere compromesse dal- 
le gelate, solo in caso di inverni molto 
freddi. Non disponendo di tunnel, l'uso 
di tessuto non tessuto può risultare un va- 
lido aiuto per proteggere sia le prime col- 
lazioni dell'anno che quelle in atto a 
metà-fine autunno/inizio inverno. 

LO SI PUÒ COLTIVARE IN TUTTI 
I TERRENI, ANCHE SE 
PREFERISCE QUELLI RICCHI 
DI SOSTANZA ORGANICA 

Su piccole superfici il crescio- 
ne comune può essere seminato nei più 
diversi tipi di terreno, anche se prefe- 
risce suoli ben dotati di sostanza 
organica decomposta. In tut- 
ti i terreni, specialmente in 
quelli più compatti, devono es- 
sere evitati i ristagni d'acqua, 
che possono compromet- 
tere la buona riuscita del- 
la coltura. La reazione (pH) 
del terreno più adatta per la col- 
tivazione del crescione comune 
va da 6 a 7 (terreni da moderatamen- 
te acidi a neutri). 

SUGGERIMENTI TECNICI 
E PRATICI PER LA COLTIVAZIONE 

Preparazione del terreno. Prima 
della semina vangate il suolo sino ad 
una profondità di 15-20 centimetri, 
quindi sistemate accuratamente gli stra- 
ti superficiali del terreno, in modo che 
l'acqua in eccesso defluisca rapidamen- 
te, ed anche per favorire la germinazio- 
ne dei semi. 

Concimazione. Nei piccoli orti non 
è necessario effettuare alcun apporto di 
concimi prima della semina, poiché il 
crescione comune si accontenta dei resi- 
dui di fertilità che lasciano nel terreno le 
colture che lo hanno preceduto. 

Nel caso si disponesse di suoli poco 
fertili si può seminare dopo ortaggi che 
vengono abbondantemente concimati, 
come pomodoro e zucchine 



VITA IN CAMPAGNA 9/2010 



23 




Semina. D crescione comune si semi- 
na, in pianura padana, a fine febbraio, ma 
anche da fine gennaio a fine febbraio di- 
sponendo di protezioni. La semina può 
proseguire sino a fine aprile-metà maggio 
(solo nelle località più fresche può conti- 
nuare anche per tutta l'estate). Si può ri- 
prendere a seminare da metà agosto si- 
no a fine ottobre, operando però da metà- 
fine settembre solo sotto protezioni. Per 
usufruire per un tempo più lungo di que- 
sto ortaggio effettuate semine scalari, al- 
la distanza di circa 10 giorni l'una dall'al- 
tra. La semina si esegue a spaglio (o al- 
la volata), ma è consigliabile anche per il 
crescione comune effettuare 
tale operazione a file, di- 
stanti tra loro 8-12 cen- 
timetri, impiegando 3- 
4 grammi di seme (ve- 
di foto a lato) per me- 
tro quadrato, interrando- 
lo molto superficialmente 
(attorno ai 2 millimetri). 
La germinazione (che inizia già a 5- 
6 C C) è piuttosto rapida: con temperature 
sui 15 °C avviene in due-tre giorni. Per fa- 
vorire la nascita delle piantine, quando si 
opera con temperature vicine al minimo 
di germinazione, è consigliabile stende- 

Ore sulle aiole un velo di tessuto non 
tessuto, che consente un aumento, 
anche se leggero, della temperatura a li- 
vello del terreno. Per lo stesso motivo i 
veli di tessuto non tessuto possono essere 
impiegati anche sotto tunnel. 

Irrigazione. Dopo la semina, special- 
mente se si verificano periodi asciutti e in 
ogni caso sotto protezioni, bisogna irri- 
gare, se necessario, con limitati e ripetuti 
apporti d'acqua sino a quando la germi- 
nazione è completamente avvenuta. 

Nelle colture autunnali e di inizio 
primavera attuate in pieno campo le irri- 
gazioni vanno in genere ridotte all'indi- 
spensabile, tant'è che in annate piovose 
non occorre nemmeno intervenire limi- 
tandosi, se necessario, a bagnare legger- 
mente e ripetutamente le aiole per con- 
sentire la germinazione dei semi. 



r* 




Piantine germinate da poco 

Distanze di semina 
del crescione comune 




Le distanze da tenere tra le file 
sono di 8-12 cm 



Sotto tunnel, durante la stagione fred- 
da, le irrigazioni vanno effettuate solo 
nei casi di assoluta necessità, arieggian- 
do poi abbondantemente le protezioni 
per far asciugare le piante. 

Il sistema più usato per irrigare il cre- 
scione comune è quello per aspersione 
o a pioggia, ma si può anche far scorre- 
re lentamente l'acqua tra una fila e l'altra 
(scorrimento-infiltrazione laterale dentro 
solchi) smuovendo di frequente il terreno 
in superficie, in modo che l'acqua possa 
penetrare con più facilità nel suolo. 

Diserbo. Le cure di coltivazione so- 
no molto limitate e consistono nel to- 
gliere le eventuali piante infestanti che 



Le caratteristiche positive del crescione comune 

// crescione comune (come altri ortaggi che appartengono alla fa 
miglia botanica delle Crucifere quali rafano, cavoli, ecc.) con- .<££ 
tiene molte sostanze aromatiche ricche di zolfo, responsabili ^^S 
del caratteristico sapore piccante di questa pianta, sostanze che ;^& 
hanno una buona azione disinfettante sulle vie respiratorie e ' 
urinarie. Il crescione comune, inoltre, è molto ricco di sali mi- (TSC* 
nerali e di vitamine (in buona evidenza la vitamina C), che sti- W' 
molano il metabolismo ed in particolare la digestione. Il suo 
sapore deciso ne consiglia un consumo moderato in insalate miste, 
alle quali conferisce un caratteristico e gradevole aroma, o aggiunto a vari 
cibi per aromatizzarli. (Paolo Pigozzi) 




si sviluppano nelle colture. Questo lavo- 
ro è facilitato dalla semina a righe, che 
consente pure di lavorare gli strati più 
superficiali del terreno che possono di- 
ventare compatti a seguito di piogge o 
di ripetute irrigazioni. 

Consociazione. Nei piccoli orti il 
crescione comune, viste le sue limitate 
dimensioni, può essere anche seminato 
assieme (consociato) ad altre piante or- 
ticole, in particolar modo ravanello, lat- 
tuga da taglio, valerianella e rucola. 

Rotazione. E opportuno non colti- 
vare per due anni di seguito il crescio- 
ne comune nello stesso terreno e dopo 
piante che appartengono alla sua stessa 
famiglia botanica (rucola, ravanello, ra- 
pa, cime di rapa e cavoli in genere). 

DÀ OTTIMI RISULTATI 
IN COLTURA PROTETTA 

Il crescione comune è tra le colture 
più consigliabili da attuare sotto prote- 
zioni di piccole dimensioni per la faci- 
lità di coltivazione e perché fornisce un 
prodotto fresco in una stagione in cui gli 
ortaggi disponibili nell'orto sono abba- 
stanza limitati, sia per numero che per 
quantità. Sono sufficienti tunnel di 1- 
1,20 metri di larghezza per 0,8-1 metro 
di altezza, che possono essere collocati 
sulle aiole anche se la semina era stata 
fatta, in precedenza, in piena aria. 

I tunnel devono essere provvisti di aper- 
ture, in modo che possano essere arieggia- 
ti al fine di eliminale la condensa che si 
forma sia sui teli (gocciolamento) che sul- 
le piante. È opportuno arieggiare i tunnel 
anche quando la temperatura esterna è di 
pochi gradi sopra lo zero, tanto in giorna- 
te soleggiate come in presenza di cielo co- 
perto. Volendo proteggere ulteriormente 
la coltura dal freddo stendete di sera sulle 
aiole un velo di tessuto non tessuto, che ri- 
muoverete la mattina seguente. 

SI COLTIVA FACILMENTE 
ANCHE IN VASO 

II crescione comune si può facilmen- 
te coltivare anche in vaso (da 16-18 cen- 
timetri di diametro) o in vaschette si- 

• mili a quelle che si impiegano per 
i gerani. I vasi vanno riempiti con 
un terriccio limitatamente con- 
I cimato o con quello specifico 
"^a per le semine, assicurando al- 
le piante un perfetto sgrondo 
dell'acqua. A questo scopo si 
colloca sul fondo dei vasi uno 
strato di drenaggio (dello spesso- 
re di circa 2-3 centimetri) costitui- 
to preferibilmente da argilla espansa. In 
caso si abbiano terricci compatti e/o che 



24 



VITA IN CAMPAGNA 9/2(110 



Ciclo di coltivazione del crescione comune (tempi indicativi per la pianura padana) 

Semina Semina Raccolta Raccolta 

in pieno campo sotto protezione in pieno campo sotto protezione 






Da fine febbraio 

a fine aprile-metà maggio 

e da metà agosto 

a metà-fine settembre 



DA FINE GENNAIO 

A FINE FEBBRAIO 

E DA METÀ-FINE SETTEMBRE 

A FINE OTTOBRE 



DA METÀ-FINE APRILE 

A GIUGNO 

E DA METÀ SETTEMBRE 

A FINE OTTOBRE 



DA METÀ MARZO 

A METÀ APRILE E DA FINE 

OTTOBRE A DICEMBRE 

(ANCHE GENNAIO) 



trattengono molto l'acqua, è opportuno 
mescolarli con sabbia in quantità varia- 
bili dal 5 al 15% del volume del terriccio 
stesso. I contenitori vanno collocati, du- 
rante la stagione invernale, nello spazio 
di una doppia finestra (meglio se sotto la 
finestra stessa vi è un termosifone) ed ir- 
rigati sempre moderatamente. 
/\ Le irrigazioni devono essere conte- 
'— ^ nute, non bisogna cioè bagnare ec- 
cessivamente il terriccio, per evitare l'in- 
sorgere di dannosi marciumi a livello del- 
le radici e del colletto delle piante. Gli ap- 
porti d'acqua inoltre devono essere pro- 
porzionati alla temperatura dell'ambien- 
te di coltivazione. 



LA COLTURA ORGANICA 
(BIOLOGICA) 



La coltura organica differisce poco da 
quella fin qui esposta, poiché nella mag- 
gior parte dei casi, almeno nelle picco- 
le coltivazioni, non si adoperano conci- 
mi minerali o di altro tipo e non si eseguo- 
no, in genere, interventi antiparassitari. 

SI COLTIVA SENZA ESEGUIRE 

NESSUN INTERVENTO 

FITOSANITARIO 

Il crescione comune è una pianta ru- 
stica che non ha bisogno di alcun tipo di 
intervento fitosanitario. 

SI RACCOGLIE COME 
LA LATTUGA O TOGLIENDO 
LE FOGLIE AD UNA AD UNA 

La raccolta si esegue in coltura pro- 
tetta da metà marzo a metà aprile e da fi- 
ne ottobre a dicembre (anche gennaio). 
In pieno campo si raccoglie da metà-fi- 
ne aprile a giugno e da metà settembre 
a fine ottobre. 

Si procede alla raccolta tagliando le 
foglie come si fa con la lattuga o il radic- 




Crescione comune pronto 
per la raccolta 

chio da taglio. Ci si aiuta in genere con 
delle forbici (molto valide sono quelle 
impiegate per tagliare i bordi del prato). 
Spesso però si asportano semplicemente 
le foglie dal fusto con le mani (si «pela- 
no» i fusti). Per raccogliere foglie più pu- 
lite è consigliabile toglierle quando sono 
asciutte, perché se sono bagnate o umi- 
de trattengono più facilmente la terra. 

La raccolta si attua quando le fo- 
glie sono alte 5-10 centimetri, ma 
nel crescione comune si utilizza- 
no di solito pure i germogli del fusto. 

Da 10 metri quadrati di superficie si 
possono raccogliere 5-12 kg di prodotto, a 
seconda delle dimensioni che raggiungo- 
no le foglie quando si tagliano, dell'uni- 
formità della coltura, del numero di tagli 
(o delle «pelature»), dato che le raccolte si 
possono effettuare fino in prossimità della 
fioritura, e del periodo di coltivazione. 

SI CONSUMA DA SOLO, 

CON ALTRI ORTAGGI 

O PER AROMATIZZARE VARI CIBI 

Il crescione comune si consuma da 
solo, dopo attenta pulizia e accurato la- 
vaggio, in insalata. Inoltre, per il suo sa- 



pore piccante e stimolante, si presta ad 
essere aggiunto ad altri ortaggi come in- 
divie, lattughe, radicchi, cicorie (sia da 
taglio che da cespo), valerianella. Talo- 
ra si impiega per aromatizzare antipasti 
e piatti a base di carne. 

Alberto Locatelli 

[1] Il crescione comune appartiene al- 
la famiglia botanica delle Crucifere (o 
Brassicacee) ed il suo nome scientifico 
è Lepidium satìvum. 

[2] Una pianta annuale compie il suo ci- 
clo di vita dalla semina alla produzione 
dei semi nell'arco di un anno, o meglio, 
della stessa stagione vegetativa. 

Ditte sementiere che dispongono di 
semi di crescione comune: 

- Crivellaro Sementi - Via Rometta, 
24/26 - 35018 San Martino di Lupari 
(Padova) - Tel. e fax 049 5952540, se- 
gnala il rivenditore. 

- Fili Ingegnoli - Via O. Salomone, 65 - 
20138 Milano - Tel. 02 58013113 - Fax 
02 58012362, vende per corrisponden- 
za. Sconto «Carta Verde» 5% valido fi- 
no al 31 ottobre 2011. 

- Fuscello Tesoro Sementi - Via P. Go- 
betti, 30 - 70031 Andria (Bari) - Tel. 
0883 542543 - Fax 0883 54481 1, segna- 
la il rivenditore. 

- Hortus Sementi - Via Emilia, 1820 - 
47020 Longiano (Forlì Cesena) - Tel. 
0547 57569 - Fax 0547 57499, segnala 
il rivenditore. 

- L'ortolano - Via Calcinare 2425 - 
47521 Cesena (Forlì Cesena) - Tel. 0547 
38 1 835 - Fax 0547 639280, segnala il ri- 
vendi tire. 

- Royal Seeds - Via Pacinotti, 10 - 4 1 037 
Mirandola (Modena) - Tel. 0535 24157 - 
Fax 0535 21750, segnala il rivenditore. 

: CONTROLLO INDIRIZZI AL 30-6-2010 [ 



VITA IN CAMPAGNA W2010 



25 



Risposte ai lettori 

TUBERI DI PATATA 

COLPITI DA MARCIUME SECCO 

E AFFETTI DA «CUORE CAVO» 

La maggior parte dei tuberi di pata- 
ta che ho raccolto nel mio orto la scor- 
sa estate si presenta ora all'interno co- 
me nella foto che vi ho inviato. Vorrei 
conoscere la causa dì questo fenomeno, 
per sapere come operare nella prossima 
stagione produttiva. 

Giam Maria Ghisleni 
Verderio Inferiore (Lecco) 

I tuberi ripresi nella foto che ci ha in- 
viato l'abbonato sono stati colpiti da una 
forma di marciume secco causato da 
Fusarium solatìi var. coeruleum e Fusa- 
rium roseum var. sambucinum. 




Tubero di patata colpito da marciume 
secco (1) (vedi frecce), causato da mi- 
crorganismi fungini che vivono nel ter- 
reno e che infettano le patate interessa- 
te da lesioni causate da larve di elateri- 
di, 20 mm (2) e di tignola, 12 min (3) 

Si tratta di due microrganismi fungi- 
ni che vivono nel terreno e che infettano 
i tuberi interessati da lesioni causate da 
insetti, in particolare da larve di elateri- 
di e di tignola. Nell'orto, o durante la 
conservazione, i tuberi vanno poi incon- 
tro ad una forma di marciume secco, o 
«mummificazione», se l'ambiente è sec- 
co, mentre marciscono in presenza di 
elevata umidità ambientale. 

Nella foto (1) le infezioni dei suddet- 
ti funghi si sono sviluppate in un tubero 
affetto da «cuore cavo» (l'interno della 
patata si presenta più o meno vuoto), al- 
terazione di origine non parassitaria pro- 
dotta da eccessive concimazioni azotate 
e da squilibri d'acqua nel terreno. 

Prevenzione. Per contenere le mani- 
festazioni di «cuore cavo» è opportuno 



ridurre le concimazioni a base di azoto e 
moderare le irrigazioni, soprattutto dopo 
periodi siccitosi. 

Per ridurre i danni causati da marciu- 
me secco è necessario effettuare concima- 
zioni equilibrate, evitare di lesionare i tu- 
beri con le lavorazioni del terreno e/o du- 
rante le operazioni di raccolta e conserva- 
zione, e conservarli in ambienti aerati ad 
una temperatura compresa tra 3 e 5 °C. 
Naturalmente sono da eliminare i tuberi 
infetti e quelli lesionati. (Aldo Pollini) 

QUALI ORTAGGI COLTIVARE 

NELLE AIOLE CHE HANNO 

OSPITATO POMODORO 

Quali ortaggi si possono coltivare nel- 
le aiole che hanno ospitato nella prece- 
dente stagione produttiva il pomodoro? 

Pietro Ermini 
Firenze 

Nelle aiole che hanno ospitato pomo- 
doro - ortaggio abbondantemente conci- 
mato anche con fertilizzanti organici - si 
possono coltivare sia la fava (A) che spe- 
cie appartenenti alla sua stessa famiglia 
botanica (Leguminose o Papilionacee), 
come fagiolo (B), fagiolino (C) e pisello 
(D), nonché cipolla (E) e aglio (F), ortag- 
gio quest'ultimo che è buona cosa mette- 
re a dimora nella seconda metà di ottobre. 

Se si decide di coltivare fava, fagiolo, 
fagiolino, pisello, oppure cipolla e aglio, 

A è sconsigliabile interrare letame o 
compost durante i lavori di fondo 
del terreno, dato che in genere il pomo- 
doro lascia nel suolo una fertilità residua 
che può essere sfruttata egregiamente da 
questi ortaggi. {Alberto Locatelli) 




GIOVANI PIANTE 

DI CAVOLO AFFETTE 

DA «GINOCCHIATURA» 

Ogni estate semino cavoli di diverse 
specie in contenitori alveolati di mate- 
riale plastico nero. Le ho provate tutte: 
ho posto i contenitori al sole, a mezza 
ombra, sotto una rete tipo quella che si 
usa per proteggere gli ortaggi dal sole, 
ma il risultato è sempre stato lo stesso: 
le piantine, quando sono pronte per il 
trapianto, presentano un fusto sottile e 
si piegano su un fianco perché non suffi- 
cientemente robuste. Come devo opera- 
re il prossimo anno? 

Vanni Ragazzini 
Forlì 

Talora, in mancanza di regolari ir- 
rigazioni, le giovani piante di cavoli 
tendono a piegarsi su un fianco, ano- 
malia detta «ginocchiatura». Questo 
fatto rende in seguito più complicato il 
trapianto (aspetto poco rilevante in un 
orto familiare, ma molto importante per 
le colture professionali) per cui, una vol- 
ta messe a dimora, è buona cosa soste- 
nerle con un piccolo tutore. 




I-Piantina di cavolo affetta da «ginoc- 
chiatura» (vedi freccia). 2-Per tenere 
costantemente umido il terriccio dei 
contenitori alveolati usati per produrre 
le piantine, occorre predisporre un sot- 
tovaso (vedi freccia) in cui versare l'ac- 
qua che le piantine assorbiranno 

I contenitori alveolati vanno posti in 
pieno sole, o in una posizione solo leg- 
germente ombreggiata, e i seminati van- 
no seguiti a mezzo di costanti irrigazioni. 
È conveniente far assorbire l'acqua dal 
fondo dei contenitori alveolati - cosa che 
risulta più semplice da attuare se questi 
sono di piccole dimensioni (ad esempio 
15x13 cm, alti 5 cm, per 9 posti) - ponen- 
doli in sottovasi nei quali va versata l'ac- 
qua. Gli apporti vanno valutati tenendo 
conto della temperatura, dell'insolazione 
e della capacità del terriccio di trattenere 
l'acqua. Le piante non devono soffrire la 



26 



VITA IN CAMPAGNA 9/2010 



siccità, ma neppure avere il terriccio fra- 
dicio e soprattutto non deve esserci rista- 
gno nel sottovaso. 

Le piantine, in linea di massima, sono 
pronte per il trapianto dopo 30-35 giorni 
dalla germinazione del seme, cioè quan- 
do presentano 4-5 foglie vere. Non biso- 
gna andare oltre i 40 giorni, altrimenti le 
piantine invecchiano e/o crescono ecces- 
sivamente, rendendo più complicato il 
trapianto, più lungo il tempo per la ripre- 
sa vegetativa e di conseguenza anche il 
ciclo produttivo. (Alberto Locatelli) 

ASPARAGO BIANCO: 

I TELI NERI PLASTICI DELLA 

PACCIAMATURA POSTI TRA 

UNA FILA E L'ALTRA VANNO 

RIMOSSI A METÀ OTTOBRE 

Vorrei sapere quando, in una coltura 
di asparago bianco, vanno rimossi i teli 
neri plastici della pacciamatura tra una 
fila e l'altra. 

Sergio Tremolada 
Osnago (Lecco) 

Nell'asparago bianco i teli neri pla- 
stici della pacciamatura (dello spessore 
di almeno 0,10 millimetri) si installano 
sia sulle aiole che tra le file. Sulle aiole 
sopraelevate (cumuli) si tengono da cir- 
ca metà febbraio a fine raccolta (attorno 
a metà giugno per le colture attuate sen- 
za protezioni) e si impiegano per dimi- 
nuire il numero delle raccolte e ottenere 
turioni (asparagi) completamente bian- 
chi (vedi foto in basso nella pagina); a 
raccolta ultimata i teli si tolgono e si ri- 
muovono i cumuli. 

I teli neri plastici posti tra una fila 
e l'altra (interrila) servono invece ad 
impedire lo sviluppo delle piante infe- 
stanti e a tale scopo si possono tenere 
fino a metà ottobre; in questo periodo 
si devono rimuovere per consentire di 
attuare i lavori previsti per questa coltu- 
ra in autunno-inverno (concimazione, 
lavorazioni del terreno e formazione dei 
cumuli). Nel caso si mantengano fino ad 
ottobre, per permettere che l'acqua pe- 
netri nel terreno, si pos- 
sono praticare nei teli 
stessi numerosi piccoli 
fori, oppure predispor- 
re sotto i teli stessi l'ap- 
posita manichetta fora- 
ta per irrigare. 

Nell'asparago verde, 
per il quale non si for- 
mano aiole sopraeleva- 
te, i teli plastici neri si 
possono installare solo 
tra una fila e l' altra da 
metà marzo a metà otto- 
bre. (Alberto Locatelli) 



VITA IN CAMPAGNA 9/2010 





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Ribes e uva spina: caratteristiche, 
esigenze e scelta delle varietà 

Ribes e uva spina sono piccoli frutti che si adattano a terreni diversi (pH da 6 a 7,2), purché privi 

di ristagni d'acqua. Temono i ritorni di freddo primaverili ma esigono temperature 

invernali fredde per poter fruttificare (non sono quindi piante adatte ai climi miti). I ribes (rosso, 

bianco, rosa e nero) e l'uva spina sono reperibili sul mercato in diverse varietà 



Ribes (rosso, bianco, rosa e nero) e 
uva spina sono piante a sviluppo arbusti- 
vo che appartengono alla famiglia delle 
Grossulariaceae. Vengono illustrate as- 
sieme in quanto mostrano esigenze eco- 
logiche e tecniche di coltivazione simili. 
In questo primo articolo vi presentiamo 
le loro caratteristiche botaniche e le esi- 
genze di terreno e clima, oltre a una ras- 
segna delle varietà consigliabili e facil- 
mente reperibili sul mercato. 

LE CARATTERISTICHE 
DEI RIBES E... 

Le varietà di ribes rosso, bianco e 
rosa derivano principalmente dal Ribes 
rubrum e da sue ibridazioni con il Ri- 
bes sativum. Coltivate danno origine ad 
arbusti dell'altezza di 1-2 metri, inermi 
(senza spine). 

Le foglie sono caduche, di forma 
palmato-lobata (presentano 3-5 lobi), 
con margini seghettati e smussati; la 
pagina fogliare superiore è liscia, quel- 
la inferiore pubescente (pelosa). 

Ifiori sono autofertili (in grado di au- 
toimpollinarsi), di colore giallastro, riu- 
niti in racemi (mazzetti) penduli, in nu- 
mero di 10-30 per mazzetto; sono pro- 
dotti da gemme miste (a legno e a frut- 
to) presenti sui rami dell'anno e su corti 
rametti (dardi) del fusto. La fioritura si 
protrae per un periodo di 20 giorni. 

I frutti sono bacche globose, di sapo- 
re acidulo, di colore rosso, bianco e rosa, 



Le caratteristiche botaniche dei ribes 



/ ribes.formano arbusti senza spine (A) 

alti da 1 a oltre 2 metri 

Le foglie (B) sono caduche, di forma 

palmato-lobata in tutti i ribes. Ifiori 

(3-4 mm) (C), riuniti in racemi 

(mazzetti) penduli, sono di colore 

giallastro o giallo verdastro a seconda 

del tipo di ribes. I frutti (D) sono 

bacche globose (7-12 mm), di sapore 

acidulo, di colore diverso a seconda 

del.tipo di ribes (rosso, bianco, rosa, 

nero), raccolte in grappoli penduli 





Le piante di ribes 
(nella foto, ribes 
rosso) vengono 
allevate a cespuglio 
su filare pacciamato 
(ne parleremo 
nella prossima 
puntata dedicata 
alla coltivazione) 




VITA IN CAMPAGNA 9/2010 



29 



FRUTTETO - VIGNETO E CANTINA 




Le caratteristiche botaniche dell'uva spina 



L'uva spina forma un 

arbusto spinoso (A) 

alto da 0,6 a 2 metri. 

Le foglie (B) sono 

caduche, di forma 

cuoriforme, con 

incisione profonda dei 

lobi. I fiori (6-10 mm) 

(C), presenti 

singolarmente o a 

gruppi di 2-3 hanno 

colore biancastro. 

I frutti (D) sono 

bacche di forma 

elissoidale o sferica, 

della dimensione 

di un acino d'uva 




Pianta di uva spina bifase 
di fruttificazione 

raccolte in fìtti grappoli penduli. I fratti 
della parte alta del grappolo presentano 
dimensioni maggiori e maturano prima. 

Il ribes nero (Ribes nigrum) dà origi- 
ne a un arbusto vigoroso (oltre 2 metri di 
altezza). 

he foglie sono caduche, di forma pal- 
mato-lobata, a margine dentato arroton- 
dato; hanno dimensioni maggiori e colo- 
re più scuro rispetto a quelle degli altri 
ribes. I numerosi rami emessi dal ceppo 



sono robusti alla base e si assottigliano 
verso la punta; presentano gemme miste 
(a legno e a flore) ingrossate, dalle quali 
scaturiscono i grappoli fiorali (10-30 
fiori per grappolo). 

I fiori sono autosterili (non sono in 
grado di autoimpollinarsi), campanulati, 
di colore giallo verdastro. 

I frutti sono bacche di colore nero tra- 
slucido ed emanano un caratteristico pro- 
fumo dovuto alla presenza di ghiandole 
aromatiche. Sono ricchi di antocianine 
(pigmenti alimentari naturali dotati di 
buona stabilità) e vitamina C (150-200 
mg per 100 grammi di frutto); vengono 
utilizzati, quasi esclusivamente, per la 
preparazione di succhi e confetture. 

Si segnala che le ghiandole odorose 
sono presenti su tutta la pianta (foglie, 
fiori, gemme e germogli) e spesso il ri- 
bes nero viene coltivato a scopo indu- 
striale per ricavarne principi attivi utili 
nella medicina naturale e in cosmesi. 

...E DELL'UVA SPINA 

Le varietà coltivate di uva spina de- 
rivano da Ribes grossularia. La specie 




Confronto tra i fiori del ribes e dell'uva spina. I fiori dei ribes sono riuniti in ca- 
ratteristici mazzetti penduli (a sinistra, fiori di ribes rosso). I fiori dell'uva spina (a 
destra) sono singoli o raggruppati in numero di 2 o 3 



dà origine ad arbusti di sviluppo conte- 
nuto (da 0,6 a 2 metri in altezza), con 
chioma a portamento espanso. Sono ca- 
ratterizzati dalla presenza, su rami e 
branche, di spine lunghe 1 cm poste al- 
la base delle foglie. 

Le foglie sono caduche con incisio- 
ne profonda dei lobi e margine crenato 
(presenta intaccature lievi divise da 
denti arrotondati). 

I fiori, presenti singolarmente o a 
gruppi di 2-3, sono forniti di un pedun- 
colo corto e sono autofertili (in grado 
di autoimpollinarsi). Hanno colore 
biancastro e si originano dalle gemme 
miste presenti sui rami dell'anno e su 
dardi (corti rami con gemme a fiore) la- 
terali. 

I frutti sono bacche di forma ellis- 
soidale o sferica, della dimensione di 
un acino d'uva, di sapore dolce; alcune 
varietà evidenziano sulla buccia, che 
può essere di colore verde, giallo o ros- 
so vinoso, una leggera peluria. 

RIBES E UVA SPINA SI ADATTANO 
A DIVERSI TIPI DI TERRENO... 

II ribes e l'uva spina sono specie do- 
tate di elevata adattabilità a terreni di- 
versi. Si possono coltivare infatti sia nei 
terreni a reazione acida che leggermente 
alcalina (pH che varia da 6 a 7,2). 

Possono essere messi a coltura in ter- 
reni pesanti, ma non in quelli in cui sia- 
no presenti ristagni d'acqua. Nei terreni 
compatti la produzione evidenzia un mi- 
glior sapore a fronte di una produttività 
minore. Richiedono inoltre terreni con 
una buona dotazione di sostanza organi- 
ca (l'apporto di letame ben maturo deve 
avvenire ogni 2-3 anni nei mesi autun- 
no-invernali). 

Le varietà di ribes rosso sono le più 
rustiche. 



30 



VITA IN CAMPAGNA 9/2010 



FRUTTETO - VKÌNKTO E CANTINA 



... E PREDILIGONO CLIMI FRESCHI 

Le due specie prediligono un clima 
fresco con esposizione parzialmente 
soleggiata. L'uva spina tende a manife- 
stare fenomeni di filloptosi (caduta pre- 
coce delle foglie) e perdita di frutti 
quando le temperature estive superano 
a lungo i 30° centigradi. Le piante adul- 
te ben lignificate sono in grado di sop- 
portare temperature minime invernali 
di -20° centigradi. Però le basse tempe- 
rature nel periodo della fioritura posso- 
no condizionare l'esito della fruttifica- 
zione. E opportuno evitare quindi 

A. la costituzione dei nuovi impianti 
^— ^ di ribes e uva spina nelle zone di 
fondovalle caratterizzate da ritorni pri- 
maverili di freddo. 

I limiti di quota delle coltivazioni 
corrispondono a 1.400-1.500 metri nel- 
l'arco alpino e a 1.600-1.700 metri lun- 
go la dorsale appenninica meridionale. 

/\ Le varietà più diffuse hanno un 
^— ^ fabbisogno di freddo [1] elevato 
(800-1.600 ore all'anno); per tale ragio- 
ne non sono coltivabili nelle zone a cli- 
ma mite. 

Le piante esigono apporti di pioggia 
di 800-1.000 millimetri (800-1.000 litri 
per metro quadrato) ben distribuiti nel 
corso dell'anno; la massima richiesta di 
acqua si verifica alla maturazione dei 
frutti e la disponibilità irrigua deve inte- 
grare i periodi di massimo fabbisogno 
della pianta. 

LA SCELTA DELLE VARIETÀ 

Come già evidenziato, i ribes rosso, 
bianco e rosa e l'uva spina sono autofer- 
tili e quindi non necessitano di impolli- 
nazione incrociata (se ne giovano, ma 
non è indispensabile). Si ha quindi fruttifi- 
cazione anche da una pianta isolata. 

Le varietà di ribes nero sono, inve- 
ce, prevalentemente autosterili ed esi- 
gono la presenza di almeno due varie- 
tà compatibili per assicurare la frutti- 
ficazione (rapporto ideale: 1 pianta di 
varietà impollinante ogni 4-5 piante del- 
la varietà principale). 



L'impollinazione è entomofila, cioè 
attuata dagli insetti pronubi (api e bom- 

Obi); la presenza di arnie in prossi- 
mità dell'impianto ne migliora no- 
tevolmente la capacità produttiva. 

Varietà di ribes rosso 

Junifer (1). Pianta di medio vigore, 
con portamento espanso. Il basso fabbi- 
sogno di freddo la rende idonea a un'am- 
pia varietà di climi. Tollera gli attacchi di 
oidio senza subire gravi danni. 

Rovada (la). Forma una pianta vigo- 
rosa, di taglia media e elevata attitudine 
a emettere polloni. Tollera gli attacchi di 
oidio senza subire gravi danni. 

Varietà di ribes bianco 

Werdavia (2). Pianta di buon vigore, 
con rami laterali lunghi e buona copertu- 



ra fogliare. I fratti presentano un grado 
zuccherino elevato. Tollera gli attacchi 
di oidio senza subire gravi danni. 

Blanka (2a). Pianta vigorosa con 
portamento assurgente (tendente verso 
l'alto). Tollera gli attacchi di antracnosi 
fogliare senza subire gravi danni. 

Varietà di ribes rosa 

Gioire des Sablons (3). Pianta a por- 
tamento eretto di elevato vigore vegeta- 
tivo. La produttività è medio-elevata. Le 
bacche sono piccole, sferiche, di colore 
rosa intenso. 

Varietà di ribes nero 

Missouri (4). Forma un arbusto di 
notevole vigore. E resistente all'oidio. 

Neva (4a). Pianta di elevato vigore 
vegetativo ed elevata produttività. Le 




Ribes rosso: Junifer (1) e Rovada (la) 




Ribes bianco: Werdavia (2) e Blanka (2a) 




Ribes rosa: Gioire des Sablons 



|4aP 

Ribes nero: Missouri (4) e Neva (4a) 



VITA IN CAMPAGNA 9/2010 



31 



FRUTTETO - VIGNETO E CANTINA 




2. /Mm.^*ma^^m cJH 

Uva spina: Hinnonmaki Rot (5), Inviata (5a), e Mucurines (5b) 



bacche sono di grandi dimensioni, forte- 
mente aromatiche. 

Varietà di uva spina 

Hinnonmaki Rot (Hinnonmaki ros- 
so) (5). Forma un arbusto di medio svi- 
luppo vegetativo. Il frutto è di colo- 
re rosso, di medie dimensioni. Tollera 
gli attacchi di oidio senza subire gra- 
vi danni. 

Invida (5a). Forma un arbusto vigo- 
roso e di buona produttività. Il frutto è 
di colore giallo- verde, ellissoidale, dal- 
la consistenza soda, rivestito di una leg- 
gera peluria. Tollera gli attacchi di oi- 
dio senza subire gravi danni. 

Mucurines (5b). Il cespuglio è vi- 
goroso e fortemente spinoso. Il frutto 
è di colore verde, di medie dimensio- 
ni, con elevato contenuto zuccherino ed 
elevata acidità. 

Guido Bassi 

[1] Fabbisogno di freddo: per garanti- 
re il normale sviluppo vegetativo e la 
costante produttività della pianta è in- 
dispensabile che il luogo di coltivazio- 
ne accumuli un numero di ore di freddo 
annue tra le 800 e le 1700 ore. Per «fab- 
bisogno di freddo» si intende la somma 
delle ore con temperature utili, compre- 
se cioè tra valori di 2,5 °C e 9 °C, neces- 
sarie nel corso dei mesi invernali affin- 
ché la pianta possa esprimere in seguito 
tutte le proprie potenzialità vegetative. 
Nelle aree caratterizzate da inverni miti 
con temperature spesso superiori ai 12- 
16 °C il mancato soddisfacimento del 
fabbisogno di freddo rappresenta un for- 
te limite alla coltivazione. 

Indirizzi di vivai che dispongono di 
varietà di ribes e uva spina (il nume- 
ro tra parentesi rimanda alla varietà il- 
lustrata): 

- Alpi Vivai di Viale Paolo - Via Da- 
vid (Cascina Landra), 30 - 12011 Borgo 
San Dalmazzo (Cuneo) - Tel. e fax 0171 



Epoca di maturazione delle varietà di ribes 


Varietà 


Giugno 


Luglio 


Agosto 


1-Junifer 
















la-Rovada 
















2-Werdavia 














2a-Blanka 
















3-Gloire des Sablons 














^-Missouri 














4a-Neva 








i i 








Epoca di maturazione delle varietà di uva spina 


Varietà 


Giugno 


Luglio 


Agosto 


5-Hinnonmaki Rot 














Sa-Invicta 














5b-Mucurines 


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dicembre 2010. 

Puntate pubblicate. 

• Ribes e uva spina: caratteristiche esi- 
genze e scelta delle varietà (n. 9/2010). 
Prossimamente. 

• La coltivazione e la raccolta. 

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"Nello scorso numero abbiamo fatto conoscenza con I trattori John Deere 
della nuova serie 5E, analizzando in dettaglio caratteristiche, specifiche 
e le applicazioni tipiche per le quali la macchina meglio si adatta. 
Abbiamo voluto integrare il nostro approfondimento sulla serie SE 
con le impressioni dei primi tre acquirenti per sapere direttamente 
da loro come valutano il proprio acquisto,, 



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Lm Agriturismo Malpasso di Magliano (GR) è una azienda di me- 
* die dimensioni costituita da 70 ettari di seminativo (di cui 5 
di vigneto), 4 ettari di uliveto e 50 ettari tra pascolo e colture 
■ per l'alimentazione di più di 400 capi di ovini. 
A fine Aprile è stato consegnato il 5055E e le 200 ore di lavoro che 
sono state fatte in soli due mesi e mezzo certificano la polivalenza 
della macchina. Il 5E 
ha infatti da subito 
accentrato su di se 
buona parte del lavo- 
ro che viene fatto in 
azienda. Viene utiliz- 
zato per lavori di fie- 
nagione, trattamenti 
e lavori in vigna (il cui 
sesto di impianto è di 
3 metri) e con il cari- 
catore frontale. 
Il titolare dell'azienda, 
il Sig. Massimo Peru- 
gini, che è anche co- 
lui che guida il 5055E, ci ha espresso impressioni totalmente positive 
sul suo nuovo trattore, identificando nei motore (grintoso e potente) 
una caratteristica a suo dire "£ccez/ona/e"della macchina. Allo stesso 
tempo il Sig. Perugini sottolinea tre caratteristiche che rendono il 5E 
perfetto per applicazioni in stalla con il caricatore frontale: il potente 
impianto idraulico, l'eccezionale manovrabilità e l'ottimo raggio di 
sterzo. 

Alla domanda "Cosa Le è piaciuto di più?" il Sig. Perugini ha sotto- 
lineato "il motore, la semplicità della macchina e la struttura con il 
suo peso", rimarcando che la macchina ha soddisfatto "Pienamente" 
tutte le aspettative. 

Il primo 5065E consegnato in Italia è di proprietà della Società Agri- 
cola Mari di Tolentino (MC). L'azienda è costituita da 60 ettari di terra, 
di cui 40 di seminativo e 20 ettari a prato per l'alimentazione di 1 1 
capi di allevamento. Il 5065E, arrivato a metà Marzo, in soli tre mesi è 
già stato utilizzato per un totale di 21 ore di lavoro. L'azienda Mari ha 
giustamente da subito messo sotto torchio il nuovo acquisto utiliz- 
zandolo per svariate applicazioni quali: semina, sfalcio, ranghinatura, 
sarchiatura e trasporto. 

Il 5065E viene utilizzato dal proprietario dell'azienda, il Sig. Andrea 
Mari, il quale avendo provato la macchina in diverse applicazioni ci 

ha potuto dare un pa- 
rere con cognizione 
di causa. Giudicando 
positivamente il suo 
5065E, il Sig. Mari ha 
evidenziato partico- 
larmente le eccellen- 
ti prestazioni della 
macchina per quanto 
riguarda il motore. È 
molto piaciuta anche 
la linea della macchina 
ed ha destato un'otti- 
ma impressione la gui- 



Andrea Mari 
sul suo 5065E 



m- 







resenta il primo 5055E 



dabilità, lo ster- 
zo e l'impianto 
frenante (carat- 
teristica questa 
fondamentale sui 
terreni collinosi tipici 
del maceratese). 
Tutto ciò è stato nuova- 
mente ribadito quando ab- 
biamo chiesto cosa è piaciuto in particolare della macchina: 
"Le prestazioni della macchina mi hanno pienamente soddi- 
sfatto, e sono rimasto particolarmente contento del raggio di 
sterzata, della stabilità in collina e delle zavorratura delle ruote 
posteriori". 

In assoluto il primo trattore della serie 5E consegnato in Italia 
è di proprietà di Sergio Grandini. 

Il Sig. Grandini, di Cucciago (CO), è titolare di un'azienda Mec- 
canica che si occupa di lavorazione conto terzi di materiali 
ferrosi e non ferrosi. Grande appassionato di agricoltura, il Sig. 
Grandini, nel tempo libero si dedica alla sua passione gesten- 
do un piccolo appezzamento di terra di proprietà per l'alimen- 
tazione dei suoi 2 cavalli. 

All'inizio dell'anno il Sig. Grandini ha deciso di sostituire il suo 
Fiatagri 21 5 DT con il 5E, acquistandolo direttamente dal de- 
pliant in quanto ancora fisicamente non disponibile in Italia. 
La fiducia del Sig. Grandini è stata ripagata quando ha potuto 
saggiare la tempra del suo nuovo 5055E, quello che Lui stes- 
so definisce "// VERO trattore". La macchina viene giudicata 
eccellente in tutte le sue componenti: dal motore (potente 
e brillante) alla trasmissione, dai freni all'idraulica ed infine lo 
sterzo che unitamente alle dimensioni compatte "rendono 
questo trattore ideale quando si devono fare manovre in spa- 
zi ristretti". 

Quando abbiamo posto la fatidica domanda "Cosa Le è pia- 
ciuto in particolare" 'la risposta è stata "Tutto, ma specialmen- 
te motore e manovrabilità". 

Ai Sig.ri Perugini, Mari e Grandini, che ringraziamo per il tem- 
po concessoci, abbiamo infine chiesto se potendo tornare 
indietro avrebbero riacquistato il 5E e se consiglierebbero 
l'acquisto di questa macchina a un proprio amico: la risposta 
è stata unanime "Certamente Sii". 

Concludiamo così il nostro approfondimento sul nuovo Pic- 
colo Gigante di casa John Deere: il 5E. Trattore che, grazie alle 
testimonianze dei primi tre acquirenti, ha confermato di avere 
le caratteristiche con le quali è stato presentato: una macchi- 
na polifunzionale di dimensioni compatte con le qualità pre- 
stazionali e costruttive distintive dei trattori John Deere. 

John Deere Italiana. 




John Deere 



FRUTTETO - VIGNETO E CANTINA 



Piccola guida all'uso degli antiparassitari: 
l'esecuzione dei trattamenti 

La distribuzione di questi prodotti richiede una certa cautela e l'adozione di alcune precauzioni, 

tra cui quelle di utilizzare i dispositivi di protezione individuale (maschera, tuta, guanti, ecc.), eseguire 

i trattamenti al mattino o verso sera ed evitare il gocciolamento del prodotto. Alla fine del trattamento 

può avanzare parte della miscela antiparassitaria e certamente rimangono i contenitori: ecco cosa farne 



Nelle puntate precedenti abbiamo vi- 
sto i diversi meccanismi di azione degli 
antiparassitari (di copertura, citotropici 
e sistemici) e alcune particolarità dei 
prodotti più comunemente impiegati 
(vedi Vita in Campagna n. 6/2010 a pa- 
gina 32 e n. 7-8/2010 a pagina 33); vi 
abbiamo poi spiegato come preparare le 
miscele antiparassitarie e come determi- 
nare le dosi e il volume di acqua da di- 
stribuire (vedi Vita in Campagna n. 7- 
8/20010 a pagina 33). 

In questa terza puntata entriamo 
nel vivo dell'esecuzione pratica dei 
trattamenti: vediamo come e quando 
irrorare le piante e come risolvere alcu- 
ni problemi connessi all'uso degli anti- 
parassitari. 

INDOSSATE I DISPOSITIVI 
DI PROTEZIONE INDIVIDUALE 

Anche se i quantitativi di antiparas- 
sitari che si adoperano sono limitati, si 
tratta comunque di prodotti chimici (di 
sintesi o «biologici»); è dunque neces- 
sario utilizzare le precauzioni del caso 
e indossare i dispositivi di protezione 
individuale (i «DPI») - maschera, tuta, 
guanti, occhiali e stivali - per evitare la 
contaminazione. 

Ricordiamo subito che tutti disposi- 
tivi di protezione individuale devono ri- 
portare il marchio «CE», il quale indi- 
ca la conformità del prodotto ai requisi- 
ti previsti dalle norme europee in mate- 
ria di sicurezza, sanità e tutela del con- 
sumatore. 





Così proprio non si fa. Gli antiparassi- 
tari sono pur sempre dei prodotti chimi- 
ci e sono dunque necessarie tutte le cau- 
tele e le attenzioni del caso, prima fra 
tutte la necessità di indossare maschera, 
tuta, guanti, occhiali e stivali per evita- 
re intossicazioni 

Protezione delle vie respiratorie. 

Esistono diverse soluzioni per proteg- 
gere le vie respiratorie. Gli agricoltori 
professionisti utilizzano trattori con ca- 
bina pressurizzata, caschi integrali (di 
cui esistono modelli a ventilazione for- 
zata) e maschere facciali che coprono 
naso, bocca e occhi. 

Gli hobbisti, che in genere usano an- 
tiparassitari poco tossici o biologici, 
possono impiegare le semimaschere (1) 
(che coprono solo naso e bocca), con 
uno o due filtri. A questi tipi di masche- 
re si devono abbinare degli occhiali, co- 
me vedremo più avanti. 




Le maschere devono essere dotate di 
filtri (2) ai carboni attivi, capaci di trat- 
tenere polveri e gas organici. Di solito 
i filtri adatti a questo impiego sono ri- 
conoscibili per la sigla «A2P3» e per la 
presenza di una fascia laterale di colo- 
re marrone. 

I filtri hanno una data di scadenza 
che non supera quasi mai i 2 anni dal- 
l'acquisto. E comunque buona cosa so- 
stituire i filtri non appena, indossando la 
maschera, si avvertono odori strani, an- 
che se il filtro non è scaduto. 

Un altro accorgimento importante e 
quello di conservare la maschera in un 
sacchetto di nylon ben chiuso, altrimen- 
ti i filtri continuano a lavorare anche se 
la maschera non viene indossata e dun- 
que si degradano prima. 

Occhiali. Gli occhiali (3) sono indi- 
spensabili per la protezione degli occhi 
nel caso si impieghi una semimaschera 
e devono essere del tipo completamente 
chiuso per impedire l'entrata di vapori o 
schizzi e il loro contatto con gli occhi. 

Spesso la necessità di utilizzare gli 
occhiali viene sottovalutata, ma ci sem- 
bra giusto ricordare che la maggior par- 
te dei danni agli operatori riscontrati 
dagli enti di controllo riguarda proprio 
gli occhi (congiuntiviti in modo parti- 
colare). 

Tuta. Esistono in commercio delle 
tute «usa e getta» (4) o tute per più uti- 
lizzi realizzate in materiale traspirante 
(Tyvek®) che però evita la penetrazio- 





Foto: Spring Protezione - Vignola (Modena) - www.sprì ngprmezionc.it 



Protezione delle vie respiratorie. l-Semimaschera: 

copre naso e bocca e può essere dotata di uno 

o due filtri. 2-Filtri: caschi e maschere devono essere 

dotati dì filtri ai carboni attivi; quelli adatti 

per i trattamenti antiparassitari recano la sigla «A2P3» 

e hanno una fascia laterale dì colore marrone. 

Tutti i filtri hanno una data di scadenza di cui occorre 

tenere il massimo conto 



VITA IN CAMPAGNA 9/2010 



35 



FRUTTETO - VIGNETO E CANTINA 




3-Occhiali: sono indispensabili per proteggere gli occhi nel caso si impieghi una 
semimaschera e devono essere del tipo completamente chiuso. 4-Tuta: oggi sono 
molto diffuse le pratiche tute integrali «usa e getta» realizzate in materiali traspi- 
ranti (ma non permeabili ai prodotti) e leggeri. 5-Guantì: quelli adatti alla mani- 
polazione degli antiparassitari devono essere in plastica o gomma; quelli in latti- 
ce sono assolutamente da evitare. 6-Stìvali: Sono indispensabili per proteggere i 
piedi sia nel momento in cui si preparano le miscele antiparassitarie, sia duran- 
te i trattamenti 



ne al suo interno di gas, vapori o leg- 
geri spruzzi di prodotto che colpiscano 
accidentalmente l'operatore, per esem- 
pio per un colpo di vento improvviso. Si 
trovano in commercio ad un prezzo ac- 
cessibile (10-15 euro). 

L'importante è che le tute siano in- 
tegrali (che coprano cioè gli arti, il cor- 
po e il capo) ed integre al momento del- 
l'utilizzo. 

Questi indumenti possono anche es- 
sere lavati quando sono troppo sporchi, 
con le modalità indicate più avanti, e 
riutilizzati. 

Guanti. I guanti (5) devono essere 
in plastica o gomma; non vanno bene i 
guanti in lattice «usa e getta» che si im- 
piegano per uso domestico perché alcu- 
ni prodotti antiparassitari sono corrosi- 
vi e potrebbero bucarli, e dunque si po- 
trebbe avere una intossicazione attra- 
verso la pelle. 

Stivali. Durante la preparazione del- 
le miscele e nel corso dei trattamenti 
occorre calzare comodi stivali in gom- 
ma (6). Per proteggere i piedi non sono 
infatti sufficienti delle scarpe, perché 




/ trattamenti devono essere effettuati 
nelle ore fresche della giornata, al mat- 
tino o verso sera: l'efficacia è migliore; 
inoltre la temperatura più bassa e l'as- 
senza di vento riducono il pericolo di in- 
tossicazione 



quando si effettuano i trattamenti spes- 
so si opera su superfici bagnate e con- 
taminate di prodotto, in particolare nel 
luogo in cui si preparano le miscele an- 
tiparassitarie. 

Pulizia e manutenzione dei dispo- 
sitivi di protezione individuale do- 
po l'impiego. Tutti i dispositivi di pro- 
tezione individuale - maschera, tuta, 
guanti, occhiali e stivali - dopo l'utiliz- 
zo si devono lavare accuratamente con 
acqua e sapone indossando dei guan- 
ti, in ambiente aperto; se possibile si 
devono utilizzare strumenti (lavatrice, 
secchi, mastelli) riservati a questo uso, 
e non quelli che di solito si impiegano 
per la pulitura di altri indumenti. In ogni 
caso gli indumenti utilizzati per i tratta- 
menti antiparassitari devono essere la- 
vati da soli. 

I dispositivi di protezione individua- 
le devono poi essere conservati in un ri- 
postiglio dedicato. 

TRATTATE AL MATTINO PRESTO 
O VERSO SERA 

È sempre consigliabile effettuare i 
trattamenti nelle ore fresche della gior- 
nata in quanto migliora l'efficacia e 
ci sono meno pericoli di intossicazio- 
ne per le piante e per l'operatore. Nelle 
ore calde (oltre 25 °C) i prodotti evapo- 
rano perdendo efficacia: una parte, for- 
mata da gocce molto piccole, evapora 
prima di raggiungere l'obiettivo e una 
parte evapora sulla superficie fogliare 
prima che il prodotto venga assorbito o 
si leghi alle cere presenti sulla cuticola 
delle foglie. 

A I gas che si sviluppano possono es- 
^— ^ sere molto tossici per l'uomo e in- 
quinanti per l'ambiente. 

Inoltre verso sera o al mattino il ven- 
to è di solito assente. 

A In ogni caso si deve evitare di ef- 
fettuare trattamenti antiparassitari 
in giornate ventose, poiché è molto pe- 
ricoloso per l'operatore che può essere 
investito dalla nube di prodotto; inoltre 
l'antiparassitario può andare a deposi- 
tarsi su altre colture o nell'orto del vici- 
no che potrebbe avere la verdura pron- 
ta da raccogliere, oppure potrebbe finire 
su animali, cose, persone, strade, ecc. 

Con il vento poi l'evaporazione del 
prodotto aumenta notevolmente e dun- 
que la quantità di antiparassitario che 
raggiunge il bersaglio è minima se non 
nulla. 

Ricordiamo che il trattamento deve 
concludersi al più presto, possibilmente 
entro un'ora, un'ora e mezza, dalla pre- 
parazione della miscela per evitare che 
inizino processi di degradazione (perdi- 
ta di efficacia) del preparato. 



36 



VITA IN CAMPAGNA 9/2010 






FRUTTETO - VIGNETO E CANTINA 



NON SERVE BAGNARE 
FINO AL GOCCIOLAMENTO 

Molto spesso tra gli hobbisti pas- 
sa il suggerimento di trattare la vegeta- 
zione fino al gocciolamento, nella con- 
vinzione che solo in questo modo si ot- 
tenga una bagnatura completa e accu- 
rata: niente di più sbagliato! Ed ecco i 
motivi: 

- la parte di prodotto che cade a ter- 
ra, oltre ad essere sprecata, è anche in- 
quinante; 

- il prodotto che gocciola tende a portar 
via anche il prodotto che si è distribuito 
bene sulla foglia; 

- la foglia ricoperta da una dose ecces- 
siva di prodotto fatica a respirare. 

Il prodotto deve essere nebulizzato 
bene con gocce non troppo grosse ma 
neanche troppo fini (perché in tal ca- 
so evaporerebbero prima di raggiunge- 
re l'obiettivo): una goccia grossa ha una 
superficie di copertura molto più limita- 
ta rispetto a dieci gocce fini della stes- 
sa grandezza. Dunque mai arrivare al 
gocciolamento! 

ECCO COSA FARE 
SE AVANZA DEL PRODOTTO 

Bisognerebbe sempre calcolare la 
quantità di miscela antiparassitaria in 
base alle reali esigenze e a questo sco- 
po è utile effettuare una «prova in bian- 
co» di verifica (vedi riquadro a pag. 38); 
tuttavia a volte capita di sbagliare e di 
prepararne una quantità eccessiva e ri- 
sulta sempre difficile smaltire una mi- 
scela antiparassitaria avanzata. Se capi- 
ta ecco le soluzioni possibili: 

- ripassare sulla coltura appena trattata, 
ma solo se la dose ad ettaro preceden- 
temente applicata era inferiore a quella 
massima indicata in etichetta e se, con il 
ripasso, questa non viene superata; 

- distribuire la miscela su un'altra col- 
tura per la quale il prodotto impiegato 
sia ammesso. 

^V Importante è non gettare nelle ac- 
^"^ que e sul terreno le miscele avan- 
zate, specie se si è in prossimità di ca- 
nali di irrigazione o se vi sono animali 
nelle vicinanze (potrebbero bere la so- 
luzione prima che venga assorbita dal 
terreno). 

LO SMALTIMENTO 
DEI CONTENITORI VUOTI 

I contenitori vuoti degli antiparassi- 
tari vanno lavati e sciacquati almeno tre 
volte nel caso di prodotti «non classifi- 
cati» e sei volte per quelli classificati co- 
me «irritante», «tossico» e «nocivo»; 
l' acqua di lavaggio deve essere aggiunta 
alla miscela da distribuire, versandola 




Durante il trattamento deve essere evi- 
tato il gocciolamento della miscela anti- 
parassitaria (nel particolare) per evita- 
re sprechi, inquinamento e danni da tos- 
sicità per la pianta 




Gli ugelli dell' attrezzatura devono es- 
sere regolati in modo che il prodotto sia 
ben nebulizzato, con gocce né troppo 
grosse né troppo fini 




Dopo un lavaggio accurato, i contenitori 
vuoti degli antiparassitari si devono ri- 
porre nell 'armadio o nel locale - chiusi a 
chiave - in cui si conservano gli antipa- 
rassitari, in attesa di consegnarli presso 
un centro raccolta autorizzato. La norma 
non prevede questo obbligo per gli hob- 
bisti, che possono però aneli 'essi affidar- 
li a centri di raccolta autorizzati, oppure, 
nell'impossibilità di farlo, smaltirli come 
rifiuti solidi urbani purché bonificati 



nel serbatoio dell'attrez- 
zatura impiegata per il 
trattamento. 

I contenitori vanno ri- 
posti nello stesso armadio 
- chiuso a chiave - in cui 
si conservano gli antipa- 
rassitari, meglio se den- 
tro un contenitore a tenu- 
ta stagna (va bene anche 
un sacco di nylon trasparente) con ap- 
plicata sopra un'etichetta che identifichi 
chiaramente il rifiuto (ad esempio «con- 
tenitori di agrofarmaci vuoti e bonifica- 
ti»), in attesa di essere consegnati agli 
enti proposti per lo smaltimento. 

I coltivatori hobbisti non sono tenuti 
allo smaltimento dei contenitori presso 
i centri raccolta autorizzati, ma sareb- 
be comunque opportuno che anch'es- 
si li affidassero a ditte autorizzate (ma- 
gari, visto i bassi quantitativi, associan- 
dosi ad altri produttori e riunendo con- 
tenitori di più anni). Alcune discariche 
comunali accettano due-tre volte l'anno 
anche questo tipo di rifiuti. 

Nel caso di assoluta impossibilità di 
seguire queste indicazioni, i contenitori 
possono essere smaltiti come rifiuti so- 
lidi urbani purché bonificati. 
A. Chiunque venda dei prodotti agri- 
*— * coli (dall' ortofrutta ai cereali, al- 
la legna, ecc.), e gli agricoltori di pro- 
fessione, sono tenuti invece a seguire le 
norme previste per i rifiuti speciali e de- 
vono consegnare almeno una volta l'an- 
no, presso una ditta autorizzata, i rifiu- 
ti derivanti dall'attività agricola: con- 
tenitori vuoti di fitofarmaci, plastiche, 
oli esausti, farmaci per veterinaria, bat- 
terie, ecc. 

I DANNI CAUSATI 
DA UN IMPIEGO ERRATO 
DEGLI ANTIPARASSITARI 

Come abbiamo già detto, l'utilizzo 
degli antiparassitari prevede alcune at- 
tenzioni. Tuttavia, a volte può succede- 
re che qualcosa sfugga; può trattarsi di 
una disattenzione o della impossibili- 
tà di evitare le ore calde, ed ecco che le 
nostre piante possono subire dei danni 
provocati dai prodotti impiegati: è ciò 
che i tecnici chiamano «fitotossicità». 

Come si riconoscono? La tossici- 
tà da prodotto («ustione») compare di 
solito poco tempo dopo il trattamento, 
sotto forma di arricciamenti fogliari o 
ustioni vere e proprie, più evidenti nel- 
le parti della pianta esposte al sole e in 
corrispondenza delle foglie o dei frutti 
più esterni, e dunque maggiormente in- 
teressati dal trattamento. 

Nei casi più gravi le piante tendono 
a seccarsi partendo dalle parti più alte; 
anche le radici possono essere ustiona- 



VITA IN CAMPAGNA 9/2010 



37 



FRITTKTO - VIGNETO E CANTINA 



La taratura e la calibratura (prova «in bianco») delle attrezzature per i trattamenti 








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Quando sì acquista un 'attrezzatura per i trattamenti andrebbe effet- 
tuata la taratura della macchina; lo stesso occorre fare dopo qual- 
che anno di utilizzo. Cosa significa? Vuol dire che vanno controllati 
ed eventualmente sostituiti gli ugelli, se le gocce prodotte sono trop- 
po grosse o la distribuzione non è ottimale. Va verificato anche che gli 
eventuali manometri forniscano indicazioni esatte. Infine sì passa alla 
calibratura, chiamata anche «prova in bianco», che serve per con- 
trollare la quantità di acqua distribuita sulla superficie da trattare e, di 
conseguenza, permette di rispettare le dosi a ettaro dei prodotti. 
La vera taratura in campo richiederebbe calcoli difficili e spiegazioni 
molto più dettagliate; qui di seguito vi indichiamo un metodo sem- 
plice ma funzionale. 

Riempite la vostra attrezzatura per la distri- 
3 I buzione di antiparassitari, qualsiasi essa sia, con 

dell 'acqua pulita (1), e trattate una porzione, per esempio 
10 metri lineari, della vostra coltura (2). 

Riempite nuovamente di acqua il serbatoio dell'attrezzatura uti- 
lizzando un secchio graduato (3) e controllate poi quanta acqua 
avete utilizzato (4). 

Se i 10 metri trattati sono, per esempio, di un filare di viti alto 2 
metri (per trattare il quale, come indicato nella precedente punta- 
ta, sono necessari 1.000 litri di acqua a ettaro), se la distanza tra un fi- 
lare e l'altro è di 2,5 metri, se le viti sono piantate ad 1 metro l'una dall'altra e sono stati utilizzati 4 
litri d'acqua vuol dire che per trattare un ettaro occorreranno 1.600 litri d'acqua. 
Come sì è arrivati a questo risultato? 

E presto detto: metri 2,5 x 1 è la superficie coperta da una vite, quindi 2,5 me- 
tri quadrati; su un ettaro (10.000 metri quadrati) ci stanno dunque 4.000 viti 
(10.000 : 2,5 = 4.000); se sono stati utilizzati 4 litri d'acqua per 10 metri li- 
neari di vigneto significa che con quei 4 litri sono stati trattati 25 metri qua- 
drati di superfìcie (metri 2,5 x 10 = 25 metri quadrati). Partendo da que- 
sti dati si applica la proporzione 10. 000 : 25 =x : 4 (dove x indica i litri di 
acqua per ettaro); si prosegue con il calcolo x = 10.000 x 4 ottenendo co- 
me risultato 1.600. 25 
Questi sono i litri di miscela antiparassitaria occorrenti per ettaro. 
A questo punto è necessario ritarare l'attrezzatura perché l'acqua utilizzata è 
troppa (1.600 anziché 1.000 litri) e poi ripetere la prova, fino a quando per trattare 
10 metri di filare sì consumeranno 2,5 litri di acqua; nel caso di attrezzature manuali ma anche degli altri tipi di attrez- 
zature sì tratterà dì ridurre la pressione. Importante è anche non aumentare oltre i 5 km orari la velocità di avanzamen- 
to della macchina o dell'operatore a piedi. 





te, specialmente dai concimi, soprattut- 
to quelli azotati. 

Che cosa fare? Anche se nella mag- 
gior parte dei casi è meglio non fare 
nulla per non aggravare la situazione, 
un sopralluogo da parte di un tecnico 
esperto è la miglior soluzione. Infat- 
ti solo individuando bene la causa del- 
la fitotossicità si può intervenire in mo- 
do tale da limitare i danni. 

Una concimazione azotata può esse- 
re attenuata con abbondanti irrigazioni; 
un eccesso di prodotto fogliare - nel ca- 
so ci si accorga dell'errore prima della 
comparsa dei sintomi - si può mitigare 
lavando abbondantemente con acqua la 
parte interessata. 

/\ Quando invece i sintomi della scot- 
^— ^ tatura sono ormai evidenti è me- 
glio non far nulla fino a quando gli stes- 
si si stabilizzano e smettono di peggio- 
rare. A questo punto si può intervenire 
con prodotti «ricostituenti», come per 



esempio estratti di propoli, alghe, ecc. 
senza mai far mancare l'acqua, ma an- 
che senza eccedere; infatti quando l'ap- 




/ danni da tossicità di un prodotto anti- 
parassitario si manifestano generalmen- 
te sotto forma di «ustioni», che compaio- 
no poco tempo dopo il trattamento e so- 
no più evidenti nelle parti della pianta 
esposte al sole, cioè sulle foglie o sui 
frutti più esterni 



parato fogliare è in parte compromes- 
so, la pianta traspira di meno e quindi le 
esigenze d'acqua diminuiscono. 

Prodotti ricostituenti, da impiegare 
alle dosi indicate in etichetta, sono ad 
esempio: Glucos P (Usa), Energia (fil- 
ler), Cifounic (Cifo), Probios A e Pro- 
bios B (Xeda Italia), Propol Fit (Linea 
Natura), ecc. 

Alessio Giacopini 

Puntate pubblicate. 

• Piccola guida all'impiego dei prodotti 
antiparassitari: impariamo a conoscerli 
(n. 6/2010). 

• Piccola guida all'uso degli antiparas- 
sitari: la preparazione delle miscele (n. 
7-8/2010). 

• Piccola guida all'uso degli antiparas- 
sitari: l'esecuzione dei trattamenti (n. 
9/2010). 

Fine 



38 



VITA IN CAMPAGNA 9/201(1 




V i 






ai 










^G 



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FRUTTETO - VIGNETO E CANTINA 



La determinazione del contenuto 
zuccherino delle uve e dei mosti 

In vista della vendemmia è indispensabile controllare la maturazione dell'uva attraverso 

l'evoluzione del tenore zuccherino, che aumenta man mano che progredisce la maturazione stessa. 

Al momento della vinificazione, poi, la determinazione del contenuto in zuccheri del mosto consente 

di prevedere il grado alcolico del prodotto finito e costituisce un mezzo per controllare l'evolversi 

della fermentazione. La misurazione del grado zuccherino si può egevolmente effettuare 

con alcuni semplici strumenti: i mostimetri (o densimetri) e i rifrattometri 



In prossimità della vendemmia e du- 
rante la fermentazione del mosto è im- 
portante controllare la gradazione zuc- 
cherina: prima della fermentazione con- 
sente di valutare la gradazione alcolica 
potenziale che avrà il vino e, successiva- 
mente, permette di controllare l'anda- 
mento della fermentazione alcolica con- 
sentente di intervenire in caso di rallen- 
tamenti o arresti fermentativi. 

La quantità di zuccheri presenti nel- 
l'uva e nei mosti può essere determinata 
per via chimica o per via fisica. La determi- 
nazione per via chimica (analisi) richiede 
personale addestrato ed è impiegata nel- 
le cantine commerciali e nei laboratori. 
Nelle piccole cantine a conduzione 
familiare si impiega per semplicità la de- 
terminazione per via fisica impiegando 
due diversi tipi di strumenti: i mostime- 
tri (o densimetii), il cui funzionamento è 
basato sul principio di Archimede, ovve- 
ro sulla spinta verso l'alto che un corpo 
riceve quando è immerso in un liquido, 
e i rifrattometri, il cui funzionamento è 
basato sul principio della rifrazione della 
luce, cioè la deviazione del percorso su- 
bita dalla luce quando questa passa da un 
mezzo meno denso a uno più denso. 

Questi strumenti misurano con una 
sufficiente approssimazione il quantitati- 
vo di zucchero contenuto nel mosto pri- 
ma della sua fermentazione e di conse- 
guenza consentono di prevederne il grado 
alcolico dopo la fermentazione. Ogni 
paese con tradizioni viticole adotta unità 
di misura diverse. Le più diffuse sono: 
Babo, Oechsle, Brix e Baumé [1]. 

La determinazione degli zuccheri re- 



ifi 




ai 







Idi 



I 



• 



I-In commercio sono reperibili mostime- 
tri Babo di varie dimensioni: tascabili 
senza termometro (a); a scala corta senza 
termometro (b); a scala lunga (e); a sca- 
la lunga con termometro (d) 

sidui del vino (zuccheri non fermente- 
scibili ed eventuali tracce di fruttosio e 
glucosio) deve invece essere eseguita 
per via chimica. 

I MOSTIMETRI (O DENSIMETRI) 

Questi strumenti sono costituiti, nella 
parie inferiore, da un galleggiante di ve- 
tro zavorrato con piombo che consente ai 
densimetri di galleggiare verticalmente, 
e, nella patte superiore, da una scala gra- 
duata; inoltre possono essere muniti di un 



15 



M 




2-Si noti la differenza di lunghezza della scala di lettura tra un 
mostimetro a scala lunga e uno tascabile. La lettura con un 
mostimetro a scala lunga è facile e precisa (3), mentre con un 
densimetro a scala corta è difficoltosa e poco precisa (4). Con 
un mostimetro tascabile la lettura è molto imprecisa, con pos- 
sibilità di errore superiori a 1-2 gradi zuccherini (5) 



termometro. Generalmente dietro alla 
scala graduata è specificato il modello 
(Babo, Oechsle, ecc.) e la temperatura di 
taratura. Quando la temperatura è mag- 
giore o minore rispetto alla taratura del 
densimetro si deve eseguire la correzione 
del valore rilevato. 

Esistono in commercio vari tipi di 
mostimetri, ma vi consigliamo di utiliz- 
zare il Babo o l' Oechsle. Il Babo è quel- 
lo più in uso nel nostro Paese, mentre 
F Oechsle è impiegato solo in alcune re- 
gioni del Nord Italia. Entrambi i mosti- 
metri si possono acquistare presso i ne- 
gozi specializzati, quelli di ferramenta, 
le rivendite agrarie, ecc. e il loro prezzo 
varia da 6 a 15 euro. 

Il mostimetro Babo 

Il mostimetro Babo è stato sviluppa- 
to da William Babo, direttore della Scuo- 
la di viticoltura ed enologia di Kloster- 
neugurg (Vienna) partendo dal saccaro- 
metro Balling. 

H mostimetro Babo è tarato solitamen- 
te a una temperatura di 15 °C oppure di 
17,5 °C (vedi foto 6 e tabelle di pag. 41). 

Per determinare la gradazione alcoli- 
ca potenziale del vino è possibile impie- 
gare un semplice calcolo approssimati- 
vo e cioè: 

- quando la misurazione dà come risulta- 
to circa 15 °Babo, moltiplicare per 0,65; 

- quando la misurazione dà come risulta- 
to chea 20 °Babo, moltiplicare per 0,68; 

- quando la misurazione dà come risulta- 
to circa 24 °Babo, moltiplicare per 0,70. 

Per esempio: in un mosto che, alla mi- 
surazione del grado zuccherino, avesse 15 
°Babo la gradazione alcolica probabile del 
vino sarà cioè di 9,7 °alcol, calcolata con 
la seguente operazione: 15 x 0,65 = 9,7. 

In alternativa, e più velocemente, per 
avere un'idea del possibile grado alcoli- 
co, partendo dal grado zuccherino, si può 
ricorrere alla tabella riportata a pag. 43. 

Il mostimetro Oechsle 

Il mostimetro Oechsle (°Oe) è stato 
ideato da Christian Ferdinand Oechsle 
ed è impiegato nell'enologia svizzera, 



40 



VITA IN CAMPAGNA 9/2010 



FRUTTETO - VIGNETO E CANI INA 



tedesca e in Alto Adige. 

Lo strumento è calibrato alla tempe- 
ratura di 17,5 °C; per ottenere la grada- 
zione alcolica probabile del vino biso- 
gna eseguire un calcolo approssimati- 
vo e cioè: 

- quando la misurazione dà come risulta- 
to circa 70 °Oe, moltiplicare per 0,135; 

- quando la misurazione dà come risulta- 
to circa 85 °Oe, moltiplicare per 0,137; 

- quando la misurazione dà come risulta- 
to circa 100 °Oe, moltiplicare per 0,140. 

Per esempio: in un mosto che, al- 
la misurazione del grado zuccherino, 
avesse 72,0 °Oe la gradazione alcoli- 
ca probabile del vino sarà di 9,7 "alcol, 
calcolata con la seguente operazione: 
72,0x0,135 = 9,7. 

In alternativa, e più velocemente, per 
avere un'idea del possibile grado alcoli- 
co, partendo dal grado zuccherino, si può 
ricorrere alla tabella riportata a pag. 43. 

L'USO DEI MOSTIMETRI 
E L'ESECUZIONE DELLA LETTURA 

Per un corretto impiego tutti i mosti- 
metri devono essere puliti e asciutti. Im- 
mersi nel mosto gli strumenti devono re- 
stare perfettamente verticali e occupare 
la parte centrale del cilindro senza ade- 
rire alla parete dello stesso. 

Come contenitori per la misurazione 
occorre impiegare cilindri (vedi foto 7) 
aventi un diametro almeno doppio di 
quello del galleggiante in modo che il 
mostimetro possa galleggiare libera- 
mente; l'altezza del cilindro deve inoltre 
essere superiore a quella del mostimetro 
in modo che quest'ultimo non tocchi il 
fondo (vedi foto 8). 

Prima dell'impiego si consiglia di 
controllare l'esattezza del mostimetro 
immergendolo in acqua alla temperatura 
di taratura (la sequenza fotografica della 
pagina successiva ritrae un mostimetro 
Babo, ma il procedimento è lo stesso per 



Mostimetro Babo di Klosterneuburg + 15° C. 



<" BABO DI KLOSTERNEUBURG a US 5 ^ 



^-Controllate la temperatura dì taratura del mo- 
stimetro riportata sull 'asticella (vedi frecce): se 
la temperatura del mosto è diversa, è necessario 
correggere il risultato della misurazione attra- 
verso le apposite tabelle di conversione. I-Come 
contenitore per la misurazione si consiglia di 
impiegare un apposito cilindro di plastica tra- 
sparente (a). Talvolta viene impiegata la custo- 
dia del mostimetro (b) ma questa seconda solu- 
zione è sconsigliata perché la custodia è troppo 
aderente al densimetro e ciò altera la lettura 




tutti i tipi di mostimetro). Il punto di gal- 
leggiamento deve corrispondere allo 
«0» sulla scala di lettura (vedi foto 9). Se 
non coincide significa che la striscia di 
carta che si trova all'interno dell'asta si 
è staccata o che la temperatura dell'ac- 
qua non è quella indicata nella taratura 
dello strumento. 




S-Fate sempre in modo che il mostimetro 
non tocchi il fondo del cilindro 



Al momento dell'uso il cilindro deve 
essere posto su piano orizzontale e ben 
illuminato (vedi foto 10). 

Ecco come procedere per l'esecuzio- 
ne della lettura. 

- Si versa il mosto o il mosto-vino nel 
cilindro, togliendo le parti solide (pezzi 
di buccia, polpa, ecc.) con un piccolo 
colino. Nel caso in cui si voglia invece 
determinare il grado zuccherino del- 
l'uva si schiacciano grappoli interi, par- 
ti di grappolo o acini fino a ottenere la 
quantità di mosto necessaria. 

- Prima di immergere il mostimetro bi- 
sogna attendere che siano scomparse le 
bolle d'aria e la schiuma prodotte ver- 
sando il mosto nel cilindro. 

- Quando si impiegano cilindri dotati di 
«becco» (vedi foto 9) il livello del mosto, 
una volta immerso lo strumento, deve es- 
sere 2-3 centimetri sotto il bordo; se si 
impiegano cilindri senza il «becco» li si 
riempie fino al bordo in modo che il mo- 
sto trabocchi con l'immersione dello 
strumento e il punto di lettura dell'asta 
rimanga fuori dal bordo. 

- Il mostimetro va immerso nel cilindro 



Mostimetro Babo tarato a 15 °C 


Correzioni da apportare al grado Babo dei mosti 


letto a temperature diverse da quella di taratura 


Togliere 


Aggiungere 


Temperatura 


Correzione 


Temperatura 


Correzione 






16 °C 


+ 0,0 






18 °C 


+ 0,1 






20 °C 


+ 0,2 






22 °C 


+ 0,4 


6°C 


-0,4 


24 °C 


+ 0,5 


8°C 


-0,3 


26 °C 


+ 0,6 


10 °C 


-0,2 


28 °C 


+ 0,7 


12 °C 


-0,1 


30 °C 


+ 0,9 


14 °C 


-0,0 


32 °C 


+ 1,0 


15 °C 


-0,0 


34 °C 


+ 1,1 


Ad esempio: gradazione Babo: 18,2; temperatura: 24 °C; fattore di 


correzione: +0,5. Gradazione Babo corretta: 18,2 + 0,5= 18,7. 



Mostimetro Babo tarato a 17,5 °C 

Correzioni da apportare al grado Babo dei mosti 
letto a temperature diverse da quella di taratura 


Togliere 


Aggiungere 


Temperatura 


Correzione 


Temperatura 


Correzione 


6°C 

8°C 
10 °C 
12 °C 

14 °C 

15 °C 

16 °C 

17 °C 


-0,7 
-0,6 
-0,5 
-0,4 
-0,3 
-0,2 
-0,1 
-0,0 


18 °C 
20 °C 
22 °C 
24 °C 
26 °C 
28 °C 
30 °C 
32 °C 
34 °C 


+ 0,0 
+ 0,1 
+ 0,2 
+ 0,4 
+ 0,5 
+ 0,6 
+ 0,7 
+ 0.9 
+ 1,0 


Ad esempio: gradazione Babo: 18,2; temperatura: 24 °C; fattore di 
correzione: +0,4. Gradazione Babo corretta: 18,2 + 0,4= 18,6. 



VITA IN CAMPAGNA 9/2010 



41 



FRUTTETO - VIGNETO E CANTINA 







' 





LEGGERE ALLA 


SOMMITÀ 


DEL MENISCO 


;i3| 







|10J 

Impiego del mostimetro Babo. 9-Prima dell'impiego controllate l'esattezza del mosti- 
metro immergendolo in acqua alla temperatura di taratura. Il punto di galleggiamento 
deve corrispondere allo «0» sulla scala di lettura. 10-// cilindro deve essere perfettamen- 
te verticale per evitare che il mostimetro venga a contatto con la parete del contenitore: in tal caso risulterebbe alterata la lettura. 
Questo accade specialmente quando, al posto dell'apposito cilindro, come contenitore del mosto sì impiega la custodia. 11-Nel- 
l 'eseguire la misurazione immergete nel mosto il mostimetro asciutto, lentamente, accompagnandolo fino al punto di galleggiamen- 
to. 12-La lettura della gradazione zuccherina viene eseguita a livello del liquido (a); in alcuni mostimetri si esegue sulla sommità 
di aderenza del liquido («menisco») (b). 13-In quest'ultimo caso l'indicazione viene data chiaramente sullo strumento 



con cautela e va accompagnato in modo 
che affondi dolcemente (vedi foto 11) e 
rimanga fermo in verticale dopo alcune 
oscillazioni di assestamento. 

- La lettura si esegue portando lo sguar- 
do al livello del liquido e leggendo nel 
punto giusto di affioramento. In alcuni 
mostimetri (vedi foto 12) la lettura va 
eseguita alla sommità di aderenza del li- 
quido («menisco»); in questo caso l'in- 
dicazione viene data chiaramente sul re- 
stio della scala di lettura dello strumen- 
to (vedi foto 13). 

- Una volta eseguita la lettura della den- 
sità occorre controllare la temperatura 
del mosto attraverso il termometro inse- 
rito nel galleggiante, o con un normale 
termometro, per effettuare eventuali cor- 
rezioni alla lettura stessa mediante le ta- 
belle di correzione fornite con lo stru- 
mento; per il mostimetro Babo sono ri- 
portate apag. 41. 

IL RIFRATTOMETRO MANUALE 

Il rifrattometro è uno strumento for- 
mato da un tubo metallico o in plastica 
che porta a una estremità un oculare e 
all'altra un prisma. L'oculare (vedi foto 
A, indicato con la lettera e) serve a leg- 
gere il valore che si ottiene dalla rifra- 
zione della luce deviata dal contenuto 
dello zucchero o da altre sostanze di- 
sciolte nel liquido (alcol, acidi, sali, 
ecc.) del mosto posto tra il prisma e la 
piastrina di copertura. 

Il valore letto è l'indice di rifrazione 
di un liquido ed è proporzionale alla sua 
concentrazione (aumenta con l'aumen- 
tare della concentrazione zuccherina). 

Il principio della rifrazione della luce 



che sta alla base del funzionamento del 
rifrattometro si può spiegare con questo 
semplicissimo esperimento: se si immer- 
ge una parte di un bastoncino in un sec- 
chio d'acqua la parte immersa nel liquido 
sembrerà inclinata rispetto all'asse della 
paite non immersa. Sostituendo l'acqua 
con una soluzione salina o zuccherina e 
aumentando la concentrazione del sale o 
dello zucchero la sensazione visiva di in- 
clinazione del bastoncino sarà maggiore. 

Il rifrattometro consente di determi- 
nare in modo semplice, rapido e con una 
buona precisione la percentuale di zuc- 
chero presente nei liquidi. Le scale (uni- 
tà di misura) maggiormente impiegate 
solo la Brix, la Babo e la Oechsle [1]. 

I rifrattometri si acquistano presso ne- 
gozi specializzati, rivendite agrarie, fer- 
ramenta, ecc. e il loro prezzo varia dai 70 
agli 800 euro per i modelli elettronici. 

COME SI IMPIEGA 
IL RIFRATTOMETRO 

Al momento dell'impiego il rifratto- 
metro deve essere pulito e asciutto e deve 
essere stato conservato a temperatura am- 
biente. Si raccomanda di non esporlo per 
lunghi periodi di tempo al sole (cruscotto 
dell'automobile, finestra, ecc.) perché le 
letture eseguite risulterebbero errate. Una 
temperatura del prisma (vedi foto A - 
punto a) troppo elevata altera quella del- 
la goccia di mosto e di conseguenza la 
lettura della gradazione zuccherina. 

Messa a fuoco. Bisogna dirigere lo 
strumento verso la luce piena del giorno 
e guardare nell'oculare regolando l'anel- 
lo delle diottrie per mettere a fuoco la 
scala graduata. 



«Regolazione dello zero». Per questa 
operazione si deve sollevare la piastrina 
di copertura, mettere un paio di gocce di 
acqua distillata sul prisma, richiudere e 
premere leggermente. Occorre poi ri- 
muovere il cappuccio protettivo della vi- 
te di taratura e agire, con il cacciavite in 
dotazione, sulla vite stessa (vedi foto B), 
fino a che la linea di divisione tra il cam- 
po chiaro e il campo scuro nell'oculare 




A-Le parti che costituiscono il rifratto- 
metro: a-prisma; b-piastrina di coper- 
tura; c-vite per la taratura; d-tubo ri- 
flettente; c-oculare con anello per la re- 
golazione delle diottrie 




Ji-La vite di taratura seme per azzerare 
lo strumento. La «regolazione dello ze- 
ro» si esegue ad inizio vendemmia o 
quando, poste una o due gocce di acqua 
distillata tra il prisma e la piastrina di 
copertura, la divisione tra la zona chia- 
ra e scura non coincide con lo zero 



42 



VITA IN CAMPAGNA 9/2010 



FRUTTETO 



coincida con lo zero sulla scala graduata. 
Questa operazione viene generalmente 
eseguita una volta alla settimana o quan- 
do si hanno variazioni di temperatura. 

Misurazione. Una volta tarato lo stru- 
mento si può procedere alla misurazio- 
ne che consiste nel: sollevare la piastrina 
di copertura e pulire la superficie del pri- 
sma con un panno soffice o un fazzolet- 
to di carta; mettere sul prisma un paio di 
gocce di succo o di mosto (vedi foto C); 
richiudere la piastrina premendo legger- 
mente; portare lo strumento all'occhio 
(vedi foto D) e individuare, attraverso 
l'oculare, la linea di separazione del set- 
tore scuro (campo scuro nella parte su- 
periore) da quello iridescente illuminato 
(campo chiaro nella parte inferiore) (ve- 
di foto E); leggere sulla scala graduata il 
valore rilevato e annotarlo. 

Dopo la misurazione si raccomanda 
di pulire con una garza inumidita la su- 
perficie del prisma e la copertura. 

Avvertenze. Per un impiego corretto 
dello strumento occorre rispettare alcu- 
ne regole. 

1) La «regolazione dello zero» e le 
successive misurazioni dovrebbero es- 
sere effettuate con la stessa temperatura 
o con scarti di pochi gradi. Nel caso il ri- 
frattometro sia rimasto esposto al sole è 
necessario attendere che la temperatura 
dello strumento diminuisca. 

2) Non usare acqua per pulire lo stru- 
mento: potrebbe penetrare all'interno 
del tubo riflettente danneggiandolo. 

3) Maneggiare e custodire il rifratto- 
metro con la massima cura: le proprietà 
ottiche dello strumento non subiranno 
cambiamenti con il tempo. 

4) Non impugnare lo strumento dalla 
parte del prisma (indicato con la lettera 
a nella foto A di pag. 42). 

5) Non lasciare il rifrattometro al so- 
le o vicino a sorgenti di calore. La tem- 
peratura del prisma deve essere pari a 
quella ambientale o di taratura. 

Compensazione della temperatu- 
ra. La temperatura di riferimento è 20 
°C. Usando il rifrattometro si dovrebbe 
far ricorso alla compensazione di tem- 
peratura seguendo le indicazioni di 
un'apposita tabella di correzione. 

Alcuni modelli sono dotati di una 
funzione automatica per la compensa- 
zione della temperatura e non richiedo- 
no l'uso della tabella di correzione. 

QUANDO UTILIZZARE 

IL MOSTIMETRO 
O IL RIFRATTOMETRO 

Il rifrattometro è il classico strumen- 
to di campagna: è di facile impiego, ri- 
chiede poco mosto per eseguire la lettura 
(una-due gocce), si pulisce facilmente, è 
infrangibile ed è comodo da trasportare. 




Impiego del rifrattometro. C-Lasciate 
cadere una o due gocce del succo di un 
acino d'uva o dì mosto tra il prisma e la 
piastrina. D-Portate all'occhio lo stru- 
mento ponendolo contro luce. E-Lo stru- 
mento ha inserite all'interno tre scale: a 
sinistra la scritta «% maS sacch» indica i 
gradi Brix; in alto la scritta «°Oe» indica 
i Oechsle e a destra la scritta «°KMW Ba- 
bo» indica la gradazione Babo. Effettuate 
la lettura rilevando il valore sulla linea di 
separazione tra zona scura e chiara: in 
questo caso 12,6 °Babo 

Nel caso delle piccole aziende azien- 
da (esistono rifrattometri da banco mol- 
to costosi che determinano la gradazio- 
ne alcolica dal distillato) si può utiliz- 
zare solamente con il mosto perché se 
viene impiegato durante la fermentazio- 
ne alcolica dà un misurazione errata (la 
presenza dell'alcool altera la lettura fa- 
cendola aumentare). 

I densimetri hanno una precisione 
migliore dei rifrattometri manuali ma ri- 






Tabella di compari 
tra gradazione zucc 
e gradazione alcolica 


izione 

herina 

probabile 


Gradazione zuccherina 


Gradazione 

alcolica 

probabile 


Gradi 
Brix 


Gradi 
Babo 


Gradi 
Oechsle 


17,90 


15.40J 


73,70 


10,00 


18,20 


15,70 


75,00 


10,20 


18,50 


16,00 


76,30 


10,40 


18,80 


16,20 


77,70 


10,60 


19,10 


16,50 


79,00 


10,80 


19,40 


16,70 


80,30 


11,00 


19,70 


17,00 


81,70 


11,20 


20,00 


17,30 


83,00 


11,40 


20,30 


17,50 


84,30 


11,60 


20,50 


17,70 


85,20 


11,80 


20,80 


17,90 


86,60 


12,00 


21,10 


18,20 


87,90 


12,20 


21,40 


18,50 


89,30 


12,40 


21,70 


18,70 


90,60 


12,60 


22,00 


19,00 


92,00 


12,80 


22,30 


19,20 


93,30 


13,00 


22,60 


19,50 


94,70 


13,20 


Ad esempio: un mosto di 20 °Brix darà ori- 
gine ad un vino di 1 1 ,4 gradi alcolici. 




chiedono una quantità di liquido elevata 
(da 100 a 500 millilitri); sono fragili ma 
hanno un costo di acquisto basso. 

Sono strumenti indispensabili in can- 
tina per controllare l'andamento del- 
la maturazione, conoscere la gradazio- 
ne alcolica potenziale del mosto e se- 
guire l'andamento della fermentazio- 
ne stessa. 

Giuseppe Carcereri de Prati 

[1] Il grado Babo (°Babo) è attualmen- 
te l'unità di misura impiegata in Italia: 

I °Babo misurato dal mostimetro corri- 
sponde approssimativamente a 10 gram- 
mi di zucchero d'uva (glucosio e frutta- 
sio) in 1 .000 grammi di mosto. 

II grado Oechsle (°Oe) è definito come 
l'aumento del peso di 1.000 millilitri di 
mosto a partire da 1 grammo; un litro di 
mosto con 75 °Oe pesa così 1 .075 gram- 
mi: (1,075 x 1.000) - 1 .000 = 75 °Oe. È 
una scala in uso nei Paesi del Nord Eu- 
ropa e in Alto Adige. 

Il grado Brix (°Brix) indica la percentua- 
le di saccarosio presente in un litro solu- 
zione zuccherina. È l'unità di riferimen- 
to della Comunità Europea e l'unità di 
misura impiegata anche dai rifrattometri. 
Il grado Baumé (°Bé) indica la percen- 
tuale di cloruro di sodio (sale da cucina) 
presente in un litro di acqua. Per una pu- 
ra coincidenza il grado Baumé del mo- 
sto, tra gli 8° e i 12°, corrisponde alla 
quantità di alcol presente nel vino a fi- 
ne fermentazione. È impiegato nei Paesi 
mediterranei, specialmente in Francia, e 
per la misurazione della densità dei mo- 
sti concentrati. 



VITA IN CAMPAGNA 9/2010 



43 



I RU T I ETO - VIGNETO E CANTINA 



Risposte ai lettori 

INFORMAZIONI 
SULL'«OLIVO BIANCO» 

Nella scuola dove insegno hanno re- 
centemente piantato alcuni alberi di olivo 
bianco. Nel nostro comune esìste un albe- 
ro secolare di olivo bianco, l'unico rima- 
sto in Lucchesia, da cui i vivaisti dì Pescia 
(Pistoia) hanno prelevato delle talee per 
produrre piantine e diffondere questa va- 
rietà dimenticata. Mi è stato detto che 
questo olivo è stato coltivato nella Pieve 
a Elici (nel comune di Massarosa, in pro- 
vincia di Lucca) dai monaci che vi abita- 
rono e che per primi introdussero l'olivo 
al posto dei boschi di lecci. Da mie ricer- 
che in Internet ho trovato che esistono dei 
coltivatori toscani che producono olio 
monovarietale di olivo bianco. 

Potete fornirmi qualche altra infor- 
mazione sull'olivo bianco? 

Giancarlo Righini 
Bozzano (Lucca) 

Il termine «olivo bianco» genera con- 
fusione in quanto con questo nome si in- 
tendono più cose. 

Ci sono infatti alcune varietà di olivo 
locali, per esempio in Toscana, chiamate 
«olivo bianco» ed «olivo nero», che però 
hanno, tutte e due, olive pigmentate nor- 
malmente. In questo caso il termine «oli- 
vo bianco» è solo una denominazione va- 
rietale locale, di antica origine. Con que- 
ste varietà sono stati fatti anche oli mono- 
varietali. Poi ci sono olivi che producono 
frutti effettivamente privi di pigmenta- 
zione, che a maturità sono quasi bianchi. 
Questi olivi, molto rari, vengono definiti 
«leucocarpa» e si trovano in diverse zo- 
ne d'Italia (Toscana, Puglia, Sicilia). Di 
leucocarpa esistono più varietà, che quin- 
di hanno caratteristiche diverse. 

Bisogna quindi capire se gli alberi 
piantati nella scuola e quello secolare 
nel comune del lettore sono dei leuco- 
caipa o semplici varietà locali. La verifi- 
ca del colore dei frutti renderà facile la 
distinzione. (Adolfo Rosati) 



LA PRECOCE CADUTA 

DEGLI ACINI D'UVA 

PUÒ AVERE DIVERSE CAUSE 

Dispongo dì un filare di viti di diver- 
se varietà. Le piante sono sane e rigo- 
gliose ma producono poca uva anche a 
causa di uno strano fenomento che non 
comprendo. In primavera quando i grap- 
poli raggiungono la lunghezza di circa 
10 cm con acini di 1-2 mm, una parte di 
essi va persa: gli acini non si sviluppa- 
no, si staccano e cadono lasciando il ra- 
spo nudo. Il tralcio che porta i raspi è vi- 
vo e sano, come pure la pianta. Si tratta 
di una forma di selezione naturale? I 
grappoli si trovano troppo in ombra? 
Come spiegate questo fenomeno? 

Rino Scariot 
Soresina (Cremona) 

La cascola (caduta a terra) degli acini 
può essere imputabile ad una predisposi- 
zione genetica del vitigno, ad un attacco di 
peronospora larvata (che si verifica a cari- 
co degli acini), ad una carenza di boro o ad 
un eccessivo rigoglio vegetativo. 

Nel caso specifico sottopostoci dal let- 
tore, siccome il problema interessa un fi- 
lare nel quale sono presenti differenti vi- 
tigni, è eia escludere la causa genetica, 
così come può essere escluso l 'attacco di 
peronospora, dal momento che il feno- 
meno pare manifestarsi tutti gli anni. 

Si consiglia quindi di verificare, tra- 
mite analisi, il contenuto di boro nel ter- 
reno e nella pianta, intervenendo con 




La cascola preco- 
ce degli acini d'uva 
è spesso riconduci- 
bile ad un 'insuffi- 
ciente disponibilità 
di boro, microele- 
mento importantis- 
simo per la fecon- 
dazione dei fiori 



concimazioni fogliari specifiche qualo- 
ra emerga un'insufficienza di questo ele- 
mento, importantissimo per il processo di 
fecondazione. 

In questo caso si consigliano due inter- 
venti, uno 10 giorni prima della fioritura e 
uno 10 giorni dopo la fioritura, eseguiti 
con concimi fogliari in grado di apportare 
100 grammi di boro chelato per ettaro per 
ciascun intervento. Nei casi più gravi può 
essere previsto un terzo intervento a di- 
stanza di 10 giorni dal secondo. 

Per limitare la cascola, si deve inoltre 
cercare di contenere la competizione 
esercitata dai germogli in forte accre- 
scimento nei confronti dell'allegagione; 
questo obiettivo si ottiene non ecceden- 
do con gli apporti azotati, puntando, ove 
possibile, sull'inerbimento dell' interfi- 
larc e lasciando con la potatura un cari- 
co di gemme adeguato alle potenzialità 
produttive della pianta. La competizione 
dei germogli nei confronti dei grappoli 
può essere attenuata anche eseguendo 
una lieve cimatura (spuntatura) dei ger- 
mogli stessi ad inizio fioritura, in modo 
da arrestarne temporaneamente l'accre- 
scimento. (Riccardo Castaldi) 




Frutti di olivo «leucocarpa»: rari 

esemplari di olivo a drupa bianca 

si trovano in Toscana, Puglia, Sicilia 



NON SI FA COSI 



Visto in campagna 

jj SI FA COSÌ 




Lubrificazione del torchio a leva per la spremitura dell'uva o la torchiatura 
delle vinacce. Quando la vite, sulla quale scorre il dispositivo «a salterello» 
che tramite la leva comprìme la massa da torchiare, non è lubrificata, il mec- 
canismo, oltre a strìdere fastidiosamente, aumentando l'attrito, richiede mag- 
gior sforzo per l'azionamento. Occorre quindi oliare la vite. Non si fa così: 
usando olio di tipo minerale o sintetico come quello per lubrificare motori e 
trasmissioni dei mezzi meccanici, si rischia dì contaminare la massa da tor- 
chiare con conseguenze negative sulla qualità e sulla salubrità del vino. Si fa 
così: la corretta lubrificazione prevede l'impiego di olio di vaselina specifica- 
mente prodotto per uso enologico perché puro e insapore. Si tratta dello stes- 
so olio utilizzato per la conseivazione del vino nei serbatoi con coperchio gal- 
leggiante, che va impiegato in tal caso con parsimonia. (Maurizio Valer) 



44 



VITA IN CAMPAGNA 9/2010 



LA GIUSTA DOSE DI ZOLFO 
PER PROTEGGERE L'UVA 
DA TAVOLA DALL'OIDIO 

Ne «ì Lavori» di maggio-giugno 2010, 
per i trattamenti contro l'oidio che colpi- 
sce l'uva da tavola avete consigliato una 
dose di 600-800 grammi di zolfo per 100 
litri d'acqua. Questa dose è fortemen- 
te in contrasto con quelle riportate sulle 
etichette dei prodotti e anche nell'inser- 
to staccabile «I prodotti fitosanitari con- 
sigliati per giardino, orto, frutteto e vi- 
gneto», pubblicato sempre nel fascicolo 
«i Lavori» di maggio-giugno 2010 (200- 
500 grammi per 100 litri d'acqua, n.d.r.J. 

Claudio Ubertino Rosso 
Mezzana Mortigliengo (Biella) 

Per l'uva da vino, e nelle situazioni 
di basso e medio rischio di attacchi di 
oidio, si possono utilizzare dosi di zol- 
fo bagnatile più basse (300 grammi per 
100 litri d'acqua, vedi «i Lavori» di mag- 
gio-giugno e luglio-agosto). 

In zone e situazioni ad alto rischio per 
gli attacchi di oidio - e per l'uva da ta- 
vola siamo sempre in condizioni diffì- 
cili poiché con la forma di allevamen- 
to a tendone e con le frequenti irrigazio- 
ni permane per lunghi periodi un'elevata 
umidità favorevole allo sviluppo del fun- 
go - la dose consigliata e indicata sulle 
etichette degli zolfi prodotti dalle prin- 
cipali aziende del settore (ad esempio 
Tiovit Jet della Syngenta) è di 600-800 
grammi per 100 litri di acqua. Ciò è giu- 
stificato anche dal fatto che, com'è no- 
to, per l'uva da tavola non sono ammessi 
danni ai grappoli e alle bacche. 

Confermo pertanto le dosi di 600- 
800 grammi di zolfo bagnabile per 100 
litri di acqua consigliate ne «i Lavori» di 
maggio-giugno e di luglio-agosto 2010. 

©Se il trattamento viene eseguito il 
pomeriggio nelle ore più fresche e 
con l'accortezza di distribuire uniforme- 
mente il prodotto, non vi sono problemi 
di tossicità per l'uva e per la pianta. 

Precisiamo infine che nel supplemen- 
to citato sono state riportate le dosi me- 
die impiegate su tutte le colture per cui 
lo zolfo può essere utilizzato, e non solo 
per la vite. (Mario Colapietra) 



Le particolari 
condizioni 
dì coltivazione 
della vite 
per uva 
da tavola sono 
favorevoli 
alle infezioni 
di oidio 




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ose» 



Il cinipide galligeno del castagno, 
minaccia ancora diffìcile da sconfiggere 

Aggiorniamo qui un argomento di cui abbiamo già parlato nel 2006, in quanto la diffusione di questa 

minaccia del castagno di provenienza cinese sta coinvolgendo altre regioni italiane dopo 

il rilevamento iniziale in Piemonte. Al momento non esistono, purtroppo, sistemi di lotta risolutivi 

e per ridurre i gravi danni occorre intervenire con piani di controllo coordinati a livello territoriale 



Per molti lettori il cinipide gallige- 
no del castagno (Dryocosmus kuriphilus 
Yasumatsu) (1) è un perfetto sconosciuto, 
mentre per altri che risiedono dove sono 
presenti boschi di castagno è una presen- 
za ormai assodata e vistosa, a causa dei 
sintomi molto visibili sulle chiome degli 
alberi nel periodo primaverile-estivo. 

Originario della Cina, l'insetto è sta- 
to rinvenuto in Corea nel 1963, negli 
Stati Uniti nel 1974 e infine in Italia nel 
2002, nella zona di Cuneo. La sua diffu- 
sione in Italia si è estesa e intensificata 
in questi ultimi anni (vedi cartina). 

Quando l'insetto compare in una zona 
nuova si diffonde giustamente preoccupa- 
zione, sia perché si tratta di un problema 
sconosciuto e sia perché colpisce piante 
che forniscono frutto (castagne) e mate- 
riale (legna) molto diffuse nei boschi di 
collina e montagna del nostro Paese. 

Se consideriamo inoltre la schiera 
degli apicoltori, che al castagno sono le- 
gati per la produzione di un miele di ec- 
cellenza, diventa indispensabile forni- 
re indicazioni che permettano di avere 
un quadro della situazione il più 
possibile aggiornato. 

// cinipide è segnalato in Italia 
ormai in tutte le regioni, con 
diffusione che va da qual- 
che caso a una pre- 
senza più numerosa, 
a eccezione della Pu- 
glia e della Basilicata 

2-Galle sviluppate nell'anno (a) 

accanto a galle di colore marrone e foglie 

secche dell'anno precedente (b). 

3-In caso di formazione della galla sul 

germoglio la vegetazione viene 

completamente inglobata e limitata nella 

crescita, determinando problemi anche per 

la fioritura stessa. 4-La formazione della 

galla sulla foglia avviene a livello della 

nervatura centrale. Anche in questo caso si 

ha un arresto dello sviluppo, con lembi 

fogliari di ridotte dimensioni. 4a-La 

fioritura del castagno rende meno evidente 

la radila della chioma, dovuta al minor 

sviluppo delle foglie. Solo avvicinandosi ed 

rami si può notare le presenza del cinipide 


















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// cinipide è un imenottero che raggiun- 
ge una lunghezza di circa 2,5-3 mm. Al 
primo colpo d'occhio assomiglia a una 
piccola vespa dal corpo nero e con le 
zampe color giallo-bruno. 

LE CARATTERISTICHE GALLE 

SEGNALANO 

L'ARRIVO DEL CINIPIDE 

Le piante colpite da questo insetto 
presentano delle caratteristiche «galle» 
(2), ovvero degli ingrossamenti di for- 
ma tondeggiante su foglie o germogli, 
all'interno delle quali si compie il ciclo 
vitale delle larve del parassita. 

Le uova del cinipide hanno infatti bi- 



sogno che i tessuti vegetali si modifichi- 
no per potersi sviluppare in un ambiente 
adatto e protetto fino agli stadi di larva e 
di pupa (il riquadro della pagina seguen- 
te mostra e descrive il ciclo biologico del- 
l'insetto). Le galle causano danni diversi 
a seconda che si sviluppino sui germogli 
(3) o sulle foglie (4): sui germogli il dan- 
no è maggiore e più grave in quanto vie- 
ne pregiudicata la crescita delle giova- 
ni foglie e delle infiorescenze, il che de- 
termina un rallentamento dello sviluppo 
vegetativo (o addirittura il blocco del- 
la formazione dei fiori femminili o de- 
gli amenti maschili necessari per la fe- 
condazione); si assiste in pratica a. un ca- 
lo della vigoria complessiva dovuta al- 
la chioma più diradata (4a) e di conse- 
guenza a una minor efficacia della foto- 
sintesi clorofilliana; se la galla si svilup- 
pa lungo la nervatura centrale delle fo- 
glie il danno è invece molto più lieve. 

La morte della pianta è un evento 
raro e da considerarsi eccezionale, do- 
vuto non solo all'azione del cinipide, ma 
conseguenza di una somma di fattori di 
sofferenza o di altre malattie già presen- 
ti, quali il cancro della corteccia o il mal 




46 



VITA IN CAMPAGNA 9/2010 



CAMPO - BOSCO 



dell'inchiostro. Certamente l'infestazio- 
ne rappresenta un fattore limitante della 
vitalità del castagno, al punto da indur- 
re un forte calo della produzione che, in 
rapporto al numero di galle presenti per 
pianta, varia da un minimo del 35-40% 
fino a raggiungere valori intorno al 60- 
70% nei casi di infestazione massiccia. 

LE MISURE DI EMERGENZA 
STABILITE PER DECRETO 

Data la vastità del problema, che 
coinvolge molte regioni italiane, è stato 
emesso un apposito decreto di lotta ob- 
bligatoria (Decreto ministeriale del 30 
ottobre 2007, pubblicato sulla Gazzetta 
Ufficiale n. 42 del 19 febbraio 2008) de- 
nominato: «Misure d'emergenza prov- 
visorie per impedire la diffusione dei 
cinipide del castagno, Dryocosmus ku- 
riphilus Yasumatsu, nel territorio della 
Repubblica italiana». 

Il decreto non fa altro che sancire il 
divieto di «introdurre, spostare o de- 
tenere nel territorio nazionale esem- 
plari vivi, in qualsiasi stadio di svi- 
luppo dell'organismo e vegetali infe- 
stati dallo stesso». La prima raccoman- 
dazione che ribadiamo è quindi quel- 
la di non scambiare marze, piantine e 
materiale vivaistico in genere, soprat- 
tutto se vi trovate in una zona delimita- 
ta e classificata come area di insedia- 
mento (dove la diffusione dell'organi- 
smo è tale che non si ritiene più possi- 
bile la sua eradicazione). Allo stato at- 
tuale in Italia non ci dovrebbero esse- 
re aree di focolaio (zona in cui si ri- 
tiene ancora possibile l'eradicazione 
dell'organismo), in quanto la diffusio- 
ne è tale che ormai questa prima soglia 
di allarme è da considerarsi superata. 

La delimitazione è predisposta a cu- 
ra dei Servizi fitosanitari delle Regioni 
di appartenenza, ai quali dovete fare ri- 
ferimento per ottenere tutte le informa- 
zioni di maggior dettaglio o semplice- 
mente per segnalare la presenza di que- 
sto organismo. 

LE POSSIBILITÀ DI CONTROLLO 
ALLO STATO DEI FATTI 

Come affrontare la lotta al cinipide del 
castagno? Cosa si può fare? Queste sono 
le domande dei lettori che sono arrivate a 
Vita in Campagna e che ogni singolo pro- 
prietario di un bosco di castagno si è fat- 
to in questi mesi o in questi anni. Sono le 
stesse domande a cui stanno rispondendo 
numerosi tecnici forestali, ricercatori, en- 
tomologi, Enti pubblici (in primis i tecni- 
ci dei servizi fitosanitari regionali) ed En- 
ti di ricerca (Università). 

L'interesse in gioco è duplice, ovve- 
ro di natura privata (interessa e coinvol- 



ge il singolo proprietario del castagne- 
to da cui ricava frutti o legna), ma anche 
di natura pubblica poiché interi versan- 
ti boscati rispondono a funzioni vantag- 
giose per tutti: dalla difesa idrogeologi- 
ca alla tutela del paesaggio, al manteni- 
mento della biodiversità. 

Affrontare il problema cinipide 



senza un'unione di intenti, lasciando 
ai singoli soggetti il compito di interve- 
nire non può portare ad alcun risulta- 
to e ciò per una serie di fattori: 
- è impossibile eseguire trattamenti chi- 
mici contro la femmina prima che questa 
deponga le sue uova in quanto la vasti- 
tà dei boschi e le stesse dimensioni delle 



Compie una generazione all'anno 




// cinipide attacca unicamente il genere Castanea e presenta una sola generazione 
all'anno (vedi il ciclo biologico a pag. 48). Per la deposizione delle uova (che av- 
viene circa dalla meta di giugno) le femmine di questa specie non hanno bisogno 
degli esemplari maschili poiché la riproduzione avviene per «partenogenesi» (si 
tratta di una particolare strategia riproduttiva di animali in cui gli individui hanno 
origine da uova non fecondate). La femmina (A) depone le uova (B) in gruppetti 
di 3-5 all'interno delle gemme, per una capacità totale di 100-200 uova per indi- 
viduo. Dopo circa 40 giorni dalla deposizione delle uova l'insetto raggiunge il suo 
primo stadio larvale, preparandosi a svernare per superare il periodo di freddo. 
Osservando le piante nel lasso di tempo compreso tra ottobre e l'inizio della pri- 
mavera non si notano segni o sintomi della presenza dell 'insetto. Il cinipide si mo- 
stra nei mesi di aprile e maggio, quando si formano le caratteristiche galle, con 
superficie liscia e lucida, inizialmente di color verde chiaro e in seguito rossastre 
(C). Aprendo una galla (D) nel mese di maggio si possono osservare a occhio nu- 
do fino a 2-3 larve (nel particolare foto D) che si stanno evolvendo, attraverso cin- 
que stadi di sviluppo, in pupe, anch 'esse con differenti stadi di sviluppo (E): alla 
fine dì questo periodo avviene la fuoriuscita della femmina adulta. A seconda del- 
l 'andamento climatico, lo sfarfallamento può arrivare a compiersi anche nel mese 
di agosto, soprattutto alle quote maggiori e in località piùfiedde. Le galle a que- 
sto punto permangono sulla pianta con gli evidenti buchi di sfarfallamento (F), 
seccandosi durante l'autunno e rimanendo presenti per tutta la stagione invernale 
e per l'anno successivo. (Niccolò Mapelli) 



VITA IN CAMPAGNA 9/2010 



47 



CAMPO -BOSCO 



piante di castagno rende inefficace qual- 
siasi applicazione; basta, infatti, anche 
una sola pianta non trattata per vanifica- 
re ogni tipo di intervento; 

- irrorazioni di sostanze insetticide in 
presenza di galle non servono a nulla in 
quanto tali sostanze non riescono a pe- 
netrare nei tessuti vegetali fino a colpire 
le larve; inoltre gli eventuali trattamen- 
ti chimici colpirebbero inevitabilmente 
insetti utili quali le api, con danni anco- 
ra maggiori sull'intero ecosistema agro- 
forestale; 

- l'eliminazione manuale delle galle 
dalle giovani piante non è risolutiva, ma 
solo limitativa del fenomeno: basta che 
il castagneto a fianco del vostro non ven- 
ga curato (ammesso che si riesca a sali- 
re in chioma a prelevare le galle) e tutto 
risulterà pressoché inutile. 

UNA RISPOSTA VIENE 

DAL CONTROLLO BIOLOGICO 

CON UN INSETTO ANTAGONISTA 

Viste le poco incoraggianti premesse 
molti di voi si domanderanno ora cosa 
sia possibile fare. Una risposta al mo- 
mento è rappresentata dalla lotta bio- 
logica con l'introduzione di Torymus 
sinensis Kamijo (S), un altro imenotte- 
ro proveniente dalla Cina che è lo spe- 
cifico antagonista del cinipide. Per an- 
tagonista specifico si intende un inset- 
to che per vivere si nutre esclusivamen- 
te del parassita «incriminato» e non di 
altri. Il Torymus sinensis depone le uo- 
va all'interno delle galle formate dal ci- 
nipide; per svilupparsi si nutre delle lar- 
ve dello stesso e a maturità sfarfalla sot- 
to forma di adulto dalle stesse galle. 

Non si possono nascondere, però, le 
difficoltà legate a questa forma di con- 
trollo biologico che sono riconducibili 
ai seguenti aspetti: 

- nei boschi italiani di castagno è arri- 
vato solo il cinipide e non il suo anta- 



gonista; trovando condizioni ottimali e 
nessun fattore limitante il cinipide si è 
moltiplicato e si sta diffondendo in ma- 
niera veloce e massiccia; 
- la diffusione dell'antagonista nei bo- 
schi italiani è lenta e costosa, dovendo 
essere attuata con rilasci di coppie (sia 
il maschio che la femmina) allevati 
non in laboratorio ma prelevati uni- 
camente da galle in cui hanno depo- 
sto le loro uova. 

Per fare un esempio concreto, in Pie- 
monte, regione che per prima ha cerca- 
to di attuare l'introduzione di Torymus 
sinensis, per ottenere circa 2.000 indi- 
vidui si sono dovute raccogliere 60.000 
galle, in quanto non tutte erano «colo- 
nizzate» da questo insetto. 

L'insetto antagonista non è in vendi- 
ta per il singolo proprietario, né può es- 
sere rilasciato a caso in ogni zona senza 
che vi sia, contro il cinipide, una strate- 
gia di lotta complessiva e controllata da- 
gli Enti preposti [1]. 

NEI GIOVANI CASTAGNETI 

SI POSSONO FARE TRATTAMENTI 

PREVENTIVI CON IL CAOLINO 

In presenza di un nuovo impianto, 
con esemplari al di sotto dei due metri 
di altezza, è possibile eseguire in giu- 
gno, comunque prima dell'inizio dello 
sfarfallamento delle femmine, dei tratta- 
menti preventivi con un prodotto a base 
di caolino (una polvere d'argilla) addi- 
zionarle con rame o poltiglia bordole- 
se. Il principio di lotta consiste nel crea- 
re una barriera fisica al momento del- 
la deposizione delle uova da parte del 
cinipide. Infatti, prima di deporre l'uo- 
vo, gli imenotteri generalmente tastano 
i tessuti vegetali con i loro organi sensi- 
tivi e, se riscontrano la presenza di so- 
stanze estranee o repellenti, si allontana- 
no senza infestare la gemma. Il principa- 
le problema di questo mezzo di difesa è 



Ciclo biologico del cinipide galligeno del castagno 


Fase 


Gen. 


Feb. 


Mar. 


Apr. Mag. 


Giù. 


Lug. 


Ago. 


Set. 


Ott. 


Nov. 


Die. 


Adulti 




























Uova 
































1° stadio 
larvale 


-4É* 














| 


fTL 


i 




\é 


w~ 












Stadi larvali 
successivi 




i 


a 
























Pupe 






in 


















MJ 








Il cinipide galligeno del castagno vive esclusivamente sul castagno e ha una so- 
la generazione all'anno: dalle uova si sviluppano, attraverso diversi stadi giovani- 
li (larve e pupe), solo femmine (i maschi non risultano presenti in questa specie). 




Adulto di Toiymus sinensis (2,5-3 min), 
antagonista specifico del cinipide. Al 
momento la sua introduzione nei casta- 
gneti è l'unico rimedio che abbia dato 
risultati incoraggianti nelle zone di in- 
sediamento del cinipide 

la scarsa resistenza alla pioggia che di- 
lava il prodotto e la necessità quindi di 
ripetere i trattamenti per tutto il periodo 
di presenza delle femmine adulte (giu- 
gno-luglio). 

I La polvere di caolino - ammessa 
lanche in agricoltura biologica 
(commercializzata con il nome di Sur- 
round WP e acquistabile presso i prin- 
cipali Consorzi agrari) - si distribuisce 
con le normali attrezzature di difesa 
(atomizzatore, nebulizzatore, ecc.) a 
una concentrazione del 2-3%. La dose 
varia in funzione del sesto di impianto 
e della grandezza delle chiome dei ca- 
stagni da coprire e comunque si deve 
considerare una quantità pari a 20-30 
kg per ettaro. 

Niccolò Mapelli 

[1] È compito dei funzionari regiona- 
li (in primis i tecnici dei Servizi fitosa- 
nitari regionali), dei docenti universi- 
tari e degli istituti di ricerca coordinar- 
si e individuare le strategie più appro- 
priate a seconda della gravità delle in- 
festazioni, stabilendo le zone in cui da- 
re priorità all'attuazione degli interven- 
ti di controllo biologico e sapendo co- 
munque che saranno necessari molta 
pazienza e anni di lavoro prima di giun- 
gere non tanto alla scomparsa del cini- 
pide, ma al «riequilibrio» della sua po- 
polazione al punto da non destare co- 
sì tanto allarme come sta avvenendo in 
questi ultimi tempi. 

Si ringraziano Marilisa Molinari, Ersaf (En- 
te regionale per i servizi all'agricoltura e le 
foreste) Lombardia; Marco Boriani, Dire- 
zione generale agricoltura Regione Lombar- 
dia. Si ringrazia anche Giovanni Bosio, Set- 
tore fitosanitario Regione Piemonte, per le 
foto LA, B, E, F. 



48 



VITA IN CAMPAGNA 9/2010 



Risposte ai lettori 

I PROBLEMI DI COLTURE 

AD USO FAMILIARE 

POSTE NELLE VICINANZE 

DI UN CAMPO DI MAIS 

La mia proprietà confina con un cam- 
po che è sempre stato lasciato a prato. 
Ora i nuovi proprietari hanno deciso di 
iniziare a coltivare mais. Dal momento 
che questa coltura richiede diversi trat- 
tamenti erbicidi e antiparassitari, vi 
chiedo se esistono leggi che regolamen- 
tano l'uso di tali prodotti. 

Lettera firmata 
Cremona 

Il lettore ha sollevato una questione 
complessa e in evoluzione, anche se con 
la revisione europea degli antiparassitari 
(Direttiva 91/414) sono stati da tempo 
eliminati i prodotti più pericolosi. Di fat- 
to sono ancora in fase di recepimento 
normative relative alla tutela sia del- 
l'ambiente che della salute pubblica 
per quanto riguarda gli effetti della deriva 
(cioè del prodotto irrorato che va fuori 
bersaglio a causa del vento e di errori del- 
l'operatore addetto alla distribuzione). 
Tali normative prevedono aree di rispet- 
to (cioè fasce non trattate) e accorgimen- 
ti relativi alle irroratrici o all'uso di 
prodotti antideriva (prodotti che limita- 
no gli effetti di tossicità). 

Un terreno coltivato ad uso familiare 
confinante con una coltura come il mais 
A^ risulta continuamente a rischio nono- 
^■^ stante l'utilizzo di prodotti di scarsa 
tossicità per la salute, come possono esse- 
re, per esempio, il glifosate e altri erbicidi 
o insetticidi utilizzabili sul mais e con tem- 
pi di sicurezza spesso molto ridotti (il tem- 
po di sicurezza è il numero di giorni che 
deve intercorrere tra la distribuzione di un 
antiparassitario o erbicida e l'utilizzo dei 
frutti o degli ortaggi trattati). Gli ortaggi e 
le altre colture per uso familiare piantati 
nelle vicinanze del campo di mais posso- 
no subire danni in caso di deriva; comun- 
que rimane sempre il dubbio che siano ar- 
rivate tracce del prodotto distribuito, a 
maggior ragione se si tratta di fungicidi o 
insetticidi che non danno segni evidenti, 
mentre gli erbicidi in genere manifestano 
sintomi di fitotossicità (si notano sulle col- 
ture ustioni fogliari o ingiallimenti). 

©Per questi motivi consigliamo al 
lettore di piantare senz'altro una 
fitta siepe sul confine, magari sempre- 
verde, come per esempio alloro, vibur- 
no, bosso, agrifoglio, in grado di inter- 
cettare eventuali effetti di deriva dei pro- 
dotti distribuiti nel campo di mais. (Gio- 
vanni Campagna) 



Onduline 



VITA IN CAMPAGNA 9/2010 




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Altre utili indicazioni sulla manutenzione 
della batteria delle macchine agricole 

In questo articolo completiamo le istruzioni per utilizzare in modo corretto e curare nel tempo la batteria 

di trattori, motoagricole, motocoltivatori, ecc. In questo modo, come già evidenziato nella prima puntata, si 

garantiscono la sua maggiore durata e il mantenimento della piena funzionalità in ogni evenienza 

Cominciamo questo secondo articolo 
dedicato alla batteria delle macchine 
agricole con le indicazioni su come si ef- 
fettua la verifica del suo stato di carica. 



COME VERIFICARE 
LA CARICA DELLA BATTERIA 

L'elettrolita contenuto nella batteria è 
una soluzione in acqua distillata di acido 
solforico al 30% circa di concentrazione 
in volume. Con un apposito strumento 
moll;o economico (circa 20 euro), detto 
densimetro (1), è possibile misurare la 
densità dell'elettrolita. 

Il densimetro contiene un galleggian- 
te graduato con una scala colorimetrica 
in funzione della carica della batteria. 
La misura si effettua immergendo il tu- 
betto di aspirazione nel liquido che co- 
pre le piastre della batteria (la) e aspi- 
randolo con l'apposita pompetta collo- 
cata all'estremità superiore dello stru- 
mento. Il galleggiante assumerà una po- 
sizione variabile in funzione della densi- 
tà del liquido (maggiore è la densità, più 
l'elemento è carico). Verificando sulla 
scala graduata a colori (lb) si ottengono 
le indicazioni relative alla necessità o 
meno di effettuare una ricarica (si veda- 
no le istruzioni dello strumento). 

Tutti gli elementi vanno controllati 
aprendo i relativi tappi per controllare che 
siano tutti allo stesso livello di carica. Fi- 
nita l'operazione occorre risciacquare il 
densimetro con acqua, meglio se distillata. 

COSA FARE SE LA BATTERIA 
È SCARICA 

/\ Perché la batteria abbia una lunga 
^— ^ durata, è importante effettuare le ri- 
cariche con una intensità di corrente non 
superiore a 1/10 della capacità nominale 
della batteria. Il caricabatteria va pertanto 
regolato in modo da rispettare questo li- 
mite. Per esempio: con una batteria da 
100 Ah (Ampere/ora) la corrente di ricari- 
ca non deve superare i 10 Ampere (2) e, se 
non c'è fretta, è ancora meglio abbassare 
ulteriormente questo valore. 

A. Le batterie al gel vanno sempre rica- 
^— ^ ricate a 1/20 della loro capacità, per- 
ché non sopportano sovraccarichi di ener- 
gia. Sono molto costose ma se trattate be- 




ne hanno una durata superiore a quelle 
normali (altrimenti durano meno). 

Ricarica. Per la ricarica si collega il 
morsetto positivo (rosso) del caricabatte- 
rie al polo positivo della batteria (quello 
più grosso contrassegnato dal simbolo +) 
e il morsetto negativo (nero) al polo nega- 
tivo (indicato dal simbolo -) (2a). 
/\ L'impiego dei caricabatteria rapidi è 
^— ^ il miglior modo per danneggiare irri- 
mediabilmente una batteria, magari nuo- 
va, o comunque per abbreviarne di molto 
la durata. Un processo di carica violento 
può infatti surriscaldare le piastre fino a 
distorcerle, danneggiare i collegamenti in- 
terni, indurre processi elettrochimici vio- 
lenti, con effetti distruttivi per la batteria. 

La ricarica deve essere fatta in un lo- 
cale ben aerato con i tappi degli elemen- 



ti aperti per evitare accumuli di gas che 
/\ possono avere effetti anche esplosi- 
^— -^ vi nel caso gli sfiati di cui sono do- 
tati i tappi risultino occlusi. La batteria in 
ricarica va inoltre tenuta lontano da fiam- 
me libere, scintille provenienti da smeri- 
gliatrici e saldatrici, ceneri di sigaretta. 

Nel caso che il caricabatteria sia 
sprovvisto del dispositivo elettronico 
che interrompe il processo di carica al 
raggiungimento del livello ottimale, oc- 
corre prestare attenzione alla posizione 
della lancetta del voltmetro indicatore 
della corrente assorbita dalla batteria e 
interrompere la carica quando lo stru- 
mento indica un assorbimento nullo 
(2b). In ogni caso sono preferibili i cari- 
cabatteria con dispositivo per la scelta 
della velocità d'uso (2c). 








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VITA IN CAMPAGNA 9/2010 



51 



PICCOLA MECCANIZZAZIONE 




Terminata la ricarica occorre verifi- 
care il livello dell'elettrolita e, se neces- 
sario, provvedere al rabbocco. 

COME EFFETTUARE 
UN AVVIAMENTO DI EMERGENZA 

Con la batteria scarica il motorino 
d'avviamento non riceve la corrente ne- 
cessaria per fornire l'avvio al motore. Il 
fenomeno si verifica più frequentemente 
durante la stagione invernale, perché con 
il freddo la batteria è meno efficiente e il 
motore a causa delle basse temperature ha 
maggiori difficoltà nella messa in moto. 
La soluzione è provvedere all'avviamen- 
to con un avviatore di emergenza o con 
l'aiuto della batteria di un altro veicolo. 

Avviamento con avviatori automati- 
ci (booster). Per avviare mezzi con bat- 
terie scariche possono essere utilizzate 
delle unità portatili di energia o booster 
(3) che costano da 100 a 400 euro circa. 
Si collegano i cavi rosso e nero alla bat- 
teria del mezzo rispettando la polarità. 
In genere si possono fare fino a dieci av- 
viamenti consecutivi. Occorre verificare 
la carica del booster di tanto in tanto. 

Avviamento con batteria di altro vei- 
colo. In questo caso occorre affiancare 
l'altro mezzo in modo da poter collega- 
re le relative batterie con i cavi dotati di 
pinze per l'avviamento di emergenza. Si 
collegano per primi i poli positivi (+) 
delle due batterie con le pinze rosse dei 
cavi e poi si aggancia la pinza nera al 
polo negativo (-) della batteria di soc- 
corso e l'altra a una parte metallica del 
motore da avviare (3a). 

Bisogna mantenere il motore del mez- 



zo di soccorso a medio regime e una vol- 
ta avviato il motore del mezzo con batte- 
ria scarica, accendere i fari e gli altri uti- 
lizzatori di corrente fino allo scollega- 
mento dei cavi. Lo scollegamento deve 
A. avvenire in senso inverso per ragioni 
*— ^ di sicurezza, perché mentre si ma- 
neggia il polo positivo il negativo non de- 
ve essere collegato alla massa (corpo me- 
tallico del mezzo); in quest'ultimo caso, 
se inavvertitamente il polo positivo en- 
trasse in contatto con le parti metalliche, 
si scatenerebbe un dannoso cortocircuito. 

COSA FARE PRIMA 
DI INSTALLARE UNA BATTERIA 

Prima di montare sul mezzo una bat- 
teria (nuova o usata) occorre controllar- 
ne lo stato di carica, verificare che poli e 
morsetti non siano ossidati (se così fos- 
se si devono pulire), spostare delicata- 
mente la batteria per evitare colpi e scos- 
soni e fissarla nel suo alloggiamento 
senza danneggiarla. 
A È importante collegare per primo il 
£— ^ polo positivo (+) e poi quello negati- 
vo (-). Quando la batteria viene smontata 
occorre fare l'operazione inversa: prima si 
stacca il polo negativo e poi il positivo. In- 
fatti, armeggiando sul polo positivo quan- 
do è ancora collegato il negativo (la mas- 
sa), se con la chiave metallica, inavvertita- 
mente, si tocca una parte metallica del 
mezzo si verifica un cortocircuito. Ricor- 
datevi di ricollocare sopra il polo positivo 
l'apposita cuffia isolante in plastica per 
prevenire cortocircuiti (4, vedi freccia). 

Le batterie nuove sono vendute pre- 
caricate e in uno stato chimicamente 



quasi inattivo. Ogni costruttore usa le 
sue tecniche per evitare i problemi lega- 
ti a un periodo di stoccaggio che può an- 
che essere abbastanza lungo. Si eviti, 
/\ comunque di acquistare una batteria 
^— ^ costruita da più di sei mesi. Anche 
se i costruttori indicano la batteria come 
«pronta all'uso» è buona norma diffidare 
di questa indicazione. A meno che la bat- 
teria non sia stata costruita il giorno pri- 
ma o quasi è di fondamentale importanza 
per la durata della batteria stessa un lun- 
go ciclo di ricarica, a bassa corrente, che 
riporti la batteria al 100% della carica. 

COME DISINSTALLARE 

LA VECCHIA BATTERIA 

E INSTALLARNE UNA NUOVA 

Si inizia staccando per il cavo elettrico 
dai due poli (5), prima quello del polo ne- 
gativo (-), che è collegato alla massa del 
mezzo, e successivamente quello del polo 
positivo (+). Nel caso i morsetti si stacchi- 
no con difficoltà è necessario allargarli in- 
filando nella fessura un cacciavite per fa- 
re leva o, ancora meglio, utilizzare l'appo- 
sito estrattore per morsetti (5a, indicato 
dalla freccia). Quindi si sblocca la batteria 
dagli appositi fermi (5b) che la fissano al 
supporto e la si estrae con cautela. Dopo 
aver appoggiato la nuova batteria sul sup- 
porto, si provvede a bloccarla con gli ap- 
positi fermi e si ripristinano i collegamen- 
ti elettrici come detto sopra. 

Una batteria non bene fissata potrebbe 
spostarsi determinando il contatto del ter- 
minale positivo con parti metalliche del 
mezzo collegate al polo negativo dell'ac- 
cumulatore, determinando un cortocircui- 



52 



VITA IN CAMPAGNA 9/2010 



PICCOLA MECCANIZZAZIONE 




to che si evidenzia con bruciature e fusio- 
ni del polo positivo (6). 

La batteria esausta va obbligatoria- 
mente smaltita nei centri di raccolta che 
aderiscono al Consorzio obbligatorio 
batterie esauste (si trovano consultando 
il sito Internet www.cobat.it). 

LA SOSTITUZIONE 
DEI CAVI DELLA BATTERIA 

Se il mezzo meccanico è molto vec- 
chio può verificarsi il caso che anche con 
una batteria in piena efficienza il motorino 
di avviamento non riceva la corrente suffi- 
ciente per far partire il motore. In tal caso 
è necessario sostituire i cavi (7) e i relativi 
terminali che collegano la batteria all'im- 
pianto elettrico e alla 
massa del mezzo. 




Si deve acquistare un cavo di giusto 
diametro e di sufficiente lunghezza, ta- 
gliarlo in due parti e applicare alle estre- 
mità gli appositi terminali con fissaggio a 
vite (7a); si tratta di morsetti di diversa 
misura per il polo positivo (+) e quello 
negativo (-). Quindi si inseriscono dalla 
parte opposta i capocorda da fissare sul 
motorino di avviamento per il polo posi- 
tivo (+) e sul blocco metallico della mac- 
china per il polo negativo (-). 

Maurizio Valer 

Puntate pubblicate. 

• Macchine agricole: il corretto utiliz- 
zo e la manutenzione della batteria (n. 
7-8/2010). 

• Altre utili indicazioni sulla manuten- 
zione della batteria delle macchine agri- 
cole (n. 9/2010). 



Risposte ai lettori 

UNA BENNA FALCIANTE, 
ANCHE PICCOLA, PUÒ ESSERE 
ABBINATA A MINIESCAVATORI 

DI ALMENO 3-3,5 TONNELLATE 

Ho sentito parlare di una benna fal- 
ciante da applicare a un miniescavato- 
re. Vorrei, se possibile, informazioni sul 
suo funzionamento, sulla reperibilità e 
sul costo. Eventualmente credete che sia 
possibile abbinarla a un piccolo minie- 
scavatore da 8 quintali? 

Warner Cazzotti 
Magreta (Modena) 

Purtroppo per il lettore, anche le benne 
falcianti più piccole, larghe 1,5 metri, 
possono essere azionate solo da miniesca- 
vatoli da 3-3,5 tonnellate. Questa attrez- 
zatura, disponibile con larghezze della 
benna di varie misure, richiede infatti, nel 
caso del modello da 1 ,5 metri, una porta- 
ta d'olio di 25 tonnellate, con una pressio- 
ne di esercizio di 150-180 bar, condizioni 
garantite solo da circuiti idraulici con 
pompa e distributori adeguati propri di 
escavatori di una certa potenza. 

La benna, fornita di feritoie per lo sgron- 
do dell'acqua, è dotata di una robusta bai- 
ta falciante, azionata da un motore idrau- 
lico alimentato dal distributore dell' esca- 
vatore, in grado di tagliare la vegetazione 




Benna falciante abbinata 
a un miniescavatore al lavoro 

che cresce lungo gli argini dei canali fino 
al diametro di circa 25 millimetri. Il ma- 
teriale vegetale raccolto dalla benna può 
essere depositato ai bordi del corso d'ac- 
qua o caricato su un mezzo di trasporto. 
Per ulteriori informazioni e conosce- 
re i costi dell'attrezzatura ci si può rivol- 
gere alle seguenti ditte: 

- Adriatica Commerciale Macchine - 
Via dell'Artigianato, 5 - 35020 Due Car- 
iare (Padova) - Tel. 049 9125266 - Fax 
049 9125410; 

- Ghedini ing. Fabio &C- Via Canne, 47 

- 44048 Santa Maria Codifìume (Ferrara) 

- Tel. 0532 857373 - Fax 0532 857873; 

- G.R. di Gianluca Mangolini &G- Via 
Milano, 13 - 44021 Pontemaodino di 
Codigoro (Ferrara) - Tel. e fax 0533 
714155. (Redazione) 

: CONTROLLO INDIRIZZI AL 25-6-2010 | 




Inviateci la foto del vostro vecchio trattore 

Vi invio la foto del mio trattore Ferrari 
FIO del 1957. Vorrei conoscere il suo va- 
lore di mercato e avere eventuali altre in- 
formazioni. 

Lino Miotto 
Melzo (Milano) 

Bruno Ferrari era un meccanico di Reggio 
Emilia che cominciò a costruire trattori nel 
1950. All'inizio costruiva telai di lamiera 
stampata sui quali installava motori diesel // trattore Ferrari FIO 
Lombardini monocilindrici orizzontali, da 

12-14 cavalli, raffreddati ad acqua senza radiatore (sistema definito a ebollizio- 
ne), cambi Ford e differenziali Chevrolet, entrambi di origine militare. Nel 1955 
progettò un carro originale, in fusione di ghisa, all'interno del quale alloggiò 
cambi e differenziali, sempre di origine militare, ma di concezione molto moder- 
na. Si trattava dei modelli F8 e FIO motorizzati Lombardini monocilindrici ver- 
ticali, raffreddati ad aria, da 8 e 10 CV Nel 1960 la serie venne ulteriormente ri- 
modernata con l'adozione delle motorizzazioni VM che concluse la produzione 
della Casa. I trattori di Bruno Ferrari sono molto rari e non si conoscono casi di 
compravendita che consentano di ipotizzare una valutazione. (William Dozza) 

Coloro che ci inviano le foto dei loro trattori sono pregati di specificare: co- 
struttore, modello e quant' altro si trova sulla targhetta dì identificazione del 
veicolo (tipo, numero di motore e di telaio, potenza, peso, ecc.). 



VITA IN CAMPAGNA 9/2010 



53 





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Capre: dall'arrivo degli animali in azienda 
al periodo degli accoppiamenti 

Dopo aver progettato e realizzato l'allevamento di capre come consigliato sui numeri scorsi, vediamo 

in questo articolo i principali avvenimenti che segnano la vita 

delle giovani capre: dal trasporto all'arrivo in azienda, all'ambientamento in stalla e al pascolo 



Nel primo di questa serie di articoli 
dedicata all'allevamento della capra ave- 
vamo consigliato di iniziare l'alleva- 
mento con un gruppo di capre novelle 
(capre giovani) da portare a casa una 
volta svezzate (di norma nei mesi di lu- 
glio-agosto). Questo consente di pren- 
dere gradualmente familiarità con gli 
animali e di non dover affrontare subito 
tutti i lavori. 

Nelle prime settimane di ambienta- 
mento è importante che creiate un am- 
biente il più somigliante possibile a 
quello di provenienza. Inoltre mantene- 
te il tipo di alimenti, le modalità di som- 
ministrazione e le ore dei pasti ai quali 
gli animali erano abituati nell'alleva- 
mento di provenienza. Solo con il tempo 
potrete cambiare, una alla volta, le abi- 
tudini delle giovani capre per adattarle 
alle esigenze aziendali. 

SCEGLIETE LE DIMENSIONI 
DELL'ALLEVAMENTO 

Abbiamo visto nei numeri scorsi che 
un allevamento di capre può essere im- 
postato, a seconda del numero di anima- 
li allevati, in due modi differenti. In par- 
ticolare si può optare per: 

- un piccolo allevamento amatoriale co- 
stituito da 10 capre e 1 becco (n. 6/2010) 
per soddisfare la semplice passione per 
questa specie animale o per la necessità di 
tenere pulita una superficie verde; 

- un gregge di 20 capre e 2 becchi (n. 7- 



Inìziare 

l 'allevamento 

con un gruppo 

di capre novelle 

da acquistare 

una volta svezzate 

(di norma nei mesi 

di luglio-agosto) 

consente 

di prendere 

gradualmente 

familiarità 

con gli animali 

e di non dover 

affrontare subito 

tutti i lavori 



8/2010), in modo da poter affiancare al- 
l'allevamento anche un caseificio azien- 
dale per la trasformazione del latte pro- 
dotto e realizzare, di conseguenza, un red- 
dito integrativo. 

Vi abbiamo illustrato i progetti per 
l'allevamento, fornendovi precise indi- 
cazioni riguardo alle superrìci di pasco- 
lo, alla realizzazione della stalla e delle 
altre stratture necessarie. Ogni lettore, a 
seconda dei suoi obiettivi e delle sue esi- 
genze, saprà cogliere dai precedenti ar- 
ticoli i suggerimenti che riterrà più utili 
al proprio caso concreto. 

Di seguito vi forniamo i consigli per 
impostare l'allevamento a partire dal- 
l'ambientamento delle caprette acqui- 
state (a questo riguardo si veda anche 
l'articolo pubblicato sul n. 5/2010 a pag. 





Nei giorni precedenti l'arrivo delle capre preparate la stalla pulendola accurata- 
mente e lasciando porte e finestre aperte (1), in modo che aria e sole possano pe- 
netrarvi, sanificando l'ambiente. Ricordatevi anche di predisporre un'abbondante 
lettiera (2) con almeno 10 cm di paglia e di rifornire di fieno la rastrelliera 



45), consigli validi sia nel caso di acqui- 
sto di soli 10 capi che nel caso di acqui- 
sto di 20 capi. 

IN ATTESA DEGLI ANIMALI 
PREPARATE LA STALLA 

Nei giorni precedenti l'arrivo delle 
capre preparate la stalla pulendola ac- 
curatamente e lasciando porte e fine- 
stre aperte, in modo che aria e sole pos- 
sano penetrarvi, sanificando ulterior- 
mente l'ambiente. 

A. Ponete però delle barriere alle por- 
^ — ^ te in modo da impedire l'accesso 
ad altri animali che potrebbero vanifica- 
re il lavoro di pulizia. 

Ricordatevi di predisporre un'abbon- 
dante lettiera costituita da almeno 10 cm 
di paglia e di rifornire di fieno grossola- 
no (primo taglio) la rastrelliera; abbiate 
cura inoltre di verificare il buon funzio- 
namento degli abbeveratoi. 

CURATE IL TRASPORTO 
DEGLI ANIMALI 

Se vi è possibile recatevi personal- 
mente presso l'allevamento di prove- 
nienza degli animali, in modo da curare 
al meglio il trasporto degli stessi nella vo- 
stra azienda. 

Il cambio di ambiente è infatti per le 
capre molto stressante e rendere il traspor- 
to il meno traumatico possibile agevola il 
loro inserimento in azienda. In particolare 
tenete conto che: 
- /'/ mezzo di trasporto deve essere dota- 



VITA IN CAMPAGNA 9/2010 



55 



PICCOLI ALLEVAMENTI 




Una volta arrivati iti azienda liberate le 
capre nella stalla, favorendo l 'accesso 
al recìnto esterno perché possano muo- 
versi liberamente anche ali 'aperto 

to di aperture per la circolazione del- 
l'aria, ma questa non deve colpire diret- 
tamente gli ammali; 

- il pavimento del mezzo di trasporto 
non deve essere scivoloso ed è meglio se 
viene coperto di paglia; 

- conviene viaggiare nelle ore fresche 
della giornata, meglio ancora di notte, 
in modo che la temperatura sul mezzo di 
trasporto non sia eccessiva; 

- se il viaggio supera le tre ore fermate- 
vi per far abbeverare gli animali e veri- 
ficate che tutto sia a posto. 

I PRIMI GIORNI IN STALLA 

Una volta arrivati in azienda libera- 
te gli animali in stalla, favorendo 
l'accesso al recinto esterno perché 
possano muoversi liberamente anche 
all'aperto; in questo modo usufruisco- 
no per qualche ora al giorno della bene- 
fica luce solare che favorisce l'accre- 
scimento dello scheletro e il deposito di 
calcio nelle ossa. 

Il primo e il secondo giorno sommi- 
nistrate agli animali solo fieno. A par- 
tire dal terzo giorno cominciate a som- 
ministrare il mangime in uso presso l'al- 
levamento di provenienza (due pasti 
giornalieri alle dosi a cui gli animali era- 
no abituati). E importante non cambiare 
le abitudini alimentari degli animali per 
A. non causare ulteriori stress e per 
^— ^ abituare gradualmente la flora pre- 
sente nel rumine alla razione alimentare 
che sarà somministrata in seguito. 

Durante la prima settimana non 
consentite alle caprette l'accesso al pa- 
scolo. Lo farete solo dopo che si saranno 
adattate alla nuova realtà, ambientandole 
al pascolo all'inizio per poche ore al gior- 
no, nel pomeriggio, dopo aver verificato 
che abbiano assunto buone quantità di 
fieno. La stalla deve avere un accesso di- 
retto al pascolo, in modo che gli animali 
possano liberamente scegliere se rimane- 
re all'aperto o riposare in stalla. 



Il primo e il secondo giorno dopo l'arrivo in azienda somministrate alle capre so- 
lo fieno (1). A partire dal terzo giorno cominciate a somministrare nella mangia- 
toia il mangime (2) in uso presso l'allevamento di provenienza (due pasti giorna- 
lieri alle dosi a cui gli animali erano precedentemente abituati) 



DOPO CIRCA UNA SETTIMANA 

Dopo circa una settimana dall' arrivo 
degli animali potete iniziare a miscelare 
il mangime da voi preparato (una misce- 
la di 3 parti di mais in granella o fiocca- 



to e 7 parti di mangime da svezzamento 
pellettato) con quello in uso nell'alleva- 
mento di provenienza. Per animali del 
peso di 20-25 chilogrammi una razione 
corretta prevede la somministrazione 
di 4 etti al giorno (in due pasti) di 



Le capre vanno accolte in stalla e nel recinto 



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con tettoia 



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■ 2.5 m ■ 



La stalla (vista in pianta della stalla illustrata sul numero scorso per l 'allevamen- 
to di 20 capre) è suddivisa in ambienti. 1-z.ona di alimentazione/riposo per le ca- 
pre (a-mangiatoia, b-rastrelliera, c-abbeveratoi) con accesso al recinto (a sinistra 
nel disegno); l'accesso al pascolo verrà consentito solo dopo che le capre si sa- 
ranno ambientate. Le altre zone sono: 2-corsia di alimentazione, 3-infermeria, 4- 
boxper il deposito dei mangimi, 5-zona mungitura con annesso recinto, 6-fienile 



56 



VITA IN CAMPAGNA 9/2010 



PICCOLI ALLEVAMENTI 



mangime e, a volontà, fieno di ottima 
qualità. 

Ricordatevi di controllare giornal- 
mente lo stato delle feci che devono pre- 
sentarsi come palline rotonde, legger- 
mente umide e staccate tra loro. Nel caso 
dovessero mostrarsi molli o aggregate 
A tra loro, cessate per qualche giorno la 
^— ^ somministrazione del mangime, la- 
sciando a disposizione degli animali solo 
fieno e acqua. Solo dopo che la situazione 
sarà tornata alla normalità riprendete gra- 
dualmente l'utilizzo del mangime. 

DAL PRIMO MESE IN AVANTI 

Una volta introdotti gli animali in 
azienda, cercando di farli adattare il più 
gradualmente possibile alla nuova realtà, 
vi dovete dedicare al loro conetto svilup- 
po, tenendo conto che in questa fase un 
accrescimento soddisfacente è di circa 
3 kg al mese. Vi suggeriamo di procurar- 
vi una semplice bilancia pesapersone da 
tenere in stalla e di controllare il peso di 
ciascun animale ogni quindici giorni. 

A fine agosto gli ammali dovrebbero 
pesare all'incirca 30 kg e potrebbero ini- 
ziale a comparire i primi calori. È bene a 
questo punto togliere il becchetto o i bec- 
chetti dal gregge, spostandoli nel loro rico- 
vero ricavato nella capretteria, per evitare 
che qualche capretta particolarmente pre- 
coce possa rimanere gravida in una fase 
della crescita non propizia al corretto svi- 
luppo del feto e della stessa madre. 

Alcuni allevatori fanno accoppiare le 
giovani capre in ottobre-novembre; in 
A ogni caso non bisogna farle accop- 
^— ^ piare prima che abbiano raggiunto 
i 35 kg di peso o il 60% del peso di un 
animale adulto. Altri preferiscono far 
crescere gli animali di nuovo acquisto 
con tutta calma, senza farli accoppia- 
re, in modo che il loro sviluppo corpo- 
reo non subisca rallentamenti a causa 
della gravidanza. 

©La seconda scelta - che qui vi con- 
sigliamo e che prenderemo in con- 
siderazione negli articoli che seguiranno 
- vi consentirà di prendere confidenza 
con gli animali, di conoscere le loro abi- 
tudini ed esigenze e di consolidare la 
nuova attività di allevamento. Gli accop- 
piamenti avverranno, in questo secondo 
caso, nel periodo estivo dell'anno suc- 
cessivo all'acquisto (come meglio ve- 
dremo nel prossimo numero di ottobre). 

GLI INTERVENTI VETERINARI 

In questo primo periodo, seguendo le 
indicazioni fin qui fornite, non dovreste 
avere grossi problemi sanitari. 
A. Ricordatevi però di chiedere infor- 
^— ^ mazioni all'allevatore da cui ac- 
quistate gli ammali riguardo alle vac- 




La stalla 

deve avere 

un accesso diretto 

al pascolo, 

in modo 

che le capre 

possano 

lìberamente 

scegliere 

se rimanere 

ali 'aperto 

o riposare 

in un ambiente 

riparato 



Dopo una settimana dall'arrivo delle ca- 
pre potete iniziare a miscelare il mangi- 
me da voi preparato con quello che era in 
uso presso l'allevamento di provenienza 

cinazioni contro la clostridiosi e la cla- 
midiosi, due malattie di origine batterica 
che causano rispettivamente gravi enteri- 
ti con possibile morte degli animali e 
aborti e che tratteremo dettagliatamente 




Vi suggeriamo di procurarvi una sempli- 
ce bilancia pesapersone da tenere in 
stalla e di controllare il peso dì ciascu- 
na capra ogni quindici giorni. La pesa- 
ta si effettua tenendo l 'animale in brac- 
cio e sottraendo poi il proprio peso al 
peso totale registrato dalla bilancia 



Controllate giornalmente lo stato delle 
feci, che devono presentarsi come palli- 
ne rotonde, leggermente umide e stacca- 
te tra loro 

nell'articolo riguardante le malattie. Met- 
tete eventualmente in contatto il vostro 
veterinario con l'allevatore in modo che 
possiate continuare, con i tempi e le mo- 
dalità corrette, gli interventi di prevenzio- 
ne già iniziati dagli animali. 

GLI ACCOPPIAMENTI 

Nel prossimo numero parleremo del- 
l'allevamento del gregge di capre a inizia- 
re dagli accoppiamenti del periodo estivo 
che cominciano con l'introduzione del 
becco nel gregge nel mese di agosto. 

Marcello Volanti 

Puntate pubblicate. 

• L'allevamento della capra, animale ru- 
stico e molto adattabile (n. 5/2010). 

• Progettiamo un allevamento di 10 ca- 
pre e 1 becco su un ettaro di pascolo (n. 
6/2010). 

• Progettiamo un allevamento di venti 
capre e due becchi su 4,5 ettari di terre- 
no (n. 7-8/2010). 

• Capre: dall'arrivo degli animali in 
azienda al periodo degli accoppiamen- 
ti (n. 9/2010). 

Prossimamente. 

• Le tecniche di allevamento; le malattie; 
il caseificio aziendale, il latte e i formaggi. 



VITA IN CAMPAGNA 9/2010 



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PICCOLI ALLEVAMENTI 



Tutte le 43 razze di conigli italiani 
in riva al Lago Maggiore 

A pochi chilometri da Stresa (Verbania), la straordinaria passione di un allevatore di conigli 
ha consentito di realizzare un allevamento più unico che raro, nel quale sono riprodotte con ottimi 

risultati tutte le razze di conigli italiani iscritte nel registro anagrafico dell' Anci (l'Associazione 
nazionale coniglicoltori italiani). In ottobre si svolge presso l'azienda la Mostra-mercato del coniglio 



Ci troviamo a pochi chilometri da 
Stresa (Verbania), a un passo dal Lago 
Maggiore e lungo il corso del fiume To- 
ce che nel lago si immette dolcemente. 
Qui, nata dalla passione di Gian Carlo 
Campana e della sua famiglia (la moglie 
e due figli), sorge la Fattoria del Toce, 
oggi anche fattoria didattica per scolare- 
sche, una piccola oasi naturalistica a po- 
chi chilometri dall'uscita autostradale di 
Baveno, sulla strada provinciale che 
unisce Feriolo a Fondotoce. 

La particolarità della fattoria è che è 
l'unica realtà italiana in cui sono pre- 
senti tutte le 43 razze di conigli italia- 
ni iscritte nel Registro anagrafico curato 
dall' Anci [1]. 




Gian Carlo Campana, 
allevatore di conigli da 50 anni 



Abbiamo visitato la Fattoria un saba- 
to soleggiato di inizio giugno, guidati 
dal signor Gian Carlo Campana che ci 
ha mostrato con orgoglio il suo capola- 
voro: un allevamento di conigli condot- 
to in ambienti razionali, curato e seguito 
fin nei minimi particolari. 

In queste pagine riusciamo a propor- 
re solo un assaggio di quello che si può 
osservare sul posto; possiamo però invi- 
tare i lettori interessati a conoscere le di- 
verse razze a prendere contatti con il si- 
gnor Campana (vedi riquadro in ultima 
pagina) e a farsi «contagiare» dalla sua 
passione, unita a una competenza frutto 
di 50 anni ininterrotti di allevamento. 

La Fattoria del Toce come realtà 




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L'allevamento dei conigli. L'allevamento di conigli della Fattorìa del Toce è condotto in diversi ambienti chiusi. L'alleva- 
mento in box a terra (A) è riservato alle razze pesanti (nella foto Gigante Bianco). Ampi capannoni servono per l'alleva- 
mento in gabbia dei conigli di taglia media (B) e delle taglie più piccole e nane (C). Le gabbie attrezzate per la riprodu- 
zione (D) ospitano le coniglie e le nidiate che vengono seguite una per una, annotando date degli accoppiamenti, parti e 
svezzamenti in appositi quaderni di allevamento. I riproduttori sono tutti registrati con tatuaggi incisi nel padiglione auri- 
colare (nel particolare), che consentono il loro facile riconoscimento ai fini della selezione 



VITA IN CAMPAGNA 9/2010 



PICCOLI ALLEVAMENTI 





Alcune delle 43 razze di conigli italiani allevate nel- 
la Fattoria del Toce (con l'asterisco sono segnalate le 
razze in estinzione): I-Angora (giovani)*; 2- Argenta- 
ta di Champagne, ^-Argentata Piccola*, ^-Ariete In- 
glese*, 5- Ariete Nano, 6-Fata Periata*, 7 -Focata, 8- 
Giapponese*, 9-Martora*, 10-Nana Colorata, 11- 
Rex, 12-Pezzata Tricolore*, 13-Turingìa. I soggetti qui 
fotografati, tutti nati nell'ai levamento del signor Gian 
Carlo Campana, sono alimentati con mangimi, fieno e, 
raramente, piccoli pezzi di mele, carote o finocchi. 
Mentre la distribuzione dell'acqua avviene in modo 
automatico, la somministrazione degli alimenti viene effettuata tutti i giorni ma- 
nualmente per ogni singolo coniglio, in modo da poter verificare sia lo stato di sa- 
lute degli animali che l 'effettivo consumo della razione alimentare precedente. 
Le altre razze (qui non illustrate per motivi di spazio) sono le seguenti: Alaska*, 
Argentata Grande, Ariete Piccolo*, Ariete, Avana*, Bianca di Nuova Zelanda, 
Bianca di Vienna * Blu di Vienna, Californiana, Cincillà Grande, Cincillà Pìcco- 
lo*, Ermellino, Fata di Marburgo*, Fulva di Borgogna, Giarra Bianca*, Gigan- 
te Bianco, Gigante Pezzato, Gigante, Hotot*, Lepre, Leprino di Viterbo*, Lince*, 
Olandese*, Oro di Sassonia*, Pezzata Inglese*, Pezzata Piccola*, Rossa di Nuo- 
va Zelanda, Russo*, Satin*, Volpe*. 

Tutte le razze qui citate sono dettagliatamente descritte e illustrate nel sito Inter- 
net dell'Alici (Associazione nazionale coniglicoltori italiani): www.anci-aia.it 



aperta al pubblico è nata nel 2002, 
quando i titolari hanno voluto indiriz- 
zare la loro forte passione per l'agricol- 
tura e la natura in qualcosa di utile a di- 
vulgare ciò in cui credevano e credono 
fermamente. Oggi la Fattoria del Toce 
è a tutti gli effetti anche una fattoria di- 
dattica aperta alle scolaresche (la visi- 
tano oltre 4.000 bambini e ragazzi al- 
l'anno); a questo va aggiunta anche la 
parte di Parco riservata al pubblico che 
viene visitata da molti turisti sia italia- 
ni che stranieri. 

IN VISITA 
ALL'ALLEVAMENTO 

L'attività agricola prevalente della 
fattoria è l'allevamento dei conigli. Ven- 
gono allevati riproduttori selezionati di 
tutte le 43 razze italiane e nuclei di con- 
servazione delle razze in via di estinzio- 
ne, in stretta collaborazione con l'Anci 
(Associazione nazionale coniglicoltori 
italiani). Per tutto l'arco dell'anno è pos- 
sibile acquistare in azienda riproduttori 
in base alle disponibilità ma, in occasio- 
ne della Mostra-mercato di coniglicol- 
tura che si svolge in azienda ogni anno 
in ottobre (vedi più avanti), c'è la possi- 
bilità di scegliere e acquistare i conigli 
allevati per l'occasione. 

Una passione che parte da... lonta- 
no. Gian Carlo Campana alleva conigli 
fin da bambino. L'avventura, comt tari- 
te volte avviene, è iniziata nel momen- 
to in cui ha ricevuto in regalo alcuni co- 
nigli e ha intrapreso con trepidazione il 
loro allevamento. I primi successi lo 
hanno portato a voler approfondire la 
conoscenza di questi animali e a con- 
frontarsi non solo con semplici incroci 
ma con la riproduzione delle prime due 
razze pure: la Bianca di Nuova Zelanda 
e la Californiana. 

Oggi l'allevamento è impostato sulla 
meticolosa selezione delle razze in pu- 
rezza e comprende oltre 250 riprodut- 
tori. Ovviamente per mantenere la pu- 
rezza bisogna selezionare i migliori ri- 
produttori, avere più linee di sangue (per 
evitare i problemi legati alla consangui- 
neità) e rifornirsi costantemente di sog- 
getti che integrano le linee produttive. 
Ma soprattutto ci vogliono tanta pazien- 
za e passione. 

Un allevamento di questo tipo non è 
come uno da carne: uso di incroci, coni- 
gli tutti uguali, stesso peso, uguale velo- 
cità di crescita, stessa razione alimenta- 
re, elevato numero di conigli per parto. 
Qui si parla di razze molte volte poco 
produttive e con esigenze particolari. 

Il paziente lavoro prevede di testare 
i riproduttori, verificarne la purezza, 
mantenere più linee di sangue, sempre 
in purezza, per ogni singola razza. 



60 



VITA IN CAMPAGNA 9/2010 



PICCOLI ALLEVAMENTI 




A sinistra: i visitatori 
possono ammirare 
tutte le 43 razze 
di conigli lungo 
il percorso espositivo 
ali 'interno del Parco 

A destra: il Parco 

ospita anche animali 

di bassa corte che 

possono essere 

osservati nel corso di 

una passeggiata che 

dura circa un 'ora 



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IL LABORATORIO 
«DL CONIGLIO» 

Come si può immaginare, la Fattoria 
del Toce nella sua veste di fattoria didat- 
tica riserva ampio spazio ai laboratori per 
bambini e ragazzi (ricordiamo anche 
quelli dedicati all'ape, alla cera, al pulci- 
no, all'orto e a diversi altri temi). 

Naturalmente il più importante è il la- 
boratorio dedicato al coniglio nel quale 
viene illustrato come la femmina costrui- 
sce il nido e segue la prole durante la cre- 
scita e lo svezzamento. 

LA MOSTRA-MERCATO 

Il prossimo ottobre (precisamente dal 
3 ottobre al 2 novembre) presso la Fatto- 
ria del Toce si svolge la 18 a edizione del- 
la Mostra-mercato del coniglio. Que- 
st'anno verranno esposti oltre 400 sog- 
getti con ampio spazio riservato alla ven- 
dita. Gli abbonati di Vita in Campagna 
mostrando la «Carta Verde» otterran- 
no uno sconto sul prezzo del biglietto 
di ingresso alla Mostra (vedi riquadro 
qui sotto) e uno sconto del 20% sull'ac- 
quisto di conigli. 



Ricordiamo anche le altre manifesta- 
zioni che si svolgono presso la Fattoria 
del Toce nell'arco dell'anno: nei mesi di 
marzo-aprile c'è la Fiera di Primavera, 
che segna l'inizio della stagione produtti- 
va, con la Mostra-mercato di anatre, fa- 
raone, pollastri, delle prime piante per 
l'orto e dei primi fiori per il giardino. In 
luglio c'è la Festa del Pulcino, durante la 
quale i visitatori possono assistere alla 
schiusa delle uova con la nascita dei pul- 
cini. In settembre, in concomitanza con la 
fine dei raccolti, c'è la Festa del miele, 
durante la quale viene data la possibilità a 
tutti i visitatori di degustare e acquistare i 
mieli prodotti nell'azienda. 

C'È ANCHE UN APIARIO 
CON PRODUZIONI DI QUALITÀ 

Altro punto di forza dell'azienda è 
l'attività apistica con un apiario di 70 ar- 
nie che produce mieli tipici. 

La Fattoria del Toce aderisce infatti al 
Consorzio di tutela e garanzia dei mieli 
del Verbano-Cusio-Ossola che controlla 
gli apiari, ne analizza le produzioni e ne 
certifica sia la qualità che l'appartenenza 
territoriale. 



GLI ALTRI ANIMALI 
E LE PIANTE DEL PARCO 

Nel parco aperto ai visitatori sono pre- 
senti molti animali di bassa corte (polli, 
pavoni, tacchini, faraone, colombi), ca- 
pre, pecore, pony, maiali, ma anche ani- 
mali esotici come emù (che producono 
uova dal guscio verde), cincillà, pappa- 
galli parrocchetti e tartarughe. 

Passeggiando lungo il percorso di visi- 
ta del Parco (percorso della durata di circa 
un'ora) si ritrovano in pieno il clima mite 
del Lago Maggiore e la vocazione florico- 
la del territorio. Si possono ammirare ace- 
ri, magnolie, Ginkgo biloba, olivi secolari 
e noccioli, ma la peculiarità è la presenza 
di oltre 1 50 piante madri di camelie, più di 
50 rododendri e altrettante azalee. 

Giuseppe Cipriani 

[1] Arici - Associazione nazionale coni- 
glicoltori italiani - Via l'Aquila, 23/m - 
00176 Roma - Tel. 06 70307215 - Fax 
06 70305845 - E-mail: info@anci-aia.it 
- Internet: www.anci-aia.it 

: CONTROLLO INDIRIZZI AL 2-7-2010 : 



Notizie utili e come raggiungere la Fattoria del Toce 

Indirizzo: Fattoria del Toce - Via per Fenolo - 28924 Fondotoce (Verbania) - 
Tel. 333 6701269 - 349 1848167 - E-mail: fattoria-del-toce@libero.it - Inter- 
net: www.fattoriadeltoce.it 
Apertura: dal 5 marzo al 2 novembre (giorno di chiusura lunedì). 

Orari: dalle ore 9 alle 12 e dalle 
14,30 alle 18 (per i gruppi su 
prenotazione orario continuato). 
Ingresso: adulti 5,00 euro, bam- 
bini 3,00 euro (sconto del 50% 
per l'ingresso agli abbonati di 
Vita in Campagna che presen- 
tano la «Carta Verde»). 

Indicazioni stradali: dall'auto- 
strada A26, uscita di Baveno, di- 
rezione Fondotoce. Dopo circa 4 
km, appena prima del ponte sul 
fiume foce, si gira a destra 




Uno scorcio del Parco con le voliere 




VITA IN CAMPAGNA 9/2O10 



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Risposte ai lettori 

MODERNA APICOLTURA: 

VANNO SEMPRE PRIVILEGIATE 

LE API APPARTENENTI 

A POPOLAZIONI LOCALI 

Abbiamo assistito negli ultimi anni a 
comportamenti anomali delle api (regi- 
ne che depongono fino in dicembre, api 
che non raccolgono scorte per l'inver- 
no, ecc.) e a una loro minore resistenza 
alle malattie. Vi chiedo se tutto questo 
può essere dovuto agli incroci attuati 
dall'uomo e al mancato allevamento di 
api locali più resistenti a adattate al- 
l'ambiente. 

Giorgio Michieletto 
Trivignano (Venezia) 

Apis mellifera ha un'areale di diffu- 
sione molto esteso (originaria dell'Euro- 
pa, Africa e Asia Occidentale è stata in- 
trodotta dai colonizzatori europei anche 
in America e in Australia). Nell'ambito 
della specie si sono differenziate nume- 
rose razze legate al territorio geografico 
(ricordiamo la «ligustica», l'ape italiana 
per eccellenza, la «carnica», la «sicula», 
la «caucasica») e, all'interno di queste, 
degli ecotipi (definiti anche popolazioni 
locali). Razze ed ecotipi sono il risultato 
di un processo di adattamento alle con- 
dizioni ambientali - avvenuto nel corso 
di millenni - che ha portato queste po- 
polazioni a utilizzare nel migliore dei 
modi le risorse disponibili per assicurar- 
si una discendenza. In particolare, razze 
ed ecotipi sono delle popolazioni spe- 
cializzate e in stretto equilibrio con 
l'ambiente in cui vivono. 

Un esempio può essere chiarificatore 
di quanto sopra detto: l'ecotipo di ape da 
miele presente nella valle del Rodano 
(Francia) si è adattato a volare rasoterra 
per evitare le folate di vento maestrale; 
in questa valle le altre razze di api che 
volano normalmente non sono in grado 
di sopravvivere, in quanto non riescono 
a immagazzinare le scorte necessarie 
proprio a causa del forte vento. 

Come rilevato dal lettore, l'incrocio 
tra razze e/o ecotipi diversi può portare 
a spiacevoli conseguenze comportamen- 
tali come quelle segnalate. Non è stata 
ancora dimostrata, invece, una possibile 
riduzione delle difese immunitarie lega- 
ta all'incrocio e quindi tale ipotesi, at- 
tualmente, non è suffragata da prove 
scientifiche. 

/\ In ogni caso introdurre e diffonde- 
<— ^ re una nuova razza o ecotipo di ape 
in un determinato ambiente è sicura- 
mente un grave errore, soprattutto alla 
luce del fatto che molto difficilmente es- 




Apis mellifera ligustica, 
l'ape italiana per eccellenza 

sa sarebbe in grado di mantenere le ca- 
ratteristiche legate all'area di origine. È 
per questo motivo che andrebbero in- 
centivati l'allevamento e il migliora- 
mento di regine provenienti da popola- 
zioni locali, cercando comunque di evi- 
tare un'eccessiva consanguineità. (Mo- 
reno Greatti) 

L'INTRODUZIONE 

DEL BECCO NEL GREGGE 

SOLO NEI MESI PIÙ PROLIFICI 

DELLA CAPRA 
PRESENTA DIVERSI VANTAGGI 

Nei lavori dedicati all'allevamento 
delle capre parlate sempre di introdu- 
zione del becco al momento dei calori 
delle femmine. Vi chiedo come mai non 
è possibile mantenere il becco sempre 
nel gregge e si ricorre a questa pratica 
dì allevamento. 

Milena Pozzi 
CastelFArquato (Piacenza) 

Lasciare il becco sempre nel gregge di 
capre è certamente possibile. Ma negli al- 
levamenti professionali (e anche in quel- 
li amatoriali) si preferisce ottimizzare i 
ritmi di lavoro (e le conseguenti esigen- 
ze di manodopera) e per questo si proce- 
de alla sua introduzione nel gregge solo 
nei mesi più prolifici della capra (agosto 
e settembre), evitando così che i parti sia- 
no distribuiti in periodi diversi. Con l'in- 
troduzione del becco soltanto in questi 
mesi si ottengono infatti vantaggi di na- 
tura organizzativa ed economica: 

- si conoscono le date dei parti (che av- 
vengono circa 150 giorni dopo l'accop- 
piamento), il che consente di organizza- 
re al meglio questo periodo particolar- 
mente delicato; 

- tutte le capre entrano in lattazione 
contemporaneamente e si ottengono co- 
sì quantità di latte sufficienti alla trasfor- 
mazione in formaggi da vendere nel ca- 
seificio aziendale; 

- i capretti sono pronti alla vendita per 
Pasqua, periodo nel quale la richiesta è 
massima ed economicamente redditizia. 
(Marcello Volanti) 



62 



VITA IN CAMPAGNA 9/20 1 



\ (^{mkenb - (§n(àhà(i j 

La candida garzetta, piccolo airone 
sempre più diffuso nelle nostre campagne 

La garzetta è un piccolo airone completamente bianco, presente abitualmente nelle risaie, che in questi 

ultimi anni sempre più spesso si osserva nelle nostre campagne del Nord lungo canali e fossati. 

Non reca danni alle colture, mentre può procurarne nelle vasche di allevamento del pesce 



Chi possiede terreni agricoli in pros- 
simità di zone umide negli ultimi anni 
ha potuto notare un incremento di aironi 
lungo le rive di fossati e canali. Questa 
presenza sempre più consistente è pro- 
babilmente dovuta ad una maggiore pro- 
tezione faunistica e alla naturale evolu- 
zione del comportamento animale. Mol- 
ti selvatici, infatti, hanno modificato al- 
cune loro abitudini e per cercare cibo si 
possono anche recare in ambienti relati- 
vamente lontani dalle loro aree abitua- 
li. La garzetta, appunto, è una delle spe- 
cie di aironi che negli anni si è inoltrata 
sempre di più in campagna, fermando- 
si non solo nelle risaie, ma lungo rivo- 
li, fossati e altri corsi d'acqua alla ricer- 
ca di ranocchi, pesciolini e piccoli mam- 
miferi. Le valli lagunari, le lagune e le 
paludi sono ricche di prede come quel- 
le elencate, ma perché non approfittare 
di un piccolo fosso di campagna dove vi 
è meno concorrenza per il cibo ed è più 
facile cacciare? 

TALVOLTA LA SI PUÒ SCAMBIARE 

CON L'AIRONE BIANCO 

MAGGIORE 

La garzetta {Egretta garzetta) è dav- 
vero inconfondibile anche, se guardata 
in modo superficiale, può essere scam- 
biata con il cugino airone bianco mag- 



V 




Da lontano la garzetta (a sinistra nella foto) può essere confusa con il «cugino» ai- 
rone bianco maggiore (Egretta alba, a destra nella foto). Come notiamo dalla foto, 
però la garzetta è di dimensioni nettamente inferiori. Nel particolare, in verde le zo- 
ne dove è presente la garzetta in Italia. La maggior concentrazione di coppie nidi- 
ficanti sì ha nella pianura padana 



giore (Egretta alba), di dimensioni net- 
tamente più grandi e dal becco giallo an- 
ziché nero. A dire il vero, quando veste 
l'abito nuziale, l'airone bianco maggio- 
re ha anch'esso il becco nero, ma la mo- 



le imponente rispetto alla garzetta non 
pone dubbi sul riconoscimento. 

La garzetta, dunque, è un airone di 
medie dimensioni; misura 55-65 cm di 
lunghezza, mentre il peso va dai 350 




La tecnica di caccia più comune della garzetta consiste nel cammina- A volte è possibile che la garzetta compia un piccolo 
re lentamente nell'acqua bassa per scorgere qualche possibile preda tuffo per ghermire un pesce a pelo d'acqua 



VITA IN CAMPAGNA 9/2010 



63 



AMBIENTE - NATURA 




Spesso le garzette litigano tra loro, soprattutto per contendersi i posti migliori di 
pesca o per allontanare maschi rivali nel perìodo dei corteggiamenti 



ai 600 grammi. Il piumaggio è com- 
pletamente bianco e il becco, come già 
accennato, è nero. Nere sono anche le 
zampe, mentre i «piedi» sono gialli. 

Nel periodo riproduttivo gli adul- 
ti hanno sulla nuca una lunga cresta di 
penne filiformi, dette egrette, molto ri- 
cercate nel secolo scorso per ornare cap- 
pelli femminili. 

L'aspetto nei due sessi è simile, ma i 
maschi risultano mediamente più gran- 
di delle femmine. In volo, come tutti gli 
aironi, anche questa specie tiene il col- 
lo piegato ad «S» e batte le ali lentamen- 
te. La garzetta di solito è silenziosa, ma 
quando comunica con i suoi simili emet- 
te un gracchiante «kaark». 

È MAGGIORMENTE PRESENTE 

IN PIANURA PADANA, NELLE 

ZONE COLTIVATE A RISAIA 

La garzetta è diffusa in Europa, Asia, 
Africa e Australia. In Italia è uno degli 
aironi più presenti, con circa 9.000 cop- 
pie nidificanti, che rappresentano in pra- 
tica circa il 22% della popolazione eu- 
ropea. 

II nostro Paese riscontra la più al- 
ta percentuale di garzette in pianura pa- 
dana, in particolar modo nelle zone a ri- 
saia. Questa specie di airone è diffusa 
abbondantemente anche negli ambien- 
ti umidi costieri dell'alto Adriatico ed è 
presente in piccola percentuale in alcune 
zone della Toscana, Puglia e Sardegna. 
Durante la migrazione si possono vede- 
re soggetti isolati o gruppetti nelle zone 
umide costiere di tutta la penisola. 



La garzetta frequenta una gran va- 
rietà di ambienti, ma preferisce i luo- 
ghi aperti con acqua bassa, sia dolce che 
salmastra. Le lagune, le vaste paludi e le 
risaie costituiscono importanti luoghi di 
alimentazione, ma anche i canali con ri- 
ve degradanti sono frequentati assidua- 
mente. Per la nidificazione sono scelte, 
invece, aree boscose, dalle quali le gar- 
zette possono spostarsi di oltre venti chi- 
lometri per raggiungere gli abituali luo- 
ghi di alimentazione. 

È UNA SPECIE MIGRATRICE, 

MA IN ITALIA UN BUON NUMERO 

DI INDIVIDUI È STANZIALE 

La garzetta è una specie migratri- 
ce, ma nel nostro Paese una parte 
della popolazione rimane per 
tutto l'anno (popolazione 
stanziale). Le aree di sver- 
namento comprendono soprattutto le zo- 
ne africane a sud del deserto del Sahara, 
ma parecchi individui si fermano nelle 
aree più calde del bacino del Mediterra- 
neo, come l'Africa del Nord, la Francia 
meridionale e le coste dell'Adriatico. 

La garzetta è gregaria (cioè vive in 
gruppo), ma si possono trovare individui 
isolati sparsi qua e là lungo le rive degli 
specchi d'acqua. Nei luoghi particolar- 
mente ricchi di cibo le garzette si accal- 
cano numerose e in questi casi si verifi- 
cano episodi di «intolleranza». Gli uc- 
celli non intendono affatto condividere 
il posto di pesca e si scacciano furiosa- 
mente a colpi di becco, pur senza mai fe- 
rirsi seriamente. Evidentemente è l'ec- 



citazione per il cibo abbondante che fa 
scattare questo comportamento, perché 
in altri momenti le garzette si tollerano 
tranquillamente. 

Per catturare le prede, la garzetta può 
sostare sulla riva, in prossimità dell'ac- 
qua, su un posatoio e sferrare un colpo di 
becco sui pesciolini che giungono a tiro. 
Un'altra tattica consiste nel camminare 
nell'acqua bassa, al massimo venti centi- 
metri, e soiprendere animaletti come pe- 
sci, anfibi, insetti, crostacei, oppure ispe- 
zionare il fondo per afferrare larve e ver- 
mi. Quando una preda si dimostra parti- 
colarmente mobile, come un guizzante 
pesciolino, la garzetta può compiere pas- 
si veloci, fare un breve volo e sferrare ri- 
petuti colpi di becco a destra e a sinistra 
finché il malcapitato pesce viene arpiona- 
to. A volte è attuata una tecnica partico- 
lare e specializzata, che consiste nell'agi- 
tare una zampa nell'acqua bassa, renden- 
dola torbida rapidamente, e catturare lar- 
ve e crostacei che disturbati da questa 
azione salgono in superficie. 

La garzetta caccia anche sul terre- 
no lungo le rive dei fossati e dei canali 
e cattura vermi, ragni, larve, insetti ter- 
restri, chiocciole, piccoli rettili e anche 
piccoli mammiferi (topi, arvicole, tal- 
pe, toporagni) con dimensioni che van- 
no da 1 a 15 cm. Nelle vasche d'alleva- 
mento del pesce, se le rive sono degra- 
danti o in punti dove l'acqua non supe- 
ra i 20 cm, riesce a predare gli avannotti. 
Ovviamente se ha a disposizione posatoi 
che le permettono di arrivare nell'acqua 
con il becco, il raggio d'azione di pesca 
si allarga; a volte riesce a compiere pic- 
coli tuffi da 40-50 cm d'altezza, per tor- 
nare immediatamente sul posatoio dopo 
la cattura [1]. 





Una garzetta mentre sfoggia 
le vaporose piume dell'abito nuziale 



64 



VITA IN CAMPAGNA 9/20 1 




AMBIENTE - NATURA 



Le garzette nidificano, in colonie, 

in posti denominati garzaie. 

Nella sequenza: 

un esemplare in cova 

(a lato a sinistra), 

uno che sistema ì bordi del nido 

(sotto a sinistra) 

e uno alle prese con i pulcini nati 

(sotto a destra) 



SI RIPRODUCE IN LUOGHI 

ALBERATI NEI PRESSI 

DI ZONE UMIDE 

La garzetta si riproduce in posti deno- 
minati «garzaie», situati in luoghi albera- 
ti nei pressi di zone umide. In aprile, subi- 
to dopo aver occupato questi siti, iniziano 
i corteggiamenti e i maschi sfoggiano lun- 
ghe penne ornamentali mettendo in evi- 
denza un vaporoso piumaggio. Per mo- 
strare meglio la loro sontuosa livrea nu- 



ziale i pretendenti assumono pose spetta- 
colari, con le penne del collo e della testa 
erette, ed emettono giuda gorgoglianti, che 
diventano aspre quando devono scacciare 
dei rivali che si sono avvicinati troppo. 

Il nido, una coppa di rami intrecciati 
del diametro di 30-35 cm senza rivesti- 
mento interno, è costruito dai due com- 
ponenti della coppia in collaborazione 
e viene posto, da due a venti metri d'al- 
tezza, sulle biforcazioni di alberi come 
pioppi, pini, querce e salici, oppure su 







Dopo l'involo 
i giovani 
pretendono 
ancora cibo 
dai genitori, 
ma ben presto 
saranno 
indipendenti 



grossi arbusti come il sambuco; rara- 
mente è collocato tra le canne. 

Le 3-6 uova deposte sono bianche e 
presentano dimensioni medie di 47x34 
mm (vedi foto qui sotto); vengono co- 
vate sia dalla femmina che dal maschio 
per 21-22 giorni. 

La cova inizia già dal primo uovo e i 
pulcini nascono al ritmo di uno al gior- 
no. Questo comporta una certa differen- 
za nella taglia dei piccoli: il primo na- 
to è nettamente superiore come dimen- 
sioni all'ultimo. Ne consegue che, spes- 
so, i fratelli di dimensioni maggiori sot- 
traggono le imbeccate ai più giovani e 
tra gli ultimi nati delle nidiate vi è un'al- 
ta mortalità. 

I piccoli sono alimentati con pesce 
rigurgitato e dopo 40 giorni diventano 
indipendenti e compiono le prime espe- 
rienze di caccia. 

Viene allevata una sola covata l'an- 
no, ma il periodo riproduttivo della gar- 
zetta si può protrarre fino ad agosto, per- 
ché le coppie non sono sincronizzate 
nella deposizione e può succedere che 
una coppia deponga quando un'altra ha 
già visto nascere i pulcini. 



l-oio dell' Amore 



Maurizio Bonora 



[1] Sul n. 9/2008, a pag. 53, abbiamo 
pubblicato un articolo sugli uccelli che 
si nutrono di pesci nelle risaie e nelle va- 
sche d'allevamento e su come limitare i 
danni nei piccoli allevamenti a condu- 
zione familiare. 



VITA IN CAMPAGNA 9/2010 



65 




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AMBIENTE - NATURA 



L'astronomia per chi vive in campagna: 
la Luna, Andromeda e l'omonima galassia 

In settembre, oltre a osservare la costellazione di Andromeda e le sue stelle principali Almach, Mirach 

e Sirrah, si può ammirare anche l'unica galassia di stelle visibile a occhio nudo: 

la Galassia di Andromeda, chiamata anche M31, costituita da circa mille miliardi di stelle 

Settembre: costellazione e galassia di Andromeda 



80° ^ eni ' 



60^, 



Galassia' 



AI mach 



Sirrah 



_^-"*~ Mirach 

i ir 

ANDROMEDA 



LUNA 



80° ZetlÌ t 80° 



^60° 




40° 



k20° 20°, 



Galassia di 
Andromeda 



k20° 



Almach 



-•\±j*<r. Sirrah 
Mirach 

ANDROMEDA 



LUNA 



Nord 



Est 

1 settembre ore 24 



Sud Nord 



Est 

16 settembre ore 20 



Sud 



40°i 



20° 



80 oZenit 8QO 



C ;/»SÌ 

Almacliv-^Mirach 
ANDROMEDA 



^60° 



LUNA 



602* 



40" 



40° 



i20° 20° 



80° ZenÌt 80° 



«jalassiàdi, • 
Andromeda 



Sirrah 



Almàch r -^' Mirach 
ANDROMEDA 



40° 



L 20° 



LUNA 



Nord 



Est 

23 settembre ore 22 



Sud Nord 



Osservando il cielo in direzione nord- 
est l'I settembre alle ore 24 possiamo 
vedere la Luna decrescente nella fase 
di ultimo quarto bassa all'orizzonte. In- 
vece verso est, a metà altezza del cielo, 
è presente la costellazione di ANDRO- 
MEDA con le stelle Almach, Sirrah e 
Mirach; sopra quest'ultima troviamo la 
Galassia di Andromeda dalla caratteri- 
stica forma ellittica. 

Il giorno 16 settembre alle ore 20 ve- 
diamo la Luna crescente (ha completa- 
to la fase di primo quarto il giorno pre- 
cedente) in direzione sud; rivolgendo lo 
sguardo in direzione nord-est possiamo 
osservare ANDROMEDA e l'omonima 
Galassia quasi all'orizzonte. 

Guardando il cielo in direzione sud- 
est il 23 settembre alle ore 22 vediamo 
una splendida Luna piena, mentre la co- 



stellazione di ANDROMEDA e la Ga- 
lassia di Andromeda sono visibili ver- 
so est, a circa metà altezza nel cielo. 

Infine il 30 settembre alle ore 24 è vi- 
sibile la Luna in fase decrescente, quasi 
in direzione est (completa la fase di ul- 
timo quarto 1' 1 ottobre), con la costella- 
zione di ANDROMEDA verso est molta 
alta nel cielo e la Galassia di Androme- 
da quasi allo Zenit (la sommità del cielo 
sopra il capo di chi guarda). 

DALLA COSTELLAZIONE 
ALLA GALASSIA DI ANDROMEDA 

La costellazione di ANDROMEDA è 
costituita da più di 80 stelle di magnitu- 
dine compresa tra 2 e 6 (la luminosità ap- 
parente delle stelle), di cui tre sono ben 
riconoscibili (Almach, Sirrah e Mira- 



Est 

30 settembre ore 24 



Sud 



eh), poiché si estende in una zona del cie- 
lo con poche stelle visibili a occhio nudo. 
Questa costellazione è famosa perché dà 
il nome alla omonima galassia, una im- 
portantissima galassia a spirale di grandi 
dimensioni (una galassia è un grande in- 
sieme di stelle, ammassi ed associazioni 
stellati, gas e polveri legati insieme dalla 
reciproca forza di gravità). 

Una volta riconosciuta la costellazio- 
ne di ANDROMEDA e la stella Mirach, 
risulta agevole individuare la Galassia 
di Andromeda che si trova subito sopra, 
spostata leggermente a nord, e ha una 
forma ellittica con l'asse maggiore in di- 
rezione nord-est. La prima osservazione 
della Galassia di Andromeda è stata re- 
gistrata da un astronomo arabo, nel 964 
d.C., che la definì una «piccola nube». Il 
periodo migliore per la sua osservazio- 



VITA IN CAMPAGNA 9/2010 



67 



AMBIENTE - NATURA 




Quella di Andromeda è la galassia gigante più vicina alla terra e si stima che sia 
costituita da circa mille miliardi di stelle 



ne nel cielo serale è quello compreso fra 
settembre e marzo; nel nostro emisfero 
questa galassia è uno degli «oggetti» ce- 
lesti più caratteristici dei cieli autunna- 
li e invernali. 

Le galassie a spirale sono costituite 
da un disco largo e piatto generalmente 
ricco di materia interstellare e ammassi 
di stelle, spesso disposti in spirali. 

Gli astronomi sostengono che la ga- 
lassia di Andromeda sia più grande an- 



che dèlia nostra Via Lattea, nonché la 
galassia gigante più vicina, nonostan- 
te si trovi a circa 2,5 milioni di anni lu- 
ce dalla Terra (si ricorda che un anno lu- 
ce è la distanza percorsa dalla luce in 
un anno alla velocità di circa 300.000 
chilometri al secondo!); si tratta del- 
l' «oggetto» celeste più lontano visibile 
a occhio nudo, quindi senza l'ausilio di 
un telescopio. 

A causa di questa vicinanza, la ga- 



lassia di Andromenda assume un ruo- 
lo importante negli studi dell'Universo. 
In base alle conoscenze conseguite con 
le osservazioni del telescopio spaziale 
Spitzér (osservatorio spaziale costruito 
dalla Nasa), la galassia di Andromeda 
sarebbe composta da circa mille miliar- 
di di stelle, un numero molto superio- 
re a quello della Via Lattea (che ne con- 
ta circa 200 miliardi), e si estenderebbe 
per circa 141.000 anni luce. 

Gli astronomi hanno osservato che la 
Galassia di Andromeda si sta avvicinan- 
do alla Via Lattea alla velocità di circa 
140 chilometri al secondo: le due galas- 
sie potrebbero quindi entrare in collisio- 
ne fra circa 2,5 miliardi di anni. Scon- 
tri di questo tipo sono «frequenti» nei 
gruppi di galassie e in questo caso si 
avrebbe la nascita di una nuova galassia 
di grandissime proporzioni. 

Simone Bartolini 

Puntate pubblicate. • La Luna come 
punto di riferimento (n. 1 1/2009) • La 
Luna e la stella Capella (n. 12/2009) 
• La Luna e le stelle Castore e Pollu- 
ce (n. 1/2010) • La Luna e le stelle Be- 
telgeuse e Rigel (n. 2/2010) • La Lu- 
na e il pianeta Marte (n. 3/2010) • La 
Luna e i pianeti Venere e Mercurio (n. 
4/2010) • La Luna e la stella Regolo (n. 
5/2010) • La Luna e il pianeta Saturno 
(n. 6/2010) • La Luna e la stella Antares 
(n. 7-8/2010) • La Luna, Andromeda e 
l'omonima galassia (n. 9/2010) 




Le osservazioni del cielo di settembre per i lettori più preparati 

(1' 1 settembre alle ore 22, il 15 settembre alle ore 21 e il 30 settembre alle ore 20) 

Osservando la volta celeste in direzione nord-ovest, partendo dall' oriz 
zonte vediamo la costellazione dell 'ORSA MAGGIORE con Du- 
bhe e Merak , le due stelle che si utilizzano come pun 
to di riferimento per individuare la stella Polare : pro- 
lungando di 5 volte la distanza tra le due stelle ester- 
namente a Dubhe si trova la stella Polare. Vol- 
gendo lo sguardo verso ovest troviamo la brillan- 
te stella Arturo della costellazione dì BOOTE, 
In direzione nord individuiamo la stella Polare 

nella costellazione dell'ORSA MINORE, 
attorno alla quale si snoda quella del DRA- 
GO con Eltamin , la sua stella principa- 
le, quasi allo Zenit (la sommità del cielo 
sopra il capo di chi guarda). Con la co- 
da posta tra ORSA MAGGIORE e ORSA 
MINORE, questa costellazione è una delle 
più estese; la sua storia è legata al mito di 
Ercole, che uccise un drago nel corso del- 
l' undicesima fatica (in tutto furono 12). In 
direzione nord-est, a circa due terzi di altez- 
za nel cielo, è visibile la sfavillante Alderamin della costellazione di CEFEO e, appena sotto, quella di CASSIOPEA. Al- 
la stessa altezza, volgendo lo sguardo verso est, vediamo un «piccolo» ammasso luminoso, la Galassia di Andromeda, che ci 
appare di forma ellittica osservandola con un piccolo telescopio. Subito sotto è presente la costellazione di ANDROMEDA 
e alla sua sinistra, quasi all'orizzonte, la costellazione di PERSEO con la stella principale Algol . (Simone Bartolini) 



68 



VITA IN CAMPAGNA 9/2010 



Risposte ai lettori 



L'ECHIUM ITALICUM 

È COMMESTIBILE, 

MA LE FOGLIE SI POSSONO 

RACCOGLIERE SOLO QUANDO 

SONO ANCORA TENERE 

Ho letto sul numero di gennaio 2010 a 
pag. 63 le informazioni relative al- 
l' Echium ìtalicum. Diversamente da 
quanto da voi affennato, a me risulta che 
questa pianta sia utilizzata in diverse zo- 
ne a scopo alimentare. Vi sarei grato per 
una vostra precisazione in merito. 

Mauro Vaglio 
Ivrea (Torino) 



L'uso ali- 
mentare della 
viperina mag- 
giore (Echium 
ìtalicum) è 
poco frequen- 
te perché le 
foglie a roset- 
ta disposte al- 
la base della 
pianta sono 
molto pelose 
e ricche di se- 
tole a volte 
dure e pun- 
genti. Per tale 
ragione abbia- 
mo preferito 
non indicare 
questa specie 
come pianta 
commestibile. 

©Allo sta- 




Esemplare di viperina 
maggiore 
(Echium italicum) 



dio di ro- 
setta basale, 
prima dell'emissione dello scapo fiorale, 
le foglie possono essere consumate, dopo 
cottura, anche se risultano di scarsa quali- 
tà rispetto a quelle di altre erbe spontanee 
da consumare allo stesso modo. 

Per completezza di informazione ri- 
cordiamo, che oltre alle foglie della ro- 
setta, si possono usare anche i fiori in in- 
salate miste. I fiori si staccano facilmen- 
te e si possono anche succhiare appena 
staccati per assaggiarne il nettare. Va 
A. fatta attenzione, però, a staccare i 
^— ^ fiori senza toccare la pianta che in 
questo stadio può aver indurito molto le 
setole che possono rimanere fastidiosa- 
mente conficcate nella pelle. 

La viperina maggiore, assieme alla 
simile viperina comune (Echium volga- 
re), è attualmente studiata come fonte di 
un olio (contenuto nei semi) ricco in 
omega-3 e acidi grassi essenziali da im- 
piegare in medicina. (Adolfo Rosati) 



VITA IN CAMPAGNA 9/2010 




(^ukUimìukcik 



I fagioli della Carnia, eccellente prodotto 
di una terra straordinaria 

Il Friuli-Venezia Giulia è una regione di grande tradizione agricola, una terra ricca di antiche usanze 

legate al mondo contadino e abitata da gente tenace. In Carnia, territorio confinante con il Veneto, 

l'Austria e la Slovenia, si coltivano da sempre fagioli, utilizzati per preparare gustosi piatti tradizionali. 

Ve li presentiamo, assieme alle bellezze di cui è ricca la terra nella quale si producono 



Durante tutto l'Ottocento e fino alla 
metà del Novecento il fagiolo era un le- 
gume assai diffuso nell'alimentazione dei 
friulani. Le statistiche degli anni Venti del 
secolo scorso riportano un consumo di 
circa 15 chilogrammi di fagioli per per- 
sona all'anno (oggi siamo a circa 3-3,5 
chilogrammi), molto vicino a quello di 
patate, ben superiore a quello di carne 
di pollo, formaggio e pesce. Il popola- 
re legume era consumato sia dalle clas- 
si più abbienti che da quelle con mino- 
ri possibilità economiche. 

Lo documenta bene la contessa Giu- 
seppina Perusini Antonini nel suo libro, 
scritto negli anni Sessanta, «Mangiare e 
ber friulano», che apre il capitolo dedi- 
cato alle minestre con queste parole: «La 
minestra più popolare in Friuli è a ba- 
se di fagioli, e può essere fatta con fagio- 
li soli o mescolati con verdure, pasta, ri- 
so ecc.». Seguono quindici ricette da rea- 
lizzare con questo legume, che viene così 
descritto: «Il fagiolo friulano è in genera- 
le piccolo, unicolore, screziato a punti in 
rosso salmonato; ha forma di cuscinetto». 
L'autrice dedica una menzione a parte al- 
iante, caratteristica minestra della Carnia 
realizzata con fagioli, brovada (rape ina- 
cidite sotto vinaccia), verdure varie, fari- 
na di mais e burro. 

I FAGIOLI DELLA CARNIA 

SI GUSTANO TUTTO L'ANNO, 

IN MINESTRE, ZUPPE 

E ALTRI TIPICI PIATTI 

TRADIZIONALI 

Nel 1942 il popolare almanacco 
«Avanti cui brun!» dedicava alcune pa- 
gine alle «Specialità dei paesi friulani». 
Per quanto riguarda la Carnia, all'atten- 
zione dell'estensore delle pagine non 
sfuggì l'importanza della jote, una mi- 
nestra «tanto densa che il cucchiaio vi si 
regge quasi vanga sulla terra». 

Pure Emilio Sartorelli, nel 1 960, elen- 
ca tra le specialità nostrane i fagioli con 
le cotiche: «È un piatto sano e appetito- 
so - scrive - adatto particolarmente al gu- 
sto della forte gente friulana. Anche se 
il Friuli non ne può sicuramente vanta- 
re l'esclusività - prosegue - accettiamola 




I fagioli della Carnia sono legumi che fanno 

parte da sempre dell 'alimentazione 

dei friulani e sono gli ingredienti di numerosi 

e gustosi piatti tipici tradizionali 

Ancora nel 1965, Carlo Dal Cer, al- 
lora collaboratore dell'Istituto nazio- 
nale della nutrizione di Roma elen- 
cava come tradizioni alimentari della 
Carnia i seguenti piatti: jote, zuppa di 
fagioli, minestra di brovada e fagioli, 
minestra di verdure selvatiche e fagio- 
li, minestra di fagioli con latte. Ancora 
oggi la ristorazione locale propone tutto 
l'anno gli stessi gustosi piatti. 

UN TESORO DI BIODIVERSITÀ 
E LA SAGRA DEL FAGIOLO 



lo stesso come minestra friulana che deve 
esser cotta in pentola di terra e preparata 
con fagioli di Carnia (senza buccia) e co- 
tica di maiale, non troppo fresca né trop- 
po vecchia, e che verrà indubbiamente 
migliorata aggiungendovi un cucchiaio di 
verde e genuino olio d'oliva». 



Per tentare di arrestare il declino del- 
la coltura, l' allora Centro regionale di 
sperimentazione agraria, ora facente 
parte dell'Ersa (Agenzia regionale per 
lo sviluppo rurale), nel 1997 diede avvio 
ad un lavoro di ricerca e miglioramento 



PRATO CARNICO 



PESARIIS ^4 




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SUTRIO • 

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PAULARO • 

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CARNIA-TOl'M'ÉZZO 

UDINE 



TARVISIO 



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Come raggiungere la zona. Autostrada A23 Udine-Tarvisio, uscire al casello di 
Carnia-Tolmezzo e imboccare, per raggiungere Pesariis, la SS52, poi la SS355 e in- 
fine la SS465. Per le altre località (Sutrio, Paularo, Arta Terme) percorrere sempre 
la SS52 e, a Tolmezzo, prendere la SS52 bis 



70 



VITA IN CAMPAGNA 9/2010 



TURISMO RURALE 



genetico dei fagioli della Carnia per va- 
lorizzarne le caratteristiche. In due anni 
venne raccolto un tesoro di biodiversità, 
costituito da 144 campioni diversi, pro- 
venienti da 57 località site in 12 vallate. 
Per riconquistare la fama perduta, in 
una delle località più famose e vocate al- 
la coltivazione dei fagioli della Carnia, 
Pesariis, dal 1999 si organizza ogni anno 
«Arlois e fasois», sagra del fagiolo inte- 
ramente dedicata al legume, con degusta- 
zioni e una piccola mostra mercato, che 
quest'anno si terrà 1' 1 1 e il 12 settembre; 
per maggiori informazioni contattate il 
numero telefonico 0433 69420. 

IL METODO DI COLTIVAZIONE 

DALLA SEMINA ALLA 

SGUSCIATURA È ANCORA QUELLO 

MANUALE DI UNA VOLTA 

Oggi in Carnia le superfici coltivate a 
fagiolo sono assai limitate; si tratta sem- 
pre di varietà rampicanti, spesso coltivate 
assieme (consociate) alle patate. 

La semina, tradizionalmente, è scalare 
(da inizio maggio a fine giugno), per otte- 
nere raccolti prolungati nel tempo. Nelle 
postarelle (buchette) di semina si pongo- 
no 10-13 semi, in previsione di un ritorno 
di freddo che potrebbe distruggere buona 
parte delle piantine. La distanza tra una 
postarella e l'altra è pari a 50 centimetri, 
mentre le file sono distanti tra loro 80-90 
centimetri. Per la concimazione si impie- 
ga esclusivamente letame, e le operazio- 
ni di diserbo, volte all'eliminazione delle 
erbe infestanti che crescono tra le colture, 
vengono effettuate manualmente. 

Tra le varietà più conosciute e richie- 
ste ricordiamo il borlotto di Carnia, dalla 
granella maculata bianca e rossa, raccol- 
to manualmente allo stadio secco entro la 
metà di ottobre, quando la maggior parte 
dei baccelli (lunghi 20-22 centimetri, con 
6-8 semi) è ingiallita e l'umidità dei legu- 
mi si aggira attorno al 20%; pure la sgu- 
sciatura è manuale. I legumi secchi ven- 
gono conservati generalmente in sacchi di 
juta, o in damigiane di vetro, posti in loca- 
li ben asciutti e freddi. 

I LUOGHI DA VISITARE 

A lato dell'imbocco della Val Chiar- 
sò vi è Arta Terme, località molto co- 
nosciuta in Friuli-Venezia Giulia, so- 
prattutto come centro termale aperto tut- 
to l'anno. Tra le sue bellezze architetto- 
niche si segnala la quattrocentesca chie- 
setta di San Nicolò degli Alzeri. 

A Paularo, la chiesa parrocchiale di 
Santa Maria Maggiore, con il suo alta- 
re ligneo ed il ciclo di affreschi del XVI 
secolo, è il monumento più importan- 
te della Valle d'Incarojo. Da ammirare, 
inoltre, Palazzo Calice-Screm (XVI se- 




Tipica coltivazione di fagioli in Carnia; 

si tratta sempre di varietà rampicanti, 

spesso coltivate assieme alle patate 

colo), Palazzo Mocenigo-Linussio-Fa- 
biani (XVIII secolo) e Palazzo Calice 
(XVII secolo), nella frazione di Villafuori. 

A Prato Carnico, principale centro 
della Val Pesarina, e più precisamente 
nella frazione di Osais, merita una vi- 
sita la chiesa di San Leonardo, risalente 
al 1391 (e ricostruita nella seconda me- 
tà del XVIII secolo), nella quale si pos- 
sono ammirare i pregevoli affreschi cin- 
quecenteschi di Pietro Fuluto da Tol- 
mezzo (qui alla sua opera prima). 

Pesariis, oltre che dei fagioli, è «il pae- 
se degli orologi». La fama di questo bor- 
go nel mondo è legata al fatto di essere dal 
XVII secolo un importante luogo di pro- 
duzione di orologi, dal 1725 sede della no- 
ta fabbrica Solari. Tanta «precisa» attività 
si riscontra percorrendo le vie del paese, 
disseminate di meridiane e orologi di va- 
rie epoche e tipologie, e visitando il Mu- 
seo dell'orologeria, che custodisce orolo- 
gi a parete costruiti tra la fine del XVII e 
l'inizio del XVIII secolo e modelli più re- 
centi (per maggiori informazioni contatta- 
te il numero telefonico 0433 69034). 

E come non visitare Sutrio, una del- 
le località più caratteristiche della Carnia 
(posta sulla riva destra del fiume But, af- 
fluente del Tagliamento), famosa per la la- 
vorazione del legno. Il borgo, il 5 settem- 
bre, si trasforma in un laboratorio del le- 
gno a cielo aperto, dove gli artigiani del 
posto e quelli provenienti anche da altre 
parti d'Italia e dall'estero mettono in mo- 
stra la loro abilità durante la manifestazio- 
ne «Magia del legno», che coinvolge l'in- 



Alcuni agriturismi 
dove è possibile soggiornare 

• Agricola Morassi Giancarlo - Frazio- 
ne Cedarchis - 33022 Arta Terme (Udine) 
- Tel. 0433 928951 - Celi. 339 3856515. 

• Casera Cason di Lama - Località 
Lanza - 33027 Paularo (Udine) - Tel. 
0428 90928 - Celi. 328 0052710. 

• Malga Pizzul - Via Monte Pizzul, 
72 - 33027 Paularo (Udine) - Celi. 338 
4252014. 

• Malga Valbertàt Bassa - Località Val- 
bertàt - 33027 Paularo (Udine) - Tel. 
0433 70126 - Celi. 320 4315906. 

• Range Randice - Via Marconi, 100 - Lo- 
calità Randis - 33022 Aita Terme (Udine) - 
Celi. 329 2316254. 

• Sandri Salvatore - Località Dome- 
neal (zona Salino) - 33027 Paularo (Udi- 
ne) - Tel. e fax 0433 70553 - Celi. 338 
3735177. 




Dove acquistare 
i fagioli della Carnia 

- Elena Cacitti - Via Somma, 5 ^ 

- 33028 Tolmezzo (Udine) - 
Tel. 0433 43902 - Celi. 3473912175. 
-Loris Granzotti - Via dell'Industria, 
54 - 33028 Tolmezzo (Udine) - Tel. 
0433 41730 - Celi. 328 6850755. 




Uno dei numerosi maestri intagliatori 
all'opera durante la manifestazione 
«Magia del legno», in programma a Su- 
trio (Udine) il 5 settembre 

tero paese (per maggiori informazioni con- 
tattate il numero telefonico 0433 778921). 
A Sutrio si può inoltre pernottare nel- 
1' «Albergo diffuso» di Borgo Soandri, co- 
stituito da circa 120 posti letto suddivisi 
in 26 mini appartamenti, ricavati dalla ri- 
sniitturazione di edifici rurali non più uti- 
lizzati ed arredati nel tipico stile carnico. 
I servizi offerti sono gli stessi di un alber- 
go tradizionale: reception (dove fra l'al- 
tro si può ritirare un' audioguida che por- 
ta alla scoperta degli angoli più sugge- 
stivi del paese e ne racconta storia e leg- 
gende), fornitura e cambio bianche- 
ria, pulizia e prima colazione conta- 
dina con prodotti camici, recapitata 
in un cestino davanti alla porta ogni 
mattina; per maggiori informazioni 
contattate il numero telefonico 0433 
778921 o rivolgetevi a Carnia Welco- 
me al numero telefonico 0433 466220. 

Adriano Del Fabro 

: CONTROLLO INDIRIZZI AL 5-7-2010 



VITA IN CAMPAGNA 9/20 IO 



71 



TURISMO RURALE 




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Risposte ai lettori 



FATTORIA DIDATTICA: 
SUGGERIMENTI PER PROPORSI 
CON EFFICACIA ALLE SCUOLE 

All'inizio del prossimo anno scolastico 
vorrei proporre a tutti gli istituti scolastici 
della provincia una visita didattica nella 
mia fattoria. Avete qualche consiglio da 
darmi per consentirmi di essere efficace 
nella presentazione della mia azienda? 

Carlo Giovanaro 
Pavia 

Per invogliare a una vista scolastica 
presso una fattoria didattica è necessa- 
rio, innanzi tutto, tenere conto dei tem- 
pi della programmazione scolastica. 

Le scuole, che sono i principali clienti di 
una fattoria didattica, elaborano il Piano 
dell'offerta formativa (Pof) e gli even- 
tuali viaggi di istruzione di più giorni o 
le visite guidate di un giorno verso il 
mese di maggio; in settembre, poi, ri- 
prendono la programmazione di massi- 
ma per definire più compiutamente gli 
obiettivi delle escursioni. 

• È opportuno, quindi, predisporre in 
maggio una presentazione cartacea 
(un depliant o, più semplicemente, un 
documento elaborato al computer) delle 
attività che si intendono proporre, 
esplicitando gli obiettivi pedagogici che 
si intendono perseguire e inviare tale 
pubblicazione agli uffici scolastici della 
propria provincia e delle zone limitrofe. 
E certamente utile trasferire tali infor- 
mazioni anche sul proprio sito Inter- 
net, pur essendo in Italia ancora poche 
le scuole che utilizzano Internet per pre- 
notare visite in fattoria. 

• In settembre, alla ripresa della scuola, 
è indispensabile riallacciare quindi i 
contatti con gli insegnanti attraverso l'or- 
ganizzazione di momenti di confronto, 
preferibilmente di gruppo. Sarebbe tutta- 
via utile partecipare anche a uno degli ul- 
timi collegi dei docenti (a questo scopo bi- 
sogna inoltrare una richiesta alla segreteria 
scolastica), in maggio, al fine di poter pre- 
sentare direttamente agli insegnanti le pro- 
poste della propria fattoria didattica e av- 
viare un confronto per elaborare insieme 
dei progetti didattici che vedano la fattoria 
didattica al centro del progetto. 

Le proposte dell'azienda potranno, 
inoltre, assumere una valenza maggiore 
se si inseriscono all'interno di un'offer- 
ta integrata da parte di più fattorie di- 
dattiche che collaborano e che vanno a 
costituire una rete a livello locale, impe- 
gnata anche nella formazione degli ope- 
ratori e nella promozione delle diverse 
offerte. (Marco Boschetti) 



72 



VITA IN CAMPAGNA 9/2010 



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Come convincere i bambini a mangiare, 
senza fare capricci, frutta e verdura 

Molti bambini - non tutti per fortuna - non amano mangiare frutta e verdura, il cui regolare consumo, 

come sappiamo, riduce il rischio di insorgenza di molte malattie. Ecco qualche suggerimento 

per convincerli a consumare questi alimenti senza ricorrere a proibizioni e/o minacce 



È noto ormai da tempo che il consu- 
mo regolare di frutta e ortaggi riduce il 
rischio di insorgenza di malattie come 
raffreddore, influenza, ecc. e di diver- 
se malattie croniche e degenerative co- 
me l'infarto del cuore, l'ictus cerebrale, 
il diabete, l'osteoporosi, l'asma, le al- 
lergie, alcuni tumori, ecc. Gran parte di 
queste ultime malattie si manifestano in 
età adulta, ma mettono radici nell'orga- 
nismo quando si è ancora molto giova- 
ni. Anche per questo è importante che i 
bambini adottino il più presto possibile 
buone abitudini alimentari, incluso il 
consumo regolare di un piatto di ortag- 
gi crudi a inizio pranzo e cena e di un 
paio dì frutti di stagione come spuntino . 

Fin qui la teoria, ma il passaggio alla 
pratica non è sempre facile. I bambini alla 
proposta di mangiare frutta e verdura ri- 
spondono spesso con un deciso rifiuto, 
giustificato con motivazioni molto varie. 
Il «non mi piace» può anche essere accet- 
tato (almeno dopo un piccolo assaggio), 
ma la diffusa avversione per il colore ver- 
de nel piatto è francamente eccessiva. È 
evidente, però, che il ruolo educativo dei 
genitori (se lo vogliono esercitare) e le 
buone abitudini osservate in famiglia han- 
no una fondamentale importanza nel for- 
mare lo stile di vita, e quindi anche di ali- 
mentazione, dei figli. Ecco qualche sugge- 
rimento per avviare i bambini alla buona 
abitudine di consumare vegetali freschi. 



*.^ 



Ò\,, « 




Per convincere i bambini a mangiare 
frutta e verdura non bisogna ricorrere a 
minacce e/o proibizioni, come ad esem- 
pio quella di privarli dei loro giochi 
elettronici preferiti 

PRIMA REGOLA: 
NON PROIBIRE, NON MINACCIARE 

Non produce buoni risultati adotta- 
re il metodo delle proibizioni, delle for- 
zature o addirittura delle minacce. Ec- 
co qualche esempio di frasi, assai co- 
muni e poco utili: «smettila di piluc- 
care!», «devi mangiare di tutto!», «de- 
vi mangiare tutto!», «sbrigati!», «svelto 
perché si raffredda!», «le carote ti fanno 
bene!», «se mangi l'insalata ti do il ge- 
lato», ecc. 



Una ricetta adatta per far apprezzare 
la verdura ai bambini: un «istrice vegetale» 

Ecco una simpatica e facile ricetta da realizzare coinvolgendo i bambini. 
Materiale occorrente: 10 ravanelli, 2 coste di sedano, 2 carote, 1 limone, 1 pa- 
nino raffermo, 1 foglio di alluminio da cucina, spiedini di legno. 
Esecuzione: Togliete le foglie dai ravanelli e dal sedano e lavate tutte le ver- 
dure sotto acqua corrente. Raschiate e tagliate le carote a 
rondelle spesse mezzo centimetro, il sedano in tac- 
chetti lunghi 2-3 centimetri e i ravanelli a metà. 
Preparate vicino al tagliere una ciotola 
piena d'acqua acidulata con il succo del li- 
mone e metteteci le verdure appena taglia- 
te perché non anneriscano. Infilate, alternan- 
dole, le diverse verdure sugli spiedini, che in- 
filzerete nel panino ricoperto con il foglio di al- 
luminio: se gli spiedini sono numerosi potrete ot- 
tenere un simpatico «istrice vegetale»! 




CURARE L'ORTO 

È UN BUON METODO 

PER AVVICINARE I BAMBINI 

AL CONSUMO DI VERDURA 

Le cose vanno generalmente meglio 
se i bambini possono sperimentare non 
solo l'assaggio del piatto pronto, ma an- 
che la preparazione e, quando possibile, 
la coltivazione di frutta e verdura. 

A questo proposito, un'esperienza re- 
cente, quella della scuola inglese di St. 
Andrew's School a Shifnal (situata nello 
Shropshire), testimonia che proporre ai 
bambini di seminare le carote, racco- 
glierle con le proprie mani e prepararle 
per il consumo con l'aiuto degli educato- 
ri e, in particolari occasioni, anche dei 
genitori, è il miglior modo per far au- 
mentare il consumo di questo importan- 
te ortaggio durante la refezione scolasti- 
ca. Jan Bentley - responsabile del servi- 
zio mensa della St. Andrew's School - 
afferma con decisione: «Si possono ser- 
vire a cento bambini le carote persuaden- 
doli a mangiarle, se anche solo due di 
queste sono state coltivate nel giardino 
della scuola». Una strategia che proba- 
bilmente si rivela più efficace di un di- 
scòrso - incomprensibile per i più picco- 
li e lontano mille miglia dalla sensibilità 
degli adolescenti - sull'utilità delle caro- 
r la salute. 

Ili scolari inglesi non mangiano vo- 
leri le carote perché «fanno bene», 

perché sono buone e croccanti e, so- 
prattutto, sono il fratto del loro impegno 
e del loro divertimento. 

Il primo suggerimento è dunque evi- 
dente: genitori e nonni è bene che coin- 
volgano figli e nipoti nella coltivazione 
dell'orto, ma anche nell'impasto di torte 
a base di frutta e nella cottura di biscot- 
ti e nella preparazione di piatti a base di 
verdure. 

Inoltre, specialmente durante l'infan- 
zia, non è tanto importante mangiare una 
grande varietà di ortaggi (questo è piutto- 
sto un obiettivo da raggiungere con il 
tempo), quanto mangiare regolarmente 
l'ortaggio e/o il fratto preferiti. In tal mo- 
do si crea nel bambino un'abitudine alla 
presenza di questi alimenti nel pasto. 

Paolo Pigozzi 




VITA IN CAMPAGNA 9/2010 



73 



A inizio settembre 





• Coppi: le tipologie 
e le caratteristiche 



• I pilastri un tempo segnavano 
l'ingresso alle corti di campagna 





• Con i grigliati impreziosiamo 
il terrazzo e il giardino 



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DA SETTEMBRE SCARICA GRATIS DAL SITO 




uscirà il numero d'autunno 



Alcuni argomenti del prossimo numero: 





• Impariamo a conoscere 
i prodotti che usiamo in casa 
e ad utilizzare quelli 
ecologicamente sostenibili 



• Cani e gatti in casa: 
prevenzione e lotta 
alle pulci 



• Con il decoupage 
decoriamo un piatto di vetro 




3 

! 



> Come costruire 
una semplice fontana 
in giardino 




• Le ricette per preparare 
le Orecchiette teramane 
e i Cavatieddi 
della Basilicata 



e... molti argomenti ancora 

dai materiali dentro casa alle leggi 
e normative, al progetto su misura, 
alle fiere del periodo, ecc. 



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rivolgendosi all'Ufficio Libri (tei. 045.8010560 - e-mail: edizioni@informatoreagrario.it) oppure collegandosi al 
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MEDICINA - ALIMENTAZIONE 



Come realizzare squisiti liquori 
con menta piperita o con miele 

Preparare liquori utilizzando menta, una delle più comuni piante aromatiche presenti in quasi tutti 

gli orti e i giardini, non è cosa insolita: realizzare liquori con il miele è invece poco consueto. 

Ecco come prepararli, profumandoli con camomilla, scorza d'agrumi e spezie 



La menta piperita viene da sempre 
impiegata per preparare tisane, decot- 
ti, bibite dissetanti e liquori. Ma anche 
con il nettare prodotto dalle laborio 
se api, cioè con il miele, si possono 
preparare squisiti liquori, profu- 
mati con fiori di camomilla, 
scorze d'agrumi e spezie. 

LIQUORE 

ALLA MENTA 

Ingredienti: 20 

grammi di foglie di 
menta piperita, 200 mi 
di alcol per liquore a 95°, 
400 mi di acqua, 200 grammi 
di zucchero. 

Fate sciogliere a fuoco moderato in 
una pentola d'acciaio lo zucchero nel- 
l'acqua (1), quindi fate bollire per 5 mi- 
nuti e lasciate raffreddare. Lavate la 
menta (2) e ponetela ad asciugare su un 
canovaccio (3). A questo punto mettete 
lo sciroppo e la menta in una vaso di ve- 
tro a chiusura ermetica (4), mescolate e 
lasciate macerare per 30 giorni. Passato 
questo tempo filtrate il tutto per mezzo 
di un canovaccio di cotone (5) e imbot- 
tigliate (6). Il liquore è pronto per esse- 
re degustato subito. 




Con menta piperita o miele, aggiungendo 
fiori di camomilla, scorze d'agrumi e spe- 
zie, si possono preparare deliziosi liquori 

LIQUORE ALLA MENTA 

AROMATIZZATO CON 

CAMOMILLA E LIMONE 

Ingredienti: 30 grammi di foglie di 
menta piperita, 250 mi di alcol per liquo- 
re a 95°, 400 mi di acqua, 250 grammi di 
zucchero, 5 grammi di fiori di camomilla 
essiccati, la scorza di 1 limone. 

Liquore alla menta 



Lavate la menta e ponetela ad asciuga- 
re su un canovaccio. In un vaso a chiusura 
ermetica mettete a macerare per dieci 
giorni la menta, i fiori di camomil- 
la, la scorza di limone e l'alcol 
(7). Passato questo tempo fil- 
trate il tutto attraverso un ca- 
novaccio di cotone. Fate 
sciogliere a fuoco mode- 
rato in una pentola d'ac- 
ciaio lo zucchero nel- 
l'acqua, fate bollire per 5 
minuti e poi lasciate raf- 
freddare. A questo punto 
aggiungete il filtrato allo 
sciroppo di zucchero (8), me- 
scolate (9) e imbottigliate. D liquo- 
re va consumato dopo circa un mese. 

LIQUORE AL MIELE 
AROMATIZZATO AL LIMONE 

Ingredienti: 350 mi di alcol per li- 
quore a 95°, 500 mi di acqua, 250 gram- 
mi di miele, la scorza di 1 limone e di 
mezza arancia. 

Lavate gli agrumi, tagliate la loro scor- 
za a pezzi come illustrato nella foto (10) e 
ponetela a macerare con l'alcol per quat- 
tro giorni in un vaso di vetro a chiusura 
ermetica (11). Quindi separate le scorze 




76 



VITA IN CAMPAGNA 9/2010 






MEDICINA -ALIMENTAZIONE 



Liquore alla menta aromatizzato con camomilla e limone 




Liquore al miele aromatizzato al limone 




imi 

Liquore al miele aromatizzato con cannella, chiodi di garofano e limone 




dall'alcol (12) e fate sciogliere il miele 
nell'acqua (13). Unite i due liquidi (14), 
mescolate e imbottigliate (15). Il liquore 
è già pronto per essere degustato. 

LIQUORE AL MIELE 
AROMATIZZATO CON CANNELLA, 
CHIODI DI GAROFANO E LIMONE 

Ingredienti: 300 mi di alcol per li- 
quore a 95°, 500 mi di acqua, 200 mi di 
miele, 1 stecca di cannella, 2 chiodi di 



garofano, la scorza di un limone. 

Mettete a macerare per una decina 
di giorni in un vaso di vetro a chiusura 
ermetica la scorza di limone, la stecca 
di cannella, i chiodi di garofano e l'al- 
col (16). Trascorso questo tempo filtrate 
(17). Fate sciogliere il miele nell'acqua 
ed aggiungete il tutto al filtrato. Mesco- 
late bene (18) e imbottigliate. Il liquore 
è già pronto per essere degustato. 



Foto dell'Ancore 



Rita Bacchella 



Articoli pubblicati. Liquori e digestivi 
fatti in casa: ingredienti, attrezzature e pre- 
pai-azione (1/2010), rosmarino e timo (n. 
2/2010), alloro e salvia (n. 4/2010), carcio- 
fi e fragole (n. 5/2010), frutti di bosco (n. 
7-8/2010), menta e miele (9/2010). 

Si declina ogni responsabilità per gli eventuali danni 
derivanti dal consumo di prodotti alimentari preparati, 
trasformati e/o conservati con metodi casalinghi. Si fa 
presente che i procedimenti illustrati sono validi e si- 
curi ai fini del consumo solo quando vengono rispetta- 
te quelle norme sanitarie che non sempre le condizio- 
ni dell'ambiente familiare sono in grado di garantire. 



VITA IN CAMPAGNA 9/2010 



77 



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Risposte ai lettori 



LA COTTURA DIMINUISCE 

SIGNIFICATIVAMENTE 

IL CONTENUTO NUTRITIVO 

DI FRUTTA E ORTAGGI 

Quali e quante sostanze nutritive utili 
vengono alterate o perse nella cottura di 
frutta e ortaggi da conservare? 

Piero Soldani 
Montevarchi (Arezzo) 

Qualsiasi trattamento con il calore al- 
tera la composizione nutrizionale dei ve- 
getali, anche se non sempre in senso peg- 
giorativo (il licopene, per esempio, è una 
sostanza antiossidante e protettiva pre- 
sente nella polpa dei pomodori maturi la 
cui assimilazione è migliorata dalla cot- 
tura). È innegabile che soprattutto la sen- 
sibilissima vitamina C e il gruppo delle 
vitamine B vanno in tutto o in parte per- 
dute con l'esposizione alle alte tempera- 
ture; così come la componente enzimati- 
ca e la flora batterica (tipiche degli ali- 
menti crudi). Per quanto riguarda il con- 
tenuto di minerali il discorso varia a se- 
conda del tipo di cottura. 

Le diverse modalità di cottura influi- 
scono infatti in misura differente sui vari 
componenti dei cibi. La bollitura in ac- 
qua abbondante produce una significati- 
va perdita di sali minerali e di vitamine 
idrosolubili, cioè la C e quelle del gruppo 
B (è possibile salvare almeno in parte i 
sali minerali conservando e utilizzando 
l'acqua di cottura per minestre e salse); 
una rapida cottura a vapore (sempre pos- 
sibilmente con il recupero della poca ac- 
qua di cottura) oppure una stufatura velo- 
ce a fuoco basso mantengono invece so- 
stanzialmente integro il patrimonio mine- 
rale e determinano solo una lieve riduzio- 
ne del contenuto vitaminico. 

Conserve. In base a quanto detto fi- 
nora risulta evidente che è inutile anda- 
re a cercare grandi quantità di nutrienti 
nelle conserve di frutta e ortaggi, ali- 
menti che hanno un loro ruolo nel fen- 
dere gastronomicamente allettante la 
tavola, ma che non costituiscono una 
parte importante della dieta. 

Conclusione. Per chi adotta una dieta 
variata - composta da vegetali freschi e 
appena colti (non dovrebbe essere diffici- 
le per chi coltiva un frutteto o un orto) - 
il problema è francamente molto limitato. 
Per una dieta equilibrata dal punto di vi- 
sta del contenuto di vitamine, enzimi, flo- 
ra batterica e minerali è sufficiente che 
frutta e ortaggi crudi siano consumati 3-4 
volte al giorno e comunque in quantità 
superiori ad analoghi alimenti sottoposti 
a cottura. (Paolo Pigozzi) 



VITA IN CAMPAGNA 9/2010 



Leggi - Tributi - Finanziamenti 



Vorrei affittare la mia casa di campagna 
a dei turisti, quali sono le regole? 

Prima di affittare tutta o in parte la casa di campagna a dei turisti per ottenere un piccolo reddito 

occorre conoscere, per evitare spiacevoli sorprese, le norme amministrative, fiscali, di pubblica sicurezza 

e sanitarie che regolano questa attività. Attenzione anche a come è iscritto l'immobile nel catasto 



Abbiamo una casa (o un appartamen- 
to) in campagna che utilizziamo saltua- 
riamente o non utilizziamo affatto? Per- 
ché non affittarla, o comunque destinar- 
la all'ospitalità temporanea di turisti? 
Così facendo possiamo procurarci il ne- 
cessario per coprire le spese di manuten- 
zione ordinaria e straordinaria dell'im- 
mobile e assicurarci una piccola rendita. 
Come dobbiamo, però, regolarci per ot- 
tenere il miglior risultato economico e 
non andare incontro a qualche sgradevo- 
le sorpresa «burocratica»? 

Prima di entrare nel vivo del proble- 
ma diciamo che in questo articolo non si 
parla di affittare camere con il sistema 
del «Bed and Breakfast» perché, in que- 
sto caso, l'accoglienza deve essere orga- 
nizzata all'interno dell'abitazione del 
gestore (proprietario) e non in un immo- 
bile indipendente [1]. Inoltre, è bene 
chiarire che esiste, per la corretta appli- 
cazione delle norme, una distinzione, sia 
pur non nettamente delineata, fra attivi- 
tà di affìtto puro e semplice di un immo- 
bile e attività di servizio turistico orga- 
nizzato in forma imprenditoriale. 

Le attività di affitto puro e semplice, 
in generale, riguardano la concessione 
in uso di case o locali, non arredati o ar- 
redati, senza la prestazione di alcun ser- 
vizio accessorio da parte del proprieta- 
rio e comunque per lunghi periodi. 

Le attività di servizio turistico, invece, 
si caratterizzano per l'ospitalità di breve 
durata generalmente accompagnata dalla 
prestazione di servizi accessori alla offer- 
ta di alloggio, come ad esempio: la forni- 
tura e il cambio della biancheria da letto e 
da bagno; il riassetto quotidiano degli al- 
loggi; la somministrazione della prima co- 
lazione e dei pasti; l'organizzazione di in- 
trattenimenti per gli ospiti [2]. 

LE AUTORIZZAZIONI 
OCCORRENTI 

Per stabilire se l'affitto di un immobi- 
le (casa o appartamento) sia soggetto al 
preventivo rilascio da parte del Comune 
di autorizzazione o licenza, ovvero alla 
comunicazione di inizio attività (ove 
prevista dalla normativa regionale), dob- 
biamo distinguere quattro casi che qui di 
seguito riportiamo. 



A-Affitto con prestazione di servizi ac- 
cessori nell'ambito dell'attività agritu- 
ristica. Tale situazione è riservata alle 
imprese agricole e richiede la specifica 
autorizzazione per l'esercizio dell'atti- 
vità agrituristica, che viene rilasciata a 
seguito di una verifica della connessione 
(legame) fra l'attività agricola e l'attivi- 
tà turistica nonché della sussistenza di 
requisiti stabiliti dalla legge regionale 
sull'agriturismo. 

B-Affitto con prestazione di servizi ac- 
cessori nell'ambito di una attività turi- 
stica. Tale situazione si configura come 
un'impresa turistica e richiede una di- 
versa autorizzazione, in base al tipo di 
struttura ricettiva che si è scelto tra quel- 
li citati dalle leggi regionali sul turismo: 
affittacamere, case e appartamenti per 
vacanze, ecc. [3]. 

C-Affitto di lungo periodo senza presta- 
zione di servizi accessori. Tale situazio- 
ne non richiede alcuna autorizzazione. 
D-Affitto occasionale, anche di breve 
durata, con o senza prestazione di ser- 
vizi accessori. Anche tale situazione non 
richiede alcuna autorizzazione. 

Nei casi C e D è bene, per evitare 
contestazioni, qualora la durata dell'af- 
fitto sia superiore a 30 giorni, che il con- 
tratto sia scritto e registrato presso gli 
uffici dell'Agenzia delle entrate. 

L'ISCRIZIONE NEL CATASTO 

FABBRICATI E IL RELATIVO 

PAGAMENTO (O MENO) DELLTCI 

In base alla soluzione scelta tra le 
quattro precedentemente elencate, dob- 
biamo poi verificare se l'immobile è 
iscritto in catasto e in quale categoria. 
Questo perché alla destinazione d'uso 
dell'immobile stesso deve corrisponde- 
re una appropriata iscrizione in catasto. 
A-Affitto con prestazione di servizi ac- 
cessori nell'ambito dell'attività agritu- 
ristica. L'immobile è considerato rurale, 
in quanto l'attività agrituristica è con- 
nessa con l'attività agricola. Deve quin- 
di essere parte di un fondo agricolo cen- 
sito al catasto terreni e sulla mappa cata- 
stale deve essere tracciato il perimetro 
della costruzione. Ove l'immobile non 
fosse evidenziato nel catasto terreni, do- 
vrà, entro il prossimo 3 1 dicembre, esse- 




Con le entrate dell'affitto della casa di 
campagna si possono coprire le spese di 
manutenzione ordinaria e straordinaria 
della stessa 

re iscritto al catasto fabbricati nella cate- 
goria D/10 che riguarda i «fabbricati per 
funzioni produttive connesse alle attivi- 
tà agricole». La stessa iscrizione al cata- 
sto fabbricati è obbligatoria per gli edifi- 
ci ad uso agrituristico sui quali si ese- 
guano interventi di ristrutturazione. 
B-Affitto con prestazione di servizi ac- 
cessori nell'ambito di una attività turi- 
stica. L'immobile deve essere iscritto al 
catasto fabbricati nella categoria D/2 re- 
lativa all'uso per impresa turistica. 
C-Affitto di lungo periodo senza presta- 
zione di servizi accessori. L'immobile 
non è rurale e deve essere iscritto al cata- 
sto fabbricati in categoria A (abitazioni) 
determinando la sottocategoria (contrad- 
distinta da un numero da 1 a 1 1 ) in base 
alle caratteristiche dell'edificio. 
D-Affitto occasionale, anche di breve 
durata, con o senza prestazione di servi- 
zi accessori. Questa situazione non deter- 
mina cambio della categoria catastale che 
è legata all'uso prevalente dell'immobile 
come abitazione del proprietario (catego- 
ria catastale A, sottocategoria da stabilire 
secondo le caratteristiche dell'edificio). 

La posizione catastale ha poi effetto 
sul pagamento o meno dell' lei (Imposta 
comunale sugli immobili): se l'immobi- 
le è destinato ad agriturismo (caso A, 
che è considerato, come sopra eviden- 
ziato, attività agricola) l'Ici non è dovu- 
ta in quanto assolta nell'ambito dell'im- 



YTT'A IN CAMPAGNA M/2011) 



LEGGI - TRIBUTI - FINANZIAMENTI) 







Quando si affitta una casa occorre in- 
formare la locale autorità di Pubblica 
Sicurezza delle generalità degli ospiti 

posizione sul fondo agricolo, ove previ- 
sta. Se, invece, l'immobile è destinato 
ad altro tipo di uso abitativo o turistico, 
e quindi accatastato in categoria A o D 
(casi B, C e D), l'Ici è dovuta. 

ECCO QUELLO CHE C'È DA FARE 
DAL PUNTO DI VISTA FISCALE 

Vediamo ora cosa prevede la discipli- 
na fiscale. Prendiamo sempre in consi- 
derazione i quattro diversi casi. 
A-Affitto con prestazione di servizi ac- 
cessori nell'ambito dell'attività agrituri- 
stica. I corrispettivi (cioè gli incassi) pro- 
ducono un reddito di impresa distinto dal 
reddito agricolo. Occorre, quindi, avere la 
partita Iva e rilasciare all'ospite la ricevu- 
ta fiscale o la fattura e tenere una contabi- 
lità separata. Il calcolo del reddito impo- 
nibile e dell'Iva da versare all'erario può 
essere effettuato con uno specifico meto- 
do forfetario ai sensi dell'articolo 5 della 
Legge 30 dicembre 1991, n. 413 (pubbli- 
cata sulla Gazzetta Ufficiale Supplemento 
ordinario n. 305 del 31 dicembre 1991), 
oppure, previa opzione, con calcolo nor- 
male (differenza entrate/uscite). 
B-Affitto con prestazione di seiyizi ac- 
cessori nell'ambito di una attività turi- 
stica. Trattandosi di impresa turistica 
occorre avere la partita Iva, rilasciare al- 
l'ospite ricevuta fiscale o fattura e tene- 
re una contabilità «commerciale». Il cal- 
colo del reddito imponibile e dell'Iva da 
versare si effettua con metodo normale 
(differenza entrate/uscite). 
C-Affitto di lungo periodo senza presta- 
zione di servizi accessori. Non riattandosi 
di attività d'impresa, non occorre avere la 
partita Iva; all'ospite si rilascia una sem- 
plice ricevuta senza Iva e il reddito si de- 
nuncia nel quadro B dei modelli per la de- 
nuncia dei redditi (reddito dei fabbricati). 
D-Affitto occasionale, anche di breve 
durata, con o senza prestazione di ser- 
vizi accessori. Come nel caso preceden- 
te non trattandosi di attività d'impresa, 



non occorre avere la partita Iva, all'ospi- 
te si rilascia una semplice ricevuta senza 
Iva e il reddito si denuncia nel quadro D 
dei modelli per la denuncia dei redditi 
(reddito da attività commerciali non 
esercitate abitualmente). 

Nei casi C e D sulle ricevute (se di im- 
porto superiore ad euro 77,47) occorre ap- 
plicare una marca da bollo da euro 1,81. 

LE NORME 
DI PUBBLICA SICUREZZA 

L'affitto di un immobile (casa o ap- 
partamento) prevede anche il rispetto di 
alcune norme di pubblica sicurezza. 

Le disposizioni da considerare - due 
delle quali corrispondenti ad altrettanti 
articoli del Testo unico sulle leggi di 
pubblica sicurezza-Tulps (Regio Decre- 
to 18 giugno 1931, n. 773 e successive 
modificazioni) - sono quelle esposte qui 
di seguito. 

- L'articolo 109 stabilisce che le struttu- 
re ricettive turistiche «anche non conven- 
zionali» (quindi tutte) devono dare co- 
municazione delle generalità delle perso- 
ne alloggiate entro 24 ore; questa norma 
deve essere seguita nei casi A e B. 
-L'articolo 147 obbliga chi dà alloggio, 
o cede a qualsiasi titolo l'uso di un im- 
mobile a uno straniero (cittadino extra- 
comunitario) o a un apolide (persona 
che non ha la cittadinanza in alcuno Sta- 
to) a comunicare le sue generalità entro 
48 ore; questa norma deve essere segui- 
ta nei casi C e D. 

Vi è poi la legge antiterrorismo del 1 8 
maggio 1978 n. 191 (pubblicata sulla 
Gazzetta Ufficiale n. 137 del 19 maggio 
1978), che all'articolo 12 obbliga chiun- 
que ceda l'uso di un immobile (per ven- 
dita, affitto o altro titolo) per un periodo 
superiore a 30 giorni a dare comunica- 
zione delle generalità del destinatario 
della cessione. Anche questa norma deve 
essere seguita nel caso C e, per periodi 
superiori ai 30 giorni, anche nel caso D. 

Queste comunicazioni devono esse- 
re indirizzate alla locale autorità di Pub- 
blica Sicurezza, cioè al Commissariato 
della Polizia di Stato eventualmente 
esistente nel Comune oppure, nei Co- 
muni dove non vi sia il Commissariato, 
al Sindaco. Alcune Questure hanno atti- 
vato, nella Provincia di competenza, un 
sistema di comunicazione delle genera- 
lità delle persone alloggiate tramite In- 
ternet. Per questo caso il consiglio che 
diamo è quello di consultare la questura 
della propria provincia. 

L'AUTORIZZAZIONE SANITARIA 

Infine, per l'affitto abituale di immo- 
bili con prestazione di servizi accessori 
è richiesta l'autorizzazione sanitaria, 



che riguarda gli alloggi e tutti i locali in- 
teressati dall'esercizio dell'attività ricet- 
tiva: locali di preparazione e sommini- 
strazione della prima colazione, di pre- 
parazione e somministrazione dei pasti, 
dei servizi igienici, sale comuni. 

Per l'affitto di immobili senza presta- 
zione di servizi accessori, oppure a ca- 
rattere occasionale anche con eventuale 
prestazione di servizi accessori, è invece 
necessario che l'immobile abbia ottenu- 
to dal Comune la certificazione di agibi- 
lità (fino al 2001 definita di abitabilità). 

Giorgio Lo Surdo 

[1] L'attività di «Bed and Breakfast» è 
definita dalla maggioranza delle Regio- 
ni con queste caratteristiche: ospitalità 
presso l'abitazione familiare del gestore 
svolta in modo occasionale o saltuario, 
senza mutamento della destinazione abi- 
tativa dell'immobile interessato, in for- 
ma non imprenditoriale, prestando ser- 
vizio di alloggio e prima colazione. Il 
«Bed and Breakfast» prevede inoltre un 
limite massimo molto contenuto di posti 
letto (generalmente fra 4 e 8 posti letto, 
a seconda delle Regioni). Per l'esercizio 
del «Bed and Breakfast» è prevista una 
dichiarazione di inizio attività da pre- 
sentare al Comune. 

[2] Può essere riconosciuta come attivi- 
tà d'impresa turistica anche una attività 
di affitto di case o appartamenti che pre- 
veda strategie pubblicitarie finalizzate 
ad assicurare continuità al reperimento 
degli ospiti (come la creazione di un si- 
to Internet o la pubblicazione su guide 
turistiche), l'installazione di cartelloni- 
stica stradale, il ricorso ad una agenzia 
turistica intermediaria. 

[3] Per quanto riguarda questo caso (atti- 
vità di impresa turistica), è utile conosce- 
re la definizione delle due tipologie più 
comunemente disciplinate dalle Regioni, 
come stabilito dalla Legge 17/5/1983 n. 
217 (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale 
n. 141 del 25/5/ 1983): 

- affittacamere, nel caso di ospitalità in 
non più di sei camere ubicate in non più di 
due appartamenti ammobiliati in uno stes- 
so stabile, nei quali sono forniti alloggio 
e, eventualmente, servizi complementari; 

- affitto di case ed appartamenti per va- 
canze, nel caso di ospitalità in immobili 
arredati, gestiti in forma imprenditoriale 
per l'affitto ai turisti, senza offerta di 
servizi centralizzati, nel corso di una o 
più stagioni, con contratti aventi validità 
non superiore ai tre mesi consecutivi. 
Per eventuali altre tipologie turistico-ri- 
cettive riconducibili all'affitto si sugge- 
risce di consultare la normativa sul turi- 
smo della propria Regione. 



80 



VITA IN CAMPAGNA 9/2010 




UNA SIGNORA 
DI RAZZA 

Madama la Piemonteisa 

25-26 Settembre 2010 

Savigliano (Cn) 







£wu 



Cultivar (piante) antiche (Linea '"L'ANTICO POMARIO") 
ll,00€cad. 



MELO: 



N° PERO: 



UVE DA TAVOLA 
3,00 € cad. 



UVE DA TAVOLA 



Cultivar (piante) a normale diffusione _ e 
indicate per coltivazion i famigliari 6,0" 



ad- 



ALBICOCCO: 



ir 



CILIEGIO: 



prezzo variabile 
a seconda delle 

dimensioni della pianta 



Giugno 



Giugno 



Lugliatica 



Ivonne Liverani 



B.BurlatCl 



Renetta Ananas 



Salama 



Renetta Champagne 



Alphonse Lavallee 



Amabile Vecchioni 



Favorita 



Cardinal 



Reale d'imola 



Giorgia 



GELSI DA FRUTTO 



Ferrovia 



GIUGGIOLI 



Piatlaza 



Moscatellina 



Michele Palieri 



Pisana 



Lapins 



.LAMPONI 



Renetta Canada 



Spadona 



Moscato di Alessandria 



SUSINO: 



Montmorencv (acidol 



MELOGRANI 



MIRTILLI 



Cox Orange 



Briaca (Cocomerina) 



Moscato d'Amburgo 



Sorriso 



B. Moreau 



MORE 



NOCCIOLI 



Abbondanza Rossa 



Angelica 



Sultanina bianca 



S anta Rosa 



COTOGNI DA MENSA 



Decio 



Cedrata Romana 



Flame Seedless 



Susina di Dr. 



NOCI 



FICHI 



Durello 



Mora di Faenza 



Regina 



Shiro (Goccia d'Oro) 



KAKI 



OLIVI 



Renetta Walder 



Spina Carpi 



Italia 



Bianca di Milano 



Annurca 



Scipiona 



Regina dei vigneti 



Regina Claudia Verde 



NESPOLI 



RIBES 



UVA SPINA 



SORBI 



Sangue di Drago 



CORNIOLI 



CASTAGNI DI MARRADI 



CORBEZZOLI 



Commercio 



Pera Lauro 



Anna Spath 



Gelata 



Bergamotta Esperen 



Rosa Doppia 



Ammazzacavallo 



Rambour Frank 



Decana invernale 



Drappo Rosso 



Zitella 



Gamogna 



Martin Sec 



Volpino 



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3,00 € cad. 



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. rictiiesto. In aualunque momento Lei coirà richiedere la rettifica a la cancellazione del suo! dati semplicemente 
■ scrivendo.a Dalmonte Vivai, via Casse 1. <18013 BRIGHELLA (RA). 



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LEGGI - TRIBUTI - FINANZIAMENTI) 



Risposte ai lettori 

L'APERTURA MENO 
DELLA PARTITA IVA DIPENDE 

DAL TIPO DI ATTIVITÀ 

AGRICOLA CHE SI INTENDE 

SVOLGERE 

Io e la mia compagna stiamo acqui- 
stando un pìccolo podere con vigna, oli- 
veto e bosco. Vorremmo sapere se è pos- 
sibile aprire una partita Iva per intestar- 
ci il trattore che il precedente proprieta- 
rio ci lascia e per poter detrarre l'acqui- 
sto di semi, piante e altri materiali. 

Lettera firmata 

Al lettore si prospettano due eventua- 
lità a seconda dell'indirizzo che darà al- 
la propria attività nel podere: 
- se svolgerà una vera e propria attività 
agricola (allo scopo della cessione dei 
prodotti a terzi) dovrà obbligatoriamen- 
te aprire una partita Iva. Per tutti gli ac- 
quisti effettuati per i prodotti (o per l'at- 
trezzatura) necessari all'attività, il forni- 
tore rilascerà apposita fattura intestata al- 
l'azienda agricola. Se avrà scelto il regi- 
me normale Iva, l'Iva sugli acquisti potrà 
essere detratta da quella da versare al fì- 
sco (relativa alle vendite), altrimenti, ap- 



plicando il regime speciale, l'imposta 
non sarà detraibile. Il costo dei prodotti 
e delle attrezzature non sarà invece mai 
deducibile, in quanto l'imponibile fiscale 
dell'attività agricola da dichiarare al fìsco 
non si determinerà sulla base della diffe- 
renza tra costi e ricavi d'esercizio, ma sa- 
rà definito dalle rendite catastali dei ter- 
reni che si conducono; 
- se la coltivazione dei terreni avver- 
rà invece per il solo autoconsumo, non 
occorrerà aprire la partita Iva e l'impo- 
sta e i costi degli acquisti non saranno 
deducibili. In questo caso il trattore può 
essere intestato ma non circolare su stra- 
da pubblica. (Daniele Hoffer) 

DIVISIONE DI UN TERRENO 
TRA COEREDI E POSSIBILITÀ 

DI OTTENERE INDENNIZZI 
DA PARTE DEL COLTIVATORE 

Ho sempre lavorato i terreni di fa- 
miglia; le mie sorelle si sono limitate in 
questi anni a raccogliere un po' dei pro- 
dotti e a portarseli acasa. Ora mia ma- 
dre, proprietaria del terreni, è deceduta e 
le mìe sorelle avanzano i loro diritti sulla 
terra. Vorrei sapere se potrò godere di in- 
dennizzi o rimborsi qualora le mie sorelle 
volessero procedere con la divisione. 

Lettera firmata 



Il primo comma dell'art. 713 del co- 
dice civile sancisce il principio generale 
che i coeredi possono sempre domanda- 
re la divisione dei beni ereditati. Le so- 
relle del lettore potranno quindi, in qual- 
siasi momento, invocare il loro diritto 
ad avere individuata la propria quota di 
proprietà del terreno ereditato. 

La semplice divisione dell'immobile 
tuttavia non comporta automaticamen- 
te che al lettore venga tolta la possibili- 
tà di coltivare i terreni, se i condividenti 
(le sorelle in questo caso) sono d'accor- 
do di mantenerla a suo favore; in tal ca- 
so è consigliabile regolamentare il rap- 
porto tra proprietari del terreno e godi- 
mento dell'uso mediante la stesura di un 
contratto scritto. 

Il diritto ad avere un indennizzo o 
un rimborso sorge solo nel caso siano 
state apportate dal coltivatore opere 
di miglioramento fondiario che con- 
tribuiscano ad aumentare il valore 
del terreno, previo consenso della parte 
proprietaria, o si sia instaurato tra le par- 
ti stesse un contratto (affitto di fondo ru- 
stico) al quale la legge vigente attribui- 
sce una durata minima. 

Nel caso del lettore, da quanto emer- 
ge dal quesito, non sembra possano 
sussistere gli elementi che caratteriz- 
zano l'esistenza di un contratto agra- 
rio (pagamento di un corrispettivo a ti- 



Finanziamenti e opportunità dalle Regioni 



SICILIA 

Misura: insediamento dei giova- 
*^> ni agricoltori (misura 112 del Pro- 
gramma di sviluppo rurale 2007-2013). Si 
tratta di una misura piuttosto complessa, 
soprattutto per la necessità di elaborare un 
piano aziendale di sviluppo (si consiglia di 
rivolgersi agli uffici tecnici delle organizza- 
zioni professionali agricole). 
Scadenza: 30 settembre 2010. 
A chi presentare la domanda: la doman- 
da va presentata attraverso il Sian (Sistema 
informativo agricolo nazionale - vedi il sito 
Internet: www.sian.it). 
Beneficiari: giovani agricoltori di età infe- 
riore a 40 anni al momento della presenta- 
zione della domanda, che si insediano per 
la prima volta, in qualità di capo azienda, 
in un'azienda agricola. L'aiuto è concesso 
soltanto all'interno del «pacchetto giova- 
ni»: è quindi indispensabile accedere alme- 
no a un'altra misura tra quelle previste dal 
Programma di sviluppo rurale. 
Spese che sono ammesse al finanziamen- 
to: il finanziamento è subordinato alla pre- 
sentazione di un piano di sviluppo dell'at- 
tività agricola. 

Tipo ed entità dell'agevolazione: è previ- 
sto un premio unico, pari a 40.000 euro, che 




può essere erogato in conto capitale (cioè a 
fondo perduto), in conto interessi o in for- 
ma combinata. 

Per informazioni: tutte le informazioni uti- 
li si trovano all'indirizzo Internet: http:// 
www.psrsicilia.it/Misura_l 12_nuovosito. 
html. Nello stesso sito (nella sezione Ban- 
di) è anche possibile trovare il bando del 30- 
4-2010, relativo alla misura 112. 

LIGURIA 

Usura: insediamento dei giova- 
ni agricoltori (misura 1 12 del Pro- 
gramma di sviluppo rurale 2007-2013). Si 
tratta di una misura piuttosto complessa, 
soprattutto per la necessità di elaborare un 
piano aziendale di sviluppo (si consiglia di 
rivolgersi agli uffici tecnici delle organizza- 
zioni professionali agricole). 
Scadenza: 31 dicembre 2010. 
A chi presentare la domanda: la doman- 
da va presentata attraverso il Sian (Sistema 
informativo agricolo nazionale - vedi il sito 
Internet: www.sian.it). 
Beneficiari: agricoltori che, al momento del- 
la presentazione della domanda di aiuto, non 
abbiano ancora compiuto i 40 anni di età e che 
si insediano per la prima volta in un'azienda 
agricola, in qualità di titolare o contitolare. 



Spese che sono ammesse al finanziamen- 
to: per ottenere la concessione dell'aiuto il 
giovane agricoltore deve presentare un piano 
aziendale di sviluppo dell'attività agricola. Il 
piano deve prevedere interventi a carico del 
giovane agricoltore per un importo non infe- 
riore a 10.000 euro. Il piano aziendale di svi- 
luppo può contenere anche interventi previ- 
sti da altre misure del Programma di svilup- 
po rurale (in particolare le misure 1 14, 121, 
122,132,216,227,311). 
Tipo ed entità dell'agevolazione: sono pre- 
visti un aiuto in conto capitale (cioè a fondo 
perduto) da un minimo di 10.000 fino a un 
massimo di 40.000 euro e/o un aiuto in conto 
interessi (cioè a parziale copertura degli in- 
teressi relativi ai finanziamenti connessi alla 
realizzazione del piano aziendale di svilup- 
po), fino a un massimo di 40.000 euro. 
Per informazioni: tutte le informazioni utili 
si trovano all'indirizzo Internet: http://www. 
agriligurianet.it/cgi-bin/liguria/agri net3/jsp/ 
content/showGenerale.jsp?idGenerale=psr_ 
asse l_mis 1 1 2&B V_SessionID= @ @ @ @ 1 5 
09288839. 1278688034® @ @ @&B V_Engi 
neID=ccceadeklikmjfecefeceffdgnndffk.O 

4 VENETO 

Misura: finanziamento per le ope- 
razioni di taratura e messa a norma 
di atomizzatori e barre da diserbo, compre- 



82 



VITA IN CAMPAGNA 9/201(1 



tolo di canone di affìtto a fronte del go- 
dimento dell'uso del terreno), quindi 
la fattispecie contrattuale più consona 
al rapporto instaurato sembra possa es- 
sere ricondotta al contratto di comoda- 
to (si veda l'articolo pubblicato sul n. 
7-8/2010 a pag. 68) regolato dagli arti- 
coli 1803 e seguenti del codice civile. 
(Flavio Benatì) 

IL DIRITTO DI PRELAZIONE 

DECADE SE LUNGO IL CONFINE 

DI DUE FONDI SCORRE 

UN CANALE DEMANIALE 

Vorrei sapere se un canale dema- 
niale che divide due fondi confinan- 
ti possa far venir meno il diritto alla 
prelazione. 

Lettera firmata 

Il diritto di prelazione del confi- 
nante non sussiste se viene a manca- 
re la contiguità materiale dei due fon- 
di: quello posto in vendita e quello con- 
finante (si veda anche l'articolo pubbli- 
cato sul n. 1 1/2005 a pag 63). 

La presenza di un canale demania- 
le interrompe tale necessaria contigui- 
tà e pertanto in questo caso il confinante 
non può esercitare il diritto di prelazio- 
ne. (Francesca Tascone) 



sa l'eventuale sostituzione degli ugelli. Il fi- 
nanziamento è previsto da un bando della 
Camera di commercio di Padova. 
Scadenza: 28 febbraio 201 1. 
A chi presentare la domanda: la domanda 
può essere inviata per raccomandata (con ri- 
cevuta di ritorno) o consegnata direttamente 
a: Ufficio protocollo della Camera di com- 
mercio - Piazza Insurrezione, I/A - 35122 
Padova. In alternativa, la domanda può es- 
sere inviata per posta elettronica all'indiriz- 
zo di posta elettronica certificata: cciaa@ 
pd.legalmail.camcom.it. 
Beneficiari: aziende agricole con sede le- 
gale e operativa in provincia di Padova e 
iscritte al Registro delle imprese della Ca- 
mera di commercio. 

Spese che sono ammesse al finanziamen- 
to: operazioni di taratura e messa a norma 
di atomizzatori e barre da diserbo, compre- 
sa l'eventuale sostituzione degli ugelli del- 
l'attrezzatura. 

Tipo ed entità dell'agevolazione: contri- 
buto a fondo perduto fino a un massimo di 
150 euro per azienda. 

Per informazioni: nel sito Internet del- 
la Camera di commercio (http://www. 
pd.camcom.it) si trovano il bando e il mo- 
dello di domanda. 

A cura di Pier Francesco Lisi 



VITA IN CAMPAGNA 9/2010 




Tanti usano il barbecue. Ma quanti lo amano davvero? La linea Diavolina Fuoco ti offre 
tutti gli strumenti per prenderti cura di lui: dagli accenditori più efficaci e sicuri, ai pulitori 

specifici per far tornare le griglie come nuove. Diavolina 
Fuoco: un'autentica passione per il barbecue. 



La linea più completa per 
l'accensione e la pulizia 
del barbecue. 




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l-è rWf& PM M<iAZZt 



Calcolate insieme a noi 
l'altezza di un albero! 



NR 



'el numero 4/2007 di Vita in 
Campagna a pag. 91 abbia- 
mo visto come calcolare l'altez- 
za di un albero basandoci sulla 
lunghezza dell'ombra dell'albero 
stesso. 

Ma c'è un meto- 
do ancora più faci- 
le e veloce! 




TT 



Ecco co- 
me dovete 
fare: mu- 
nitevi di 
un bastonci- ^"^--s. 

no lungo esattamen- "*■"- 

te quanto il vostro braccio te- 
so (1); con il braccio teso tenete 
il bastoncino in posizione verti- 
cale e, spostandovi, fate coincide- 
re le estremità del bastoncino con 
quelle dell'albero (2). 

Quando l'albero vi appare del- 
la stessa dimensione del baston- 
cino, non vi resta che misurare 




la distanza che vi 
separa dall'albe- 
ro: per quest'ope- 
razione utilizza- 
te un metro possi- 
bilmente lungo 
(ad esempio di/ 




Sono stata prima ape ventilatrice, poi esploratrice... 



Ciao ragazzi, lo sapete che d'estate an- 
che nella nostra casa (l'arnia) come 
nella vostra fa tanto cal- 
do? Ma noi api non ab- 
biamo condizionatori 
o ventilatori meccanici: 
molte di noi giovani api 
vengono chiamate a venti- 
lare (sbattendo le ali e muovendo l'aria) e 
indovinate un po'... quest'estate sono stata 
scelta anch'io! Ero un'ape ventilatrice! Al- 
cune mie compagne si sono messe a ventilare fuori 
dall'ingresso (A) per creare una corrente d'aria fresca 
dall'esterno verso l'interno, io invece mi sono posizio- 
nata sul favo di covata (B) per rinfrescare le larve. Ero 
bravissima, un vero ventilatore: le mie ali battevano fi- 
no a 300 battiti al secondo. Un giorno, poi, faceva così 
caldo che abbiamo dovuto usare perfino l'acqua. Come? 
Prima le bottinatrici (le api che raccolgono il nutrimen- 
to, cioè nettare, polline, acqua e propoli) sono corse a 

prenderne per deporla in 
tante piccole goccioline sul 
favo e poi noi con il batti- 
to d'ali l'abbiamo fatta eva- 
porare e la temperatura si 
è subito abbassata. Ma sa- 
pete perché facciamo tut- 





to questo? Le uova e le larve hanno bisogno di circa 34- 
35 °C per svilupparsi e in una giornata d'estate la tem- 
peratura può salire molto più di così. 
Ma non dovete credere che quando fa più 
fresco rimaniamo con le mani in mano: la 
covata va tenuta al caldo e quindi dobbiamo 
muovere i muscoli del torace velocemente 
per creare calore e mantenere sempre la 
temperatura ideale. E anche il nettare che 
si sta trasformando in miele ha bisogno di 
noi per far evaporare l'umidità in eccesso. 
Quante cose, vero? Ma non è finita! Con il battito delle 
ali aiutiamo il diffondersi nell'alveare dei messaggi chi- 
mici, cioè di quell'odore particolare che lo caratterizza. 
Immagino che anche la vostra casa abbia un odore che 
sapreste riconoscere tra mille: non è così? Quest'odore 
ci permette di individuare a distanza la nostra casa e di 
riunirci. Ricordate il momento della sciamatura? Quan- 
do lo sciame si è fermato sul ramo, le ventilataci han- 
no iniziato a sbattere le ali per diffondere «l'odore di ca- 
sa» che è prodotto da una piccola ghiandola posta so- 
pra l'addome (C); questo ci ha 
permesso di raggrupparci. 
A proposito di ali... finalmen- 
te era arrivato il momento di 
usarle per uscire dall'alveare 
ed esplorare il mondo che 



84 L€ fAqttfe Ptt RADAZZI 





quelli in metallo 
o srotolatali) e 
fatevi aiutare 
da un amico 
o da mamma 
o papà (3). 

La distan- 
za da voi al- 
l'albero, mi- 
surata in pia- 
no, corrispon- 
de in maniera ap- 
prossimativa alla sua 
altezza. Ad esempio, se vi 
trovate a circa 7 metri dall'albe- 
ro, significa che esso è alto 7 metri. 

Per verificare la validità di que- 
sto metodo di misurazione, ci- 
mentatevi con un edificio o un 
campanile di cui conoscete l'ai- 



M * K££US PL. CAMtAWA 

(6,6) 

L 





RTO 

Trapper 



tezza e poi confrontate la mi- 
sura nota con quella rilevata 
da voi. Vi accorgerete di non 
essere stati precisi al cen- 
timetro, ma di non essere 
andati tanto lontano dal- 
la realtà! 

Maurizio Bonora 



e finalmente ho iniziato a svolazzare per i prati in fiore! 




mi circondava (D). Le prime volte so- 
no stata molto prudente e mi sono allon- 
tanata dall'alveare con molta attenzione: 
dovevo imparare ad orientarmi e ritro- 
vare la strada di casa per i miei compi- 
ti futuri (ma non voglio dirvi di più!). Sa- 
pete come riesco ad orientarmi? Quan- 
do sono vicina all'arnia, riconosco la fa- 
miglia dal suo odore (proprio quello di cui vi parlavo 
prima) e quando mi allontano utilizzo dei punti di rife- 
rimento: distinguo il colore della mìa arnia (l'apicoltore 
ci ha aiutate colorando le arnie di colori diversi), so che 
è vicina ad un grosso albero, poi ci sono un fosso, un 
prato pieno di fiori, ecc. In particolare, uso una bussola 
molto speciale, il sole, e memorizzo la posizione della 
mia arnia rispetto ad esso. E quando c'è nuvoloso? So- 
no capace di capire la posizione del sole dal colore del 
cielo, anche se il sole non c'è. Certo, se il tempo è mol- 
to brutto, non usciamo perché abbiamo troppa paura 
di bagnarci. Però, quando c'è il sole... co- 
m'è bello svolazzare di qua e di là! 
Sapete cosa mi è successo un giorno men- 
tre volavo? Mi sono trovata davanti alla mia 
vecchia arnia: quella da cui ero partita al 
momento della sciamatura! Che emozione! 
Volevo parlare con le mie amiche, raccon- 
tare cosa mi era capitato e soprattutto sape- 

VITA IN CAMPAGNA 9/2010 




re cos'era successo dopo la nostra partenza. 
Ma quando mi sono avvicinata le api guar- 
diane non mi hanno lasciata entrare. Non si 
fidavano di me? La verità - l'ho capito subito 
- era un'altra: stando nella nuova casa il mio 
odore era cambiato e le guardiane se ne era- 
no accorte. Cosa potevo fare? Ho aspettato 
su un fiore che uscisse un'esploratrice come 
me e... che chiacchierata ci siamo fatte! Mi ha raccontato 
che poco dopo la nostra partenza da una cella reale (E) 
è sfarfallata una regina che ha subito prodotto un can- 
to a cui le regine ancora nelle celle hanno risposto. Co- 
sì ha potuto individuarle, andare da loro e... ucciderle a 
colpi di pungiglione: come sapete non può esserci più di 
una regina per alveare! Dopo qualche giorno è uscita per 
il volo nuziale: tutti i fuchi (cioè i maschi delle api) degli 
alveari vicini le sono corsi dietro per accoppiarsi in volo 
con lei. Al rientro ha iniziato a deporre le uova e anche 
nel suo alveare è ritornata la normalità. 

Mentre tornavo all'alveare e ripensavo a questo 
racconto straordinario ero già proiettata verso 
quello che sarebbe stato il mio nuovo incarico, 
cioè... Ormai lo sapete, ancora non ve lo posso 
dire: dovete attendere la prossima puntata! 

Ciao, la vostra amica ape Anna 

Le foto mi sono state scattate da Luca Mazzocchi 

L£ rAqt^ft Ptt KAQAZZJ 85 



FIERE E MANIFESTAZIONI 

Gli abbonati che trovano motivi di insoddisfa- 
zione nei servizi «Carta Verde» sono pregati 
di darne comunicazione scritta a: 
Edizioni L'Informatore Agrario - Servizio 
Carta Verde - C.P. 443 - 37100 Verona. 



I DATI QUI RIPORTATI DI OGNI SINGOLA MANI- 
FESTAZIONE SONO AGGIORNATI AL 14-7-2010 



Piemonte 



□ CARMAGNOLA (TORINO) - 61" Sa- 
gra del peperone 

Dal 27 agosto al 5 settembre si svolge a 
Carmagnola (Torino), nelle piazze del cen- 
tro storico, la «Sagra del peperone», giun- 
ta quest'anno alla 61 a edizione. Quattro le ti- 
pologie di peperoni presenti alla manifesta- 
zione: il Quadrato, il Corno di bue, la Trot- 
tola e il Tumaticot. 
Superficie espositiva: 6.000 m 2 . 
Orario di apertura al pubblico: dal lunedì al 
venerdì dalle ore 1 9 alle 24; i sabati dalle ore 
16 alle 24; le domeniche dalle ore 10 alle 24, 
orario continuato 
Ingresso: gratuito. 

Come arrivare in auto: autostrada A6 con 
uscita a Carmagnola, a circa 2,5 km dalla 
manifestazione; oppure autostrada A2 1 con 
uscita a Villanova, a circa 20 km dalla ma- 
nifestazione. 

Parcheggio: per 600 posti auto, gratuito, vi- 
cino ai luoghi in cui si svolge la manifesta- 
zione. 

Per informazioni: Ufficio Manifestazioni - 
Tel. 01 1 9724222/270 - Celi. 334 3040338. 
Internet: www.comune.carmagnola.to.it 

□ CHERASCO (CUNEO) - Raduno na- 
zionale degli elicicoltori italiani 
Dal 18 al 20 settembre si svolgono a Chera- 
sco (Cuneo), nel centro storico, il 39° «Ra- 
duno nazionale degli elicicoltori italiani» 
(allevatori di chiocciole) e il 12° «Incon- 
tro internazionale di elicicoltura», organiz- 
zati dall'Istituto internazionale di elicicol- 
tura di Cherasco. In contemporanea si tiene 
il 5° «Festival della lumaca in cucina» con 
tre giornate interamente dedicate alla ga- 
stronomia. 




Superficie espositiva: 20.000 m 2 . 

Orario continuato di apertura al pubblico: 

sabato dalle ore 10 alle 24; domenica dalle 
ore 9 alle 24 e lunedì dalle ore 9,30 alle 24. 
Ingresso: gratuito. 

Come arrivare in auto: autostrada A6 con 
uscita a Cherasco, a circa 1 km dalla mani- 
festazione. 

Parcheggio: per 1.500 posti auto, gratuito, a 
500 metri dalla manifestazione. 
Per informazioni: Istituto internazionale di 
elicicoltura - Tel. 0172 489382 - Fax 0172 
489218. 
Internet: www.lumache-elici.com 

Liguria 



Dal 18 al 20 settembre si svolgono a Chera- 
sco (Cuneo) il 39° «Raduno nazionale degli 
elicicoltori italiani» e il 12° «Incontro inter- 
nazionale di elicicoltura» 



□ CELLE LIGURE (SAVONA) - Fiori, 

frutta, qualità 

Sabato 25 e domenica 26 settembre si 

svolge a Celle Ligure (Savona) la 3 a edizio- 
ne di «Fiori, frutta, qualità», Mostra mercato 
di ortofìorovivaismo e biotecnologie al ser- 
vizio dell'ambiente. Per due giorni consecu- 
tivi il centro storico è immerso in un giardi- 
no di profumi e colori. Dai vivaisti la sele- 
zione di piante e metodi naturali per coltivar- 
le, dagli esperti di biotecnologia fonti rinno- 
vabili di energia da applicare all'agricoltu- 
ra e al quotidiano. L'evento è patrocinato dal 
Fai (Fondo ambiente italiano). 
Superficie espositiva: la manifestazione 
si svolge nel centro storico di Celle Ligu- 
re (Savona). 

Orario continuato di apertura al pubblico: 
dalle ore 10 alle 19. 
Ingresso: gratuito. 

Come arrivare in auto: autostrada A 1 con 
uscita a Celle Ligure, a circa 1 km dalla ma- 
nifestazione. 

Parcheggio: all'uscita del casello autostra- 
dale di Celle Ligure vi è un parcheggio, gra- 
tuito, per 200 posti auto. E possibile par- 
cheggiare, gratuitamente, anche lungo alcu- 
ne vie limitrofe alla manifestazione. 
Per informazioni: Informazioni accoglienza 
turistica (Iat) - Tel. 01 9 990021 . 
Internet: www.fiorifruttaqualita.it 

Lombardia 

□ BERGAMO - Fiera di Sant'Alessandro 
La Fiera di Bergamo ospita, dal 3 al 5 set- 
tembre, la «Fiera di Sant'Alessandro», ras- 
segna regionale di tradizione millenaria dedi- 
cata alla zootecnia, all'agricoltura, all'equita- 
zione e ai prodotti alimentari tipici. Un'am- 
pia area esterna è stata attrezzata per ospitare 
il concorso «Bergamo... e i cavalli». 
I visitatori vi possono trovare: prodotti e ser- 
vizi per l'agricoltura moderna, la zootecnia 
e l'orticoltura; attrezzature e macchine agri- 
cole da giardinaggio, floricoltura, florovivai- 
smo; arredo urbano e da giardino; prodotti 
agroalimentari di qualità; animali seleziona- 
ti: bovini, equini, caprini, ovini, ecc. 
Superficie espositiva: 13.000 m 2 coperti e 
circa 35.000 m 2 scoperti lordi. 
Orario di apertura al pubblico: venerdì 3 
dalle ore 16 alle 23; sabato 4 dalle ore 9 al- 
le 23 e domenica 5 dalle ore 9 alle 21, ora- 
rio continuato. 



Ingresso: euro 6,00; gratuito per gli abbo- 
nati che presentano il coupon inserito nel- 
la Guida «Servizi e Vantaggi per gli Abbo- 
nati 2010» allegata al n. 2/2010. 
Come arrivare in auto: autostrada A4 con 
uscita a Bergamo, a circa 2 km dalla mani- 
festazione. 

Parcheggio: per 1.800 posti auto, a paga- 
mento (euro 2,00), nella zona antistante al- 
l'ingresso del centro fieristico. 
Per informazioni: Segreteria organizza- 
tiva Ente Fiera Promoberg - Tel. 035 
3230913/914 - Fax 035 3230910. 
Internet: www.fieradisantalessandro.it 

□ GONZAGA (MANTOVA) - Fiera Mil- 
lenaria 

Dal 4 al 12 settembre si svolge a Gonza- 
ga (Mantova), presso il quartiere fieristico, 
la tradizionale «Fiera Millenaria», rassegna 
nazionale dell'agricoltura. 
Agricoltura, zootecnia, prodotti agroalimen- 
tari, commercio, artigianato, convegni, ar- 
te, cultura, gastronomia e altro ancora so- 
no gli elementi che caratterizzano la mani- 
festazione. 

Anche in questa edizione, sabato 4, la Mil- 
lenaria ospita il «Tracteur pulling Italia», il 
Campionato italiano 2010 in cui trattori ela- 
borati, che sviluppano fino a 3.500 CV, tra- 
scinano un rimorchio zavorrato su una pista 
in terra battuta. 

Ricordiamo, inoltre, che domenica 1 2, nel- 
l' ambito della manifestazione, si svolge il 
«Concorso nazionale di zucche intagliate», 
giunto quest'anno all'8 a edizione. 
Superficie espositiva: 120.000 m 2 , di cui cir- 
ca 24.000 coperti. 

Orario di apertura al pubblico: sabato 4 
dalle ore 1 1,30 alle 23,30, orario continua- 
to; domenica 5, sabato. 11, domenica 12 dal- 
le ore 9,30 alle 23,30, orario continuato; lu- 
nedì 6, martedì 7, giovedì 9, venerdì 10 dalle 
ore 17 alle 23,30; mercoledì 8 dalle ore 9,30 
alle 12,30 (accesso alle sole aree esterne) e 
dalle ore 17 alle 23,30. 
Ingresso: euro 7,00; euro 5,00 per gli abbo- 
nati che presentano il coupon inserito nel- 
la Guida «Servizi e Vantaggi per gli Abbo- 
nati 2010» allegata al n. 2/2010. 
Come arrivare in auto: autostrada A22 con 
uscita a Reggiolo/Rolo o a Pegognaga, en- 
trambe a circa 7 km dalla manifestazione. 
Parcheggio: n. 4, a pagamento (euro 2,00), 
con 500 posti cadauno, situati nei pressi del 
quartiere fieristico. 

Per informazioni: Segreteria organizzati- 
va Fiera Millenaria - Tel. 0376 58098 - Fax 
0376 528153. 
Internet: www.fieramillenaria.it 

□ CERNOBBIO (COMO) - Orticolario 
Da venerdì 1 a domenica 3 ottobre si svol- 
ge, nella splendida cornice di Villa Erba a 
Cernobbio (Como), storica dimora del re- 
gista Luchino Visconti affacciata sul lago di 
Como, la 2" edizione di «Orticolario», espo- 
sizione di piante e fiori per gli amanti dei 
giardini e del verde, organizzata dall'Orto- 
fìoricola comense e dall'Orticola di Milano. 
Alla manifestazione il pubblico ha la possi- 
bilità di ammirare e acquistare, presso i vi- 

Continua a pag. 88 



86 



VITA IN CAMPAGNA 9/2010 



Al Parco esposizioni Novegro a Linate (Milano), dal 10 al 12 settembre 

Volete vedere in funzione le macchine e le attrezzature per il giardinaggio? 

Vi consigliamo di visitare Demogarden 



Al Parco esposizioni Novegro - che si tro- 
va vicino a Linate (Milano) - su una su- 
perfìcie di 95.000 metri quadrati (tutta al- 
l'esterno) si tiene dal 10 al 12 settembre De- 
mogarden, la prima edizione di una manife- 
stazione che ha lo scopo di mostrare dal vi- 
vo come lavorano le macchine per il giardi- 
naggio e il verde pubblico. Si tratta di un 
evento dedicato agli operatori del settore, ma 
gli abbonati di Vita in Campagna possono 
entrare gratuitamente utilizzando il cou- 
pon qui sotto riportato (valido per il solo 
giorno di domenica 12 settembre) e quello 
di pag. 9 (valido per i giorni di sabato Ile 
domenica 12 settembre). 

Alla manifestazione sono presenti molte 
tra le più importanti ditte leader del mercato 
internazionale di macchine e attrezzature per 
il giardinaggio: Al-Ko, Allett, Ars, Billygoat, 
Briggs & Stratton, Brill, Canadiana, Echo, 
Eco, Green, Fercad, Ferris, Fiaba, Hitachi, 
Husqvama, Ibea, Iseki, Jonse- 




DA BOLOGNA 
GENOVA 



red, Katana, Kawasaki, Kraenzle, Max, Mgf, 
Orec, Pellenc Italia, Redexim, Shindaiwa, 
Simplicity, Snapper, Solo, Stihl, Toro, 
Viking, Weibang, Westwood, Worx, Yanmar, 
Yard King. 

Si tratta di un'occasione ghiotta per chi 
ha in mente futuri acquisti, per confrontare 
le varie proposte, per vedere le macchine al- 
l'opera e per poter chiedere informazioni 
tecniche. 

Tra le principali macchine e attrezzatu- 
re presenti alla manifestazione vi sono: 
arieggiatori, aspirafoglie, decespugliatori, 
elettroseghe, forbici, minitransporter, mo- 
tocoltivatori, motoseghe, motozappe, ra- 
saerba, rider, zappatrici, seminatrici da or- 
to, soffiatori-aspiratori, spargiconcime, 
spazzaneve, tagliasiepi, trattorini, trimmer, 
troncarami e altre ancora. 

Ogni ditta presente alla manifestazione 
ha a disposizione una grande area-prove, di- 
visa per tipologia di prodotto; in quest'area 
tecnici dell'azienda e professionisti 
terranno prove che prevedono la 
presentazione, l'assistenza, la spie- 
gazione del funzionamento e l'uti- 
lizzo delle macchine e attrezzature 
per il giardinaggio. 

Inoltre, tutte le ditte presenti or- 
ganizzano seminari tecnici in 
cui spiegano ai professionisti e 
agli hobbisti i segreti della ma- 
nutenzione ordinaria, presenta- 
no le anteprime delle novità di mac- 
chine e attrezzature e forniscono 
chiarimenti e consigli relativi 
alla qualità dei prodotti. A tal 
proposito segnaliamo i semi- 
nari e i corsi di formazione 
gratuiti organizzati per gli ab- 
bonati di Vita in Campagna 
dalle ditte Stihl e Viking (vedi 
pag. 9) e Husqvama (vedi la se- 
conda pagina di copertina). 
E presente nei giorni 1 1 e 12 
settembre lo stand di Vita in Cam- 
pagna. Gli abbonati, presentando la 




Veduta aerea dei Parco esposizioni Novegro 
che si trova vicino a Linate (Milano) 

«Carta Verde», usufruiscono di uno sconto 
speciale sull'acquisto di libri, videocassette, 
DVD, raccoglitori e Cd-Rom editi dalle Edi- 
zioni L'Informatore Agrario. 

Informazioni utili per la visita alla fiera. 

Superficie espositiva: 95.000 metri qua- 
drati. 

Orario continuato di apertura: dalle ore 10 
alle 19. 

Come arrivare: in auto, vedi la cartina a la- 
to; in treno, dalla stazione centrale di Mila- 
no con l'autobus «starfly» per l'Aeroporto di 
Linate (ogni 20 minuti). 
Parcheggio: per circa 4.000 posti auto, a pa- 
gamento (euro 2,50 al giorno), si trova nel 
perimetro fieristico. 

Per informazioni: Fiere e Comunicazioni - 
Tel. 02 86451078. 
Internet: www.fierecom.it/demogarden.html 



RITAGLIARE E CONSEGNARE ALLE BIGLIETTERIE 



wm 




INGRESSO RISERVATO AGLI ABBONATI DI VITA IN CAMPAGNA VALIDO SOLO DOMENICA 12 SETTEMBRE 2010 



— D c'è un mondo verde 
**K da curare 



PROVE IN CAMPO D I MOTOCOLTURA E GIAR DIN AGGIO 

10-12 settembre 2010 

ACCEN DI IL TUO BUSINESS Parco Esposizioni Novegro - LINATE, Milano 

• < nn n -„nn PH8CO ESP0SIZIOHINOVEGRO 

orano 10.00 > 19.00 



VITA IN CAMPAGNA 9/2010 



87 



Segue da pag. 86 

vaisti italiani ed europei, numerose e rare va- 
rietà di piante. I settori merceologici presen- 
ti sono: piante acidofile, piante da frutto an- 
tiche e rare, piante erbacee perenni, grami- 
nacee, cactacee, bulbi tuberi, orchidee bo- 
taniche e ibridi selezionati, sementi da orto, 
piante di agrumi e mediterrane, rose, peonie 
cinesi da collezione, e molto altro ancora. 
Durante la manifestazione si svolgono diver- 
si incontri e iniziative culturali collaterali. 
Superficie espositiva: circa 8.000 m 2 all'in- 
terno e all'esterno. 

Orario di apertura al pubblico: venerdì 
1 dalle ore 14 alle 20; sabato 2 dalle ore 
9,30 alle 20 e domenica 3 dalle ore 9,30 alle 
19,30, orario continuato. 
Ingresso: euro 10,00; sconto del 50% per 
gli abbonati che presentano il coupon in- 
serito nella Guida «Servizi e Vantaggi per 
gli Abbonati 2010» allegata al n. 2/2010. 
Come arrivare in auto: autostrada A9 con 
uscita a Como Nord (ultima uscita per l'Ita- 
lia), a circa 6 km dalla manifestazione. 
Parcheggio: è possibile sostare, a pagamento, 
lungo le vie limitrofe alla manifestazione. 
Per informazioni: segreteria organizzativa 
Ellecistudio - Tel. 031 301037. 
Internet: www.orticolario.it 

Veneto 



LI PADOVA - Flormart 

L'appuntamento alla Fiera di Padova con il 
«Flormart», Salone internazionale del floro- 
vivaismo e del giardinaggio è dal 9 all'll 
settembre. Alla manifestazione è in mostra 
la floricoltura tipica mediterranea: dalle gio- 
vani piante al fiore reciso, ai grandi esem- 
plari, bulbi, tuberi, rizomi, sementi. Vasta 
anche l'area riservata alle attrezzature ed ai 
prodotti: dalle serre agli impianti d'irriga- 
zione, ecc. 

È presente alla manifestazione lo stand di Vi- 
ta in Campagna. Gli abbonati, presentando la 
«Carta Verde», usufruiscono di uno sconto 
speciale sull'acquisto di libri, videocassette, 
DVD, raccoglitori e Cd-Rom editi dalle Edi- 
zioni L'Informatore Agrario. 
Superficie espositiva: 35.000 m 2 . 
Orario continuato di apertura: giovedì e 



Raduno trattori d'epoca 

Domenica 12 settembre una sessantina di trattori d'epoca animano il 2° «Raduno trat- 
tori d'epoca» a Caprino Veronese (Verona), con sfilata, dalle ore 10, per le vie princi- 
pali del paese. La sfilata dei trattori è «aperta» da cavalli della razza Tpr (Tiro pesante 
rapido). Arricchiscono l'evento stand gastronomici legati ai prodotti del territorio vero- 
nese e un 'esposizione di modellini di trattori. Alla manifestazione è presente William 
Dozza, collaboratore di Vita in Campagna. 

E presente alla manifestazione lo stand di Vita in Campagna con un proprio rivenditore. Gli 
abbonati, presentando la «Carta Verde», usufruiscono di uno sconto del 10% sul prezzo di 
copertina di libri, videocassette, DVD e Cd-Rom editi dalle Edizioni L'Informatore Agrario. 
Per informazioni telefonare, citando Vita in Campagna, al sig. Luca Cavalieri - Celi. 345 
1602189. 




venerdì dalle ore 9 alle 19; sabato dalle ore 9 
alle 17. 

Ingresso: euro 15,00, riservato esclu- 
sivamente agli operatori del settore. 
Come arrivare in auto: autostrada A4 con 
uscita a Padova Est, a circa 2 km dal quartie- 
re fieristico; oppure autostrada Al 3 con usci- 
ta a Padova Sud, a circa 7 km dal quartiere fie- 
ristico. 

Parcheggio: per 1.200 posti auto, a pagamen- 
to (euro 7,00), vicino alla fiera. 
Per informazioni: Segreteria e quartiere fieri- 
stico - Tel. 049 8401 1 1 . 
Internet: www.liormart.it 

□ ISOLA DELLA SCALA (VERONA) - 
44 a Fiera del riso 

La «Fiera del riso», in programma a Isola 
della Scala (Verona) dal 15 settembre al 10 
ottobre, è giunta alla sua 44 a edizione. An- 
che quest'anno la Fiera del riso organizza al 
suo interno la 4 a Mostra nazionale sul cerea- 
le più conosciuto al mondo: il «Risitaly», un 



salone specializzato dedicato alla filiera del 
riso. Uno spazio è dedicato all'enogastrono- 
mia nazionale con «l'Isola dei sapori», un 
villaggio dove gustare i prodotti tipici della 
Penisola: formaggi, oli, funghi e quant' altro 
ha fatto e fa dell'Italia il produttore agroali- 
mentare più apprezzato nel mondo. 
Superficie espositiva: 5.500 m 2 di area co- 
perta e 10.000 m 2 di area scoperta. 
Orario di apertura al pubblico: degustazio- 
ne risotti tutti i giorni feriali dalle ore 11,30 
alle 14,30 e dalle ore 18,30 alle 24; alla do- 
menica dalle ore 9 alle 24, orario continua- 
to. Apertura stand nei giorni feriali dalle ore 
1 8,30 alle 24 e alla domenica dalle ore 9 al- 
le 24, orario continuato. 
Ingresso: gratuito. 

Come arrivare in auto: autostrada A4 con 
uscita a Verona Sud, a circa 18 km dalla ma- 
nifestazione; oppure autostrada A22 con 
uscita a Nogarole Rocca, a circa 13 km dal- 
la manifestazione. 
Parcheggio: per 2.000 posti auto, a pagamen- 



RISERVATO AGLI ABBONATI DI "VITA IN CAMPAGNA" 



DA COMPILARE IN STAMPATELLO E CONSEGNARE ALLE BIGLIETTERIE 

Ragione Sociale 



DOMENICA 12 SETTEMBRE 2010 



10-12 settembre 2010 

Parco Esposizioni Novegro 
LINATE, *" 
orario 10.00 > 19.00 



%V COMOKlK 



Fiere e Comunicazioni Sri 

Via San Vittore 14, 20123 Milano 

tei. 02 86451 078 - fax 02 86453506 - www.1ierecom.it 

NEI GIORN1 10, 11, 12 SETTEMBRE TEL. 02 70200022 



Professione Motivo deila visita 

Firma 

INFORMATIVA EX ART. 13 D.Lgs. n. 196/2003 E CONSENSO AL TRATTAMENTO DEI DATI - Fiere e Comunicazioni srl, titolare e responsabile del trattamento, tratta i dati personali da Lei forniti con I 
modalità anche automatizzate, per le finalità inerenti alla prestazione dei servizi indicati e, previo suo consenso, per aggiornarla su iniziative e/o offerte delia nostra società. Il conferimento dei dati è 
obbligatorio per consentire fesecuzione dei servizi richiesti, pertanto il mancato rilascio di tali dati non consentirà di eseguirei servizi indicati. I soggetti che verrannoa conoscenza di tali dati personali 
sarannooltreal titolare responsabile gli incaricati addetti ai seguenti settori aziendali: uffici commerciali, uffici tecnici, uffici amministrativi ed ufficio stampa. Inoltre i dati potranno essere comunicati 
e/o trasferiti a società controllate e/o collegate a Fiere e Comunicazioni srl e alla sua attività di business, nonché a società di elaborazione dati. Lei potrà esercitare i diritti di cui all'art. 7 del D.Lgs J 
196/2003, ( aggiornamento, rettificazione, integrazione, cancellazione, trasformazione, in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, opposizione, richiesta delle informazioni d' 
cui al Tcapoverso e di cui alle lettere a),b).c),d) e) 2° capoverso), rivolgendosi a Fiere e Comunicazioni srl, via San Vittore 14 - 20123 Milano -, oppure mandando un e-mail al seguente indirizzo pressi® | 
fierecom.ii, Letta l'informativa, con il presente biglietto invito, Lei conferma il Suo specifico consenso al trattamento dei Suoi dati personali per !e finalità sopra esposte. 



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VITA IN CAMPAGNA 9/2010 



to (euro 1,00), adiacente alla manifestazione. 
Per informazioni: Ente Fiera di Isola della 
Scala - Tel. 045 7300089. 
Internet: www.fieradelriso.it 

Emilia-Romagna 



□ BOLOGNA - Sana 

Dal 9 al 12 settembre si svolge a Bologna la 
22" edizione di «Sana» il Salone Internazio- 
nale del Naturale. Tre le aree tematiche: Ali- 
mentazione, Benessere, Abitare. Nel settore 
dedicato all'Alimentazione i visitatori pos- 
sono trovare: prodotti alimentari, attrezzatu- 
re per l'agricoltura, ecc.; nel settore Benes- 
sere: piante officinali e derivati, trattamenti 
naturali/dietetici, ecc.; infine nel settore Abi- 
tare: tecnologie e prodotti ecocompatibili, 
abbigliamento ecologico, ecc. 
E presente alla manifestazione lo stand di 
Vita in Campagna con un proprio rivendito- 
re. Gli abbonati, presentando la «Carta Ver- 
de», usufruiscono dello sconto del 10% sul 
prezzo di copertina di libri, videocassette, 
DVD e Cd-Rom editi dalle Edizioni L'Infor- 
matore Agrario. 

Superficie espositiva: la manifestazione si 
svolge presso il quartiere fieristico di Bolo- 
gnaFiere. 

Orario di apertura al pubblico: il pubblico 
può accedere solo nelle giornate di sabato 1 1 
dalle ore 14 alle 19 e domenica 12 dalle ore 
9,30 alle 19, orario continuato; riservato agli 
operatori del settore giovedì 9, venerdì 10 e 
sabato 11 (mattina). 

Ingresso: il pubblico può accedere dall'in- 
gresso «Ovest Costituzione» e dall'ingresso 
«Nord» al prezzo di euro 15,00. 
Come arrivare in auto: autostrada A14 con 
uscita al nuovo casello «Bologna Fiera», a 
circa 2 km dalla manifestazione. 
Parcheggio: è possibile sostare, a pagamento, 
nei parcheggi «Costituzione» e «Michelino». 
Per informazioni: BolognaFiere - Tel. 051 
282111. 
Internet: www.sana.it 

□ GUASTALLA (REGGIO EMILIA) - 
Piante e animali perduti 

Sabato 25 e domenica 26 settembre si svol- 
ge a Guastalla (Reggio Emilia) la 14 a edizione 
di «Piante e animali perduti», Mostra merca- 
to di piante e fiori dimenticati, razze locali di 
animali domestici e da allevamento che vanno 
scomparendo e prodotti artigianali che ripor- 
tano con la memoria a tempi andati. 
Sono previsti diversi eventi dedicati ai bam- 
bini, che hanno a disposizione un parco gio- 
chi a tema, oltre alla possibilità di cavalca- 
re docili asinelli sugli argini del Po, provare 
l'emozione di pestare l'uva e di accarezzare 
morbidi agnellini. 

Superficie espositiva: la manifestazione 
si svolge in diverse zone del paese (Piaz- 
za Mazzini, Via Gonzaga, Corso Garibal- 
di, Piazza Garibaldi, Piazza Matteotti e Via 
Prampolini). 

Orario continuato di apertura al pubblico: 
dalle ore 9 al tramonto. 
Ingresso: gratuito. 

Come arrivare in auto: autostrada A22 con 
uscita a Reggiolo-Rolo, a circa 10 km da 
Guastalla. 




La 14" edizione di «Piante e animali 

perduti» di Guastalla (Reggio Emilia) è in 

programma il 25 e il 26 settembre 

Parcheggio: ci sono parcheggi a pagamen- 
to, situati in diversi punti della cittadina, dai 
quali è possibile raggiungere a piedi la ma- 
nifestazione. 

Per informazioni: Informazioni accoglien- 
za turistica (Iat) Comune di Guastalla - Tel. 
0522 219812. 
Internet: www.pianteeanimaliperduti.it 

Toscana 



□ LUCCA - Murabilia - Mura in fiore 
Dal 3 al 5 settembre si svolge a Lucca la 10" 
edizione di «Murabilia - Mura in fiore», Mo- 
stra mercato dedicata al giardinaggio ama- 
toriale con numerosi espositori, in massima 
parte vivaisti italiani e stranieri specializzati 
in collezioni botaniche di piante poco note, 
rare, insolite, curiose, oltre che espositori di 
sementi, bulbi, attrezzature per il giardinag- 
gio, vasellame, concimi, ecc. 



L'edizione di quest'anno porta all'attenzio- 
ne dei visitatori tre temi in particolare: orchi- 
dee, opuntie e piante commestibili. La ma- 
nifestazione è stata impreziosita negli anni 
con mostre (pomologica, bonsai, ecc.), con- 
vegni e tavole rotonde, eventi collaterali (de- 
gustazione di vecchie varietà fruttifere, labo- 
ratori creativi, visite guidate, ecc.). Da alcu- 
ni anni si svolgono inoltre concorsi nell'am- 
bito del Campionato italiano della zucca più 
grossa e sul tema «frutticoltura e orticoltu- 
ra amatoriale». 

Superficie espositiva: la manifestazione si 
svolge sulle mura urbane fra il baluardo del- 
la Libertà, quello di San Regolo e quello di 
San Salvatore, oltre che all'interno dell'Or- 
to botanico. 

Orario di apertura al pubblico: venerdì 3 
dalle ore 12 alle 19,30; sabato 4 e domenica 
5 dalle ore 9,30 alle 19,30, orario continuato; 
la vendita dei biglietti termina alle ore 18,30 
di ciascun giorno. 

Ingresso: euro 7,00; euro 5,00 per gli abbo- 
nati che presentano la «Carta Verde». 
Come arrivare in auto: autostrada Ali con 
uscita a Lucca Est, a circa 1 km dalla mani- 
festazione. 

Parcheggio: vi sono ampi parcheggi, a pa- 
gamento, situati nelle vicinanze della mani- 
festazione. 

Per informazioni: Segreteria organizzati- 
va - c/o Orto botanico di Lucca - Tel. 0583 
583086/442160 - Fax 0583 442161. 
Internet: www.murabilia.com 

□ FIRENZE - La Fierucola del pane 
Sabato 4 e domenica 5 settembre si svolge 
a Firenze, nella storica Piazza SS. Annunzia- 
ta, «La Fierucola del pane», Mostra mercato 
dei prodotti agricoli. 




Feste e sagre dedicate alla zucca 

Di seguito segnaliamo le principali manifestazioni dedicate alla 
zucca che si svolgono in Italia fino a fine 2010. 

- 2-5 settembre, Pastrengo (Verona), «Festa della zucca». Per in- 
formazioni: Pro loco di Pastrengo - Tel. 045 7170398. 

- 4-5 settembre, Isola Sant'Antonio (Alessandria), «Sagra della 
zucca». Per informazioni: Segreteria Comune - Tel. 0131 857121. 

- 4-5 settembre, Villa Sant'Angelo (L'Aquila), «Festa della zucca, 
Concorso Zuccart». Per informazioni: sig. Enrico Melonio - Celi. 
335 404628. 

- 8 settembre-8 dicembre, Mantova, «Di zucca in zucca». Per informazioni: Consorzio 
agrituristico mantovano - Tel. 0376 324889 - Celi. 329 2127504. 

- 11-12 settembre, Sale Marasino (Brescia), «Sfida nazionale della zucca». Per infor- 
mazioni: Ufficio Turistico - Tel, 030 986533; Comune - Tel. 030 9820969. 
- 18-19, 25-26 settembre, Reggiolo (Reggio Emilia), «Festa della zucca». Per informa- 
zioni: Pro loco - Celi. 338 6188748. 

- 2-3 ottobre, Castellazzo Bormida (Alessandria), «19" Mostra mercato della zucca». 
Per informazioni: Pro loco - Celi. 346 6816985. 

- 2-3 ottobre, Piozzo (Cuneo), «Sagra della zucca». Per informazioni: Comune di Pioz- 
zo -Tel. 0173 795101. 

- 3 ottobre, Cafasse (Torino), «Sagra della zucca». Per informazioni: sig. Daniele Mi- 
chelotti - Celi. 339 1462478; Comune - Tel. 0123 417002. 

- 9-10 ottobre, Vigonza (Padova), «Festa della zucca». Per informazioni: sig. Franco 
D'Orazio - Celi. 340 0666720. 

-10 ottobre, località Borgo Rivola di Riolo Terme (Ravenna), «Sagra della zucca e del- 
l'uva bacarono». Per informazioni: Ufficio Turistico - Tel. 0546 71044. 
-23-24 ottobre, Venzone (Udine), «Festa della zucca». Per informazioni: Pro loco - Tel. 
0432 985034. 

- 24 ottobre, Brandizzo (Torino), «Sagra della zucca». Per informazioni: Associazione 
Arte e Cultura Brandizzo - Tel. 011 9138498. 



VITA IN CAMPAGNA 9/2010 



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La mostra propone prodotti dell'agricoltura 
biologica e biodinamica; esperienze di tec- 
niche di panificazione manuale, a confronto: 
durante i due giorni, in uno spazio apposito, 
vengono effettuate lezioni di panificazione 
casalinga a cura di alcuni «fierucolanti». 
Superficie espositiva: la manifestazione si 
svolge in Piazza SS. Annunziata, in circa 
2.000 m 2 di esposizione. 
Orario continuato di apertura la pubblico: 
delle ore 9 al tramonto. 
Ingresso: gratuito. 



Come arrivare in auto: autostrada Al con 
uscita a Firenze Sud, a circa 6 km (12 minu- 
ti) dalla manifestazione. 
Parcheggio: per 80 posti auto, a pagamen- 
to (eurol,50 l'ora) escluso i giorni festivi, 
si trova in Piazza della Libertà e dintorni, a 
10 minuti a piedi dalla manifestazione, op- 
pure alla Fortezza da Basso (euro 1,50 l'ora) 
con 300 posti auto a circa 25 minuti a pie- 
di dalla manifestazione, passando dal cen- 
tro della città. 
Per informazioni: La Fierucola Associazio- 



Altri appuntamenti del mese 

«Giornate del vino». Si tengono giovedì 2 e venerdì 3 settembre, nella pittoresca 

piazza principale di Caldaro (Bolzano) in Alto Adige, la 25" edizione delle «Giornate 

del vino». Due giornate di degustazione delle migliori annate di 19 produttori locali, 

organizzate da Weìn.Kaltern, l'associazione che promuove il territorio di Caldaro e che 

riunisce le maggiori realtà produttive della zona. 

Per informazioni, telefonare citando Vita in Campagna, allo 0471 963169 - Internet: 

www.kaltern.com 

Piante, fiori e sapori. L'Associazione «Il giardino di Solferino» organizza sabato 4 
e domenica 5 settembre presso il Parco dell 'Ossario a Solferino (Mantova) la 8" edi- 
zione della mostra mercato di «Piante, fiori e sapori». Innumerevoli gli eventi collate- 
rali ai quali ì visitatori possono partecipare: escursioni in bici e a piedi alla scoperta 
del borgo antico di Solferino e delle colline moreniche; lezioni di botanica e laborato- 
ri didattici; passeggiate con botanici per scoprire la ricca flora collinare; degustazioni 
guidate alla scoperta delle eccellenze enogastronomiche del territorio. 
Per informazioni telefonare, citando Vita in Campagna, al numero di celi 320 0653332 

- Internet: www.giardinodisolferino.it 

Tra Stelle e spighe. A Casalborgone (Torino), dal 10 al 12 settembre, si svolge, 
presso la sede del vivaio «L'erbaio della Gorra», la 4" edizione della manifestazione 
«Tra stelle e spighe», Mostra mercato dedicata alla fioritura dell 'astro settembrino e 
alle graminacee ornamentali. Alla mostra sì possono ammirare oltre 100 varietà di astri 
ih piena fioritura, una vasta collezione di graminacee e un gran numero di altre perenni 
a fioritura autunnale (anemone, ceratostìgma, cimicifuga, heuchera, persicaria, sedimi 
e molte altre). Ingresso gratuito. 

Per informazioni telefonare, citando Vita in Campagna, il numero 011 9174168 - Celi. 
328 1632813 - Internet: www.gorraonline.it 

Mostra mercato di piante da frutto antiche e rare. Dal 10 al 19 settembre si 

svolge, nella particolare cornice del Parco Vivai Belfiore a Lastra a Signa (Firenze), la 
4" edizione di «Pomarium, dieci giornate per il frutteto amatoriale», Mostra mercato di 
piante da frutto antiche e rare. 
Per informazioni telefonare, citando Vita in Campagna, al numero di celi. 328 3847235 

- Internet: www.pomarium.net 

Raduno internazionale del bonsai e suiseki. Si svolge dal 10 al 19 settembre, a 
Parabiago (Milano), presso Crespi Bonsai, il «9° Raduno intemazionale del bonsai e 
suiseki», un appuntamento da non perdere per gli amanti del bonsai e del magico 
Oriente provenienti da tutta Europa. Mostre, corsi ed eventi avvicinano i visitatori al 
mondo orientale, ai suoi costumi, alla sua cucina ed alle sue tradizioni. Ingresso 
gratuito. 

Per informazioni telefonare, citando Vita in Campagna, allo 0331 491850 - Internet: 
www.crespibonsai.com 

Fattorie didattiche a porte aperte in Lombardia. L 'appuntamento con l 'agricoltura 
lombarda si rinnova domenica 26 settembre con la 6" edizione della giornata «A porte 
aperte» delle Fattorìe didattiche della Lombardia. Nell'iniziativa sono coinvolte 95 
aziende, agricole e agrituristiche, tra le 1 70 distribuite nel territorio lombardo, che 
propongono una giornata di animazione per adulti e bambini. Le aziende che aderiscono 
ali 'iniziativa accolgono i visitatori proponendo le attività che le caratterizzano: laboratori 
didattici, visite guidate ai processi di allevamento e coltivazione, produzione e 
trasformazione dei prodotti agricoli, visite alle cascine e ai musei agricoli aziendali, 
degustazioni, percorsi sensoriali, giochi e molto altro ancora. Per partecipare alle attività 
è bene prenotare, contattando direttamente le singole fattorie. Una mappa con le Fattorie 
didattiche e le attività per la giornata è in distribuzione in tutta la Lombardia e si può 
consultare sul sito internet: www.buonalombardia.it 



ne di promozione sociale - sig.ra Maria Pao- 
la Bordati - Celi. 345 3089164. 
Internet: www.lafierucola.org 

□ MONTALCINO (SIENA) - Settima- 
na del miele 

Dall'10 al 12 settembre si svolge a Montal- 
cino (Siena), presso la Fortezza, la 34 a edizio- 
ne della «Settimana del miele», Mostra mer- 
cato di apicoltura. 

All'interno della Fortezza è allestito un pun- 
to informativo, dove i visitatori, grazie alla 
presenza di esperti assaggiatori, possono ef- 
fettuare una degustazione guidata dei mieli, 
ricevere notizie sulle proprietà dei prodotti 
dell'alveare, conoscere gli strumenti essen- 
ziali per la produzione del miele e ricevere 
informazioni sul mondo delle api. 
Superficie espositiva: circa 1.300 m 2 . 
Orario continuato di apertura al pubblico: 
dalle ore 9 alle 20. 
Ingresso: gratuito. 

Come arrivare in auto: provenendo da 
Nord, autostrada Al con uscita a Firenze 
Certosa, proseguire sul raccordo autostrada- 
le Siena-Firenze (La Palio) fino a Siena Sud, 
poi proseguire sulla S.S. 2 seguendo le indi- 
cazioni per Buonconvento/Montalcino/Ro- 
ma; provenendo da Sud, autostrada Al con 
uscita a Chiusi-Chianciano Terme, a circa 50 
km dalla manifestazione. 
Parcheggio: vi sono dei parcheggi pubblici, 
sia gratuiti che a pagamento (euro 1 ,50), si- 
tuati nelle vicinanze della Fortezza. 
Per informazioni: Associazione Apicoltori 
Siena, Grosseto, Arezzo - Segreteria e uffi- 
cio stampa, tei. e fax 0577 848488. 
Internet: www.asgamontalcino.com 

Umbria 

□ città di castello (perugia) - 

Mostra nazionale del cavallo 

La 44" edizione della «Mostra nazionale del 
cavallo di Città di Castello» si svolge, dal 10 
al 12 settembre, presso la Fattoria Autono- 
ma Tabacchi di Cerbara. Un migliaio di ca- 
valli di varie razze possono essere ammira- 
ti nelle tre giornate dedicate alle tante inizia- 
tive organizzate a favore degli allevatori e de- 
gli appassionati. 

Come sempre, ampio spazio viene destinato 
ai bambini, ai quali sono «riservati» vari mo- 
menti della Mostra. 

Durante la manifestazione sono previste ras- 
segne di allevamento, competizioni, concorsi 
e molto altro ancora. 
Superficie espositiva: oltre 50.000 m 2 . 
Orario continuato di apertura al pubblico: 
dalle ore 9 alle 19. 

Ingresso: euro 12,00; euro 7,00 per gli ab- 
bonati che presentano il coupon inserito 
nella Guida «Servizi e Vantaggi per gli Ab- 
bonati 2010» allegata al n. 2/2010. 
Come arrivare in auto: superstrada E45 con 
uscita a Città di Castello Nord, a circa 3 km 
dalla manifestazione. 

Parcheggio: nell'area della mostra esiste un 
ampio parcheggio, a pagamento (euro 3,00), 
per circa 3.000 posti auto. 
Per informazioni: Segreteria della mostra - 
Tel. 075 8554922 - Fax 075 8559660. 
Internet: www.mostradelcavallo.com 



90 



VITA IN CAMPAGNA 9/2010 



IP 



«EDIZIONI L'INFORMATORE AGRARIO SpA» - Sede Sociale: Verona - Via Bencivenga Biondani, 16 - Cod. Fise. 00230010233 
Pubblicazione del bilancio ai sensi della legge 23-12-1996 n. 650 e successive modifiche 



BILANCIO AL 31-12-2009 



STATO PATRIMONIALE 

ATTIVITÀ 31.12.2009 

A) Crediti v/Soci per versamenti ancora dovuti 

B) Immobilizzazioni: 

I- Immobilizz. immateriali: 

1) Costi di impianto e di ampliam. 

2) Costi di ricerca, sviluppo e di pubblicità 

3) Diritti di brevetto industriali e diritti di utilizzazione 
delle opere d'ingegno 29.425 

4) Concessioni, licenze, marchi e 

diritti slmili 8.356 

5) Avviamento 

6) Immobilizzazioni in corso e acconti 

7) Altre 13.720 
Totale I 51.501 

II- Immobilizzazioni materiali: 

1) Terreni e fabbricati 4.604.450 

2) Impianti e macchinari 63.588 

3) Attrezzature Ind.lt e commerciali 258 

4) Altri beni 209.157 

5) Immobilizz. In corso e acconti 
Totale II 4.877.453 
III ■ Immobilizzazioni finanziarie: 

1) Partecipazioni in: 

a) Imprese controllate 

b) imprese collegate 
e) altre Imprese 

2) Crediti: 

a) verso imprese controllate 

b) verso imprese collegate 
e) verso controllanti 
d) verso altri 3.274 

3) Altri titoli 

4) Azioni proprie 
Totale III 3.274 
Totale Immobilizzazioni B) 4.932.228 
C) Attivo circolante: 

I - Rimanenze: 

1) Materie prime, sussidiarie 

e di consumo 97.646 

2) Prodotti in corso di lavoraz. 

e semilavorati 

3) Lavori in corso su ordinazione 

4) Prodotti finiti e merci 166.381 

5) Acconti 
Totale I 264.027 

II - Crediti 

1) Verso clienti: 1.436.375 
di cui esigibili oltre l'esercizio successivo 

2) Verso imprese controllate 
di cui esigibili oltre l'esercizio successivo 

3) Verso imprese collegate 
di cui esigibili oltre l'esercizio successivo 

4) Verso controllanti per forn. 
di cui esigibili oltre l'esercizio successivo 

4bis) Crediti tributari 59.945 

di cui esigibili oltre l'esercizio successivo 

4ter) Imposte anticipate 117.429 

di cui esigibili oltre l'esercizio successivo 

5) Verso altri: 84.084 
di cui esigibili oltre l'eserc. successivo 6.476 

Totale II • 1.697.833 

Ili - Attività finanz. che non 
costituiscono immobilizz.: 

1) Partecipazioni in imprese controllate 

2) Partecipazioni In imprese collegate 

3) Partecipazioni in imprese controllanti 

4) Altre partecipazioni 



31.12.2008 






37.639 

9.000 





10.867 

57.506 

4.728.000 

64.804 

665 

230.753 



5.024.222 











3.274 



3.274 
5.085.002 






165.319 


215.892 

1.959.839 















115.708 



88.182 



170.920 

6.476 

2.334.649 



5) Azioni proprie 426.780 

6) Altri titoli 3.136.677 
Totale III 3.563.457 
IV - Disponibilità liquide: 

1) Depositi bancari e postali 1.169.728 

2) Assegni 

3) Cassa 2-154 
Totale IV 1.171.882 
Totale attivo circolante (C) 6.697.1 99 
D) RATEI E RISCONTI ATTIVI 39.71 3 
Totale ratei e risconti (D) 39.71 3 
TOTALE ATTIVO (A+B+C+D) 11 .669.1 40 
PASSIVITÀ 

A) Patrimonio netto: 

I - Capitale sociale 51 0.000 

II - Riserva da sopraprezzo delle azioni 
Ili - Riserve di rivalutazione 3.508.876 

IV - Riserva legale 102.000 

V - Riserve statutarie 

VI - Rls. per azioni proprie in portafoglio426.780 

VII - Altre riserve, distint. indicate: 375.972 

- avanzo di fusione 291.373 

- riserva disponibile 84.599 
Vili - Utili (perdite) portati a nuovo 
IX - Utile (perdita) dell'esercizio 345.737 
Totale patrimonio netto (A) 5.269.365 

B) Fondi per rischi ed oneri: 

1) Per trattamento di quiescenza 

e obblighi slmili 155.160 

2) Per imposte, anche differite 

3) Altri 
Totale fondi per rischi e oneri (B) 155.160 

C) Trattamento fine rapporto 930.890 

D) Debiti 

1) Obbligazioni 

2) Obbligazioni convertibili 

3) Debiti verso soci: 

4) Debiti verso banche: 

5) Debiti verso altri finanziatori 

6) Acconti 1.348.375 
di cui esigibili oltre l'eserc. successivo109.578 

7) Debiti verso fornitori: 1 .614.455 
di cui esigibili oltre l'eserc. successivo 

8) Debiti rappresentati da 

titoli di credito 

9) Debiti verso imprese control. 

10) Debiti verso imprese colleg. 

11) Debiti verso controllanti 

12) Debiti tributari 288.239 
di cui esigibili oltre l'eserc. successivo 

1 3) Debito verso istituti Previd. 273.582 
di cui esigibili oltre l'eserc. successivo 

14) Altri debiti 395.913 
di cui esigibili oltre l'esercizio success. 
Totale debiti (D) 3.920.564 
E) Ratei e risconti 1.393.161 
Totale ratei e riscontri (E) 
Totale passivo (A+B+C+D+E) 11.669.140 
CONTO D'ORDINE: 

Fidejussioni prestate da terzi 71 .265 

Beni di terzi in conto deposito 39.821 

CONTO ECONOMICO 
A) Valore della produzione: 

1) Ricavi delle vend. e delle prestaz.1 0.006.646 

2) Variaz. delle rimanen. di 
prod. in corso di lavoraz. 

semilav. e finiti 1.062 

3) Variaz. dei lavori in corso 

su ordinazione 




3.054.887 
3.054.887 

1.216.685 



1.075 

1.217.760 

6.823.788 

39.193 

39.196 

11.947.383 



510.000 



3.508.876 

95.106 





872.885 

291.373 

581.512 



334.561 

5.321.428 



141.072 





141.072 

945.730 








1.411.436 
86.952 

1.751.984 






o 

263.582 

225 

261.197 



421.791 

4.600 

4.109.990 

1.429.163 

1.429.163 

11.947.383 

42.214 
49.589 



10.562.254 




121.158 

10.128.866 

1.049.974 

4.471.945 

476.466 

2.353.512 
693.199 
174.541 

200.000 



7.000 



-47.073 





77.660 

9.726.971 

401.895 





107.701 

10.680.716 

1.323.713 

4.723.969 

474.223 

2.350.497 

676.647 

172.422 





39.686 

167.358 





50.000 



-2.777 





69.561 

10.045.299 

635.417 



4) Incrementi di immobilizz 
per lavori interni 

5) Altri ricavi e proventi 
Totale (A) 
B) Costi della produzione: 

6) Mat. prime, sussid., di cons. 

7) Per servizi 

8) Per godimento di beni di terzi 

9) Per il personale: 

a) salari e stipendi 

b) oneri sociali 
e) trattam. di fine rapp. 

d) trattam. di quiescenza e simili 

e) altri costi 

10) Ammortamenti e svalutazioni: 

a) amm. to delle immobil. immateriali 35.246 

b) amm.to delle immobil. materiali 234.501 
e) altre svalutaz. delle immobiliz. 
d) svalutaz. dei crediti compresi 
nell'attivo circolante e delle 
disponibilità liquide 

11) Variazioni delle rimanenze 
di materie prime, sussidiarie, 
di consumo e merci 

12) Accantonamento per rischi 

13) Altri accantonamenti 

14) Oneri diversi di gestione 
Totale B) 

Differenza tra valore e costi 
della produzione (A - B) 

C) Proventi ed oneri finanziari: 

15) Proventi da partecipazioni 

16) Altri proventi finanziari: 

a) da crediti iscritti nelle immobilizz. 

b) da titoli iscritti nelle immobilizz. 
e) da titoli iscritti nell'attivo clrcol. 

d) da proventi diversi dai preced. 

17) Interessi e altri oneri finanz. 
17bis) Utili e perdite su cambi 
Totale (15+16 -17) (±17 bis) 

D) Rettifiche di valore di 
attività finanziarie: 

18) Rivalutazioni: 

a) di partecipazioni 

b) di immobilizz. finanziarie 

e) di titoli iscritti all'att. circolante 

19) Svalutazioni: 

a) di partecipazioni 

b) di immobilizz. finanzanziarie 
e) di titoli iscritti nell'alt, circolante 
Totale delle rettifiche (18-19) 

E) Proventi ed oneri straordinari: 

20) Proventi con separate 
indicazioni delle plusvalenze 
da alienazione 

21) Oneri, con separata indicazione delle minusvalenze 
da alienazione e delle imposte 
relative ad esercizi precedenti 

Oneri da alienazione immobliz. 
Totale delle partite straordinarie 
Risultato prima delle imposte 

22) Imposte sul reddito esercizio 
di cui imposte correnti 
di cui imposte differite 
di cui imposte anticipate 

Utile (perdita) dell'esercizio 

Le risultanze del presente bilancio corrispondono ai saldi delle 
scritture contabili tenute in ottemperanza alle norme vigenti. 
(Rizzotti Elena) 















162.733 


147.586 


7.142 


28.508 


11.791 


16.969 





-4.831 


158.084 


154.294 















83.822 


11.296 














4.210 


169.874 


79.612 


-158.578 



15.832 



4.834 


8.526 








10.998 


20.188 


650.589 


651.321 


304.852 


316.760 


334.099 


328.444 








-29.247 


-11.684 


345.737 


334.561 



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Prospetto di dettaglio delle voci del bilancio di esercizio al 31.12.2009 



RICAVI DELLE VENDITE E DELLE PRESTAZIONI: 

Ricavi della vendita di copie € 5.071.085 

-di cui per abbonamenti € 5.050.809 



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di un annuncio gratuito all'an- 
no di circa 25 parole utilizzando 
il coupon riportato nello «Spe- 
ciale Servizi e Vantaggi per gli 
Abbonati» allegato al n. 2/2010 
(scrivere il testo a macchina o in 
stampatello). Annunci successi- 
vi sono a pagamento; si prega di 
utilizzare il modulo pubblicato a 
pag. 76 del n. 12/2009. Per ulte- 
riori informazioni telefonare al- 
lo 045 8057511. La scelta degli 
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92 



VITA IN CAMPAGNA 9/2010 




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Frutto di lunghi anni di esperienza nel settore delle piccole macchine agricole mo- 
torizzate (motoaratori, motozappatrici, motofalciatrici e motocoltivatori); la ditta 
Casorzo presenta il nuovo aratro rotante a disco, specifico per i motocoltivatori. 
Questo prodotto vanta una grande maneggevolezza e richiede poca potenza in para- 
gone alle prestazioni. Il disco effettua un taglio nel terreno lasciando zolle rovesciate, 
per un effetto disinfestante, con una profondità di lavoro 
che varia da 20 a 25 cm. 

Il motocoltivatore Casorzo modello Pony con aratro ro- 
tante ad asse reversibile bre- 
vettato è disponibile per tutti 
i motocoltivatori. 
Una macchina Casorzo facili- 
ta notevolmente il compito 
dell'operatore per le sue ca- 
ratteristiche di maneggevo- 
lezza e funzionalità frutto di 
una lunga esperienza e di 
prove eseguite sul campo. 

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Miniserra MS AGRIMEC: 
un riparo per l'orto 
di grandi dimensioni 

La ditta Agrimec di 
Casazza (BG) propone la 
miniserra modello MS, 

adatta all'hobbista, per la 
protezione di orti di me- 
die/grandi dimensioni. È 
composta da una struttura 
in tubo d'acciaio zincato 
del diametro di 32 mm e 
copertura in polietilene; 
semplice da installare e da trasportare, viene ancorata al 
terreno senza bisogno di calcestruzzo, resistendo co- 
munque alle normali sollecitazioni causate da vento e 
neve. Può essere rivestita con rete antigrandine oppure 
con film di polietilene triennale; inoltre può essere equi- 
paggiata, a richiesta, con porta a battente e aperture la- 
terali ad avvolgimento in polietilene per la ventilazione. 
È possibile dotare la serra MS anche di un valido im- 
pianto di irrigazione, che può funzionare in automatico. 
La larghezza della serra va da 2 m fino a 4,5 m. La ditta 
Agrimec concede lo sconto del 25% sull'acquisto del- 
la Miniserra MS a tutti gli abbonati di Vita in Campagna 
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VITA IN CAMPAGNA 9/2010 



Elettrosega a batteria 
GARDENA CST 201 8 LI: 

la potenza diventa cordless 




Per la potatura dei rami più grossi e duri 
Gardena propone l'Elettrosega a batteria CST 

2018 Li, che unisce alla potenza e all'innovazione, il 
grande vantaggio di una totale libertà di movimento. Estremamente leggera e manegge- 
vole, garantisce il massimo in termini di semplicità d'utilizzo, comfort e sicurezza. L'alta ve- 
locita di rotazione della catena (4 m/sec.) e l'elevata potenza permettono inoltre delle ot- 
time prestazioni di taglio, con il minimo sforzo. Il suo taglio potente e preciso rende l'attrez- 
zo ideale sia per i lavori di potatura che di rifinitura. L'elettrosega a batteria CST 2018-Li 
GARDENA è dotata di una potente batteria ricaricabile agli Ioni di Litio da 1 8 V / 2,6 Ah 
che consente di tagliare fino a 60 ceppi del diametro di 80 millimetri, in modo accurato e 
preciso. Il tensionamento della catena è facile e non richiede l'utilizzo di attrezzi. La sua ma- 
niglia ergonomica garantisce una presa perfetta e sicura in ogni situazione di lavoro. Il di- 
spositivo di sicurezza «quick-stop» consente un arresto della catena entro 0,15 secondi 



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ALBRIGI: 1 3 Ottobre 201 0, giornata di caseificazione 

Il minicaseificio viene realizzato in due versioni che consentono di personalizzare la 
propria realtà di Agriturismo inserendo prodotti tipici realizzati dalla lavorazione del latte. 
La prima versione del Kit mini caseificio comprende una caldaia inox da 65 L dotata di 
fondo termico, una vasca inox con diametro maggiorato per favorire l'affioramento della 
panna, il fornello di riscaldamento (alimentato a GPL o metano) ed una serie di stampi. A 
corredo dell'impianto è incluso un termometro da caseificio ed una guida per facilitare 
l'uso dell'impianto ed aiutare l'utilizzatore ad ottenere un prodotto DOC selezionando la 

materia prima e le diverse fasi di lavorazione. La seconda 
versione si differenzia per l'aggiunta della zangola per la 
realizzazione del burro. L'impianto consente di lavora- 
re dai 30 ai 65 L di latte e di ottenere i prodotti finali 
quali burro, formaggio per una media stagionatura e 
la ricotta. Il 13 ottobre presso l'azienda Albrigi Luigi 
srl si terra la seconda giornata di caseificazione 
ad ingresso gratuito in compagnia del mastro ca- 
saro. Per partecipare viene richiesta la prenota- 
zione telefonica allo 045.8650250. 

ÌJ ALBRIGI LUIGI SRL - Tel. 045.8650250 - Fax 045.9073 1 6 
E-mail: info@albrigiluigi.com - Internet: www.albrigiluigi.com 




Un allevamento gestito 
dalla famiglia 

Negli ultimi anni gli italiani si stanno riav- 
vicinando lentamente ad una tradizione ge- 
nuina fatta di prodotti naturali che vengono 
direttamente dai propri giardini e dai propri 
orti. Così, oltre a piccole coltivazioni nei giar- 
dini e nei terrazzi, sempre più frequentemen- 
te gli italiani riscoprono il valore dell'alleva- 
mento di animali da cortile gestito diretta- 
mente da loro. 




La ditta Faza di Roma da oltre 40 anni produ- 
ce pollai ed accessori per soddisfare i bisogni 
sia di questi piccoli allevatori che degli alleva- 
tori con necessità maggiori. Sempre più spes- 
so infatti gli italiani manifestano il desiderio di 
gestire un piccolo allevamento per assapora- 
re gusti che il processo industriale ha portato 
vìa; i minipollai Faza sono la struttura mi- 
gliore per intraprendere questo percorso. E se 
l'allevamento diventa più grande, Faza pro- 
pone i suoi pollai Small e Big, oppure il 
Breeder Arcanido®, la grande innovazione 
per l'allevamento Bio all'aria aperta. Tutti i 
pollai Faza sono mobili e non necessitano di 
autorizzazione per l'installazione. 

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II 



VITA IN CAMPAGNA 9/2010 



È tempo di piantare: 
le rose MEILLAND 

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sistere al fascino strepitoso delle rose 
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gruppati rossi e gialli, o Alphonse Daudet® 
Var. Meirouve, una Romantica da 80 petali per 
corolla, o altre ancora. Quando avrete scelto, 
compilate il buono d'ordine che avrete trova- 
to allegato al catalogo. A voi lettori di Vita in 
Campagna sarà applicato automaticamente 
uno speciale sconto del 10%. Un'occasione 
unica, da non perdere! 

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E-mail: info@meilland.it 
Internet: www.meilland.it 



OSA: caldaie a legna 
a Fiamma Inversa Serie SV 




Le caldaie serie SV Fiamma Blu sono il risultato di oltre 40 an- 
ni di esperienza nel settore del riscaldamento a legna. La combu- 
stione a fiamma inversa, a differenza di quella a tiraggio naturale, 
permette un consumo graduale della legna a vantaggio di una 
lunga autonomia. Fumi e gas, anziché uscire direttamente dal ca- 
mino, sono forzati a passare attraverso il braciere incandescente, ri- 
ducendo al minimo i residui di combustione a vantaggio di un ele- 
vato rendimento. Le versioni di questa serie sono due. Il modello 
SVS, con ventilatore premente posto nella parte anteriore della caldaia. 
L'aria comburente viene spinta in caldaia e la combustione è pressurizzata. All'apertura del- 
la porta di carico, il fumo viene deviato e, per effetto del tiraggio naturale, aspirato diretta- 
mente dalla canna fumaria. Il modello SVA è dotato, invece, di ventilatore in aspirazione in- 
stallato nella parte posteriore della caldaia. L'aria comburente viene aspirata in caldaia e la 
combustione avviene in depressione. All'apertura della porta di carico, l'aspiratore entra in 
funzione e convoglia forzatamente il fumo alla canna fumaria. 

i) OSA CALDAIE SRL -Tel. 045.982044 - Fax 045.8999077 - E-mail: info@osacaldaie.it 
Internet: http://www.osacaldaie.it/ 



TAPTRAP®: il tappo trappola 



La Ditta Carello Roberto, produttrice e distributrice del TapTrap® il tappo trappola, si 
pone come obiettivo, la divulgazione e valorizzazione della tecnica di cattura massaie di va- 
rie specie di insetti nocivi volanti: vespe, calabroni, lepidotteri, mosche comuni e della frut- 
ta ecc. Proponendo un attrezzo che permette la trasforma- 
zione di una bottiglia in plastica dell'acqua e l'uso di esche 
preparate da voi stessi in una Biotrappola cromotropica 
alimentare professionale. 

Con la prerogativa di una sicura efficacia, un costo molto 
contenuto e una buona versatilità, TapTrap® si pone in 
un'ottica di lotta integrata e biologica, come un'importante 
se non indispensabile arma nella difesa di frutteti, uliveti, vi- 
gneti, allevamenti animali (solo all'esterno), case di campa- 
gna, ecc. 

Le prossime fiere nelle quali è possibile trovare Tap Trap® 
sono la manifestazione Fiori Frutta Qualità a Celle Ligure 
(SV) dal 25 al 26 Settembre e la fiera Orticolario a 
Cemobbio (CO) l'I -2-3 Ottobre 2010. 




I j CARELLO ROBERTO -Tel. e Fax: 01 1 .9886840 - Celi. 338.9581489 
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ecintare non è mai stat/o cesi facile 




VITA IN CAMPAGNA 9/2010 



III 



Seghetto Suracon 210 LC STOCKER 




Il nuovo seghetto Suracon 210 LC, proposto dall'azienda Stocker, è ideale 
per l'hobbista quanto per il professionista. Prodotto con materiali di alta qua- 
lità e con un design attuale, questo attrezzo arricchisce la gamma degli artico- 
li per la cura del verde. Dotato di lama curva realizzata con trattamento termi- 
co mediante impulsi, è caratterizzato da un'eccezionale durata e resistenza 
delle punte dei denti. La lama del seghetto Suracon ART. 12521 è realiz- 
zata inoltre in uno speciale acciaio cromato ed è lunga 21 cm. 
La maniglia ergonomia antiscivolo, grazie all'alta qualità dell'alluminio e 
del rivestimento in morbida gomma (materiale TPA), assicura una lunga 
durata oltre che una maneggevolezza sicura e confortevole. 
Tutti i pezzi di ricambio sono disponibili e facilmente sostituibili. 
Questo, come tutti i prodotti per la cura del verde proposti da Stocker, 
possono essere acquistati nei migliori garden center e presso i rivendito- 
ri specializzati. 
Prezzo consigliato al pubblico: 24,72 euro. 

ij STOCKER - E-mail: info@stockergarden.com 
Internet: www.stockergarden.com 




Telescopio - cannocchiale Novel-60 STAR NOVEL 

Il telescopio rifrattore per uso astronomico è un ottimo 
cannocchiale terrestre con ottica acromatica di buona qualità. 
È consigliato a chi inizia lo studio della volta celeste e desidera 
avere un articolo completo ed affidabile. 
Grazie al prisma raddrizzante incorporato è inoltre adatto per 
tutte le visioni terrestri e naturalistiche tipiche dei cannocchiali. 
Le caratteristiche tecniche sono: diametro di 60 mm, un focale di 700 rum, treppiede in allu- 
minio, oculari Kellner 9 e 20 mm, prisma raddrizzante a 45°, lente Barlow 3X e la montatura 
è Altazimutale. Inoltre con il telescopio vengono dati in dotazione la borsa morbida per il tra- 
sporto ed il manuale «Telescope No 
Problem» nuovo Orione. 
Il prezzo di questo bellissimo telescopio 
firmato Star Novel è di 95,00 euro Iva 
compresa. 

Per ricevere maggiori informazioni o per 
conoscere il rivenditore più vicino è possi- 
bile contattare direttamente Star Novel al 
numero: 045.6020750 o inviare una e-mail 
a: info@starnovel.com 

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Le SEMINATRICI 

di Bassi Gianluca &C. 

La seminatrice manuale Bassi è una mac- 
china ad alta precisione, è fornita di un di- 
stributore seme formato da un disco alveola- 
to, in grado di seminare tutti i tipi di ortaggi, 
cereali ed erbe officinali. La macchina è dota- 




ta di un tendicatena in cui è possibile cambia- 
re la corona e quindi variare la distanza di se- 
mina sulla fila senza intervenire sul distributo- 
re seme. Le stegole della seminatrice sono in- 
dipendenti dalla macchina: ciò consente al- 
l'operatore di inclinarle a seconda delle pro- 
prie esigenze senza compromettere la preci- 
sione della profondità di semina. Sulla ruota 
anteriore, è posizionata una molla di pressio- 
ne regolabile, che permette di comprimere il 
terreno a seconda delle esigenze di semina. 
La ruota anteriore, con cuscinetti a sfera, è 
gommata: ciò permette una maggiore scor- 
revolezza della macchina sul terreno. La semi- 
natrice è costruita in alluminio, materiale 
zincato e la tramoggia seme è verniciata a for- 
no garantendo una maggiore qualità e 
durata nel tempo. 



1) BASSI SEMINATRICI SNC 

Tel. 051 .854998 - Fax 051 .854042 
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IV 



VITA IN CAMPAGNA 9/2010 



GRILLO: Princess 9 

A conferma della volontà di avere macchi- 
ne sempre più performanti e di alto livello in 
tutte le sue linee di prodotto, Grillo presenta la 
nuova MTZ Princess 9 che sostituisce la pre- 
cedente in tutti i 4 modelli (monomarcia, 1 +1 , 
2+1 con marcia lenta per aratura e 2+1 con 2 
marce per fresatura terreno e fresa pesante). 
Le caratteristiche tecniche, la funzionalità, l'ef- 
ficacia e l'affidabilità hanno permesso a que- 
sta macchina di raggiungere standard di ele- 
vato livello, in grado di sostenere e soddisfare 
una proposta di qualità anche nel campo del- 
le motozappe cinghia-catena. Princess 9 non 
teme confronti: la tecnica costruttiva tipica ita- 




liana, la robustezza, la cura dei particolari, il 
design accattivante e soprattutto la manegge- 
volezza, la sicurezza e l'affidabilità fanno della 
nuova Princess 9 il prodotto top della propria 
categoria. Non accontentatevi solo del prezzo, 
ma ricercate la qualità che Vi ripaga nel lavoro 
e nel tempo. 

Venite a scoprirle in dettaglio: Princess 9 M1, 
Princess 9 MR, Princess 9 2 MR, Princess 9 
2 MR PRO. 

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Tel. 0547.6331 1 1 - Fax. 0547.63201 1 
E-mail: grillo@grillospa.it 
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ZAKANDRA:cippatore 







Il Cippatore Zakandra possiede una tramoggia 
di carico del materiale e un tubo di scarico ribalta- / 
bili per consentire un migliore trasporto e rimes- / ^^ 
saggio. La curva del tubo di scarico infatti è orien- 
tabile di 360°. Il rullo di alimentazione del materia- 
le è a comando idraulico ed è largo 330 mm. Il sistema di ta- 
glio prevede 4 coltelli in materiale temprato a cuore dispo- 
sti su 2 file e il contro coltello è anch'esso in materiale tempra- 
to a cuore. L'accesso per la manutenzione è facile e veloce. La 
larga tramoggia di carico del materiale resta aperta fino al rullo 
di alimentazione che porta alla massa di taglio. Questo consente di inserire anche materia- 
le di volume come cespugli e rami frondosi. Le misure della tramoggia di carico sono: 
680 x 550 mm e l'altezza da terra: 1 .000 mm. Le ruote frontali sono pneumatiche piroettan- 
ti ed hanno un freno integrato ad azione blocca-sblocca, azionabile con un piede. Zakandra 
inoltre è dotata di un dispositivo per la regolazione della velocità di avanzamento, disponi- 
bile con anti-stress e di un dispositivo per il blocco d'emergenza. A breve anche con attac- 
co a 3 punti per trattore. 

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ACQUASANA: 4 vantaggi 
a costo zero 

Per bere, cucinare, igienizzare con acqua pura, 
leggera, priva di qualsiasi impurità. Sono questi i 
quattro vantaggi di chi sceglie Acquasana. L'acqua 
Acquasana è disponibile anche fresca e frizzante a 
piacimento. La gamma di apparecchi Acquasana 
soddisfa qualsiasi tipo di esigenza, con il vantaggio 
di acquistare direttamente dal produttore. Gli appa- 
recchi sono semplici da installare, anche «fai da te». 
Grazie all'apparecchio Osmos 100 Direct l'affinag- 
gio dell'acqua domestica diventa comodo e fa risparmiare eliminando il 
consumo di acqua in bottiglia e ottenendo in modo semplice e veloce ac- 
qua pura e leggera. 

Grazie agli erogatori da sottolavello, sopralavello o da incasso è sempre 
disponibile acqua fresca, leggera, liscia o gassata. 
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riservati ai lettori della rivista presentando la carta verde. 

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VITA IN CAMPAGNA 9/2010 






ITAL-AGRO: stop alle talpe 



La talpa, mammifero insettivoro dalle abitudini sotterranee, 
nella sua continua ricerca di cibo, spesso provoca danni alle pian- 
te a causa della costruzione di gallerie nonché per i caratteristici 
mucchietti di terra riportata in superficie. Nel caso in cui i metodi 
tradizionali di lotta (uso di repellenti, strumenti ad ultrasuoni, etc.) 
non riescano ad allontanarle, si consiglia l'impiego di Rodibait. 
Rodibait è un agro-farmaco appositamente registrato dal 
Ministero della Salute per tale impiego. Rodibait è costituito da 
un'esca avvelenata a base di crisalidi, molto appetite dalle talpe 
ma poco o per nulla dagli animali domestici. Il prodotto è infatti ad- 
ditivato con una sostanza amaricante che rende l'esca particolarmente sgradita agli ani- 
mali non target (animali domestici, selvaggina, uccelli). Per ottenere risultati efficaci, occorre 
posizionare correttamente le esche all'interno delle gallerie. Praticare un foro in prossimità di 
ogni cumulo e inserire circa 10 gr di prodotto. Terminata l'operazione, rasare i cumuli di ter- 
ra con un rastrello per monitorare l'intensità della infestazione. Ripetere il trattamento dopo 
una settimana e comunque non appena si noti la presenza di nuove colonizzazioni. L'efficacia 
del trattamento si noterà qualche giorno dopo la deposizione delle esche. 




l) ITAL-AGRO SRL -Tel. 0371 .71 090 ■ 
Internet www.ital-agro.it 



E-mail: ital-agro@ital-agro.it 



Motoseghe OLEO-MAC: performance e affidabilità 

Prodotte da Emak (www.emak.it), le motoseghe Oleo-Mac GS 370, Oleo-Mac GS 

41 C e Oleo-Mac GS 41 CX sono modelli universali destinati a utenti privati esigenti: pro- 
gettate con tecnologia di classe superiore, queste macchine sono un mix di performance e 
affidabilità. Le motoseghe Oleo-Mac GS 370-410 CX sono Bum Right: montano cioè un 
motore Euro 2 che, rispetto a un normale due tempi, permette di risparmiare fino al 40% del 
carburante - con vantaggi in termini di autonomia di lavoro e costi di gestione - e di abbat- 
tere dell'80% le emissioni nocive. Leggere e maneggevoli, le motoseghe Oleo-Mac GS 370- 
410 CX sono poi sinonimo di affidabilità nel tempo: merito di soluzioni tecniche come il 
cilindro in nichel, l'albero e la biella forgiati in acciaio. Importante è anche il contributo del- 
la pompa olio automatica in alluminio, che assicura portata nulla al minimo. Sotto il profilo 
della semplicità d'uso, le motoseghe Oleo-Mac GS 370-41 CX 
dispongono di una bobina digitale con regolazione elettro- 
nica, che facilita l'avviamento. Maggiori informazioni sul- 
le motoseghe per uso privato intensivo prodotte da 
Emak sono disponibili su www.emak.it. 



ZyEMAKSPA 

Tel. 0522.95661 1 - Fax. 0522.951555 
E-mail: info@emak.it 
Internet: www.emak.it 







ALTEA: 

quando la classe 
non è acqua 

Da Altea il vero 
Stallatico umifìcato con- 
centrato pellettato, ™- 
l'unico garantito privo di Z^vLLLI I °n\ 
semi di erbe infestanti 
germinabili (tecnologia Italpollina Spa), tal- 
mente disidratato che non è soggetto né a 
impaccamento né a fermentazioni con svi- 
luppo di odori sgradevoli. L'azoto, il fosforo ed 
il potassio, unitamente agli acidi umici e fulvi- 
ci di Altea Stallatico garantiscono una nutri- 
zione completa e bilanciata con la formazio- 
ne di piante vigorose e la produzione di frut- 




ta e ortaggi consistenti e ricchi di aromi. Altea 
Stallatico è disponibile nelle pratiche confe- 
zioni da 5, 10 e 22,5 kg. 
Per ulteriori informazioni richiedere il Nuovo 
Catalogo Altea a: info@linealtea.com, oppure 
telefonare al n. 045.6205511. 

ìj ITALPOLLINA SPA 

-*' Tel. 045.620551 1 - Fax. 045.6205555 
E-mail: info@italpollina.it 
Internet: www.italpollina.it 




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